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10 vini da viaggio

 TAGS:In tutto il mondo vi sono zone vinicole di grande importanza che sono riconosciute per la loro ingente produzione di vino, questo nettare la cui cultura si è ormai propagata dappertutto. In Spagna, Italia e Francia, soprattutto, esistono tantissimi posti da visitare in quanto a cultura eno-gastronomica.

Oggi ti mostriamo 10 zone speciali da conoscere in quanto al turismo eno-gastronomico, affinché tu possa godere sia del luogo sia della tradizione vinicola che lo contraddistingue. Marsala, Porto, Sauternes, sono denominazioni di origine riconosciute in tutto il mondo e con vini di qualità. Ecco le nostre proposte di oggi:

10. Marsala

Marsala è una denominazione di vino della Sicilia, dove si elaborano i vini semidolci che tutti conosciamo per il loro uso in cucina (la scaloppina). Ma lo hai mai provato da solo? È fantastico.

9. Malborough

Malborough si trova in Nuova Zelanda, terra famosa per i suoi rossi con Pinot Noir, ma soprattutto per i bianchi con Sauvignon Blanc, profumati e molto aromatici. Una grande scelta.

8. Porto

I portoghesi hanno uno dei vini più oroginali del mondo. Dall’irripetibile combinazione di dolcezza e intensità, il Porto è un must.

7. Chianti

Riferimento a Hannibal Lecter a parte, questo vino è da anni uno dei più rappresentativi in quanto a sapore e aroma ed è perfetto per accompagnare piatti italiani. 

6. Tokaji

Un vino molto speciale che viene direttamente dall’Ungheria: il Tokaji o Tokaj, sviluppato grazie a un fungo (Botrytis cinerea) che fa sì che l’uva perda gran parte dell’acqua, di modo che si arrivi a produrre un vino dolce naturale tra i più apprezzati del mondo.

5. Pomerol

Ogni zona di Bordeaux, in Francia, ha vini eccellenti. Noi però scegliamo il Pomerol perché è la culla del Petrus, un vino unico che ha tantissimo successo ai piani alti delle personalità di tutto il pianeta. 

4. Prosecco

Tra lo spumante e lo champagne, a volte ci dimentichiamo del Prosecco,e il successo del Lambrusco come vino economico ha fatto che in molti considerassero il Prosecco come una variante più cara. Ma il Prosecco ha un’identità propria e bisogna provarlo assolutamente.

3. Sauternes

È un’altra delle zone mitiche dove nascono vini come il Château d’Yquem. La sua combinazione con foie è un classico nella storia della gastronomía e questo vino dolce è delicato, diverso e speciale. E non così caro!

2. Barbaresco

Anche se il Lambrusco, il Marsala y el Chianti sono i vini più commerciali in Italia, gli intenditori preferiscono i Barbaresco: elaborati con uva Nebbiolo, una uva che deve macerare fino a quando i vini non si fanno scuri e profondi. È una chicca poter gustar un vino come questo.

1. Champagne

L’invenzione di Dom Pérignon, che rivoluzionà la forma di intendere il vino introducendo le bollicine e cambiando la forma in cui il mondo festeggiava. Bisogna festeggiare con lo Champagne almeno una volta nella vita, quindi oggi te ne raccomandiamo uno perfetto:

Ma non solo esistono queste zone. Potremmo parlare anche di California, Canada, Mendoza, Borgogna, Beaujolais, Georgia, Madeira… con un’infinità di sapori diversi. E tu, quali hai provato? 

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Perrier-Jouët Grand Brut

 

 

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Ca’ del Baio Barbaresco Asili 2007

Come servire il cava

 TAGS:Considerato una delle bevande preferite dall?universo femminile e spesso utilizzato per le riunioni più importanti, il cava è una bevanda frizzante e gustosa, se servito alla temperatura ideale, ed è perfetto sia come aperitivo che per accompagnare un dessert o una cena.

Quando si serve un cava o uno champagne bisogna sempre tenere in considerazione determinati fattori in modo da poterlo sfruttare al massimo. La temperatura ideale per servire il cava è tra 7 e 12 gradi, ed è importante che non sia troppo freddo altrimenti potrebbe perdere di sapore; inoltre, sempre per evitare di alterarne la temperatura e il sapore, dobbiamo ricordarci di prendere il calice dalla base e non dall?alto, in modo da non riscaldare il bicchiere.

Servire il cava

Anche il semplice gesto di prendere la bottiglia di cava per servirlo in un calice deve essere fatto correttamente: la bottiglia ha infatti un incavo nella base in cui ci si può posizionare il pollice per afferrare meglio la bottiglia e servire il cava più lentamente, in modo da non disperdere troppo le bollicine.

Degustare un vino spumante

Quando si degusta un cava, uno champagne o qualsiasi altro vino spumante come il Reymos, bisogna prendere in considerazione tre aspetti:

Visivo ? grazie al quale apprezzeremo le bollicine che, più saranno abbondanti, più significa che la bevanda è migliore; analizziamo poi la corona di schiuma che si forma e il colore del cava quando lo si versa in un calice, posto su uno sfondo bianco.
Olfattivo – in questa fase apprezzeremo le note floreali e fruttate presenti nello spumante in questione, ma è importante non agitare troppo il calice al fine di non disperdere le suddette note.
Gustativo ? in questa fase della degustazione si può apprezzare la qualità della bollicina e verificare se quest?ultima è cremosa, gassosa o morbida, oltre ad avvalorare i sapori al palato.

Volete acquistare dello champagne? Oggi vi consigliamo:

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Agustí Torelló Mata Brut Reserva 2009

 

Come si festeggia il capodanno in Europa

 - Europa è piena di tradizioni per l’anno nuovo. La maggior parte ha a che vedere con la fortuna e con il fatto di lasciarsi dietro le cose negative per iniziare bene l’anno. 

Esistono molte tradizioni comuni. Il fuoco, ad esempio, è un elemento ricorrente. Soprattutto in luoghi come l’Ungheria dove si bruciano delle sculture o in mitteleuropa, dove si bruciano piccole bambole. Il significato di questi atti è il volersi disfare delle cose vecchie per fare spazio a quelle nuove. In alcune zone della Scozia si lascia rotolare per le strade un barrile infuocato per allontare gli spiriti maligni, mentre in Austria si sparge incenso in casa.

In generale però la festa di capodanno è un modo per socializzare, stare con amici e famiglia. È per questo che l’abitudine più diffusa è quella di scambiarsi baci e abbracci appena si entra nell’anno nuovo. In Gran Bretagna si canta l’inno chiamato?Auld Lang Syne?. In Francia bisogna baciarsi sotto una pianta e in Turchia si distribuiscono abbracci e stretti di mano. 

Nelle grandi capitali europee c’è sempre festa per strada fino all’alba. La festa più famosa è quella di Berlino, nella quale si conta oltre un milione di persone. Anche Budapest, Parigi e Madrid spiccano per le loro celebrazioni in piena strada e all’aria aperta, nonostante il freddo invernale. 

Molte tradizioni vengono accompagnate dalla gastronomia. In Spagna a mezzanotte si mangiano i 12 acini di uva per augurarsi buona fortuna. In Italia si mangiano lenticchie come simbolo di abbondanza mentre in Germania si lascia riposare la cena nel piatto per iniziare bene l’anno.

I vini e i liquori sono una delle opzioni migliori per celebrare queste feste. Quelli tipo spumante o champagne sono i grandi protagonisti ma non si devono dimenticare i classici tradizionali come il ‘mulled wine’, il vino tiepido inglese. 

Ecco i nostri suggerimenti affinché tu possa festeggiare come si deve il capodanno: 

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La miglior temperatura per bere vino

 TAGS:Nel variegato mondo delle bevande alcoliche che si consumano frequentemente, a differenza della birra, il vino merita un tipo di attenzione particolare. È importantissimo, infatti, sapere a che temperatura va servito, a seconda delle annate e a seconda dei gradi alcoli e delle uve che lo compongono.

Ecco qui i principali consigli per consumare i vini alla temperatura adeguata, siano essi bianchi, rossi o rosati:

Tra i 17 e i 18ºC: a questa temperatura si consumano vi vini rossi più forti, caldi e intensi, come ad esempio un Cabernet Sauvignon, un Ribera del Duero, un Shiraz, un Priorat o un Bordeaux. A questa temperatura è possibile apprezzare il loro aroma e la sua evoluzione e retrogusto in bocca.

Tra i 11 e i 16ºC: i vini leggermenti più freschi sono quelli fruttati, come i Zinfandel, Pinot Noir, Rioja, Chianti, Penedés o Madeira. La stessa regola va applicata ai vini rossi giovani o i vini novelli. Anche i vini bianchi con corpo seguono lo stesso trattamento.

Tra i 6 e i 10ºC: i bianchi con meno corpo vanno serviti a una temperatura intorno ai 10 gradi, come ad esempio il Chardonnay, il Chablis, il Semillon australiano oppure il Sauvignon Blanc. A temperature inferiori devono essere serviti invece i vini dolci o spumanti: Sauternes, Moscatel, Champagne, Cava o Asti.

Ecco alcuni degli accessori migliori per servire vino alla giusta temperatura in vendita su Uvinum:

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Termometro con cover band, perfetto per misurare la temperatura del vino

 

 

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Caraffa Eleganza con tappo, un ottimo modo per versare il vino

La regione di Champagne

 TAGS:Quando ascoltiamo la parola champagne, sicuramente la prima cosa che ci viene in mente è lo spumante francese, e non abbiamo tutti i torti. Tuttavia Champagne è anche una regione della Francia, luogo di nascita della bevanda che porta il suo nome.

Champagne (Champagne-Ardenne in francese) è una regione situata nel nord-est della Francia, suddivisa in quattro dipartimenti: Aube, Ardenne (che confina a nord con il Belgio), Haute-Marne e Marne. Questa regione ha avuto una notevole importanza storica, sia durante la Rivoluzione francese che nella prima e nella seconda guerra mondiale.

Champagne in numeri

L’economia di Champagne si basa praticamente sull’agricoltura, per circa il 61%, di cui la maggior parte è impiegata nella produzione dello champagne, a cui riserva ben 33.500 ettari di vigneti dei suoi 25606 km² in totale.

Si stima che ci siano circa 5.000 produttori di champagne nei 319 villaggi che compongono la regione; mentre circa 14.000 si dedicano alla produzione dell’uva utilizzata nell’elaborazione dello champagne e di altri vini. E’ inutile dire che tali cifre sono in crescita anno dopo anno.

“C’è un’antica rivalità tra Champagne e Borgogna, rivalità nata dalla disputa sulla denominazione, e che risale addirittura già ai tempi di Luigi XIV”.

Non tutto a Champagne è champagne: questa regione, infatti, produce anche altri vini fermi oppure spumanti che però non rientrano nella categoria dello champagne, oltre al famoso Marc de champagne e ad alcuni altri distillati, come il cognac.

“La capitale di Champagne è Châlons en Champagne, situata a Marne”

Turismo a Champagne

Anche il turismo a Champagne è strettamente collegato con lo spumante che vi si produce. Tanto da convertirsi nel cosiddetto “sentiero dello champagne”, uno dei percorsi turistici più famosi della zona.

C’è da dire che anche la sua bellissima campagna viene visitata da numerosissimi turisti. Haute-Marne e Marne condividono il lago di Der (Lac du Der-Chantecoq), il più grande lago artificiale d’Europa (48 km ²). Non possiamo non menzionare la Montagna di Reims, sempre situata a Marne, con i suoi 283 metri di altezza. Infine, un altro luogo turistico è rappresentato dal comune di Langres, con le sue antiche mura.

Sicuramente la cosa che più richiama l’attenzione resta il suo spumante, oramai di fama mondiale, così come l’idea di bere una buona bottiglia di champagne nel suo luogo d’origine e per di più accompagnato dalla sua squisita cucina.

In ogni modo, che tu ci possa andare o meno, c’è sempre spazio per un bel bicchiere di champagne. Te ne consigliamo due:

 TAGS:Moët & Chandon Brut ImpérialMoët & Chandon Brut Impérial

Moët & Chandon Brut Impérial: Lo Champagne più universale. Se ancora non l’hai provato, cosa stai aspettando?

 

 

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Brice Premier Cru Brutè uno Champagne ad edizione molto limitata, ad prezzo comunque sostenibile. Grande.

 

Come aprire una bottiglia di spumante

 TAGS:Niente di più facile che aprire una bottiglia di spumante? Beh, ci sono delle volte che risulta davvero complicato. In ogni modo, come per tutte le cose, c’è una maniera standardizzata per aprire le bottiglie di Champagne. Dimenticate tappi volanti e bagni di schiuma; sono cose da Formula 1. Se volete degustare una bella bottiglia di spumante, la forma più corretta per farlo è la seguente:

Lo spumante è imprevedibile quindi, nel caso in cui la cosa non dovesse riuscire bene, non lo puntate mai verso vetri o vasi (anche se sono quelli che vi sono stati regalati e di cui non sentireste affatto la mancanza). I vini spumanti sono conservati sotto pressione per cui gli incidenti possono essere frequenti. Prendete sempre le giuste precauzioni.

Prima di tutto, bisogna rimuovere il muselet dello spumante, ossia la gabbietta di fil di ferro che mantiene il tappo della bottiglia. Per farlo si deve afferrare con una mano la zona del tappo e con l’altra rimuovere il sigillo e il fil di ferro. Nel farlo, asciuga la bottiglia e rimuovi il muselet, appoggiando la bottiglia sul tavolo. Ciò impesce di creare vibrazioni che fanno smuovere il liquido e, conseguentemente, fuoriuscire la schiuma.

Le bottiglie fredde si aprono più facilmente di quelle calde o tiepide e, ovviamente, sono di gran lunga migliori. Quindi assicurati che la bottiglia di Champagne o spumante sia alla giusta temperatura, cioè tra i 6 ed i 9 gradi. Per raffreddarla, più che nel frigorifero, è consigliabile metterla in un seau à glace con acqua e ghiaccio; sempre cercando di muoverla il meno possibile.

Un buon metodo per rimuovere il tappo è quello di inclinare leggermente la bottiglia e girarla lentamente mentre si estrae il tappo, e non viceversa. Se giri il tappo, infatti, potresti causarne la rottura, oltre al fatto che dovrai fare molta più forza per fare leva con la bottiglia.

Una volta che il tappo inizia ad uscire, mentre lo tieni con una mano, aiutati col pollice dell’altra mano per fare forza e finalmente stapparlo.

Il massimo dell’eleganza e dello stile è evitare di fare troppo rumore nell’aprire la bottiglia. Per riuscirci è necessario trattenere il tappo il più a lungo possibile affinché si stappi più lentamente. Quando le bottiglie vengono aperte correttamente, emettono solo un leggero rumore, si dice che hanno rilasciato “un sospiro di piacere.” Ma il rumore, anche se leggero, deve esserci eccome, perché ci assicura che lo spumante non è “sfiatato” o difettoso; la mancanza di rumore significa infatti che l’anidride carbonica all’interno della bottiglia si è ormai dissipata.

Servi immediatamente lo spumante. Un buon trucco che mantiene lo champagne più fresco e con la schiuma più persistente è quello di raffreddare i calici qualche istante prima, con del ghiaccio o in un congelatore.

E’ arrivato il momento di passare alla pratica. Ne hai voglia? Ti consigliamo un paio di bottiglie di spumante tutte da aprire e gustare:

Privat Mirgin Brut Nature 2006: un cava prevalentemente Chardonnay, con piccole aggiunte di altre uve per esprimere al meglio il carattere di ogni annata. Uno spumante gustoso, complesso e geniale.
Taittinger Brut Réserve: uno Champagne classico, meno conosciuto rispetto a Moët & Chandon e Veuve Clicquot, ma ugualmente morbido ed elegante.

Asti…champagne?

 TAGS:Uno degli errori più comuni è quello di confondere il Moscato d’Asti (o più colloquialmente Asti secco) con lo champagne ma non tutte le bottiglie con le bollicine sono champagne. Nel caso dell’Asti, si tratta di un vino frizzante prodotto nella zona da cui prende il nome, in Piemonte, mentre lo champagne è prodotto principalmente nella regione di Champagne in Francia; quindi entrambe richiamano nel nome la propria origine geografica. Oltre a questo coincidenza, per altro molto comune nei vini a “denominazione d’origine”, la differenza tra i due è sostanziale, soprattutto per quanto ne concerne la produzione.

La produzione

L’Asti è realizzato con un metodo naturale chiamato Charmat. Ciò significa che non è chimicamente gassificato, come avviene in alcuni spumanti ai quali vengono iniettati dei gas come se fossero una gassosa. Questo processo naturale, invece, fa si che lo spumante sia molto buono e che raggiunga la perfetta dolcezza, caratteristica dell’Asti; dolcezza che viene tra l’altro anch’essa acquisita con metodi naturali.

L’Asti di solito è fatto da Moscato, mentre lo Champagne è fatto con uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay. Per cui, la differenza abissale delle materie prime, fa si che i due prodotti siano completamente diversi, anche se molti si ostinano a paragonarli, cadendo quindi in errore.

L’abbinamento perfetto: “L’Asti è perfetto come aperitivo, per accompagnare i dessert e come soprammobile“.

L’Asti è un vino spumante, uno dei più famosi in Italia, anche definito come “il vino spumante più affascinante“. Ad Asti, città in cui questo vino spumante viene prodotto, è possibile ammirare le viti di moscato immerse in un bellissimo paesaggio di montagna. Questo vitigno che ha un caratteristico odore di arancia, miele, frutta e acacia; cosa che converte l’Asti in un vino molto aromatico.

L’Asti può essere definito come un vino fruttato, ben equilibrato e con il giusto tocco di dolce. A differenza di molti spumanti che rientrano solitamente nell’arco dei 12 gradi alcolici, l’Asti ha solo 8 gradi di alcol, caratteristica che lo rende molto facile da bere anche se ce ne sono anche alcuni tipi che vanno dai 7,5 ai 9,5 gradi.

La maggior parte degli Asti sono bianchi, ma non tutti. Se pur in minore quantità, ritroviamo infatti gli Asti rosé come, ad esempio, il Riccadona Ruby. I “rosati” hanno solitamente aromi fruttati di ciliegia, amarena e mora, di qui il colore, per l’appunto, rosato.

La qualità dell’Asti è garantita dalla DOCG, l’istituto che si occupa di monitorare e garantire la denominazione d’origine del vino. Ma la migliore garanzia di un Asti è il suo gusto morbido e rinfrescante, che sarà un complice perfetto per un’occasione speciale.

Importante: Bere l’Asti tra 6°C e 8°C.

Cocktail a base di spumante

 TAGS:Per festeggiare non c’è niente di meglio che lo scoppio del tappo di una bottiglia di spumante, vedere il flusso di bollicine in un flûte e sentire tali bollicine nel palato,” dice Kim Haasarud, autrice di numerosi libri sui cocktail, tra cui “101 Champagne Cocktails”, e fondatrice di “Liquid Arquitecture”, un servizio di consulenza sulle bevande.

Ma mentre le bollicine rappresentano un classico che rimane costante, il fascino per i cocktail è in deciso aumento e ha stimolato sia l’innovazione che la sperimentazione. Champagne con le fragole? – Ottimo? Cava con il cioccolato? – Perché no?

“Il cocktail, così come il cibo, dovrebbe essere un’esperienza culinaria”, dice Haasarud. “Si tratta di una combinazione di ingredienti per creare una sensazione al palato e invogliare tutti i sensi in un’armonia di sapori, consistenze, aromi e condimenti”.

La popolarità dei cocktail a base di champagne è straripante, perché “si può avere un cocktail a base di spumante e sicuramente pagarlo di meno di quanto si pagherebbe per un bicchiere intero dello stesso spumante.”

Suggerimenti per la preparazione di un cocktail con champagne:

Usare la frutta come ingrediente:

Il prosecco è una base molto versatile per la presentazione di sapori vivaci come quelli degli agrumi. Si sposa bene con tutti i tipi di arance, in particolare il succo di arance, così come le bacche mature quali fragole, more e mirtilli. Una buona regola è quella di utilizzare un cucchiaio di frutta mescolata nel bicchiere e poi versarci sopra lo champagne. Mescolare delicatamente durante l’aggiunta.

Abbinare il cibo giusto:

Ad Haasarud piacciono molto i cibi fritti, come i fingers di pollo, con lo champagne. “Provate a bere un cocktail con gli anelli di cipolla: un sorso di champagne unito a una panatura, più che una bestemmia, formerà un’accoppiamento meraviglioso e sorprendente”. Riguardo gli aperitivi, l’autrice suggerisce salami artigianali e piatti di formaggio brie cucinati con mele, mirtilli, o fichi, o persino sushi.

Il prosecco più economico è migliore per i cocktail:

“Se ho intenzione di utilizzare del puree, della frutta o dei succhi”, spiega Haasarud, “suggerisco di usare un vino frizzante più conveniente. Se invece rientrate nel vostro budget, potete spendere un po’ di più, in modo che gli ospiti abbiano la possibilità di bere un bicchiere di champagne da solo o mesolarlo in un cocktail. “

“Se ho un champagne costoso, come un Dom Perignon o un Cristal”, dice, “non conviene mescolano, perché è già buono così com’è. Ma a volte si ha voglia di un classico cocktail champagne con una zolletta di zucchero e un pizzico di amaro . “

– I migliori spumanti qualità/prezzo per un ottimo cocktail: Freixenet, Moët & Chandon Brut, Moet & Chandon Rosé.

– I migliori spumanti per un cocktail di lusso: Kripta, Mumm, Perrier-Jouet.

 Aggiungi un tocco di liquore:

“Ci sono alcuni liquori ed aperitivi incredibili là fuori che si sposano perfettamente con lo champagne”, dice Haasarud. Le piacciono in particolar modo la Sambuca, il liquore allo zenzero e la crema di violetta.

Tipi di spumante: Champagne, Cava, Charmat

 TAGS:Spesso commettiamo l?errore di associare lo spumante al Prosecco, al Cava e allo Champagne ma in realtà, sia l?uno che l?altro, sono solo una parte dei tantissimi tipi di vino frizzante esistenti. Facciamo quindi una carrellata delle varie tipologie di vino frizzante che possiamo trovare, ad esempio, al supermercato, soprattutto durante le vacanze natalizie.
Prima di tutto possiamo fare una differenziazione, in base alla formazione delle bollicine, in due tipologie di vini frizzanti:

  • I vini frizzanti le cui bollicine vengono prodotte insufflando anidride carbonica sono detti artificiali o esogeni, come avviene, ad esempio, per alcuni vini di aguja, o Lambrusco.
  • I vini frizzanti le cui bollicine provengono dalla fermentazione vengono detti naturali o endogeni, come nel caso dei Cava o degli Champagne.

Tra i vini frizzanti endogeni, che sono tra l?altro quelli più stimati, ritroviamo diversi metodi di elaborazione:

  • Il metodo Champenoise o classico, che è quello scoperto accidentalmente dal frate Dom Perignon e che si usa per produrre proprio lo Champagne.
  • Il metodo Millispark, in cui la seconda fermentazione avviene in bottiglia lasciando però i lieviti all?interno di una capsula per facilitarne il filtraggio e la pulizia per poi poter finalmente realizzare la degustazione.
  • Il metodo Transfer, in cui viene aumentata la quantità dei lieviti per velocizzare la seconda fermentazione per poi svuotare le bottiglie in un deposito in cui si filtra il vino e si mantiene la pressione prima di riempire nuovamente le bottiglie finalmente pronte per la vendita.
  • Il metodo Martinotti-Charmat, in cui la seconda fermentazione avviene per mezzo di recipienti a tenuta stagna tipo autoclave.

Sicuramente il metodo più utilizzato e più stimato è quello Champenoise, non a caso anche detto ?classico?, che richiede più tempo e col quale vengono prodotti i vini frizzanti di alta gamma, valorizzati a tal punto da farci sottovalutare ingiustamente quelli prodotti col metodo Martinotti-Charmat. E? pur vero che ce ne sono alcuni, come l? Ópera Prima Espumoso Moscatel di J. García Carrión, che offrono sapori più che gradevoli pur avendo un prezzo alquanto modesto. Perché non tutti gli champagne devono necessariamente costare 120? a bottiglia, no?
Infine facciamo un?ulteriore distinzione in base a come i vini frizzanti vengono chiamati nel proprio paese d?origine:

  • In Francia non tutti sono chiamati Champagne, bensì solo quei vini frizzanti prodotti in questa storica zona francese. Tutti gli altri frizzanti del paese sono denominati come Cremant.
  • In Spagna, Cava è una Denominazione d?Origine che non appartiene a nessuna regione in particolare ma che è invece data nel rispetto di una particolare tradizione e produzione. Il Cava può essere prodotto praticamente in tutto il paese anche se la sede del Consiglio Direttivo (?Consejo Regulador?) si trova a Vilafranca del Penedès. Il resto deve essere considerato semplicemente vino frizzante.
  • In Italia e Portogallo i nomi sono molto simili tra loro: Spumante in Italia (soprattutto noto come ?Prosecco?) ed Espumante in Portogallo ( da menzionare quelli delle zone di Dao e Douro).
  • In Germania il nome è Sekt mentre in Cile è Champaña o vinos espumosos; negli Stati Uniti Sparkling wines.

 

Cava versus Champagne

 TAGS:Mi chiedono di esprimere il mio parere sulla concorrenza tra Cava e Champagne e, a dir la verità, mi costa molta fatica esprimere un giudizio a riguardo.

Da un lato, perché è molto di più che una semplice discussione sui gusti, visto che dietro c?è anche tanta politica; e dall?altro, perché ci sono cava e champagne molto diversi tra loro, e diventa quindi difficile generalizzare.

Diciamo che, in linea di massima , non sono né per il cava né per lo champagne, così come non sono né per il bianco né per il rosso. Tutto dipende dalla circostanza, dalla voglia, dalla disponibilità economica…

Sia il Cava che lo Champagne vengono prodotti allo stesso modo, seguendo il metodo Champenoise o tradizionale, anche se ci sono delle cantine che, in entrambe i casi, utilizzano anche altri metodiesistenti.

Dapprima, il cava sembra la scelta migliore nel quotidiano ( a meno che ostriche e caviale non facciano parte del tuo quotidiano). Ci sono moltissimi cava tra i 3 ed i 6 euro di una qualità più che sufficiente per accompagnare un pasto in cui abbiamo voglia di bollicine. E non parliamo dei cava delle grandi cantine che abbiamo tutti in mente se non di cava come il l Xamfrà Brut 2005, che è un Brut abbastanza valido.

Nella fascia di prezzo successiva già ci troviamo di fronte a dei cava che fanno davvero la differenza. Tra i 6 e i 15 euro ce ne sono per tutti i gusti, ad un livello abbastanza alto. Qui si che le grandi cantine offrono grandi prodotti, come l?Anna de Codorníu Brut o il Cuvée Gran Reserva de Sumarroca ma anche cantine più piccole si contraddistinguono con cava come il Fuchs de Vidal Únic, che è eccezionale.

Il dilemma si propone a partire dai 20 euro, che è quando gli Champagne entrano davvero in competizione. E se da un lato ci sono dei cava che potrebbero reggere il confronto, come il Recaredo Turó d’en Mota 2000 o il Kripta, dall?altro è pur vero che in realtà la quantità e la qualità degli Champagne francesi oscura e schiaccia inesorabilmente qualsiasi altro spumante. Forse solo in Spagna ci si può permettere di fare il paragone ma già negli altri mercati internazionali, più aperti, è difficile che i cava di questa fascia di prezzo tengano testa ai più rinomati e conosciuti francesi.

In ogni modo, ciò non significa che i cava di gamma alta non abbiano alcun valore: si tratta semplicemente di una questione di gusti. I cava spagnoli come Ribera, Bierzo, Toro o Priorat, sono più potenti in bocca, più forti di sapore e con una maggior presenza di aromi. Ed hanno comunque molto successo. Mentre gli champagne francesi sono come i Bordeaux, sono vini molto delicati, terroir, con piccolissimi dettagli che gli conferiscono molta eleganza.

E questo è un punto a favore del cava. Proprio perché spesso e volentieri la sofisticheria degli Champagne non viene compresa da tutti a volte semplicemente perché si ha bisogno di un periodo di adattamento maggiore per riuscire davvero a sfruttare al meglio gli spumanti francesi; e spesso non si ha voglia di perdere tempo aspettando che l?olfatto si abitui cosicché si finisce per bere semplicemente un calice di un buon cava.

?Invidio? profondamente coloro che invece hanno l?olfatto allenato, gli intenditori, coloro che sono abituati per aver conosciuto e provato il meglio del meglio; loro, normalmente preferiscono su tutti loChampagne. Bene, è che non ci può essere solo il Ferrari, anche è Red Bull