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Cognac, il distillato col bouquet più intenso

 TAGS:Quando parliamo di cognac, facciamo riferimento a un distillato del tutto particolare. Prima di tutto per la posizione geografica in cui viene prodotto: si tratta infatti di una piccola zona della Francia che comprende le regioni di Charente-Maritime, Charente, Deux-Sévres e Dordogne, che a loro volta sono suddivise in altre sei diverse aree, quali Grande Champagne, Petite Champagne, Borderies, Fins Bois, Bon Bois y Bois Ordinaire.

Il cognac è inoltre speciale grazie alla sua doppia distillazione, attraverso la quale si cerca di mantenere il più possibile il sapore del vino da cui deriva appunto il distillato. E infine è considerato così particolare anche per il numero limitato di vitigni con i quali lo si può produrre.

Tutte queste ragioni hanno portato ad associare questo distillato all’alta classe, agli uomini di potere e ai circoli più esclusivi. E lo è diventato ancor di più il brandy, nonostante sia considerato il “fratello minore” del cognac.

Ma cosa succede al cognac prima di arrivare sulle nostre tavole? Passa prima per il rame e poi per il rovere. Per essere più precisi possiamo dire che innanzitutto viene distillato, un processo volto ad eliminarne la tossicità e che lascerà quindi solo la parte migliore di questo vero e proprio oro liquido; e poi viene lasciato riposare e maturare in barriques di rovere nuove (vale a dire che non possono aver contenuto precedentemente qualcosa di diverso dal cognac), grazie alle quali andrà acquistando un bouquet sempre più intenso.

A seconda del periodo di tempo in cui rimane nelle botti può assumere diversi nomi che, naturalmente, fanno sempre riferimento all’invecchiamento:
VS (Very Special). Appartengono a questa categoria tutti i cognac invecchiati in botti di rovere per almeno due anni.
VSOP (Very Special Old Pale). Almeno quattro anni di invecchiamento per questi cognac che spesso vengono anche chiamati alla francese “Réserve”.
XO (Extra Old). Invecchiati in botti di rovere per almeno sei anni, i cognac appartenenti a questo gruppo sono chiaramente i più pregiati e vengono anche denominati “Napoleón u Hors d?âge“.

Se dovessimo sceglierne uno per ogni tipo, utilizzando come criterio il rapporto qualità-prezzo, avremmo, in ordine decrescente: Hennessy XO, per la sua potenza e mascolinità, per il suo aroma e il suo carattere così ben definito; Courvoisier VSOP Fine, perché ci fa sentire come Napoleone, dopo aver combattuto la sua battaglia migliore; Remy Martin VS, per il suo aroma, la sua complessità e la sua intensità che catturano la nostra attenzione fin dal primo momento.

E concludiamo con un paio di curiosità. La prima riguarda il numero impressionante di nomi inglesi che vengono attribuiti al cognac, pur essendo un prodotto tipicamente francese: ciò è dovuto al fatto che in origine questo distillato venne esportato principalmente in Inghilterra. L’altra curiosità, che potrebbe essere un buon argomento di cui poter parlare con i vostri amici proprio con un bel bicchiere di cognac in mano, è che ne esiste un tipo che viene riconosciuto come tale ma che non proviene dalla Francia. La spiegazione la ritroviamo nella storia, all’epoca della Seconda Guerra Mondiale: la Francia aveva infatti un debito con un paese dell’America Latina, l’Uruguay e, per poter ripagarlo, nel 1946, comincia a Juanicó la coltivazione di un vigneto costituito da uve del tipo “Ugni Blanc” e allo stesso tempo viene impiantata una distilleria che ancora oggi continua a produrre questo caratteristico e particolare cognac.

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Remy Martin è uno dei marchi di Cognac meglio consolidati sul mercato, grazie al rispetto per le tradizioni e al suo gran da farsi, anno dopo anno.