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300 anni di Chianti, come è invecchiato?

 TAGS:undefinedIl Chianti, vino per eccellenza della regione Toscana (la prima regione vinicola protetta in tutto il mondo), compie i suoi 300 anni in buona forma. Infatti, per l’occasione sono in corso vari eventi nella regione e nella città di Firenze attraverso degustazioni e presentazioni.

La verità è che il Chianti, anche se molto diffuso in Italia e anche in altri paesi, ha diversi gradi di qualità. Attualmente, e per distinguerlo da altri tipi, il Chianti Classico si è reinventato e suoi produttori hanno creato una nuova categoria: la Gran Selezione, di alta qualità, ad un prezzo superiore, con il fine di nobilitare la reputazione “cattiva” che a volte ha il Chianti.

Attualmente, questa zona si estende su 70.000 ettari e produce 35 milioni di bottiglie l’anno chiamato Chianti Classico. Circa l’80% della produzione viene esportato in un centinaio di paesi.

È interessante notare che il Chianti ordinario è diffuso in tutta la Toscana, mentre il Chianti Classico, secondo una legge del 2010, può essere prodotto solo in una striscia di terra tra Firenze e Siena, che comprende 7.000 ettari di vigneti.

In tutti questi anni l’aumento delle esportazioni del Chianti ha visto come alcuni produttori cinesi comprassero delle cantine di produzione dello stesso vino. Tuttavia ciò non diminuisce l’importanza di cantine tradizionali, che sono molte, che in questi anni di storia hanno sostenuto e protetto la qualità del Chianti come uno dei prodotti tipici dell’ Italia.

Personaggi noti e galleristi di livello hanno acquistato altre cantine in questa zona, non specificando se per il fascino di possedere una casa di proprietà o nella splendida Toscana o per le virtù di questo vino.

Alcuni produttori sono andati oltre e hanno riconosciuto che il futuro è la coltivazione ecologica e biodinamica, come ad esempio quella dei Querciabella, che vengono prodotti senza concimi chimici o pesticidi, secondo i principi biodinamici.

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Fontodi Chianti Classico 2012

 

 

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Rocca di Castagnoli Chianti Classico

Chianti classico, i prossimi passi da fare

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La maggior parte dei produttori di Chianti Classico hanno approvato la creazione di una categoria di prodotti di qualità superiore denominata Gran Selezione e ciò ha messo all’erta i piccoli produttori.

Ciò che si cerca è una miglior promozione del Chianti Classico attraverso un’etichetta più definita che indichi le differenze tra le regioni. 

I produttori che coltivano e imbottigliano le varietà locali sono fonti di distribuzioni di comunità o sotto-comunità, ma la nuova categoria di prodotti di qualità superiore è ciò che questi piccoli prodottori necessitano. 

Uno dei fastidi è la mancanza di informazione sui tipi di vino: Chianti DOCG e Chianti Classico. Il Consorzio accetta che chiarire queste differenze è uno degli obiettivi principali, ma c’è ancora molta poca comprensione riguardo i vini. 

Mentre ogni promozioni del Chianti Classico beneficia anche la regione omonima, la promozione fatta a Chianti non beneficia al Chianti Classico.

Il blog del Chianti Classico gestito dal Consorzio ha fatto un lavoro arduo per spiegare tutto quello che c’è da sapere sul Chianti Classico, così come introdurre e spiegare la nuova categoria Gran Selezione dalla sua introduzione nel 2013.

Probabilmente questo blog ha trascurato le differenze tra Chianti e Chianti Classico e ciò non aiuta i produttori a migliorare la reputazione della regione.  

Di fronte a tutto ciò Alessandro Masnaguetti ha pubblicato una mappa della regione Chianti Classico il mese scorso, senza alcun finanziamento da parte del Consorzio. In questa mappa si cerca di dare una miglior spiegazione riguardo le zone del Chianti Classico e riguarda 7mila ettari di vigneti.

ll Consorzio del Chianti Classico ha approvato un unico logo elaborato dall’ Unione degli Enologi di Panzano che si metterà nella parte di dietro dell’etichetta per identificare le varie frazioni. 

È compito dei produttori decidere ciò che è permesso o meno per mostrare il logo della denominazione, nonché stabilire la caratteristiche richiesta che i prodotti devono avere. 

 

Pasqua in Toscana. Un viaggio che non puoi perderti!

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La Toscana è un nome con storia e una zona stupenda per fare un weekend e conoscere i suoi vini e la sua gastronomia. La Toscana ha molto da offrire, oltre alla sua popolare regione del Chianti.  

Uno dei vantaggi di mangiare in Toscana è che i ristoranti comprano vino ai produttori locali, quindi ogni pranzo o cena viene accompagnato dai vini locali che non potrai mai bere in altri posti. 

Alcuni dei piatti che non puoi perderti in Toscana sono le Bruschette al pomodoro, i Ravioli al tartufo e gli spaghetti aglio e olio. 

Las zonas más destacadas a visitar en La Toscana son:

  • Pisa e Lucca: A Pisa c’è la famosa torre pendente, la cattedrale romanica e il palazzo Toscanini, mentre a Lucca la sua muraglia e le chiese medievali, il Parco della Alpi Apuare, le fonti termali e il palazzo Ducale che prima fu anfiteatro romano.
  • Chianti, Volterra e San Gimignano: La zona Chianti è tra Firenze e Siena. Lì si trovano villaggi medievali come Greve in Chianti, con la sua piazza triangolare, Radda in Chianti, con il Palazzo del Podestà, un castello e due chiese romaniche. Quando entrerai a San Gimignano per la Porta San Matteo arriverai alla Piazza del Duomo, dove poi la Collegiata introduce alla piazza di San Gimignano.
  • Firenze:Questo percorso è di un giorno intero, qui puoi andare per il centro storico, vedere le principali opere del Riscinamento, Ponte Vecchio, oltre alle numerose chiese e palazzi come Santa Maria del Fiore e i musei Uffizi. 
  • Montelcino, Montepulciano e Vall D’Orcia: Godi di Montelpuciano del Corso, la piazza Grande e per del buon vino vai alle Cantine Redi nel centro scorico. 
  • Siena: Qui troverai una cattedrale del XIII secolo, il palazzo pubblico e Piazza del campo.
  • Prato: Principalmente conosciuta per l’industria tessile, Prato ha un bel centro storico con il famoso Castello dell’Imperatore, la cattedrale e vari musei.
  • Arezzo: Comprende le di Casentino, Valdarno, Valtiberia e Val di Chiana, con paesaggi imponenti, opere d’arte e anfratti storici. Qui si può visitare la Fortezza dei Medici, il  Museo Diocesano e La Basilica di San Domenico.

 TAGS:Lamole Di Lamole Chianti Classico Riserva 2009Lamole Di Lamole Chianti Classico Riserva 2009

Lamole Di Lamole Chianti Classico Riserva 2009: un vino rosso con DO Chianti Classico a base della caste sangiovese di 2009. 

 

 

 TAGS:Antinori la Braccesca Rosso Di Montepulciano Sabazio 2012Antinori la Braccesca Rosso Di Montepulciano Sabazio 2012

La Braccesca è il produttore di questo Antinori la Braccesca Rosso Di Montepulciano Sabazio 2012, un vino rosso de la DO Rosso Di Montalcino.

 

 

*Foto: Uvinum et Jose Manuel Rios (flickr)

Aglianico, una DO di qualità con tanta storia alle spalle

 - Esistono molti vini di altissima qualità tra i tantissimi rossi che si producono in Italia. Oltre ai soliti Brunello di Montalcino, Chianti e Barolo, l’Aglianico non sfigura per le sue caratteristiche. Si tratta di un vitigno rosso coltivato prevalentemente in Basilicata, Campania, Puglia e Molise. Il vitigno è stato recentemente introdotto in Australia, dato che si sviluppa in climi prevalentemente soleggiati.

Questo vitigno particolare è diffuso prevalentemente nella zona del Monte Vulture. L’Aglianico del Vulture, considerato uno dei migliori vini rossi del Belpaese, è anche il primo e unico vino prodotto nella provincia di Potenza.

I centri di produzione principali sono ubicati presso i comuni del Vulture-Melfese come Barile, Rionero, Venosa, Montemilone, Melfi, Acerenza, Ripacandida, Ginestra, Rapolla e Maschito. Un’altra zona di produzione dell’Aglianico è la provincia di Benevento, in particolare alle pendici del monte Taburno, dove esistono varie produzioni di diversi vini DOC come l’Aglianico del Taburno rosso, rosato o anche la variante rosso riserva.

Cenni storici. Testimonianze storico-letterarie sulla presenza di questo vitigno sono citate addirittura dal poeta latino Orazio, che cantò le qualità della sua terra natia Venosa e del suo ottimo vino. Il nome originario non deriva come molti credono da Elleanico o Ellenico che poi si trasformò in Aglianico durante la dominazione aragonese nel corso del XV secolo

Tuttavia questa trasformazione lessicale non avvenne a causa della doppia l pronunciata “gli” nella tradizione fonetica spagnolo bensì dal suffisso “anicus” che in latino sta ad indicare appartenenza a qualcosa e dal termine “llano” che in spagnolo significa pianura, sicché aglianico non è altro che il vino della pianura, all’epoca romana vino di non qualità e quindi definito latino.

La produzione di questo vino, che spopola in tutte le tavole italiane, principalmente nel sud della penisola, è allocata principalmente nella regione Campania. dove la tradizione dei rossi, grazie anche alla presenza costante del sole, è molto importante a livello nazionale.

Ecco alcuni tipi di Aglianico in vendita su Uvinum:

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Taurasi Selve Di Luoti 2005, sapore di agrumi

 

 

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Montevetrano 2004, ottimo con le carni bianche

Chianti: l’ambasciatore della Toscana

 TAGS:Il Chianti è uno dei vini più conosciuti a livello mondiale. A molti farà venire in mente Hannibal Lecter, lo psicopatico de “Il silenzio degli innocenti” che ne beveva sempre un bicchiere nel commettere quelle terribili atrocità, o la saga de “Il Padrino”, in cui non poteva mai mancare nei ristoranti che coprivano la Mafia. Ma a prescindere da ciò, questo è uno dei vini italiani con più tradizione, e che piace di più. Vuoi scoprire i segreti del Chianti?

La Toscana è una delle regioni più antiche per la produzione del vino, insieme al Piemonte. Negli anni ’60 questi vini erano noti per la loro “insignificanza”, per la scarsa corposità ed il poco sapore tuttavia, a partire dalla metà degli anni ’80, un massiccio intervento di innovazione fece sì che la qualità di questi vini migliorasse in maniera esponenziale.

All’interno della Toscana stessa esistono diverse Denominazioni d’Origine che producono Chianti, ma la principale è la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) “Chianti Classico”, la prima a promuovere questo netto cambiamento.

Cinque sono le province toscane aventi diritto alla denominazione “Chianti”, una delle più grandi d’Italia, le cui caratteristiche principali sono:

Il Chianti, in realtà, è un vino rosato, o meglio, è un vino rosso (per la sua elaborazione)  fatto con uve bianche e rosse, da cui il particolare colore pallido.
La caratteristica bottiglia, custodita in un cesto di paglia, affonda le sue radici nelle tradizione. La paglia veniva infatti utilizzata nei granai per conservare il vino in bottiglia prima di essere consumato, ma anche per trasportare le bottiglie nei mercati. Oggi è il suo marchio di fabbrica principale.
L’impiego delle uve bianche ebbe inizio nel XIX secolo anche se, ai giorni d’oggi, la presenza di suddette uve è diventata quasi simbolica, in modo che i vini abbiano più colore e potenza di prima, e soprattutto maggiore prestigio.
L’uva principalmente utilizzata nella sua preparazione è la Sangiovese.
Le varietà secondarie sono la Canaiolo e, in quantità minore, le varietà bianche Trebbiano e Malvasia del Chianti.
E’ permesso inoltre utilizzare Cabernet Sauvignon, Merlot e altre varietà rosse fino a un massimo del 10% del vino.
Le zone di produzione sono: Chianti Classico e Chianti Rufina (la più grande e la più piccola, nonché le due zono che più hanno dato fama alla regione), insieme a Colli Senesi, Colli Fiorentini, Montalbano, Colli Aretini e Colline Pisane.
Chianti è una denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), oltre che una denominazione di origine (DOC) dal 1984.
Inoltre, dopo la fermentazione, si soleva aggiungere dell’uva secca, o passa, per aumentare il livello di zucchero e provocare una seconda fermentazione, affinché il vino acquistasse maggiore morbidezza. Tuttavia tale pratica è ormai in disuso.
Nella stessa regione viene anche prodotto uno dei vini dolci più famosi d’Italia, il vin santo, con la sua propria identità ed il suo marchio di fabbrica.

Sebbene la maggior parte dei vini chianti siano perfetti per essere bevuti giovani, grazie ai loro sapori fruttati e freschi e alla morbidezza data dalla miscela di uve, il salto di qualità che questi vini hanno compiuto negli ultimi anni ha permesso la produzione di ottimi Chianti che possono anche essere invecchiati per molti anni e addirittura che acquistano maggiore qualità proprio col passare degli anni.

Vuoi provare un chianti? Eccotene alcuni davvero imperdibili:

 TAGS:Felsina Rancia Chianti Classico Riserva 2007Felsina Rancia Chianti Classico Riserva 2007

Felsina Rancia Chianti Classico Riserva 2007: Come già detto, la zona del Chianti Classico è quella che offre i vini di maggiore qualità. Questo Granaio ti farà capire il perché. Eccellente, fruttato, morbido e piacevole.

 

 

 TAGS:Collezione Marchesini Chianti 2011Collezione Marchesini Chianti 2011

Collezione Marchesini Chianti 2011: Un Chianti perfetto per cominciare a conoscere questa zona. Giovane, molto morbido e profumato, questo vino è ideale con un bel piatto di spaghetti aglio e olio.

Tipi di vini italiani (I)

 TAGS:In Italia la cultura del vino ha una lunga storia e una grande tradizione; i suoi famosi vini hanno superato tutti i tipi di barriere culturali e sociali. Diamo un’occhiata a questo mondo affascinante e scopriamo alcuni dei tipi di vini italiani.

Chianti, Dolcetto e Lambrusco

Vini Chianti – Questo tipo di vino rappresenta uno dei migliori vini rossi, oltre ad avere una grande reputazione avallata ovviamente dalla sua indiscussa qualità. Il nome riporta direttamente alle sue origini: questo vino, infatti, nasce nella provincia di Siena e, più precisamente, tra le colline del Chianti, nei borghi di Gaiole in Chianti, Castellina in Chianti e Radda in Chianti. Questo vino è di solito ottenuto da uve sangiovese, anche se non si esclude la presenza, in piccole quantità, di syrah, merlot e cabernet sauvignon. Senza dubbio il più famoso è il Chianti Superiore, il migliore della sua categoria. Oggi il vino Chianti viene prodotto in grandi quantità in città come Pisa, Arezzo e Firenze, facenti parte delle otto sottozone della sua attuale produzione.

Vini Dolcetto – Questo vino nasce nella regione del Piemonte e, nonostante il suo nome richiami a qualcosa di “dolce”, il dolcetto non ha un alto livello zuccherino come si potrebbe supporre ma, al contrario, la maggior parte della sua produzione è secca, e una piccolissima quantità è semi-secca (leggermente dolce). Tra i più famosi vini Dolcetto ritroviamo il Nero Ceretto, dal sapore predominante di prugne con sfumature di mandorle che contribuiscono a conferirgli quell’amarezza che lo caratterizza. Si distinguono in particolare due tipi di vino, il Dolcetto di Dogliani e il Dolcetto di Dogliani Superiore, che sono considerati di qualità, appunto, superiore. Il dolcetto si abbina perfettamente con pasta e pizza.
 

Vini Lambrusco – Questo vino nasce nella regione dell’Emilia-Romagna. E’ prodotto da molte varietà di uve, alcune delle quali sono frutto di “clonazioni” che possono includerne fino a 40 varietà. Questo vino è diviso in quattro denominazioni di origine: Lambrusco Salamino di Santa Croce, Lambrusco Reggiano, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro e Lambrusco di Sorbara. Il vino Lambrusco è di solito leggermente frizzante; si può trovare secco ma soprattutto semi-secco. Tra le sue caratteristiche principali possiamo dire che ha un’elevata acidità ed un sapore in cui risaltano differenti bacche da frutto. Oggi il mercato più grande di lambrusco si trova negli Stati Uniti. Il suo successo è stato esportato oltreoceano e se ne produce anche in Argentina e Cile, se pur in piccole quantità.