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Il vino rosso, alleato contro il tumore alla prostata

Abbiamo già detto, in più di un occasione, quali sono i benefici del vino rosso. Oltre a possedere i polifenoli dell’uva, che sono antiossidanti, il vino rosso è utile per la memoria e ci offre una buona dose di benessere, anche come alleato contro il tumore alla prostata.

Ciò è confermato da uno studio di alcuni urologi che hanno dimostrato che il vino rosso può ridurre il rischio di cancro alla prostata, mentre, il vino bianco può aumentare il rischio di soffrirne.

Questa ricerca ha dimostrato, secondo i risultati ottenuti, che il consumo moderato di vino, da parte di uomini sottoposti allo studio, non ha aumentato il rischio di cancro alla prostata. Ma è importante sottolineare che i risultati variano significatamente in base al colore del vino.

I bevitori di vino bianco hanno riscontrato un leggero aumento del rischio di cancro alla prostata. Invece, gli uomini che hanno bevuto vino rosso, sempre in modo moderato, hanno avuto una significativa riduzione del 12% nel rischio di soffrire di questo tipo di cancro.

Non è la prima volta che il vino è correlato alla possibile prevenzione di vari tipi di tumori e questo è il motivo per cui vari medici hanno voluto approfondire questo argomento, dato che esistono molti studi contraddittori.

Differenziando tra tipi di bevande alcoliche e modalità di consumo, si evidenzia che il vino rosso, consumato moderatamente, può ridurre significativamente il rischio di soffrire di alcuni tumori.

Inoltre, un altro studio pubblicato sulla rivista Cancer Science ha dimostrato che il resveratrolo, una sostanza chimica presente nel vino rosso ma non nel bianco, può aumentare l’efficacia delle radiazioni per distruggere le cellule tumorali della prostata.

Senza dubbio, tra le principali conclusioni possiamo evidenziare che il livello di prevenzione e riduzione di questa malattia dipende dal tipo di bevanda che viene somministrata, poiché non tutte le bevande alcoliche producono lo stesso risultato, come hanno visto i ricercatori.

 

 

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La donne degustano meglio degli uomini

Sembra che le donne possano capire di più sui vini ed essere migliori degustatrici. Questo è ciò che è emerso da uno studio realizzato dal Politecnico di Madrid e pubblicato dalla rivista Food Quality and Preference, grazie a un’indagine condotta con un totale di 208 volontari tra uomini e donne.

Per la ricerca, ogni persona ha dovuto assaggiare sei tipi di vini: due bianchi, un rosato e tre rossi e conferire un punteggio in base a criteri personali. La direttrice del progetto, la dott.ssa Caroline Chaya, ha spiegato analizzando i risultati che gli uomini hanno ottenuto punteggi più alti, basandosi sulle emozioni, e le donne, in questo caso, raggiungevano voti più bassi, ma dimostravano la capacità di indicare maggiori differenze tra i vini.

Questa è una caratteristica essenziale che fa sì che le donne abbiano una più attenta percezione quando si tratta di degustare vini e sono in grado di distinguerli meglio. Inoltre, si è dimostrato che le persone anziane raggiunsero punteggi significativamente più alti rispetto a quelli di mezza età e giovani adulti. Si è anche concluso che i più giovani hanno maggiori probabilità di apprezzare qualsiasi vino indipendentemente dalle sue caratteristiche.

Vennero anche analizzate le impressioni provocate dalle diverse note di gusto. E dallo studio è emerso che gli aromi e i sapori fruttati e floreali hanno suscitato emozioni più positive. E al contrario la percezione di liquirizia, chiodi di garofano e vaniglia hanno provocato un tasso di rifiuto più alto. Altri studi dovrebbero essere elaborati per capirne il motivo.

Quindi, a differenza di ciò che pensava fino ad ora, le donne tornano ad essere le protagoniste, in questo caso come migliori degustatrici di vino. A questo punto non esistono rivali uomini che ci battano.

Sebbene in questo settore non ci siano ancora molte donne sommelier, si riscontrerà un aumento nei prossimi anni. E sicuramente vedremo sempre più donne raggiungere successi importanti.

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2 Cocktail a base di vino spagnolo al Top nelle Vendite

Arriva Fresh di Ramón Bilbao, una gamma di cocktail a base di vino che stanno rivoluzionando il settore. Con la bella stagione, se non vogliamo rinunciare al vino, non c’è niente di meglio che provare questi cocktail. Vediamoli nel dettaglio.

Cocktail con bianco Ramón Bilbao Verdejo

Questa cocktail combina il vino bianco Verdejo dalla casa, con foglie di basilico e otto gocce di sciroppo di lime. Così otteniamo un cocktail freschissimo il cui protagonista è certamente il vino bianco.

Cocktail Rosé fresco, con Rioja DO rosé

Il rosé di Ramón Bilbao è l’ideale per l’estate, perchè attira sempre di più questo tipo di vino. E in questo caso, come cocktail, si unisce con ghiaccio, fette di pompelmo e otto gocce di sciroppo di fragole, che risaltano nel palato con un sapore dolce e floreale.

Per creare questi cocktail, il marchio pensa di avvicinarsi a un pubblico molto più giovane e, in questo modo, aprire il mercato. Ma la cantina non ha preparato solo queste due sorprese per noi.

Hanno ideato una gelatina che si serve insieme al cocktail, realizzata partendo dall’estratto degli aromi del Ramón Bilbao Rosé. In questo modo, cattura gli aromi che vengono rilasciati in forma gassosa durante la fermentazione, ovvero quando il vino viene elaborato. Poi vengono liquefatti e si ottiene un estratto con gli aromi del vino. Ha un sapore dolce con sfumature floreali.

Indubbiamente, sono regali eccellenti da fare ai nostri ospiti in estate, sorprendendoli con un cocktail a base di vino. Potranno anche assaggiare le speciali gelatine e gli spiegheremo come sono state elaborate.
Chiaramente, con l’arrivo della nuova stagione dei bar estivi si abre anche la stagione dei cocktail. E non c’è niente di meglio che provarli a base di vino, un’ingrediente così semplice che offre un ottimo risultato.

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Ramon Bilbao Verdejo 2017

 

 

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Ramón Bilbao Rosado 2017

Migliora le tue abilità con il vino

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C’è sempre qualcosa di nuovo da leggere sull’alcol e sui possibili benefici che ha su di noi. La maggiorparte degli scritti tratta della necessità di bere con moderazione e di non bere mai quando si deve guidare. Naturalmente, Uvinum supporta pienamente i messaggi di prevenzione delle campagne sulla salute.

Ciò non toglie che studi recenti hanno confermato un approccio positivo al consumo moderato di alcol. La scienza ha già dimostrato i benefici della dieta mediterranea, quindi non ci soffermeremo su questo. Invece, abbiamo scoperto cinque interessanti studi che affermano che l’alcol può migliorare alcune tue capacità.

Abilità nella danza
Lo scorso dicembre il Times ha pubblicato i risultati di uno studio del professor David Nutt in cui si afferma che sei bicchieri migliorano significativamente il tuo punteggio in un gioco di ballo della Xbox. Questo corrisponde a circa una bottiglia di vino. Tuttavia, sembra che questa nuova capacità scompaia oltre i sei bicchieri.

Abilità con le lingue straniere
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Psychopharmacology, condotto dal King’s College e dalle università di Liverpool e Maastricht, un bicchiere di alcol ha un impatto positivo sulle abilità linguistiche autovalutate e valutate dagli osservatori. Pertanto, la prossima volta che andrai in vacanza su una strada del vino francese o spagnola, non esitare a bere un po’ di vino per parlare con la gente del posto.

Abilità per risolvere i problemi
Un nuovo studio della professoressa Jennifer Wiley dell’Università dell’Illinois sembra dimostrare che due bicchieri di vino o di birra ti rendono più efficente e veloce nel risolvere enigmi. Tuttavia, è giusto notare che questo effetto è limitato al fatto che l’alcol migliora la creatività con cui un problema può essere affrontato, ma le abilità analitiche diminuiscono.

Senso dell’olfatto
L’Institute of Sciences of Israel ha dimostrato in uno studio che due bicchieri di alcol per le donne e tre per gli uomini possono migliorare le nostre capacità olfattive. In altre parole, quando beviamo un po’, possiamo identificare una gamma più ampia di profumi. Come per le altre abilità, anche questa capacità scompare se si supera un consumo moderato.

Abilità sociali
Secondo un articolo pubblicato sul Psychological Science, bere un drink può migliorare le tue abilità sociali. L’alcol sembra facilitare la partecipazione nelle discussioni e ti fa sorridere di più, il che facilita le relazioni sociali. Tuttavia, gli “shot” di vodka non sostituiscono le relazioni sane.

 

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Abbasso i pregiudizi!

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Basta con le storie. Il vino rosato è un vino a parte, anche se sembra che ci sia voluto molto tempo per capirlo. Forse sia perché siamo sempre stati più abituati ai vini rossi o per qualunque ragione sia, potremmo affermare che sminuire il vino rosé sia stato a lungo uno sport nazionale, tanto da far vergognare i nostri vicini francesi, grandi amanti e produttori di questo tipo di vino.

Ma, alla fine, ci siamo svegliati e dove vedevamo dubbi ora ci vediamo chiaro, quasi rosato. Analizziamo un po’ la questione.

Bleah! Un mix di bianco e rosso

Per cominciare, chi sostiene che il vino rosé sia una miscela di vino bianco e vino rosso, non merita di assaggiare un singolo bicchiere di questo succo degli dei convertito in vino. Il rosé può essere elaborato con due metodi: salasso e pressione diretta.

La tecnica del salasso conferisce al vino un rosa più intenso dato che prevede la macerazione con le bucce. Quali sono i diversi passaggi? Innanzitutto, le uve vengono diraspate e pigiate. Quindi, vengono depositate in una vasca dove gli acini libereranno il proprio mosto e macereranno con le bucce. Una parte di questo mosto verrà estratto e fermentato per mantenere aromi e sapori unici, mentre la parte “rimanente” seguirà il proprio processo per diventare rosso.

Con la pressione diretta il processo di elaborazione cambia. Questo metodo di origine francese prevede la macerazione dell’uva per un periodo molto breve, seguita dalla pressione diretta con più o meno intensità a seconda del colore desiderato. Poiché l’uva è rimasta poco a contatto con la buccia, che è dove risiedono le tinture naturali che danno colore al vino, il risultato è un rosato dai toni chiari, un rosa pallido o salmone.

Uva … di scarsa qualità?

Vediamo un po’ di chiarirci: come possiamo pensare che si utilizzi uva di peggiore qualità per il vino rosato? I vitigni più comuni sono gli stessi dei vini rossi come il Grenache, il Syrah, il Carignan, il Tempranillo, il Pinot Nero, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Cinsault … La qualità dell’uva, come per tutti i vini dipenderà dal vigneto, dal terroir, dal clima e dall’esperienza del viticoltore, ma non dall’uva stessa.

E per di più, le aziende vitivinicole che elaborano vino rosato utilizzano uve che potrebbero essere usate per l’elaborazione di vini rossi, su cui non girano tanti pregiudizi e con cui potrebbero guadagnarci di più. Detto questo, produrre vini rosati è un vero lavoro di passione da parte delle aziende vitivinicole.

Un vino per profani o … per le donne

XXI secolo. Europa. Chi osa dire che il vino rosato è un vino per donne meriterebbe, ancora una volta, di essere privato di ogni possibilità, per il resto della sua vita, di bere un bicchiere di vino.

Il vino rosato non è un vino per donne o, tanto meno, per persone non esperte di vino. È, semplicemente e chiaramente, un vino da gustare, senza complessi né pregiudizi. E, se ci sono ancora dei dubbi, facciamo attenzione: critici di prestigio e influenti come Robert Parker o Peñín sempre più spesso includono vini rosati nelle loro guide; e sono sempre più i ristoranti famosi che li raccomandano nei loro attenti ed esclusivi menù.

Non si può abbinare

Il rosato non viene salvato nemmeno sull’argomento “abbinamenti”. Da dove è venuta fuori questa ridicola idea che non si può abbinare con nulla? Con la pasta, con la pizza, con i formaggi (in particolare di capra, mmm), con salumi, con sushi, con dolci, con carne e stufati … Se si vuole abbinare il rosato, ci sono mille possibilità. E se desideriamo servirlo come aperitivo, sarà un vero piacere degustarlo.

In estate e per turisti

Sull’affermazione “è un vino per turisti!” meglio non soffermarci, ma se volessimo rispondere qualcosa, potremmo affermare che in altri paesi hanno sviluppato prima di noi la passione e il (buon) gusto per questo tipo di vino.

E, per ultimo, il vino rosé è un vino estivo … Forse è semplicemente una questione di logica. Proprio come la cioccolata calda che la preferiamo in inverno. Ciò non significa che il vino rosato non possa essere degustato durante il resto dell’anno, specialmente se prestiamo attenzione agli abbinamenti. Perché non scegliere una bottiglia di rosé per una cena intima con un tagliere di salumi selezionati, vicino al camino in una notte d’inverno? O perché non un rosato per un freddo sabato sera sul divano , mangiando una pizza, davanti a un bel film? In realtà, siamo noi a porci dei limiti.

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Qual è l’importanza del vino nella dieta mediterranea?

 TAGS:undefinedOrmai tutti sono consapevoli dei molteplici benefici che apporta la dieta mediterranea al nostro corpo. Infatti, previene le malattie cardiovascolari, elimina il colesterolo “cattivo” e offre i nutrienti necessari per sviluppare una mente sana e un organismo in forma.

Il vino è incluso in questa dieta, sia nei pranzi che nelle cene, essendo una bevanda salutare con molti vantaggi.

La stessa Fondazione Dieta Mediterranea riconosce che “il vino è una bevanda che è stata tradizionalmente associata sia ad effetti positivi che negativi per la salute. Ciò che determina se la bilancia si inclini più da un lato che dall’altro è il modello di alimentazione quotidiano che viene seguito “. E le parole di Ramon Estruch, uno dei leader del gruppo di ricerca Predimed del Centro di Ricerca Biomedica in Rete Fisiopatologia dell’obesità e nutrizione (CIBERobn), affermano che “I maggiori benefici si ottengono quando il consumo è moderato e si mantiene una condotta alimentare salutare, come la dieta mediterranea. “

Quindi, la presenza del vino in questa dieta è molto importante. E’ giusto sottolineare che quando si parla di consumo moderato di vino si intende nel caso degli uomini un massimo di tre bicchieri di vino al giorno, mentre per le donne un bicchiere e mezzo al giorno.

Il catalogo e la guida della Fondazione Dieta Mediterranea afferma che l’acqua è la bevanda per eccellenza nel Mediterraneo, per cui è di base, mentre il vino deve essere assunto con moderazione e durante i pasti. Spiegano che il vino è un alimento tradizionale nella dieta che può avere effetti positivi sulla salute consumandolo con moderazione e nel contesto di una dieta equilibrata.

Queste bevande, come il vino, dovrebbero essere combinate con i prodotti locali, di stagione, verdure, ortaggi, cereali, pesce, carne rossa (con moderazione), frutta fresca, prodotti lattiero caseari, frutta secca e olio di oliva.

Tutto ciò deve essere unito a una sessione di esercizio fisico quotidiano che rende la dieta veramente completa.

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Come hanno influenzato i cambiamenti climatici la produzione di vino nel 2017?

 TAGS:undefinedL’International Wine Organization (OIV), ha riferito che la produzione di vino di quest’anno è stata la più bassa dagli anni ’60. Anche se si continua a bere sempre più vino e in tipi di popolazione diversa, la produzione diminuisce, tanto che quest’anno il volume ha registrato un calo dell’8%, arrivando fino a 246,7 milioni di ettolitri.

Secondo OIV, la principale tra le ragioni, per queste brutte cifre di produzione, è il cambiamento climatico, che provoca autunni caldi e gelate più tardive del solito. Cambiamenti che non fanno assolutamente bene alla terra e alla natura.

Ciò non causa un calo di consumo poiché lo stock è sufficiente (solo in Francia ci sono 154 milioni di ettolitri in stock) né un aumento dei prezzi, dato che le esportazioni stanno andando bene. Secondo gli esperti dell’OIV, alcuni vini meno costosi possono aumentare leggermente il loro prezzo, ma i vini di fascia alta manterranno la loro tariffa.

Il cambiamento climatico colpisce soprattutto paesi come l’Italia, la Francia e in parte la Spagna. L’abbiamo visto nella vendemmia di quest’anno, che è stata anticipata e ha causato una produzione inferiore: 35,7 milioni di ettolitri di vino e mosto in Spagna.

Tuttavia, il mondo del vino in generale si muove, con diversi tipi di eventi, l’aumento del turismo enogastronomico e delle esportazioni che, come abbiamo precisato, sono superiori.

Vi sono altri dati su questa bassa produzione, infatti dalla Direzione Generale dell’Agricoltura (DG Agri) della Commissione Europea hanno previsto che la produzione di vino per la campagna 2017/18 avrebbe una stima di soli 145,1 milioni di ettolitri, che è un 14,4% e oltre 24 milioni in meno rispetto alla scorsa stagione.

 

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Perchè i faraoni non volevano bere vino?

 TAGS:undefinedE’ noto che l’elaborazione del vino ha una storia millenaria, che risale alle più antiche civiltà conosciute nella zona del Mediterraneo. Tuttavia ci sono anche dei fatti curiosi su questa bevanda che possono sorprenderci, come il fatto che i re egizi erano restii a consumarlo. 

Nell’ Antico Egitto, il vino aveva un ruolo importante nella vita cerimoniale, e si stima che la coltivazione di vigneti fu introdotta intorno all’anno 3000 a.C., creando una fiorente industria vinicola nell’area del delta del Nilo ed un prosperoso scambio commerciale con la regione di Canaan. Infatti, sono state scoperte delle pitture murali con innumerevoli rappresentazioni del processo di elaborazione del vino, ed esso era una delle provviste che erano solite accompagnare i defunti nel loro viaggio verso l’ “al di là”.

Apparentemente, il vino che si produceva era per lo più il rosso, di un colore che sollevò varie superstizioni nella cultura egizia, come ad esempio il fatto che i faraoni si rifiutassero di berlo o offrirlo agli dei, dal momento che lo consideravano “il sangue di coloro che in passato avevano combattuto contro gli dei”. Per lo stesso motivo, si credeva che l’ubriachezza “fa impazzire gli uomini” poichè il vino proveniva dal sangue dei loro antenati.

Tutte queste credenze, tuttavia, non sembrano aver impedito al vino di avere un grande successo tra la popolazione egiziana in generale, tanto nella sua versione più convenzionale, ossia a base di uva, come nella sua variante prodotta con melograni, nominato “shedeh”, del quale sono state anche trovate prove in numerosi depositi archeologici. Anche questa bevanda si usava come offerta religiosa ed aveva un ruolo importante nei riti di imbalsamazione.

 

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Matthew McConaughey: dall’Oscar al whisky

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Stati Uniti – L’attore premio Oscar, Matthew McConaughey è alla guida della nuova campagna pubblicitaria della distilleria Wild Turkey Bourbon.

Il famoso Matthew McConaughey non ha definitivamente lasciato la sua carriera per il whisky. Però ha deciso di lasciare le telecamere per un momento e non in un modo convenzionale come molti attori lo fanno. Matthew McConaughey ha deciso di fare qualcosa di ben diverso : è diventato il direttore pubblicitario dell’ impresa Wild Turkey Bourbon, originaria del Kentucky, negli Stati Uniti. 

“Volevo prendere in mano il progetto intero “

Questa collaborazione è stata annunciata da agosto 2016. Inizialmente, Matthew McConaughey è stato contattato dalla compagnia sorella di Wild Turkey, Campari, che voleva assumerlo come il volto della compagnia. Tuttavia, l’attore aveva altri piani : ha offerto di lavorare con loro però come scrittore, direttore e protagonista della campagna.

“Volevo prendere in mano il progetto intero “, dice Matthew McConaughey durante una conferenza stampa insieme a Jimmy Russell e Eddie Russell, padre e figlio del gruppo di Wild Turkey. “Volevo essere il responsabile ed una parte considerevole della campagna, non solo il suo volto.”

Attrarre un ascolto più giovane

Nello scorso settembre, nel hotel Wythe in Brooklyn, New York, è stato mostrato un mini documentario di 6 minuti nel cuale si può vedere l’attore caminando nella distilleria degustando whisky accompagnato dai Russells. Una pubblicità più corta, di 30 secondi, nella cuale si può vedere The Hot 8 Brass Brand di New Orleans, è stata lanciata al livello nazionale negli Sati Uniti come parte della campagna globale.

Questa pubblicità sarà la prima parte di 3 film addizionali che vuole realizzare l’attore, come si trattava di una storia dividada in tre atti. L’attore anche apparirà negli annunci dell’impresa.

La decisione di chiamare Matthew McConaughey e darlo il ruolo del creativo principale della campagna è stato deciso sul presupposto di attrarre un ascolto più giovane, e, sebbene l’attore ammetta che non ha una forte storia col whisky, dice che ne è molto felice.

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Il segreto per vivire 110 anni? Un goccetto di whisky al giorno!

 TAGS:undefined Grace Jones, 110 anni, ha ricevuto un nuovo biglietto d’auguri da parte della Regina    d’Inghilterra.

Potremmo pensare che vivere per tanti anni sia collegato ad una vita sana, con un’alimentazione equilibrata ed un’attività fisica regolare per mantenere la forma. Tuttavia, benché lo che precede non si deve escludere, le persone che vivono più a lungo nel mondo hanno ammesso che l’alcol è parte integrante della propria dieta quotidiana e che, per loro, è quello che li ha aiutate a vivere per un tempo così lungo.

“Non perdo mai il mio bicchiere notturno”

Grace Jones è attualmente la decima persona vivente più vecchia del Regno Unito, con 110 anni, e ha confessato che un bicchierino di whisky ogni sera è stato il suo più fedele segreto per vivere per tanti anni.

“Non perdo mai il mio bicchiere notturno ed è l’unica cosa che prendo” dice la signora Jones, che ha questa abitudine da 60 anni. “Il whisky è molto buono per la salute. Ho cominciato con il goccetto prima di dormire quando ho avuto 50 anni e da allora non ho fermato, fa 60 anni, e non ho l’intenzione di farlo. Il dottore mi ha detto di continuare a prenderlo e che fa bene al mio cuore”, ha confessato Grace Jones.

Ovviamente, non è la prima volta che una cosa del genere avviene : una donna di 102 anni ha attribuito alla birra la sua longevità ; un’altra donna di più di 100 anni affirma che 6 gin tonic al giorno gli hanno fatto del bene ; mentre un prodottore di vino spagnolo di 107 anni assicura che la sua età avvanzata è dovuta alle 4 bottiglie di vino che consuma quotidianamente.

Grace Jones ha festeggiato il suo compleanno nello scorso settembre con la sua figlia di 78 anni. Ha goduto di una piacevole compagnia, del cibo, delle bevande e, ovviamente, del suo mitico bicchierino di whisky. È nata un 16 settembre del 1906 in Liverpool, nel Regno Unito, e ha ricevuto in totale sette carte dalla Regina d’Inghilterra. Date le circostanze, probabilmente non sarà la ultima.

 

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