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Mangiando per l’Europa (e II)

 TAGS:Nella prima puntata sulla gastronomia europea abbiamo parlato della cucina francese e dei pesci affumicati nordici. Ora ci occuperemo di altro. 

In Belgio la gastronomia ha radici francesi e tra i suoi piatti principali ci sono le cozze cotte, che si mangiano con patate fritte o birra artigianale. Inoltre ci sono ottimi vini in Belgio, data la tradizione francese.  

 TAGS:La cucina irlandese vede la patata farla da padrone, dato che è l’elemento base per molti piatti, tipo il colcannon, dove ci sono anche aglio e cavolfiore. In quanto a bevande, ovviamente su tutte spiccano la birra (la Guinness o la rossa) e il whisky irlandese, anche se viene prodotto del vino ultimamente. 

La Svizzera è chiaramente influenzata da paesi come la Francia e l’Italia. I suoi piatti tipici sono i formaggi e il cioccolato, oltre alla carne Cervelat, che si prepara in varie maniere. Le regioni vinicole sono il Valais, il Vaud e il Tesino. 

 TAGS:I formaggi olandesi tipo Gouda e Edam sono famosissimi, così come le loro patate lesse e la zuppa di piselli. L’Olanda ha qualcosa come 150 vigneti e il vino di elabora soprattutto nel Gelderland e a  Limburgo.

Il kebab è tipico della Turchia, dove ci sono anche il pesce azzurro e il pollo al miele, mentre l’elaborazione del vino nazionale cresce costantemente. 

In Romania si consumano prevalentemente zuppe come quelle di trippa e di polpette, oltre agli stufati e agli insaccati. La Romania ha anche una tradizione vinicola importante, grazie ai vigneti del Cotnari, al Nord della Moldavia.

 TAGS:In Gran bretagna ci sono piatti gustosi ed elaborati come il Roast Beef, con carne arrostita, oltre a dolci di burro e frutta. Si produce poco vino ma esistono anche dei vigneti di un certo tipo, che producono qualcosa come 2 milioni di bottiglie all’anno.

Ecco due raccomandazioni delicatessen per i tuoi pranzi con gli amici:

 

 

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Néctar Pedro Ximénez

 

 

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Perrier-Jouët Grand Brut

 

Come viene fermentata la birra

 TAGS:La fermentazione della birra rappresenta un passaggio fondamentale, nonché il più importante, del suo processo di produzione e dipende soprattutto dalla temperatura e dalla miscela di diversi ingredienti. Altri elementi che influiscono sull’elaborazione della birra sono: la composizione del mosto, la pressione, la quantità di lievito, l’ossigeno, etc…

Durante la fase di fermentazione il mosto viene aggiunto a dei serbatoi (appositamente creati per compiere questa funzione) nei quali si mescola con il lievito affinché lo zucchero del mosto si converta in alcol e anidride carbonica. Durante questo processo, due sono le fasi cruciali: la fermentazione primaria e quella secondaria. La primaria inizia quando il lievito viene mescolato con il mosto già raffreddato, lievito che da questo momento in poi comincerà a crescere in maniera esponenziale. Per ottenere buoni risultati, in questa fase è di fondamentale importanza controllare la temperatura.

La fermentazione secondaria viene effettuata per affinare i sapori della birra prima che venga trasferita in un altro recipiente e solitamente avviene dopo circa 9 giorni dalla fermentazione primaria. La temperatura in questa fase è di circa 15°C anche se dipende fortemente dalla temperatura assunta durante la fermentazione primaria; in linea di massima dovrebbe essere generalmente inferiore di 5-10°C rispetto alla prima.

La fermentazione può essere inoltre suddivisa in alta e bassa, dando origine alla birra Ale (alta) e Lager (bassa). Le birre a bassa fermentazione vengono elaborate a temperature che si aggirano intorno ai 6°C per cui vengono utilizzati particolari lieviti situati in fondo ai serbatoi. Una delle birre a bassa fermentazione più conosciute è la Pilsner.

Le birre ad alta fermentazione vengono invece realizzate a temperature molto elevate che si aggirano intorno ai 16°C. Le birre tedesche, ad esempio, appartengono a questo gruppo di birre dette appunto Ale.

C’è infine un altro tipo di fermentazione che viene definita spontanea in cui al mosto non viene aggiunto alcun lievito ma si fa in modo che il lievito penetri direttamente dall’aria in maniera naturale. Tuttavia questo metodo è ormai pressoché inutilizzato.

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La Cotta Chiara Artigianale Cruda 75cl

 

 

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Super Baladin 250ml

Diminuisce il consumo di vino in Italia

 - Italia, uno dei principali produttori di vino del mondo, quest’anno ha diminuito il consumo di questa bevanda ai minimi storici. The Huffington Post ha evidenziato che la recessione economica è la causa principale di questa diminuzione di consumo.

Michele Fino, professore dell’Università di Studi Gastronomici di Pollenzo asserisce che:

“Il vino è diventato ormai un prodotto edonista, dato che non fa più parte della dieta basica degli italiani ed è quindi maggiormente esposto alle fluttuazioni nel breve termine delle condizioni economiche”

La recessione ha influenzato le spese degli italiani e ha generato una dinamica di vendite differente, per la quale i vini sono passati in secondo piano a favore della birra, che ha raddoppiato i livelli di consumo. 

Anche altri paesi europei hanno diminuito il loro consumo di vino, come per esempio Spagna e Francia, dato che i giovani consumatori cercano alternative più economiche quando bevono qualcosa.

Attualmente, grazie alla diminuzione del consumo interno, i vini italiani hanno aumentato la percentuale di esportazioni (un 50% della totale) arrivando a un incremento considerevole rispetto al 28% di esportazioni del 2000. 

Con gli Stati Uniti e la Germania come principali destinazioni delle esportazioni e un crescente interesse da parte di Asia e Cina il vino italiano continua ad essere un prodotto di livello. 

Vuoi provare un buon vino italiano? Eccone qui alcuni:

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Bisanzio 2012

 

 

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Il Cantico Primitivo Salento Igt 2012

Come preparare la birra fatta in casa

 TAGS:La birra, uno degli alcolici più popolari e più bevuti al mondo, si è guadagnata un posto di tutto rispetto tra le bevanda da degustare nelle più disparate occasioni e in qualsiasi stagione dell’anno, anche grazie alla sua bassa gradazione alcolica che solitamente varia dai 5 ai 10 gradi. Ce ne sono praticamente per tutti i gusti, bionde, rosse, nere, e proprio questa versalità rende la birra una bevanda “sociale”, che mette d’accordo tutti ed è quindi perfetta per essere degustata insieme agli amici.

Un altro punto a suo favore, che ha sicuramente contribuito a farne crescere la popolarità, è la facilità con la quale la si può produrre direttamente in casa, visto che ci vogliono solo pochissimi ingredienti e alcuni utensili facilmente disponibili sul mercato. Questa abitudine di produrre la birra in casa proviene da una lunghissima tradizione britannica, ed avviene attraverso un processo chiamato “homebrewing“.

La ricetta della birra fatta in casa

Gli ingredienti essenziali sono solo quattro: acqua, orzo, luppolo e lievito. Le quantità sono le seguenti :

20/25 litri di acqua
1 kg di orzo
500 grammi di mais giallo
1 chilo e mezzo di zucchero, preferibilmente di canna ma va bene anche quello da cucina
25 grammi di luppolo
25 grammi di lievito di birra

Ognuno di questi ingredienti ha una funzione ben specifica nella sua preparazione.

L’acqua deve essere filtrata, per cui quella del rubinetto non va bene, visto che contiene troppo cloro; e non è possibile utilizzare nemmeno l’acqua distillata perché può gravemente alterare il sapore della birra. Anche se in realtà, quasi il 70 % della birra che beviamo è fatta con questo liquido.

Inoltre l’acqua deve avere una bassa mineralizzazione ma allo stesso tempo deve contenere sufficiente calcio, solfati, cloruri, rame, manganese e zinco.

Il calcio è molto importante in quanto contribuisce ad aumentare l’estrazione di malto e luppolo durante la macerazione e la cottura; abbassa inoltre l’opacità della birra, dandogli il suo caratteristico colore.

Allo stesso tempo, i minerali come il rame, il manganese e lo zinco impediscono la flocculazione del lievito, i cloruri danno più “corpo” alla bevanda, mentre i solfati rinforzano il sapore amaro e la secchezza del luppolo.

Dunque, il grano d’orzo deve essere messo a bagno in acqua fino a quando non germina, poi si secca e viene quindi macinato in piccole porzioni. Fate però attenzione a non macinarlo tanto da ridurlo in polvere.

Una volta cominciato questo processo, inizia la fase di macerazione per estrarre lo zucchero e l’amido di grano, facendolo bollire in una pentola comune per un periodo di tempo che va da un’ora e mezza a due ore.

E’ in questo momento che tutti questi elementi messi insieme diventano il tanto desiderato malto, il quale deve poi essere riscaldato ad una temperatura di 38-49 gradi centigradi per 24 ore.

Una volta messo in acqua a bollire, è necessario attendere che il grano macinato raggiunga il punto di fermentazione, più o meno quando le bolle cominceranno a sgorgare fuori dalla pentola.

A questo punto, vi si aggiunge il luppolo, o meglio il suo fiore, che tra l’altro è quello che apporta quel gusto e quell’aroma amaro tipici della birra.

Dopo il raffreddamento di questa miscela, ad una temperatura non superiore ai 10 gradi centigradi, vi si aggiunge il lievito, che non è altro che una specie di fungo la cui funzione è quella di convertire gli zuccheri in alcol e produrre anidride carbonica. È possibile utilizzare un lievito ad alta fermentazione per la produzione di birre Ale e a basse temperature (tra i 7 ed i 13 gradi centigradi) per la produzione di Lager.

A questo punto coprire la pentola e lasciarla in un luogo buio, dove non ci sono variazioni di temperatura, e lasciare fermentare per 48 ore.

Il lievito per fare bene il suo lavoro e trasformare questo mosto nella birra così come siamo abituati a berla, ha bisogno di circa 7-10 giorni. Dopo questo periodo, possiamo finalmente imbottigliarla e fare un bel brindisi! Allora, mentre aspettate che la vostra birra sia pronta, perché non provate una di queste?

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Damm Inedit 75cl

 

 

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Murphy’s Irish Red

Birra Messicana

 TAGS:La storia della birra messicana risale a prima dell’arrivo dei conquistatori europei nelle terre azteche: solo 20 anni dopo la caduta di Tenochtitlan venne fondato il Vicereame della Nuova Spagna, per cui è considerata la prima birra del continente americano.

Nel Messico precolombiano esisteva una varietà di birra di mais chiamata Tesgüino e che veniva utilizzata per comunicare con le divinità.

Le birre messicane si contraddistinguono, a livello internazionale, per il loro sapore; viene prodotta da due giganti della birra, cioè Cuauhtemoc Moctezuma e Cerveceria Modelo, che a loro volta fanno parte del gruppo olandese Heineken e e del belga InBev.

Il Messico occupa un posto molto importante nella produzione della birra, che può essere suddivisa in 6 diversi tipi, in base alla varietà, alla miscela dei malti e al metodo di fabbricazione:

  • Birra chiara: birra prodotta con malto non tostato.
  • Birra scura: elaborata ad una temperatura superiore a quella della birra chiara e con malto e orzo tostati.
  • Birra Campechana: è la birra risultante da una miscela di orzi dalla diversa tostatura, con un colore intermedio tra quello della birra chiara e quello della birra scura.
  • Birra lager: invecchiata con luppolo e prodotta a freddo.
  • Cuvée: elaborata esclusivamente in determinati periodi dell’anno, come il Natale.
  • Birra analcolica.

Secondo i costumi messicani una buona birra deve essere sempre accompagnata con sale e limone oppure deve essere bevuta nella maniera cosiddetta “Michelada” (letteralmente, “miscelata”): una miscela di birra, succo di limone, sale e altre salse varie, considerata una bevanda ideale per le giornate calde ed un ottimo rimedio per i postumi di una sbornia.

Varianti della Michelada 

  • Cubana: con l’aggiunta di salsa Worcestershire e tabasco; mentre il bicchiere viene ricoperto con sale e peperoncino in polvere.
  • Un’altra versione presenta invece frutti tropicali, come il mango e il tamarindo.
  • Chelada: è una miscela di birra (chiara o lager), succo di lime e sale.
  • Russa: preparata con aranciata, limone e sale.

E allora forza, anzi, “andale”! Provate una bella birra messicana:

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Chiamata anche “Coronita”, è la birra messicana più universalmente riconosciuta.

 

 

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Negra Modelo 355ml, La escura preferita per preparare un’ottima Michelada.

 

Gli abbinamenti con la birra

 TAGS:La birra è una delle bevande più idicate per accompagnare il cibo; ma avete mai pensato a cosa abbinarla? Ad esempio, qual è il tipo di birra che meglio si combina con la carne? E con il pesce? Oggi parliamo quindi delle pietanze che meglio si sposano con la birra:

  • I piatti in cui predomina una certa acidità, quindi tutti quelli contenenti sottaceti, pomodori, insalate, magari marinate o condite con vinaigrette o altri tipi di salse.
  • I piatti molto speziati e piccanti come quelli appartenenti alla cucina messicana e giapponese o, più in generale, i piatti che presentano una certa quantità di aglio e peperoncino?
  • I piatti agrodolci tipici della cucina asiatica.
  • Quelli affumicati e marinati ritrovano nella birra il loro compagno ideale, così come avviene per molti insaccati.
  • I cibi grassi, in cui rientrano quindi tutti i piatti fritti, i pesci azzurri, le uova ed i formaggi in generale.
  • Ed infine il cioccolato che si sposa paticolarmente bene con le birre scure.

Gli abbinamenti ed i tipi di birra:

Birra e carne

  • Maiale: vi consigliamo di accompagnare questo tipo di carne con una birra leggera e morbida.
  • Salumi: di sicuro una birra ben corposa per gli insaccati cotti e affumicati, ancor di più per quelli stagionati.
  • Vacca o bue: le carni rosse alla brace si sposano bene con le birre bionde, più morbide e leggere mentre il manzo va con le Lager e, perché no, con le Pale Ale.
  • Agnello: dipende da quanto lo si è tenuto in umido ma, nel complesso, l’agnello si abbina ad una birra ben corposa.
  • Pollo: la birra è più forte rispetto ai sapori leggeri del pollame, per cui consigliamo di berla solo se è stata impiegata essa stessa nella preparazione del pollo o se sono state utilizzate altre spezie.

Birra e pesce

  • Pesce azzurro: grazie al suo alto contenuto di grassi, si sposa molto bene con la birra. E ‘perfetta per il pesce affumicato, al sale, marinato, alla scapece, per il carpaccio di pesce azzurro, per le fritture ed il pesce in scatola.
  • Birra e frutti di mare: La morbidezza della birra bianca si abbina piacevolmente sia ai frutti di mare che ai crostacei cotti al vapore.

Birra e verdure 

E’ difficile stabilire quel è l’associazione giusta tra le verdure e determinati tipi di bevande ma, in linea di massima, le birre più morbide ci si sposano abbastanza bene. Le birre mediamente corpose e leggere, vanno molto bene con tutti i tipi di insalate, se quest’ultime sono più amarognole allora si abbineranno meglio a birre un po’ più corpose, ma poco amare.

Birra e formaggi 

I formaggi cremosi e freschi vanno particolarmente bene con la birra analcolica; quelli semi-stagionati e affumicati con le birre Lager-Pilsner o con le Lager Special, mentre per i formaggi staggionati non c’è niente di meglio che una birra d’abbazia. Infine, quando ci troviamo di fronte a formaggi più invecchiati, ci vogliono birre molto corpose e dalla gradazione alcolica abbastanza alta.

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Judas, una delle più potenti: sempre meglio accompagnarla con qualcosa da mangiare.

 

 

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Chimay Rossa è una delle birre Chimay con più corpo, e che meglio si presta ad essere accompagnata da cibo. Impressionante.

 

Birra tedesca

 TAGS:Anche se in Germania si producono diverse bevande alcoliche riconosciute a livello internazionale, come vini o alcuni tipi di grappe (chiamate “schnaps”), tuttavia è la birra ad essere senza alcun dubbio considerata la bevanda nazionale. Non a caso, la Germania occupa il 3° posto tra i paesi che maggiormente consumano birra in Europa, con più di 130 litri a persona all’anno.

Come sappiamo, la birra è prodotta dalla fermentazione in acqua di amido, di solito malto d’orzo o altri cereali, ed è spesso aromatizzata con luppolo, una pianta aromatica che apporta alla mistura quella sua caratteristica amarezza. Nel corso della sua lunga storia, che risale alle regioni germaniche del VI secolo aC, è diventata l’accompagnamento tipico per molti dei piatti della cucina tradizionale. La birra la fa inoltre da padrona in diverse importanti feste del paese, prima fra tutti la famosissima Oktoberfest a Monaco di Baviera, che ospita centinaia di spettacoli folcloristici e competizioni che fanno da cornice all’apertura delle botti, uno dei momenti salienti della manifestazione.

In Germania vi sono più di 5000 diverse varietà di birra (senza contare tutte quelle prodotte nelle cantine artigianali) abbastanza conosciute tra la gente, anche se ve ne sono alcuni tipi che spiccano sopra gli altri, sia per il loro successo a livello internazionale che per il loro consumo generale.

Tipi di birra tedesca

  • Altbier: di solito ha un sapore abbastanza amarognolo dovuto all’utilizzo del luppolo durante la sua preparazione ed ha una gradazione alcolica di 4,8°. Molto popolare soprattutto nella zona di Dusseldorf e della Renania.
  • Bock (anche detta “Bockbier”): il nome proviene dalla città tedesca di Einbeck. Di solito ha un contenuto alcolico abbastanza alto di circa 6.25° e presenta diverse sottovarietà dal colore chiaro, marrone o scuro.
  • Rauchbier: prodotta nella città bavarese di Bamberga, ha un caratteristico aroma di affumicato, dovuto all’essiccazione del malto con cui viene elaborata.
  • Dunkel o Münchner: dal colore particolarmente scuro, è tipica delle regioni della Boemia e della Baviera; ha un sapore delicato e una gradazione che si aggira intorno ai 5°.
  • Helles: è una lager dal colore molto più chiaro, anch’essa tipica della Baviera, con una gradazione tra i 4.5° ed i 6°.
  • Kölsch: è la birra più conosciuta di Colonia, fatta con lievito ad alta temperatura e di colore giallo brillante, con una gradazione alcolica di 4,8°.
  • Pilsener: sicuramente una delle più note, direttamente dalla città di Pilsen, in Boemia. E’ una birra bionda consumata soprattutto nelle regioni settentrionali del paese, con una gradazione alcolica tra 4° e 5°.
  • Schwarzbier (birra nera): la ritroviamo soprattutto nella parte orientale della Germania. E’ una birra a bassa fermentazione dal sapore potente, con una gradazione tra i 4.8° ed i 5°.
  • Weizenbier: prodotta principalmente nel sud del paese; ha un caratteristico aroma fruttato, con un tocco di spezie, con circa 5° di alcol.

Data l’incredibile varietà, la lista potrebbe continuare quasi all’infinito. La diversità infatti è davvero stupefacente, soprattutto considerando il fatto che nel 1516 è entrata in vigore la “Reinheitsgebot” (legge di purezza), che ha limitato a quattro gli ingredienti consentiti per la preparazione della birra: orzo, luppolo, lievito e acqua.

Ci facciamo una birretta in Germania? Ve ne consigliamo un paio davvero gustose:

 TAGS:Duff BeerDuff Beer

Duff Beer: La birra Duf è tedesca? Ebbene sì, ed è fresca e schiumosa, ottima come aperitivo.

 

 

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Warsteiner Premiun è uno dei marchi tedeschi più consumati, sia all’interno che all’esterno del paese germanico.

Birra Pilsener

 TAGS:La birra Pilsener o Pilsen possiamo trovarla praticamente in tutto il mondo ma in realtà essa proviene da una città ceca che non solo gli dà il nome, ma anche una lunghissima tradizione che, per molti, la rende la migliore birra Pilsen del mondo.

Storia della birra Pilsener

La città di Pilsen (Plzen) si trova nel sud-ovest della Repubblica Ceca ed è famosa proprio per la produzione della birra, che gode di una fama mondiale tra l’altro meritatissima. Tutto inizia nel XIX secolo, alla fine degli anni ’30.

Le birre della Boemia erano solitamente dense, corpose e ad alta fermentazione e non soddisfacevano le esigenze ed i gusti degli abitanti di Pilsen che, per questa ragione, decisero di cominciare a produrre una birra tutta loro.

E fu così che nacque la birra Pilsener con la denominazione di “birreria borghese”, seguendo le regole della birra bavarese. La birra Pilsen inizia quindi la sua storia partendo da una necessità ma ben presto comincia ad avere un’identità propria ed uno stile ben definito, sia in termini di produzione sia nell’intero processo di ideazione, volti ad ottenere un prodotto finale dalla qualità indiscutibile. Oggigiorno, quasi due secoli dopo, la birra Pilsener viene elaborata dai principali produttori di birra del mondo.

La città di Pilsen ha circa 165 mila abitanti.

La birra Pilsener della Repubblica Ceca

La Pilsener è una birra di tipo lager ma ha tutta una serie di caratteristiche che la differenziano dalle altre birre appartenenti a questa categoria. La birra Pilsener, infatti, è caratterizzata dal fatto di essere realizzata con malti di Moravia, di tipo Pilsen, oltre all’utilizzo del luppolo Zatec, che ne fa aumentare considerevolmente la gradazione alcolica. Un altro dettaglio da sottolineare è che questo tipo di birra è fatta con lievito a bassa fermentazione, cosa che influenza chiaramente il suo sapore.

La birra Pilsen ha di solito dai 3 ai 5 gradi di alcol.

Oggi alcune marche di birra Pilsener ceche sono considerate tra le più prestigiose del mondo, come ad esempio Gambrinus, Pilsner Urquell, Staropramen, etc. Anche in Germania ritroviamo numerose birre di questo tipo, che si differenziano però per essere un po’ più forti ed amare rispetto a quelle ceche.

Il colore della birra Pilsen va solitamente dal dorato pallido al dorato.

Allora vi è venuta voglia di bere una bella birra?

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Moritz, la birra Pilsen spagnola con più tradizione.

 

 

 TAGS:Pilsner UrquellPilsner Urquell

Pilsner Urquell, la birra Pilsner più autentica.

 

7 birre ideali per festeggiare la giornata della Birra

Il prossimo lunedì sarà la giornata della birra! A noi di Uvinum piace sia la birra che il vino e perció festeggeremo questa giornata con molte novità. Abbiamo aggiunto pure un nuovo catalogo di un nuovo partner, Saveur Bière, un negozio francese che ha uno dei cataloghi di birre più ampio del mondo.

Vuoi provare le migliori birre del mondo? Oggi ti facciamo conoscere le 7 novità speciali più vendute su Uvinum, che potrai trovare solo da noi. Vedrai come ti sorprenderemo:

7. Birra finlandese

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Lapin Kulta, una delle birre più famose della Finlandia

 

 

6. Birra francese

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Corsaire, al Lager francese

 

 

5. Birra tahitiana

 TAGS:HinanoHinano

Hinano, la birra più speciale del Tahiti

 
 
 
 

4. Birra togolese

 TAGS:Flag SpécialeFlag Spéciale

Flag Spéciale, una birra intensa del Togo

 
 
 
 

3. Birra americana

 TAGS:Under Dog Atlantic Lager 355mlUnder Dog Atlantic Lager 355ml

Under Dog Atlantic Lager 355ml, una lager americana in stile “Budweiser” di una fabbrica di birra più piccola e speciale

 

 

2. Birra danese

 TAGS:Mikkeller THE American DreamMikkeller THE American Dream

Mikkeller THE American Dream, la versione danese della birra lager americana

 

 

1. Birra indiana

 TAGS:Kingfisher PremiumKingfisher Premium

Kingfisher Premium, una lager indiana che ti lascerà a bocca aperta

 

 

 

Le tre migliori birre alla spina

Viva l’estate! È arrivato il momento di uscire, incontrarsi con degli amici e di bere la migliore birra. Per coloro che amano la birra fredda, le botti sono la migliore opzione, perché in questo modo si possono bere alcuni litri alla migliore temperatura senza dover farla ossidare per 10 giorni di seguito.

Questo metodo è diventato popolare a cause delle botti di auto-raffreddamento e perciò in tutta Italia potrai bere birra fredda. Vuoi comprare birra alla spina? Ecco i tre tipi di birre alla spina più amati dagli utenti Uvinum.

3. Eku Barile

 TAGS:Eku Barile 5LEku Barile 5L

Eku, la birra chiara spagnola con il miglior rapporto tra qualità e prezzo

 

 

 

2. Beck’s Gold Barile

 TAGS:Beck´s Gold Barile 5LBeck´s Gold Barile 5L

Beck´s Gold Barile 5L, la birra tedesca più venduta

 

 

1. Heineken Barile

 TAGS:Heineken Barile 5LHeineken Barile 5L

Heineken Barile 5L, pioniere delle botti piccole