Tag: curiosità

Festa del papà: il giorno della zeppola

Il dolce tipico del giorno di San Giuseppe, che poi è anche il giorno della Festa del Papà, è la zeppola napoletana.

Festa del papà: che vino abbinare alle zeppole - Uvinum

Per chi non la conoscesse, la zeppola è una bignè fritto ripieno di crema pasticciera, sulla cui sommità viene posta un’amarena o una ciliegia sotto spirito. È un dolce dalla storia centenaria: la prima ricetta ufficiale si trova nel Trattato di Cucina Teorico-Pratico del gastronomo Ippolito Cavalcanti, libro scritto nel 1837 in lingua napoletana.

Perché si mangia la zeppola il giorno di San Giuseppe?

Secondo la leggenda, la zeppola risalirebbe addirittura alla fuga in Egitto di Maria e Giuseppe.  San Giuseppe, infatti, oltre a lavorare come falegname, si reinventò nel ruolo di friggitore e di venditore ambulante di frittelle per mantenere la sua famiglia. È per questo motivo che oggi, 19 marzo, si festeggia anche il Santo Protettore dei falegnami e dei friggitori!

La figura dello zeppolaro di strada, antico mestiere esistito fino a qualche anno fa a Napoli, sembrerebbe essere proprio un omaggio alla figura del Santo. Per le strade della città partenopea, di fatto, non era raro vedere dei banchetti di frittelle davanti alle botteghe dei falegnami, dove lo zeppolaro impastava e friggeva senza sosta per i passanti.

Che vino bere con le zeppole

La zeppola è un dolce piuttosto difficile da abbinare al vino, a causa della grassezza e della dolcezza notevoli che la contraddistinguono. È sicuramente meglio puntare su un vino bianco, ideale per ripulirsi la bocca, la cui dolcezza dev’essere però controbilanciata da una buona vena sapida e minerale.

Una buona idea è il Moscato, il “vino da festa” nella tradizione contadina italiana. Altre ottime opzioni sono rappresentate da un Vermentino, un Verduzzo Friulano, un Malvasia di Bosa o un Greco di Bianco.

 

Biodinamica: i vini che rispettano l’ambiente

sciopero mondiale per il futuro - i vini biodinamici - Uvinum

Oggi si scende in piazza per il futuro del pianeta. Gli studenti, infatti, hanno indetto una sciopero per il clima per chiedere ai governanti misure concrete contro il riscaldamento globale. Anche per quanto riguarda il mondo del vino, i produttori non sono indifferenti a questa questione e da qualche anno si è assistito all’introduzione di una serie di pratiche volte a salvaguardare l’ambiente.

La parola d’ordine è biodinamica. Molto simile come concetto a quello di viticoltura biologica, – che si basa essenzialmente sulla coltivazione senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi e OGM – la viticoltura biodinamica (e più in generale l’agricoltura biodinamica) si basa sul rispetto del corso naturale della natura e sull’equilibrio dell’ecosistema pianta-suolo-animali.

Inoltre, si differenzia dalla viticoltura biologica per l’utilizzo di preparati particolari a base di erbe e minerali, irrorati sulle piante in periodi specifici dell’anno, e per  l’adattamento ai cicli lunari sia per la semina che per il lavoro nei campi.

La certificazione Demeter

Anche se non esiste ancora una normativa di legge di riferimento , esistono delle certificazione che attribuiscono il titolo di “vino biodinamico”.

La principale è Demeter, creata nel 1927 e oggi in vigore in una cinquantina di paesi. La sede italiana dell’Associazione si trova a Parma e opera un attento controllo sulla produzione e sulla commercializzazione dei prodotti biodinamici, seguendo ogni fase fino all’etichettatura. Demeter non si occupa solo di vino e prodotti vegetali, ma anche di carne, prodotti caseari, spezie e prodotti non alimentari, come cosmetici e tessuti.

Vino biodinamico per salvare il pianeta - Uvinum

Alois Lageder

L’azienda Alois Lageder porta avanti con orgoglio la tradizione enologica di vini di qualità dell’Alto-Adige. L’approccio olistico e sostenibile della cantina si rispecchia nell’attività vitivinicola biologica e biodinamica, che le ha consentito di fondere tradizione e modernità.

 

La Raia

La Raia, azienda agricola biodinamica certificata Demeter, si trova nel cuore delle colline del Gavi, dove produce vini nel pieno rispetto per la natura.

Stefano Amerighi

Stefano Amerighi, nei suoi vigneti di Poggiobello di Farneta, segue scrupolosamente tutte le regole del metodo biodinamico: lavorazioni in vigna scandite dalle fasi lunari; pigiatura con i piedi; fermentazione spontanea con lieviti indigeni; imbottigliamento senza filtrazione o stabilizzazione.

10 cose da sapere sulla Festa di San Patrizio

Come ogni anno, il 17 marzo si celebra una data molto speciale per gli irlandesi e questa tradizione si è diffusa anche in diversi paesi del mondo. È il St. Patrick’s Day, il santo patrono d’Irlanda, una giornata piena di tradizioni, feste, tanto verde e birra. Ecco 10 cose che dovresti sapere su questa festa:

  1. Molta birra. Durante questa festa, viene consumata molta birra in tutto il mondo. I dati affermano che vengono consumati più di 13 milioni di litri in tutto il mondo il giorno di San Patrizio.
  2. Viva il verde. In questo giorno, la maggior parte degli irlandesi, che si trovano in diversi paesi del mondo, si veste di verde, uno dei colori che identifica l’Irlanda. Se vuoi celebrare questa festa in modo autentico, ti consigliamo di indossare una camicia verde… anche se il colore storico nazionale dell’Irlanda è blu!
  3. Incontrarsi in pub o in bar. Solitamente, gli irlandesi in questa giornata di festa vanno al pub a prendere qualche pinta. Se non sei in Irlanda, basta andare in un pub irlandese della tua città per vivere al meglio la festa.
  4. Chi era Saint Patrick? San Patrizio nacque nel IV secolo e venne rapito da alcuni uomini del re d’Irlanda. Durante la sua prigionia, studiò per diventare sacerdote e si narra che riuscisse a spiegare il mistero della Trinità con un trifoglio verde. Morì il 17 marzo del 461.
  5. Cosa si mangia durante questa festività? Tra i piatti tipici irlandesi , si preferiscono i dolci tradizionali ed alcune ricette a base di carne, come il roast chicken e il guiness stew.
  6. Le sfilate. È tradizione sfilare per la città per celebrare il giorno di San Patrizio. Puoi informarti per sapere se nella tua città la comunità irlandese organizza delle parate.
  7. Quando si è iniziato a festeggiare San Patrizio? La celebrazione del festa di St. Patrick’s Day iniziò nell’anno 1917.
  8. Dura diversi giorni. In molte località, come nella stessa Irlanda, anche se il giorno esatto è il 17 marzo, la festa si è convertita in un festival di più giorni incentrato su alcune sfilate.
  9. Chi è lo gnomo? È il simbolo di questa festa e si dice che sia una piccolo folletto che, secondo la leggenda, appare solo in certi giorni dell’anno.
  10. Ritmi celtici. Un altro modo per celebrare San Patrizio è facendosi coinvolgere nelle danze popolari irlandesi basate sui ritmi celtici.

E cosa c’è di meglio che unirsi alla festa con una buona birra? Ecco alcune delle nostre proposte, non perdertele!

 

L’amore si condivide anche nelle bevande

Dicono che due persone che convivono finiscano per avere gli stessi gusti, anche nelle bevande. In uno studio, pubblicato sulla rivista di Scienze Comportamentali Appetite, i ricercatori dell’Università di Wrocław in Polonia e dell’Università di Dresda in Germania hanno testato le preferenze di gusti e di sapori di 100 coppie eterosessuali, le cui relazioni si mantenevano dai tre mesi ai 45 anni . Hanno scoperto che quanto più lunghe erano le relazioni, più simili erano le preferenze di gusto.

Organizzazione dello studio

Ad ogni partecipante è stato richiesto di annusare 38 campioni di aromi, che includevano fragranze come eucalipto, butanolo, arancia, carne affumicata e caramello. I ricercatori hanno preparato campioni per ognuno dei cinque sapori base: dolce (10 grammi di D-saccarosio), acido (5 grammi di acido citrico), salato (7,5 grammi di NaCl), amaro (0,05 grammi di chinina cloridrato) e umami (10 g di glutammato di sodio). Ai partecipanti è stato chiesto di valutare ogni campione di aroma e sapore da 1 (“Mi piace molto”) a 5 (“Non mi piace affatto”).

Più tempo insieme, più somiglianza nel gusto

Lo studio ha esaminato, non solo, in che modo le preferenze potrebbero essere influenzate dalla longevità di una relazione, ma anche come potrebbero essere influenzate dalla felicità della coppia. Le coppie felici non avevano preferenze più simili rispetto a quelle meno soddisfatte. Tuttavia, una maggiore soddisfazione nelle relazioni aveva una correlazione leggermente negativa con le preferenze di odore simili.

È logico che gli anni (e le bottiglie di vino) condivisi da una coppia, finiscano per adattare le preferenze reciprocamente. Lo studio ha concluso che anche in una relazione infelice, specialmente in una convivenza, è probabile che le coppie odorino e mangino ancora le stesse cose per abitudine, necessità o convenienza.

Le coppie che bevono insieme sono più felici

Ma c’è di più, perché un nuovo studio dell’Università del Michigan afferma che le coppie che bevono insieme sono più felici. I ricercatori hanno intervistato 2.700 coppie sposate e analizzato quanto e come bevono. Le conclusioni dimostrarono che la coppia era più propensa a considerarsi felice quando condivideva queste abitudini, rispetto a quelle coppie in cui uno degli interessati rimaneva sobrio mentre l’altro consumava alcol, e viceversa.

In ogni caso, ancora molti studi sono necessari per comprendere in che modo i gusti delle coppie si avvicinino. Per il momento, perché non usare queste nuove scoperte come un’altra ragione per trascorrere del tempo con il vostro partner e la vostra bottiglia di vino preferita?

 

Il vino aiuta a ridurre la mortalità

Le qualità benefiche del vino sono molteplici: riduce il colesterolo e previene il rischio di patologie legate al cuore. Ed ora, grazie a uno studio, si è scoperto che può anche ridurre la mortalità. La ricerca evidenzia che il vino consumato come parte di una dieta anti-infiammatoria può aiutare a ridurre il rischio di morte per qualsiasi causa.

Secondo uno studio condotto presso l’Università delle Scienze di Varsavia (Polonia) e pubblicato sul Journal of Internal Medicine, consumare cibi e bevande con proprietà anti-infiammatorie è molto importante quando si tratta di ridurre il rischio di mortalità di una persona.

Dieta anti-infiammatoria

I ricercatori sono arrivati alla conclusione che una dieta anti-infiammatoria (composta da verdure, frutta, cereali, formaggio, olio d’oliva, noci, cioccolato, tè e caffè) è buona per ridurre la mortalità per qualsiasi causa. Quindi, consumare quantità moderate di vino produce comportamenti anti-infiammatori nel corpo che risultano benefici per la salute. La dieta mediterranea, infatti, consiglia l’assunzione di molti di questi alimenti e specifica che è possibile bere un bicchiere di vino rosso al giorno.

Per lo studio sono state analizzate circa 70.000 persone della Svezia di entrambi i sessi, di un’età compresa tra i 45 e gli 83 anni. In base a questo studio, il sistema immunitario innesca l’infiammazione quando il corpo affronta una potenziale minaccia, come una sostanza chimica nociva o microbi. Questo processo può diventare problematico quando l’infiammazione si trasforma nello stato predeterminato del corpo.

Si resero conto che le persone che seguivano una dieta piena di elementi anti-infiammatori avevano il 18% in meno di possibilità di morire per qualsiasi causa rispetto a quelli che consumavano meno questi prodotti. Lo studio ha anche rilevato che, tra i fumatori, coloro che seguivano una dieta antinfiammatoria avevano maggiori possibilità di sopravvivenza.

Altri benefici del vino

  • Aumenta le endorfine. Quando beviamo vino, liberiamo endorfine e notiamo una sensazione di rilassamento molto piacevole.
  • Antiossidanti. I polifenoli dell’uva provocano un’azione antiossidante veramente potente. Ciò rallenta l’invecchiamento della pelle che si rinnova ed è più liscia e giovane che mai.
  • Combatte le infezioni del tratto urinario. Grazie alla quantità di vitamine e minerali che contiene e agli antiossidanti, impedisce ai batteri di aderire alla nostra vescica o ai reni. Ciò ottimizza il filtraggio e la depurazione di questi organi.

 

Abbinamenti vini e insetti … E’ buono il risultato?

Mangiare insetti è un’idea ancora remota nella nostra mente. Anche se è davvero una tendenza comune in molti altri paesi, i consumatori italiani non sono ancora pronti per questa novità. Ma sicuramente presto potremo degustare questi alimenti, dato che offrono diversi benefici per la nostra salute.

Quando parliamo di vino e insetti facciamo un passo nel futuro. Perché, anche se non conosciamo ancora i sapori di tali alimenti, in altri paesi sono già state effettuate degustazioni e abbinamenti tra vini e insetti. E com’è il risultato? Ve lo raccontiamo.

Abbinamenti di vini e insetti

Il D.O. Rueda ha organizzato una degustazione speciale in Svizzera che ha deciso di abbinare il vino Verdejo a cavallette e vermi. Si è svolta in Svizzera, perché è il primo paese in Europa a legalizzare il consumo di insetti, seguendo severi controlli di qualità.

In questa degustazione c’erano dei tacos asiatici con grilli, cavallette in tempura con salsa di sesamo e mango, stufato di verdure e vermi di farina in salsa di Hoisin con riso, formaggio stagionato con vermi con salsa al pesto. Il risultato è qualcosa di innovativo che, a quanto pare, si addice a questo tipo di insetti.

Come spiegato da Santiago Mora, direttore generale del D.O. Rueda, e Sebastian Bordthauser, esperto tedesco in cucina con gli insetti, che hanno guidato questa degustazione: “L’innovazione fa parte dei nostri geni. Questa iniziativa ha avuto un’accoglienza eccellente tra i consumatori svizzeri e con essa abbiamo dimostrato la versatilità dell’uva Verdejo, capace di accompagnare anche i piatti più complessi “.

Vini bianchi, rossi e rosati

Oltre al DO Rueda, che si è cimentato in questa degustazione innovativa, ci sono altri paesi che hanno abbinato agli insetti i propri vini. Ma tutto dipende, inoltre, dal tipo di cibo che accompagna questi insetti. Possono essere uniti sia a riso bianco che a tacos di vitello o pollo. Perciò, nel primo caso i vini bianchi, nel secondo caso i vini rossi e rosati, si sposano perfettamente e si addicono alla molteplicità di sapori.

Quello che non sappiamo è che ci sono diversi tipi di insetti che deliziano il palato, alcuni sono più delicati e altri più forti. Secondo gli esperti, quelli che si mangiano come aperitivo si abbinano ai vini bianchi e rosati, in quanto sono più salati e meno piccanti. Mentre i piatti principali, dove gli insetti si combinati con altri ingredienti noti a tutti, sono preferibili vini rossi, data la complessità delle ricette.

In ogni caso, c’è ancora molto da sperimentare e vedere con questo tipo di alimenti, totalmente sconosciuto per noi.

 

5 tendenze nel consumo di vino per la fine del decennio

Rimane solo un anno per raggiungere il 2020 ed iniziare un nuovo decennio. Ecco perché gli esperti stabiliscono le tendenze del vino per la fine del decennio. La relazione di “Wine Trade Monitor 2018”, realizzata da Sopexa, in base alle risposte dei professionisti, evidenzia aspetti diversi, illustrando, per esempio, quali sono i vini più apprezzati e quali sono i formati favoriti dai consumatori.

1. I vini francesi continuano ad essere i più apprezzati

Non ci sono sorprese in questa sezione. Sebbene altri vini provenienti da diverse zone guadagnino posizioni, nove professionisti consultati su dieci, ritengono che i vini francesi siano ancora irraggiungibili. Salgono nella classifica quelli provenienti dal Cile, dall’Australia e dagli Stati Uniti.

2. Confezioni e formati

Secondo lo studio, i paesi asiatici prediligono ancora il vino in bottiglia e il 66% degli esperti della zona prevedono una rapida crescita delle bottiglie di volume minore e altri piccoli formati. Le confezioni ed etichette “intelligenti” e interattive sono ben accolte nei paesi asiatici, ma meno in altri paesi occidentali.

3. Boom dei vini biologici

I vini biologici si trovano, per la prima volta, tra le prime tre posizioni delle categorie più promettenti per oltre il 35% degli operatori (eccetto Cina e Hong Kong). Mentre l’impegno per il locale è sempre più importante, come abbiamo visto da alcuni anni, sia nel cibo che nelle bevande. Ciò significa che la “denominazione regionale” vende bene e continuerà fino alla fine del decennio.

4. Denominazioni di origine

Sempre si distaccano dal resto dei vini. E ciò non cambia alla fine del decennio. Lo studio dimostra, che la maggior parte dei professionisti intervistati citano, in primo luogo, le denominazioni francesi per i vini rossi. Con quattro regioni principali: Bordeaux, Languedoc, Côtes du Rhône e Borgogna. Per quanto riguarda i bianchi, quelli di Marlborough (Nuova Zelanda) si impongono ovunque tranne che in Belgio, mentre i bianchi francesi della Valle della Loira sono leader tra gli europei.

Rioja e Rueda sono le denominazioni spagnole che occupano le prime posizioni della classifica dei vini rossi e bianchi.

5. Tipi di uva

La classificazione dei quattro vitigni classici rimane stabile (Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Nero e Merlot), si deve evidenziare il successo del Blanc Chenin negli Stati Uniti, che è una decisa tendenza da tenere in considerazione.

Nello studio di Sopexa hanno risposto 781 professionisti (importatori, grossisti, distributori e “pure player” di e-commerce), il 77% dei quali si definiscono persone chiave nel processo decisionale.

 

 

 

Foto: Uvinum e Lukáš Jirovský

Abitudini più sane riguardo al consumo di alcol tra i giovani nel Regno Unito

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista britannica BMC Public Health, incentrato sulle abitudini giovanili, si è osservata da alcuni anni una diminuzione del consumo di alcol tra i giovani adulti (tra i 16 e i 24 anni). Dei quasi 100.000 giovani intervistati, il 29% si considera non bevitore, quando nel 2005 la cifra raggiungeva solo il 18%.

Nel 2005, infatti, il 43% dei giovani ha ammesso di aver bevuto oltre i limiti raccomandati, una cifra che dieci anni dopo scende al 28%. Il consumo compulsivo è diminuito dal 27% al 18% nello stesso periodo e gli astensionisti sono aumentati dal 9% al 17%.

Discesa generalizzata

Secondo quanto affermato dagli autori della ricerca in un articolo del portale The Drinks Business, la crescita dei non bevitori tra la popolazione giovane si estende ad una vasta gamma di gruppi, compresi gli abitanti delle regioni settentrionali e meridionali dell’Inghilterra, la popolazione bianca, gli studenti a tempo pieno, i lavoratori e tutti i tipi di classi sociali. Questa crescita indica che l’astinenza dall’alcol sta diventando una tendenza che potrebbe trovare la sua origine in fattori culturali.

Questo comportamento sta diventando socialmente più accettabile, mentre i comportamenti a rischio associati all’uso compulsivo vengono messi fuori dalla normalità. Ciò viene confermato dai dati offerti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che mostrano una drastica diminuzione del consumo di alcol tra gli adolescenti inglesi, rispetto ad altri paesi europei.

Dal 2002 e 2014 c’è stata una significativa riduzione del consumo tra gli adolescenti, ma con cifre molto variabili tra i vari stati, dando all’Inghilterra la riduzione più drastica: mentre nel 2002 il 50,3% dichiarava di bere settimanalmente, nel 2014 la cifra è scesa al 10%.

Buone notizie per la salute dei giovani

Senza dubbio questo studio è una buona notizia, dato che avere abitudini salutari riguardo al consumo di bevande alcoliche è fondamentale. Bere con moderazione può essere benefico per la salute, ma sempre entro i limiti stabiliti da organizzazioni internazionali come l’OMS.

Questa tendenza al consumo va di pari passo con l’aumento della preferenza per le bevande a bassa gradazione alcolica, come i vini analcolici, che stanno gradualmente guadagnando importanza nel mercato.

 

7 cose da evitare nei pranzi e nelle cene natalizie

Vigilia, Natale, Santo Stefano, Capodanno … le vacanze di Natale sono infinite e ci ritroviamo varie volte seduti a tavola. Vi vogliamo, quindi, dare qualche consiglio su cosa evitare durante i pranzi e le cene natalizie, in modo che tutto vada bene, sia per la salute che socialmente.

1. Riempirsi con gli antipasti

I pasti natalizi sono lunghi, anche troppo. Se ci riempiamo con gli antipasti, già all’inizio, non arriveremo mai ai dolci, o se ci arriviamo, potremmo davvero sentirci male. Dobbiamo mangiare sempre senza esagerare.

2. Non organizzare, né pianificare

Se siamo i padroni di casa, dobbiamo avere tutto ben organizzato in modo che non ci siano spiacevoli sorprese per gli ospiti. Dobbiamo avere una corretta pianificazione e non organizzare le cene e i pranzi di Natale all’ultimo minuto.

3. Comprare pesce e frutti di mare la Vigilia di Natale

Per il cenone di Natale, la qualità dei prodotti è essenziale. Perciò, è meglio comprare pesci e frutti di mare prima, perché avvicinandosi le vacanze, i prezzi si alzano notevolmente e rischiamo di non trovare ciò che desideriamo.

4. Evitare argomenti di conversazione inopportuni

Con la famiglia o con gli amici, gli incontri saranno all’ordine del giorno durante le vacanze natalizie. Se già sappiamo che ci sono alcuni temi spinosi, è meglio non toccarli. E’ meglio parlare di televisione, suonare, raccontare barzellette … sarà utile per divertirsi insieme.

5. Scegliere un vino scadente

Il cibo è importante, ma anche il bere. Con frutti di mare o arrosti, dobbiamo scegliere i migliori vini, quelli che si abbinano al cibo che cuciniamo.

6. Esagerare con le bevande alcoliche

Sì, è inevitabile bere durante le feste natalizie. Ma è meglio non mischiare troppo, bere vino di qualità e un po’ di liquore con i dolci. Vedrai come, il giorno dopo, potrai affrontare meglio una nuova giornata di incontri e feste.

7. Cucinare in eccesso

Per prima cosa, ci stanchiamo inutilmente, e poi, il cibo rimane ed è già sufficiente ciò che si mangia durante questi giorni senza aver avanzi per tutta la settimana. E’ meglio calcolare attentamente la quantità di cibo necessario per le feste natalizie.

E, ritornando al punto 5, ecco alcuni vini per le feste di Natale che sicuramente non vi deluderanno 😉

 

Perché si vendemmia di notte?

Foto: Raimat

A fine agosto, a seconda dell’anno, inizia solitamente la vendemmia o processo di raccolta dell’uva, che in alcuni casi può durare fino ad ottobre. La vendemmia notturna è una pratica estesa in alcune aree e cantine in Spagna, ma non in tutte, anche se sta diventando sempre più comune. I motivi sono legati alla serie di vantaggi che offre questa vendemmia, anche se molti non la vedono in questo modo. Analizziamo quali sono questi vantaggi.

Le ragioni della vendemmia notturna

  • Per abbassare le temperature. Uno dei motivi più ovvi della vendemmia di notte è che quando si inizia la raccolta è ancora estate e fa caldo. Durante la notte le temperature scendono e i vendemmiatori possono lavorare meglio e senza rischi.
  • Uva più matura. Alcune cantine, come quelle appartenenti alle Denominazioni di Origine Rueda, dove questa pratica è abbastanza comune, dicono che la temperatura notturna aiuta a raccogliere e manipolare i grappoli, perché gli acini sono più sodi, in modo da evitare problemi fermentativi.
  • Il caldo danneggia l’uva. Non solo le alte temperature diminuiscono la resa dei lavoratori, ma anche l’uva ne risente. Durante il giorno, l’uva tende ad aprirsi e arriva alla cantina in cattive condizioni, comportando una maggiore ossidazione. Di notte questo non accade, essendo il momento migliore per raccogliere i grappoli e assicurarsi che arrivino correttamente in cantina.
  • Le cantine risparmiano energia. Quando le temperature scendono, la cantina può risparmiare energia poiché tutta l’uva raccolta arriva a una temperatura più bassa. Con il caldo, è necessario un dispendio energetico maggiore per raffreddare le celle in cui il frutto viene conservato.

Tutti i tipi di uva possono essere raccolti di notte?

Anche se ogni produttore di vino ha un’opinione diversa, tutti i tipi di uva possono essere raccolti durante la notte , anche se gli esperti indicano come più idonee a questa vendemmia le varietà a bacca bianca. Infatti le uve bianche sono più sensibili alla luce dato il loro colore e il tipo di pelle, mentre le varietà nere hanno una buccia più resistente.

Sistema misto di vendemmia. Come abbiamo visto, la vendemmia notturna ha chiari vantaggi ma non si estende su tutto il territorio. Diciamo quindi che c’è una vendemmia mista, nelle prime ore del mattino o di notte, che sono in entrambi i casi quando c’è meno caldo.

Vini più fruttati. Anche in questo caso, ci saranno esperti che diranno il contrario, ma alcuni produttori di vino affermano che l’attività enzimatica delle uve durante la notte è molto bassa, quindi rende i vini più fruttati.