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Cos’è che piace tanto del più grande museo di vino del mondo?

 TAGS:undefinedGli amanti del vino hanno ora un altro luogo da visitare questa estate. È la città del vino o Cité du Vin, a Bordeaux, in Francia, e occupa non meno di 14.000 m2, una superficie non trascurabile in cui conoscere la cultura del vino attraverso le attività offerte.

Uno dei motivi della sua importanza è che, oltre ad essere molto grande, è un luogo che cura anche aspetti culturali come l’arte, l’esperienza, la storia del vino …

Inoltre, si tratta di un posto diverso per vivere le sensazioni e inglobato nelle esperienze culturlia del vino, dal momento che ospita una cantina con oltre 14.000 bottiglie che permette di godere dei sapori e dello sviluppo del vino in situ. La città del vino ospita anche ristoranti e bar dove si può godere di degustazioni di vini, cibo e molto altro ancora.

Per i visitatori che si sentono ancora meglio se circondati dal vino, la progettazione dell’edificio è stata estremamente attenta ad accogliere questa iniziativa. Dalla struttura ondulata e una moderna facciata fatta di pannelli in alluminio e base in vetro acidato, illuminata con riflessi dorati in un design veramente spettacolare. Per la sua architettura sorprendente, è stato soprannominato il Guggenheim del vino.

L’ingresso alla città del vino costa circa 20 euro e dà diritto a scoprire tutti gli stand in cui vengono analizzate le DO di diversi paesi. Esso comprende degustazioni e altre attività. Inoltre, vi è un intenso programma culturale con spettacoli, concerti e dibattiti sul vino.

Il museo del vino di recente apertura è attivo, e per il momento il suo pubblico si diverte con la trasmissione delle partite di Euro Cup che si svolge in questi giorni in Francia. Inoltre ci sono le degustazioni per i partecipanti. Che il museo si trovi a Bordeaux non è un caso, vista la bellezza della città e la sua enorme cultura e tradizione vinicola.

 TAGS:Château Marjosse 2007Château Marjosse 2007

Château Marjosse 2007

 

 

 TAGS:Château Marjosse 2011Château Marjosse 2011

Château Marjosse 2011

Truffa nel vino: la metà del Chateau Lafite venduto in Cina è falso

 TAGS:undefinedIn Cina, il problema dei vini falsi si è intensificato e l’ultimo riscontro è la denuncia di un funzionario di alto rango del Governo che ha annunciato la falsità di un Château Lafite venduto proprio in uno dei paesi emergenti per quanto riguarda il vino.

Esistono possibilità che questi vini siano elaborati nelle navi ferme in acque internazionali, come dice Xinshi Li, presidente dell’Accademia di Ispezione Cinese: ” Le stazioni false nelle navi sono l’aspetto più inquietanti di questa situazione”. 

Si crede che, inoltre, stiano falsificando non solo gli Château Lafite ma anche molti altri vini di gamma alta in queste navi, con una qualità più bassa per aumentare le vendite e i profitti. 

Fin dall’anno scorso, funzionari del Governo hanno avvertito riguardo il numero crescente delle falsificazioni. Una delle misure prese dal Governo cinese è il lancio del movimento di protezione di origine del prodotto, con il fine di etichettare i vini autentici e garantire, così, la loro qualità e la loro provenienza nel mercato. 

Queste etichette hanno codici visibili e invisibili, oltre ad un codice di risposta rapida affinché i consumatori e i funzionari delle dogane possano verificare le origini della bottiglie. L’importanza delle esportazioni da Bordeaux alla Cina arriva al 20% della loro produzione ed è per questo che i produttori di questo vino devono contattare direttamente il governo cinese per queste etichette speciali.

Queste misure che sono state prese, sembrano abbastanza efficaci per combattere le truffe precedentemente portate a termine, ma solo il tempo potrà dire se si tratta di una soluzione davvero efficace per cambiare la situazione.

Ti piacciono i vini Bordeaux? Eccone alcuni:

 TAGS:Château Les Grands Chênes 2010Château Les Grands Chênes 2010

Château Les Grands Chênes 2010

 

 

 TAGS:Château Boyd-Cantenac 2009Château Boyd-Cantenac 2009

Château Boyd-Cantenac 2009

Tipi di barile per vino

 TAGS:I barili sono fondamentali nell’elaborazione del vino, perché è al loro interno che il vino diventa tale attraverso un invecchiamento portato a termine in modo scientifico e certosino.  

Il barile è sempre di legno e la sua funzione principale è quella di essere il penultimo stadio dell’elaborazione del vino, prima che essa sia ossigenata e poi imbottigliata. 

I barili classici hanno di solito una capacità di 220 litri e misurano 1 metro per 68 cm. Sono avvolti da uno o due strisce metalliche e alcuni di essi hanno addirittura dei rubinetti. La vita di un barile di solito orbita intorno ai 40 anni.

Grandezze e tipi di barili

  • Il tipo di barile classico è quello di Bordeaux, che viene dalla città francese. Questi barili sono fatti di quercia americana e francese, anche se a volte hanno parti di quercia rumena, spagnola o portoghese. Questi hanno capacità di:190 litri, 225 litri 250 litri, 300 litri, 400 litri, 500 litri e 650 litri. 
  • Esistono barili più grandi e con più strisce metalliche che hanno addirittura capacità intorno ai 1500 litri, anche se ne esistono da 250 e sono quelli più utilizzati
  • I barili ovali sono piccoli e con poca capacità e sono usati per servire il vino senza necessità di imbottigliarlo. Si trovano nelle taverne e nelle case. La loro capacità va dal litro ai 16 litri e sono sempre adornati e carini a livello estetici.
  • I tipi di barili più grandi, senza forma ovale, hanno un lato più largo dell’altro e il più grande serve da base. Questi tipi di barili sono utilizzati per immagazzinare grandi quantità di vino o addirittura per elaborare il vino stesso. Hanno una capacità tra i 1000 e i 50mila litri. 

I barili danno al vino sapori e aromi caratteristici, così come sfumature affumicate, di legno e tabacco. Oltre ad apportare una quantità di tannini, che vengono direttamente dal legno del barile. l

Ecco i nostri suggerimenti di vino di oggi:

 TAGS:Renzo Masi Chianti Riserva 2009Renzo Masi Chianti Riserva 2009

Renzo Masi Chianti Riserva 2009

 

 

 TAGS:Lamole Di Lamole Chianti Classico Riserva 2009Lamole Di Lamole Chianti Classico Riserva 2009

Lamole Di Lamole Chianti Classico Riserva 2009

Saint Julien, arte a Bordeaux

 TAGS:I vini Saint-Julien sono arte: interessanti e differenti, sono dei vini da interpretare come si deve, perché sono nettari difficili da trovare. Elaborati nella regione del Medoc, che comprende 900 ettari distribuiti in 26 vigneti , che producono oltre 6 milioni di bottiglie l’anno.

Questa regione si trova tra il Margaux e il Pauillac, luogo già famoso per altri vini. Si nota subito la sua provenienza una volta saggiatolo. Da buon Bordeaux ha eleganza e poco a poco infonde calore. È un vino con carattere e ciò lo rende perfetto per accompagnare piatti forti come carni stufate o arrostite, pollami e altre specialità come le tipicihe tapas spagnole.

Un’opzione interessante è quella di provarlo con del pesce, come ad esempio il baccalà. Per molti è un’ottima idea combinare un bicchiere di Sant Julien con un pesce fatto all’acqua pazza o con dei retrogusti piccanti. 

Nella regione di Saint-Julien sono comuni le varietà di uva come il Merlot, il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon, quest’ultima che conferisce una qualità di ottima stagionatura tipica di questi vini. Un altro motivo per investire in almeno una bottiglia di questo vino. 

Si può anche trovare vino Saint-Julien elaborato a partire da Malbec o Petit Verdot, che non sono le opzioni classiche, ma che sono una buona alternativa e una prova che il vino francese non è così schematico come alcuni pensano. 

I migliori vini di questa Denominazione d’Origine sono lo Château Lagrange 2005 o lo Château Saint Pierre 2000, che inoltre sono 2 delle migliori annate della regione. Un poco meno cari ma altrettanto buoni sono il  Connétable de Talbot 2006 o il Les Fiefs de Lagrange 2008.

 TAGS:Château Léoville Poyferré 2009Château Léoville Poyferré 2009

Château Léoville Poyferré 2009

 

 

 TAGS:Château Gloria 2007Château Gloria 2007

Château Gloria 2007

I 50 vini più ammirati del 2014

 TAGS:Sono molte le marche famose di vino che ogni giorno sentiamo o vediamo, ma solo 50 sono state le più votate o ammirate nell’inizio di questo 2014 in tutto il mondo. Un posto privilegiato lo hanno, senza dubbio, i vini spagnoli, che hanno ultimamente accumulato molte richieste, oltre ovviamente ai soliti vini italiani e francesi.

Il podio è composto dai seguenti vini:

  • Bodegas Torres – Spagna: Questa marca di vino è prodotta dal 1980 e la sua identità è la sua eccellente qualità che genera un ottimo rapporto con i consumatori, che va oltre le mode. 
  • Casillero del Diablo de Concha y Toro – Cile: È la prima volta che questa marca entra nel podio. Disponibile in oltre 135 paesi in tutto il mondo, è sempre più importante.
  • Chateau Latour – Francia: Propietà di Bernard Magrez, questa marca produce i vini più ammirati di Bourdeaux e ha fatto un gran salto dal posto 3 al 10.

Il resto delle marche di vino più votate e quotate del 2014 vedono predominare i vini francesi, oltre a quelli italiani, spagnoli, cileni e australiani. Ecco qui i migliori 20: d

  1. Bodegas Torres – Spagna
  2. Concha y Toro – Cile
  3. Château Latour – Francia
  4. Tignanello – Italia
  5. Penfolds – Australia
  6. Chateau D`Yquem – Francia
  7. Chateau Margaux – Francia
  8. Cloudy Bay – Nuova Zelanda
  9. Guigal – Francia
  10. Vega Sicilia – Spagna
  11. Ridge – USA
  12. Louis Latour – Francia
  13. Château Haut-Brion – Francia
  14. Michel Chapoutier – Francia
  15. Yalumba – Australia
  16. Cono Sur – Cile
  17. Robert Mondavi – USA
  18. Marqués de Riscal – Spagna
  19. Château Petrus – Francia
  20. Jacob’s Creek – Australia

E tu, quali vini preferisci? Eccoti i nostri suggerimenti:

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Altos Ibéricos 2011

 

 

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Amelia 2007

Mangiando per l’Europa

 TAGS:L’ Europa ha una tradizione gastronomica secolare e sono molti gli alimenti di qualità nella sua cucina, dalla fantastica dieta mediterranea ai pesci affumicati del Nord Europa. Ecco alcuni dei piatti principali della cucina europea, accompagnati da alcune foto realizzate dall’agenzia australiana WhybinTBWA, che ha realizzato un lavoro fotografico per associare i piatti tipici a ogni paese:

 TAGS:Da sempre la cucina francese è la preferita dai commensali di tutto il mondo. I suoi formaggi sono gustosi, i suoi paté raffinati e in quanto a vino ricordiamo i famosissimi rossi di Bordeaux o i bianchi di Borgogna. 

La Grecia, come paese mediterráneo, risalta per i suoi piatti freschi sotto forma di insalata, formaggi feta e paste elaborate, oltre alle sue salse yogurt. I vini Samos sono ottimi.  

La ricchezza culinaria dell’Italia è infinita e comincia dalla qualità della sua pasta, del pesce, della carne e dei dolci come il tiramisù. In Piemonte e Toscana si producono i vini più pregiati.

 TAGS:Il Portogallo ha del pesce di ottimo livello, come ad esempio le sardine alla brace e il baccalà, che viene cucinato in tantissime maniera, mentre il vinho verde ha un sapore speciale. 

La Germania è la regina delle salsicce, che vengono fatte in tanti modi, ma la sua vera specialità sono i crauti. I vini più importanti sono il Baden, Mosel o Pfalz, elaborati in gran parte nelle zone del Reno.

I paesi nordici hanno dalla loro dei piatti pregiatissimi a base di salmone e baccalà, mentre i loro vini non sono molto riconosciuti, nonostante siano da segnalare i vini caldi come il Glögg.

Quale tra queste ti piace di più? Oggi ti raccomandiamo un paio di vini internazionali per accompagnare i tuoi piatti:

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Diemersfontein Pinotage 2012

 

 

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Solera 1847 Oloroso Dulce

Il vino può essere la soluzione alla calvizie

 TAGS:Il problema della perdita dei capelli preoccupa moltissime persone, ma oggi gli studi fatti al riguardo danno notizie positive agli amanti del vino. È stato scoperto che bere due bicchieri di vino al giorno attiva i capillari della zona della testa e fà sì che crescano i capelli.

Sono ormai dieci anni che gli studenti di medicina svolgono ricerche approfondite, studiando pazienti calvi ai quali venivano somministrate quantità determinate di vino. Una terapia di lusso e gratuita. Questi studi, però, dimostrano che per ottenere buoni risultati non basta un vino qualunque e soprattutto berlo in un modo qualsiasi.

I vini rossi fanno sì che cresca un tipo di capello grosso e folto, soprattutto quelli della Toscana e quelli australiani. Invece i bianchi tedeschi e quelli francesi di Bordeaux non servono a molto. La causa risiede nei componenti chimichi del terreno dove cresce la vite. Mescolando questi elementi, fino ad oggi sconosciuti, con il frutto della vite maturato si ottiene una reazione chimica.

Il problema è che le bottiglie di vino adatte a quest’uso devono essere state molti anni in cantina e in buone condizioni, dunque bisogna spendere un bel po’ per ritornare in possesso dei capelli. Inoltre, non solo bisogna bere il vino 2 volte, ma una volta deve essere a stomaco pieno e un’altra a stomaco vuoto.

Stiamo aspettando la lista definitiva dei prodotti che concretamente possono servire a questo scopo. Si sta trattando tutto ciò con la massima responsabilità, visto che questo potrebbe essere il cammino per risolvere un problema ostico che, mai come stavolta, ci fa mettere le mani nei capelli. 

Ecco dei prodotti in vendita su Uvinum:

 TAGS:Renzo Masi Chianti Docg Riserva 2009Renzo Masi Chianti Docg Riserva 2009

Renzo Masi Chianti Docg Riserva 2009

 

 

 TAGS:Rocca Delle Macìe Sasyr Rosso Toscana 2009Rocca Delle Macìe Sasyr Rosso Toscana 2009

Rocca Delle Macìe Sasyr Rosso Toscana 2009

Pessac-Léognan, meraviglia di Bordeaux

 TAGS:Il vino Pessac-Léognan è parte di una denominazione d’origine che comprende i vini di Graves, regione vinicola situata a Bordeaux (Francia). Tale denominazione è nota tanto per i suoi vini rossi, come per i suoi vini bianchi.

Nonostante la lunga tradizione vinicola, la Denominazione è stata creata solo nel settembre del 1987, come sub-regione della zona meridionale di Graves, che si trova a sua volta a Bordeaux. Lo scopo della sua creazione è stato quello di riconoscere i suoi produttori più rappresentativi, tutti concentrati nelle città di Pessac, Talence e Léognan.

“La produzione annuale di vini di Pessac-Léognan, sfiora i 9 milioni di bottiglie (80% rosso e 20% bianco), di cui circa il 75% viene esportato.”

Tra i vini rossi di Pessac-Leognan, si distinguono quelli prodotti con Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Per i vini bianchi invece, Sémillon rappresenta il vitigno principale.

La denominazione di Pessac-Léognan abbraccia 10 comuni: Cadaujac, Canéjan, Gradignan, Léognan, Martillac, Merignac, Pessac, Saint-Medard-d’Eyrans, Talence e Villenave-d’Ornon.

Tra le principali aziende vinicole che producono vini di Pessac-Léognan, ritroviamo:

Château Bouscaut – classificato tra i primi cru di vino rosso all’interno di questa denominazione. Si trova nel comune di Cadaujac.
Château Carbonnieux – una delle prime aziende agricole incluse nella classificazione dei vini di Graves. Si contraddistingue sia per i suoi vini bianchi che per i rossi.
Château Haut-Bailly – posizionato tra i primi cru di vino rosso nella classificazione dei vini di Graves. Cantina situata nel comune di Léognan (a sud di Bordeaux).
Château Haut-Brion – cantina situata nella comunità di Pessac, ed è l’unica azienda che non appartiene a Médoc. E`stata inclusa nella classifica nel 1985.
Château Olivier – cantina della comunità Léognan che, oltre a produrre il suo vino caratteristico, produce un secondo vino chiamato “La Seigneurie d’Olivier du Chateau Olivier”.
Château Pape Clément – uno dei più antichi, tra quelli di Pessac Leognan (1300). Così chiamato dal papa Clemente V.
Château Smith Haut Lafitte – denominazione che si trova nella comunità di Martillac, famosa per il suo vino cabernet sauvignon.

Queste sono solo alcune delle grandi aziende vinicole della DO. In questa denominazione ritroviamo anche: Château La Mission Haut-Brion, Château La Tour Haut-Brion, Château Latour-Martillac, Château Laville Haut-Brion,  Domaine de Chevalier, Château Bouscaut, Château Carbonnieux, Château de Fieuzal, Château Couhins, Château Couhins-Lurton, Château Malartic Lagravière e Château Les Carmes Haut-Brion tra gli altri.

 TAGS:Les Demoiselles de Larrivet Haut Brion 2009Les Demoiselles de Larrivet Haut Brion 2009

Les Demoiselles de Larrivet Haut Brion 2009: Oggi vi consigliamo i vini più economici di Pessac-Léognan. Perché hanno una qualità più che sufficiente, e perché non c’è bisogno di spendere tanto per iniziare a scoprirli.

 

 

 TAGS:Château Olivier Blanc 2010Château Olivier Blanc 2010

Château Olivier Blanc 2010: Château Olivier è una delle migliori aziende vinicole tra quelle che producono bianco. Fantastico.

 

Vino Margaux, lusso estremo

 TAGS:Il vino Margaux sprigiona eleganza e nobiltà ed è una vera e propria delizia per i sensi. E’ riconosciuto a livello mondiale per il suo spirito artigianale che lo ha convertito in uno dei vini più particolari ad un prezzo estremamente elevato. Ma a chi non piace togliersi uno sfizio di tanto in tanto?

Beh, questa volta sarà proprio questo vino rosso buona e di alta qualità, a trasportarci realmente in un’altra dimensione. Tali vini sono destinati soprattutto agli amanti del vino più autentici ed esperti.

Per gli intenditori, per coloro che festeggiano in pompa magna… il Margaux da sempre garanzia di successo, strettamente legato all’aristocrazia. Ve ne offriamo alcuni esempi, purtroppo accessibili solo a pochi eletti ma che, se avrete la possibilità di provarli, vi daranno l’idea della loro magnificenza.

Lo Château Margaux 2005 è pura nobiltà. Ha una personalità elevata, con tocchi sottili e profumati, e una grande sensibilità in bocca, cosa che caratterizza molti vini francesi di Bordeaux. Si tratta di un rosso magnifico dagli odori e dai sapori che sanno di lampone, liquirizia e tostato. Ideale per grandi banchetti con carne pregiata.

Lo Château Brane Cantenac 2006 è un rosso speciale, prodotto in un’annata a dir poco perfetta, proprio con il clima ideale per la sua elabozione. Delicato, offre un mix sublime di tradizione e modernità che si manifesta soprattutto nel suo profumo, intenso ed elegante, e nel gusto in cui si intrecciano tutte le condizioni ideali per un vino perfetto.

Lo Château Giscours 2005 è stremamente potente! Si tratta di uno dei vini più costosi e sublimi del mondo, con volume e grandissima eleganza. Il colore è rosso rubino intenso mentre il sapore è fruttato e delicato e ricorda le botti in cui è stato fatto riposare. Berlo è uno dei più grandi piaceri della vita.

Vi siete mai concessi il lusso di degustare un vino Margaux? Com’è andata? Ne preferite uno in particolare?

Petit Verdot, un vitigno abbinabile

 TAGS:I vini Petit Verdot sono originari di BordeauxFrancia. Si tratta di una varietà di uve rosse quasi sempre utilizzata per mescolarsi con altri vitigni provenienti sempre da Bordeaux. La sua origine è misteriosa, così come avviene con molti altri vitigni. Presumibilmente il Petit Verdot è anteriore al Cabernet Sauvignon, anch’esso originario di Bordeaux; la prima registrazione di questo vitigno risale al secolo XVIII.

Il Petit Verdot ha come padri i vitigni Tressot e Duras, quest’ultimo proveniente dalla zone settentrionale della Valle del Tam, vicino alla regione di Tolosa; si presume che il Petit Verdot è stato portato dai Romani verso l’inteno del Mediterraneo.

Il Petit Verdot, come ci viene suggerito dal suo nome stesso, deve essere molto maturo per raggiungere la sua pienezza (“petit”, parola francese che significa “poco” e “verdot” che significa “verde”: Petit Verdot = poco verde), è a bacca piccola ed ha un  intenso colore nero. Uno dei maggiori problemi del Petit Verdot è che talvolta la bacca smette di crescere, quasi sempre per ragioni climatiche. E una delle sue caratteristiche più interessanti è che spesso produce più di due grappoli per germoglio.

Il Petit Verdot si può trovare soprattutto a Bordeaux, in particolare nella zona del Médoc, dove raggiunge la sua eccellenza solo nelle annate più calde, ed è quasi sempre utilizzato per le denominazioni miste bordolesi (o Bordeaux Blends, letteralmente “miscele Bordeaux”). In Australia si trova il maggior numero di piantagioni di questo vitigno, utilizzato nella produzione di vini monovarietali. Anche in Italia ritroviamo il Petit Verdot, ma nel nostro paese viene impiegato per la produzione di vini 100% Petit Verdot. Lo ritroviamo in quantità considerevoli anche negli Stati Uniti, dove viene utilizzato per il Meritage, in Cile, Spagna, Canada, Argentina e Venezuela.

Come abbiamo visto, la produzione di vini 100% Petit Verdot è alquanto scarsa; quasi sempre è accompagnato da un altro vitigno la cui percentuale è solitamente maggiore. Ma quando il Petit Verdot è protagonista assoluto di un determinato vino, possiamo scoprirne il suo morbido profilo tannico e la profusione dei suoi inconfondibili aromi. Il vino Petit Verdot  ha una buona acidità e un colore scuro molto intenso.

L’abbinamento perfetto

Un vino Petit Verdot si sposa magnificamente con carni rosse e formaggi aromatizzati dai sapori forti e quindi può anche essere abbinato a stufati di pollame e carni di animali da caccia. La temperatura ideale per bere questo vino è di circa 15 gradi.