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Arrestati 19 criminali con un annuncio di birra gratis

 TAGS:Se ci fossero sempre notizie come questa, dovremmo innaugurare una rubrica intitolata: “Si può essere più stupidi di così?.” Eccovi un estratto dell’articolo, pubblicato su “The Telegraph”:

Nella Contea del Derbyshire (nell’Inghilterra centrale) degli agenti della polizia in incognito, hanno inviato delle lettere a decine di persone, fingendo di essere una società di marketing che, come trovata pubblicitaria, offriva un cartone di birra gratis.

Un totale di 19 sospettati caddero nella trappola e chiamarono il numero indicato nella lettera, mettendosi in contatto direttamente con gli agenti di polizia del commissariato di Chesterfield.

Gli venne detto che avrebbero dovuto fissare un appuntamento per ricevere la birra ad un determinato indirizzo. Ma, invece della birra, i trasgressori si ritrovarono davanti gli ufficiali della polizia, che li ammanettarono e li arrestarono.

L’Ispettore Capo Graham McLaughlin, che ha condotto l’operazione denominata “Operazione Rocky“, ha affermato:

“Questi sospettati sono persone che sono riuscite a sfuggire all’arresto già da diverso tempo, per cui abbiamo dovuto usare diverse tattiche per riuscire ad incastrarli.”

“E’ stata una bella mossa, perché a volte si perde molto tempo e denaro prima di riuscire ad acciuffare un delinquente. Utilizziamo diversi metodi per arrestare i sospettati di crimini e continueremo ad escogitare tattiche sempre più ingegnose, se necessario.”

Tra l’altro alcuni dei delinquenti avevano commesso crimini violenti, per cui alla fine l’idea è stata davvero utile e apprezzata da tutta la cittadinanza.

A quanto pare, l’ispirazione è stata trovata in un episodio dei “Simpson”, in cui la polizia tendeva una trappola simile, per catturare dei malfattori. Probabilmente i sospettati non erano fan accaniti dei “Simpson”…

Ciò che non è chiaro è quale birra regalassero. Qui in ufficio siamo divisi in due schieramenti: una parte pensa che dovrebbe trattarsi della Guinness, la birra tipica del Regno Unito. Ma considerando quanto lontano può andare una persona solo per accaparrarsi un po’ di birra, allora dovrebbe trattarsi di una Desperados. Adesso sapete che se vi offrono birra gratis…

Birra per cani

 TAGS:Comprare birra durante l’estate, o berne una in una bella terrazza, è uno dei modi più rilassanti per avere un po’ di refrigerio ma… il tuo cane? Non ha anche lui il diritto di bere qualcosa?

Questo è ciò che hanno dovuto pensare a Bruxelles, la capitale ufficiosa della birra del Belgio, dove è stato aperto il primo “bar per cani”, che offre menù e birre appositamente pensate per il miglior amico dell’uomo.

Bevendo birra con il tuo cane

I menu, appositamente ideati da dietologi canini specializzati, sono a basso contenuto di sale ed hanno un’alta percentuale di proteine; per quanto riguarda le birre, si tratta di birre speciali, naturalmente analcoliche, nelle quali vi è stato fatto macerare un osso (con tanto di midollo).

Il locale, che si chiama “Toutou bar”, ha inaugurato con un evento dedicato agli animali domestici, che comprendeva anche una degustazione gratuita e una parata di carnevale (di cani), insieme ai cani di tutta l’alta società belga.

Bernard Schol, manager del bar, ha detto che l’idea è nata dopo aver osservato che “molte persone che passeggiano con i propri cani si fermano per bere un drink, ma non c’è mai niente per i loro animali.”

L’altra grande curiosità di questa iniziativa è che i proprietari ei cani, se lo desiderano, possono condividere le stesse portate, visto che i menu sono stati creati per poter essere adatti anche al consumo umano: pasta, verdure, riso selvatico e hamburger di manzo o di pollo, formano tutti parte del menu.

L’ideatore ha previsto anche menu da asporto, nello stile delle più famose catene di hamburgerie, con tanto di gadgets per cani inclusi nella confezione, oltre a promozioni speciali per festeggiare i compleanni degli animali domestici.

Che birra vorreste avere nella versione canina? Te ne consigliamo qualcuna?

 TAGS:Damm Inedit 50clDamm Inedit 50cl

La birra più esclusiva della Damm, per i proprietari di animali domestici più esclusivi. Dai creatori della birra Estrella Damm, alla cui ricetta contribuì il famoso chef Ferran Adrià.

 

 

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La birra asiatica più consumata nel mondo. L’Asahi Super Dry è una lager con stile, particolarmente adatta per i proprietari di cani Pechinesi, Chow Chow e Akita Inu.

 

Il buon vino è caro… ma anche no!

 TAGS:Quando parliamo dei migliori vini in classifica nelle guide, abbiamo sempre la stessa impressione: piccole produzioni, lungo invecchiamento, uve selezionate, prezzi stratosferici. Ed obiettivamente è la tendenza generale.

Beh, quest’anno i giudizi di Robert Parker hanno portato davvero una gran sorpresa: il vino Rúa Blanco 2010 della cantina ?Bodega Cooperativa Virgen de las Viñas?, è stato valutato 90 punti, un punteggio abbastanza alto, soprattutto tenendo conto che si tratta di un vino che costa… 1 euro e mezzo!

Per darvi un’idea,  i migliori vini della Catalogna nel 2011, secondo Parker è un vino bianco col punteggio più alto è il Coma Blanca 2009, con 93 punti. Ed è venduto a circa 36 euro. Ben trenta volte di più di quello che costa il Rúa Blanco, che è diventato quindi la vera e propria rivelazione della stagione.

Robert Parker, in linea di massima, si occupa esclusivamente dei vini che vengono distribuiti negli Stati Uniti perché, anche se la sua influenza è globale, il suo mercato è, in primo luogo, quello statunitense. Nel continente americano il prezzo di questo Rúa Blanco 2010 è notevolmente superiore (tra i 7 e i 38 dollari), a causa dei costi di trasporto e doganali, e varia a seconda delle specifiche leggi di ogni Stato. Ciò nonostante, il prezzo rimane comunque accessibile, rispetto agli altri vini. Ma in Spagna il vino viene venduto a un euro e mezzo, cosa che ha immediatamente procurato una raffica di ordini alla cantina produttrice.

Inoltre, un altro vino sempre prodotto da loro, il Tempestad Godello, ha ottenuto un punteggio ancora più alto, ben 92 punti, e anch?esso ad un ottimo prezzo: quì in Uvinum è venduto a poco più di 6 euro. Quindi, se volete acquistare del vino a buon mercato, già sapete…

Qualche anno fa Robert Parker causò più o meno la stessa reazione quando espresse un giudizio sul vino Las Rocas Viñas Viejas de Garnacha, dicendo dell’annata 2003: “questa deve essere la più grande scoperta in tutti questi miei 25 anni di lavoro”; ed ha poi aggiunto: “senza dubbio il miglior rapporto qualità-prezzo in Europa che abbia mai incontrato durante questi miei 25 anni di carriera”. All?epoca questo vino era venduto tra 1 e 3 dollari. Oggi, Las Rocas de San Alejandro Viñas Viejas Garnacha 2009 vale ? 11,50 e continua ad essere uno dei più richiesti in tutti gli Stati Uniti.

I migliori vini di Bordeaux

 TAGS:L’altro ieri abbiamo parlato delle forme di esprimere i nostri gusti in fatto di vini, e le differenze che ci sono tra un paese e l’altro. Rimaniamo in Francia, con la promessa di spiegarvi perché i francesi nominano solo determinate cantine. Tutto parte da Bordeaux, molti, molti anni fa…

Di sicuro il metodo americano di selezionare i vini (in base al tipo di uva) non risulta essere efficace nel paese d’oltralpe, dove la maggior parte delle cantine produce vini con diversi tipi di uva messi insieme. La classificazione spagnolo (in base alla denominazione), invece, risulta essere poco precisa in un paese in cui ci sono ben 20 regioni vinicole, denominazioni generiche, regionali, comunali e persino denominazioni che corrispondono ad un’unica cantina. Solo a Bordeaux esistono 57 AOC (l’equivalente della D.O.), tante quante quelle dell’intera Spagna.

La questione non è di certo recente: la Francia è il primo produttore di vino praticamente  da quando esiste documentazione a riguardo. Durante il Medioevo, quando le guerre tra i paesi e le invasioni barbariche nei villaggi facevano dell’agricoltura una professione rischiosa (in quanto l’agricoltore era costretto a stare nello stesso posto fino al raccolto successivo), la coltivazione della vite era praticamente nelle mani dei monasteri, che rimanevano al di fuori delle rivolte che coinvolgevano il resto del mondo. In Francia, non a caso, uno degli ordini religiosi più radicati è quello dei Cistercensi, i quali rifornivano di vino le parrocchie di mezza Europa, così come gli alti funzionari.

Bordeaux, inoltre, ha iniziato la sua tradizione nel campo dell’esportazione come primo fornitore di vini dell’Inghilterra, paese di cui fece parte fino alla guerra dei 100 anni. È stata avvantaggiata rispetto ad altre zone della Francia perché, oltre ad essere parte dell’Inghilterra, aveva anche il controllo sulla foce della Garonna, per la quale passavano i vini del Languedoc e delle altre zone concorrenti.

Controllando il fiume ed applicando delle leggi come quella “Police des vins”, era praticamente impossibile per le altre zone vinicole riuscire a competere con Bordeaux. Tale legge, infatti, prevedeva che i vini (delle altre zone) prodotti per il mercato inglese potevano passare per Bordeaux non prima dell’uno dicembre,  quando i vini di Bordeaux avevano già conquistato il mercato.

Il primato di Bordeaux è tale, e tale era la quantità di sotto-aree e di cantine (oltre 3.000) che, nel 1855, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, Napoleone III decise di promuovere una classificazione dei vini di Bordeaux, in modo che chiunque potesse sapere quali vini erano migliori o peggiori in base al prestigio e alla storia dei loro Châteaus o cantine.

Tale decisione venne presa per conquistare la fiducia degli acquirenti, in modo che questi ultimi si potessero meglio rendere conto se il vino acquistato valeva realmente il prezzo pagato o no. Non tutti i Bordeaux erano buoni, e quindi non tutti i Bordeaux dovevano essere pagati per buoni. Le cantine col percorso migliore erano Premier Cru, seguite da Deuxième, Troisième, Quatrième e Cinquième Crus. Secondo questo criterio, quindi, un vino prodotto da uno Château Premier Cru dovrebbe essere sicuramente migliore (e più costoso) di un secondo o di Deuxième Cru.

Sembra una classificazione ragionevole, soprattutto se effettuata in modo rigido: l’onore di Premier Cru venne concesso solo a 4 cantine: Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Margaux e Château Haut-Brion. Nel 1973 venne aggiunto lo ChâteauMouton Rothschild. Come abbiamo già detto, in questo modo si consolidava la fiducia dei consumatori nelle cantine che tradizionalmente avevano creato i vini migliori.

Da qui l’idea, che tutt’oggi perdura, di selezionare i gusti a seconda della marca o della cantina. Quali sono i contro di questa classificazione? Nel 1855 non era possibile per un acquirente avere accesso a guide nelle quali si valutano i vini anno per anno, per cui era più facile orientarsi in base alla tradizione di una cantina; ma ciò penalizzava enormemente le cantine più piccole che, anche se miglioravano la qualità dei propri vini, non miglioravano il loro punteggio in classifica. La classificazione del 1855 è stata rivista solo in parte, proprio per la paura delle polemiche che avrebbe potuto suscitare, in quanto per molte cantine significava marcare il limite tra successo e fallimento.

L’elenco definitivo includeva solo i vini dell’Alto Médoc e Sauternes, con l’eccezione di Haut-Brion di Graves, e ciò accentuò ancor di più la differenza tra Bordeaux e tutto il resto. Un Premier Cru di Bordeaux non è un Premier Cru di tutta la Francia, ma lo sembrava, e per questo otteneva un prezzo di vendita molto più elevato rispetto al resto. Ben presto altre zone imitarono tale classificazione, con criteri diversi, ma la fama di queste cantine si è ingigantita rispetto alle altre. Anche molti anni più tardi, dopo che molte di queste cantine hanno cambiato proprietario, posizione o qualità, il potere dei nomi continua ad essere impressionante. Ed è proprio tale potere ad impedire una revisione della classificazione: nessuno vuole rischiare di peggiorare.

Ora vi proponiamo un gioco: se in Italia dovessero rimanere solo 4 Premier Cru, selezionati in base alla qualità dei vini nel corso degli anni, quali scegliereste? Sarebbero delle stesse cantine che oggi fanno un buon vino?

“Erogatori” di Vino

 TAGS:Il mercato del vino sta dando un segnale della propria capacità per continuare ad aprire ulteriormente il mercato. Se di recente si è parlato del vino in tanica o dei distributori automatici di vino, in questo momento la vera e propria novità sta negli erogatori di vino.

Gli erogatori di vino sono delle macchine con delle pompe che, come potete vedere nella foto, ci permettono di riempire le bottiglie con vino all’ingrosso. Sono ecologici e probabilmente più economici. In Francia potete già vederli in alcune catene di supermercati.

Che ne pensate? Comprereste questo tipo di vino? Che marca vi piacerebbe acquistare all’ingrosso?

Che nome curioso per un vino!

 TAGS:Tutti si domandano se è semplicemente un modo per attirare l?attenzione, se c?è bisogno di dover attirare l?attenzione in questo modo anche di fronte a un gran vino, o se sia giusto mantenere un pò più di contegno… e a voi è mai capitato di trovare un vino dal nome veramente curioso?

C?è davvero di tutto: nomi curiosi, erotici e nomi decisamente strani. Strani come ad esempio El perro verde (che in spagnolo significa ?il cane verde?) della cantina Ángel Lorenzo Cachazo prodotto in una località spagnola chiamata Rueda dal vigneto ?verdejo?.

Sembra che gli animali siano un vero e proprio punto di riferimento per i nomi del vino. Come nel caso del Contador de Gallocanta che anni fà cambiò il nome in Qué bonito cacareaba (?che ben faceva coccodè?). E continuando con gli animali domestici, perché non provare un Cojón de gato (?coglione di gatto?) o un Teta de Vaca (?tetta di vacca?). E se mischiamo nomi strani con animali, allora di sicuro il vincitore è l?Elephant on a tightrope (?l?elefante sulla corda?), un vino francese di Vin de Pays D’Oc. Senza dimenticarci del Casalobos (?sposalupi?), chiaramente.

C?è poi un altro vino che richiama sempre ai nomi di animali che è il “Gran Cerdo” (?grande maiale?) anche se i suoi creatori assicurano che il nome si riferisca?..ai banchieri! Ce n?è persino uno, nella provincia spagnola di Bierzo, che mischia animali e persone: Mad dogs and Englishmen (?cani pazzi e inglesi? o ?cani e inglesi pazzi?, ad ognuno la scelta?).


E se ad un Italiano il nome dello spumante Follador non richiama alla mente un bel niente, ad un orecchio spagnolo potrebbe suonare quantomeno erotico. Follador, infatti, in spagnolo significa letteralmente ?scopatore?? potrete quindi immaginare cosa può significare ritrovarsi davanti una bottiglia di Follador Rosé “Vita Rosa” accompagnato magari da un bel “Bon Vivant”.

In Francia, invece, non tutti credono che il proprio vino sia il migliore: ne esiste uno chiamato Le vin de Merde (non credo ci sia bisogno della traduzione!), un altro chiamato Arrogant e per concludere un Frog’s piss (letteralmente ?pipì di ranocchio?). Sembra proprio che non abbiano molta stima, non credete?

Certo è che sono schietti e sinceri come con Le Bon Vin, anche se a volte esagerano un po?, soprattutto se chiamano un vino De puta madre (?fottutamente buono?)…

Esistono poi alcuni vini che sembrano non avere le idee molto chiare e sicuramente l?1+1=3 Brut ne è un esempio. Perché il mondo del vino è così contraddittorio: mentre alcuni pensano che ci siano vini che valgono più delle parole (Més que paraules), altri pensano che il vino Habla (?parla?).

E gli Stati Uniti, il paese del marketing per eccellenza, non potevano essere da meno. Variamo dalla Profonda Scollatura (Cleavage Creek), alla Casalinga Pazza (Mad housewife) fino alla Moglie del Vecchio Peto (Old Fart’s Wife). Eccesivi? Allora parliamo pure del Grasso Bastardo (Fat Bastard) o della… Bitch!

E potremmo continuare all?infinito, Mano a mano, Paso a paso, componendo questo Puzzle con Pochi Brav?Uomini (A Few good men) o facendo le Oche (Goose) ma è meglio che ora ci racconti qualcosa tu. Conosci dei vini dal nome curioso?

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E’ già in vendita il vino in Tanica

 - Questo alternativo contenitore è più grande del normale ed è perfino riutilizzabile. Il primo vino di questo genere di cui abbiamo notizia è il Riesling del 2009 di Finger Lakes (Stati Uniti).

Anche se questa particolare forma di vendere vino è stata presentata già da qualche mese, solo ora è stata finalmente commercializzata. Ed i primi ad usufruire di queste taniche da 20 litri sono stati, chiaramente, i locali più trendy di New York.

 TAGS:Questo riesling, conosciuto come Gotham Project, forma parte della joint venture tra Bieler Rose in Provenza e Schneider Vineyards a Long Island, ed ha già una grandissima richiesta tra i bar più alla moda, soprattutto per la facilità della sua distribuzione. Tanto è vero che ne stanno già progettando la vendita a dettaglio ed ad altri settori diversi da quello turistico-alberghierotradizionale.

Sicuramente, così come il contenitore, è altrettanto alternativa la maglietta promozionale dei Finger Lakes. Che gli diano il Finger Lakes…