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La birra potrà aiutare a prevenire il cancro al seno

 TAGS:undefinedIl luppolo, uno dei principali ingredienti della birra, potrebbe contribuire in modo efficace alla prevenzione del tumore al seno. Ne consegue uno studio condotto da esperti della University of Illinois a Chicago (USA), del quale ha recentemente fatto eco la pubblicazione britannica Daily & Sunday Express.

Il luppolo è un bocciolo responsabile del gusto amaro della birra che è stato sottoposto a indagini che riguardano i livelli ormonali in uomini e donne, ma il nuovo studio mostra, a quanto pare, che potrebbe attivare composti chimici che inibiscono lo sviluppo del tumore.

Gli scienziati hanno applicato l’estratto a due diverse linee cellulari seno per vedere l’effetto sul metabolismo degli estrogeni delle cellule, partendo dalla base che un metabolismo lento aumenta il rischio di cancro al seno.

I ricercatori hanno scoperto un componente del luppolo, chiamato 6-prenylnarigenin (6-PN), che aumenta il tasso di metabolismo degli estrogeni. Un’ulteriore e più approfondita ricerca potrebbe dimostrare l’efficacia di questo composto contro il cancro.

Il composto 6-PN è un fitoestrogene potente che, se ingerito alimenta l’attività degli ormoni. Infatti, le donne che lavorano con questa pianta possono avere interruzioni nel loro ciclo mestruale, essendo infatti essa stata testata come trattamento per le donne in post-menopausa che soffrono vampate di calore, sudorazione notturna e insonnia.

Il team di ricerca ha anche scoperto un altro composto simile, 8-prenylnarigenin (8-PN), apparentemente meno efficace, ma che dovrebbe anche essere oggetto di ulteriori studi.

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Peroni Gran Riserva: una birra originaria di Italia ed elaborata mediante una fermentazione a freddo che ha una gradazione di 6.6º.

 

 

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Isaac Baladin: una birra artigianale originaria di Italia che presenta una gradazione alcolica di 5º. La comunità di Uvinum valuta Isaac Baladin con 4 punti su 5.

 

Quali bevande alcoliche possono essere adatte ai celiaci?

 TAGS:undefinedIl numero di celiaci cresce velocemente. Pertanto, aumentano anche le informazioni su questa malattia e su cibo e bevande che dovrebbero prendere. Si ricorda che, secondo la Federazione delle Associazioni di Celiaci spagnola, la FACE, il celiachismo è un’intolleranza al glutine presente in frumento, orzo, segale e avena che si verifica in individui geneticamente predisposti. Questa è caratterizzata da una reazione infiammatoria nella mucosa intestinale che ostacola l’assorbimento di macro e micronutrienti.

Molti celiaci si chiedono se possono bere alcolici, e la verità è che sì, ma non di tutti i tipi. In primo luogo, è importante notare che la birra è fatta da orzo, pertanto, non può essere assunta, così come alcuni tipi di whisky.

Alcune birre possono essere consumate dai pazienti celiaci perché sono elaborate con riso o grano saraceno. In alcune occasioni, sia orzo e frumento posson essere parte della produzione di whisky.

Inoltre, le persone che hanno questa malattia possono bere molti altri distillati come la vodka, tequila, rum e gin, perché in essi il glutine si dissolve nel processo di distillazione. In ogni caso, è meglio informarsi prima, guardando le etichette e chiedendo al medico o nutrizionista se non si è completamente sicuri.

Il vino è l’alcolico più sano per un celiaco, dato che nessun vino è elaborato con glutine o orzo e inoltre offre molti vantaggi per il corpo. Ora, quando il vino è conservato in un contenitore che contiene prodotti elaborati con il glutine, potrebbe verificarsi una sorta di contaminazione incrociata.

D’altra parte, si può anche bere sidro, dato che è una bevanda alcolica che proviene dalla fermentazione delle mele, che non hanno glutine.

Se volete saperne di più, non perdetevi il nostro articolo su cocktail per celiaci.

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Fattoria Le Pupille Morellino Di Scansano 2014

 

 

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Santa Barbara Il Maschio da Monte Rosso 2013

 

 

Come mai la birra ci fa urinare di più?

 TAGS:undefinedQuando beviamo birra ci accorgiamo che andiamo al bagno con più frequenza e più del solito. In poche parole: abbiamo più voglia di urinare. Ciò è dovuto a diverse ragioni.

Una delle principali è per il suo effetto diuretico. La birra fa sì che aumenti la quantità di urina nei reni e, di conseguenza, aumenta anche la quantità di acqua da eliminare. Per questo motivo sentiamo la necessità di urinare molto prima di quando beviamo acqua o altre bevande.

Un’altra ragione è legata agli ingredienti utilizzati nel processo di produzione della birra. In particolare, ci si riferisce al luppolo, il componente della birra che è responsabile dell’effetto diuretico. Il luppolo è utilizzato per contrastare il sapore dolce del malto dando quel tocco amaro così caratteristico alla birra. Come abbiamo detto, questo ingrediente produce un significativo effetto diuretico, ragione per la quale la bevanda dà voglia di urinare. 

È anche vero che questo effetto diuretico non è solo della birra, poiché ci sono altre bevande alcoliche che aumentano la produzione di urina nel corpo, essendo l’alcol stesso un diuretico che stimola la vescica. L’alcol infatti sopprime l’ormone della ghiandola pituitaria, responsabile di inibire l’effetto diuretico.

Tutto questo fa sì che con il consumo di birra ci disidratiamo prima, perché aumentando la produzione di urina, il corpo elimina più liquido del solito; per questo motivo è sempre consigliato un consumo moderato di alcol, poiché si espelle più liquido di quanto ne stiamo ingerendo. Una delle soluzioni per evitare la disidratazione è quella di bere sorsi d’acqua. È questione di complementare entrambe le bevande, e tutto questo si può accompagnare a qualche stuzzichino o altri cibi.

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Peroni Gran Riserva

 

 

Che si beveva all’epoca di Shakespeare?

 TAGS:undefinedQuattrocento anni dopo che Shakespeare scrisse il suo ultimo lavoro, andremo per le bevande menzionate nelle sue opere, che lui e i suoi collaboratori probabilmente utilizzavano per brindare ai loro successi.

Nelle opere di Shakespeare si menzionano almeno 38 bevande alcoliche. La scelta di una bevanda per un personaggio era un indicatore di status sociale o di carattere, oltre delle mode e delle pratiche di età.

Tè e caffè dovevano ancora arrivare in Gran Bretagna, e l’acqua era un rischio per la salute, in modo che le bevande alcoliche erano solite essere la scelta più comune. Ai tempi di Shakespeare, l’acqua potabile non era certo un’opzione, soprattutto nelle città. Così, le bevande più comuni erano le seguenti:

Birre

La birra era una bevanda analcolica dal sapore tradizionale popolare tra tutti, compresi i bambini, che a volte erano ubriachi dalla colazione fino all’ora di andare a letto. La birra è anche vista come una fonte di vitamina B. Questa bevanda ha attraversato le barriere sociali, essendo consumata da ricchi e poveri.

La birra era allora una novità in Olanda, dove venne aggiunto luppolo. L’aggiunta aromatica era  stata inizialmente vista come un’alterazione, ma poco a poco si è sviluppata in tuutta l’Inghilterra. Ai tempi di Shakespeare, la birra era relativamente dolce e fruttata.

Acquavite

L’acquavite include la maggior parte degli alcolici, così a quel momento potrebbe includere bevande come il brandy e whisky. È menzionata ben sei volte da Shakespeare, che ha sempre parlato di questo come bevanda rigenerante o terapeutica, a differenza di vino o birra.

In effetti, l’infermiera in Romeo e Giulietta la chiede due volte: la prima volta in occasione della morte di Tebaldo, e poi durante la messa al bando di Romeo, e la seconda volta quando scopre che Giulietta è morta (apparentemente) nel suo letto.

Claret

Il vino rosso a quel tempo era molto più leggero di quello che ci si aspetterebbe bere ed era più vicino al colore rosa rispetto a quello di un Bordeaux rosso. Nel XII secolo, Bordeaux e la zona della Guascogna divennero territorio inglese in seguito al matrimonio di Enrico Plantageneto ed Eleonora d’Aquitania, e vini di Bordeaux vennero dunque inviati in grandi quantità in Inghilterra.

Ma alla fine della Guerra dei Cent’Anni, Enrico VI aveva perso la Guascogna, recuperata dai francesi, e la disponibilità del Claret iniziò a diminuire. La perdita si faceva sentire ancora in maniera acuta ai tempi di Shakespeare.

Si ricorda che il vino era un lusso in Inghilterra di Shakespeare, e non era accessibile a tutti. Essendo un prodotto importato, con un valore 12 volte superiore a quello della birra o di bevande soda, era una bevanda disponibile solo per i re e cortigiani.

Sherry sack

Lo Sherry sack è diventato un termine generico per una varietà di vini come sherry, alcuni generosi e alcuni dolci, ma lo Sherry era il più conosciuto. Ci sono molti riferimenti a questa bevanda associata al personaggio di Falstaff che ne beveva a iosa. La dodicesima notte, Don Tobias e Sir Andrew Aguecheek esprimono la loro predilezione per lo Sherry ( “Vieni, bruciamo un po’ di Sherry. E ‘troppo tardi per andare a letto”.) Nella tempesta, Stefano utilizza anche un barile come un galleggiante per nuotare lontano dal relitto.

Metheglin

Il Metheglin, una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del miele di origine gallese, è stato un Mead speziato, con origini in Galles. E ‘fermentato con il miele, ed è stato utilizzato come tonico. E ‘stata una bevanda che solo i più ricchi della società potevano permettersi ed è stata menzionata due volte da Shakespeare, una volta in Pene d’amor perduto, e una volta in Le allegre comari di Windsor.

Anche se oggi non è prodotto per la distribuzione commerciale, si è riscontrato un certo interesse a tornare per preparare questa bevanda.

Moscato

Ricco e dolce e ottenuto da uve moscato, è la bevanda di Petruccio nella Bisbetica domata. A quel tempo, il termine è stato generalmente utilizzato per i vini moscato della Grecia, provenientti per lo più da Creta e Zante.

Posset

Attualmente il Posset è un dessert di crema densa, spesso aromatizzata al limone, ma in epoca elisabettiana è stata una bevanda di latte caldo cagliato con birra o vino, di solito aromatizzato con spezie e probabilmente con lo zucchero. Con un posset avvelenato è come Lady Macbeth addormenta i camerieri che sorvegliano l’area privata di Re Duncan:

“Le porte sono aperte, ed i servi hanno saziato la sete e il loro russare ho sentito: ho drogato i suoi Possets”, dice Lady Macbeth, sollecitando il marito a cogliere l’occasione per uccidere il re.

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Johnnie Walker Gold Edition

 

 

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Grau’s Legend

 

 

Pastis e birra, le bevande dell’Europeo 2016

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In una terrazza di un bar del Cours Julien o del Vieux Port di Marsiglia è facile imbattersi in tifosi stranieri accorsi in questo periodo per assistere agli incontri dell’Europeo 2016, in programma in tutta la Francia. Tuttavia anche gli autoctoni godono dello spettacolo attuale e si denota una certa coesione vivendo il grand evento, soprattutto se attorno a un tavolo di un bar. Due bevande spiccano tra le più consumate, e di seguito vediamo quali sono.

Il Pastis, tradizione e freschezza

Gli abitanti del luogo sono legati alle tradizioni e una di queste è quella del Pastis, un aperitivo che d’estate fa la parte del leone perché fresco e perfetto per anticipare pranzo o cena. Si tratta di una bevanda piuttosto alcolica, con 45 gradi di volume, che viene solitamente allungata con l’acqua e del ghiaccio. Spesso una libagione di pastis accompagna anche delle partite a bocce, la cosiddetta Petanque locale, una delle attività ludiche più diffuse non solo a Marsiglia ma anche in Provenza.

Dal sapore a metà tra l’anice e la liquirizia, con il tocco leggero delle erbe provenzali, il pastis è la bevanda locale sempre in voga, che si consuma anche in altre zone della Francia, ma resta una prerogativa marsigliese, anche durante le ‘invasioni’ straniere in una manifestazione come l’Europeo.

La birra, sempre attuale

Simile nel lessico di moltissime lingue, la birra è una bevanda alcolica internazionale che non conosce cali di consumo e rappresenta come nessun altro liquido il simposio durante una partita di calcio. È per questo che i molti fan di squadre impegnate in quel di Marsiglia, e in tutta la Francia, la scelgono come la bevanda per eccellenza per ingannare l’attesa di un match. In Francia la Kronenburg 1664 è la principale, ma vengono servite anche molte altre birre artigianali.

Quel che è certo è che una competizione come l’Europeo non può essere degustata del tutto senza un buon boccale di birra in mano. Dall’Albania all’Irlanda del Nord, tanti tifosi si deliziano durante le partite con il nettare più antico in assoluto.

Per non lasciarti mai senza un buon accompagnamento, eccoti qui le nostre proposte in quanto a pastis e birra. Bevi, ma sempre con moderazione!

 

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Pastis Jean Boyer Emeraude

 

 

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Pastis Jean Boyer Sève de Réglisse

 

È più facile abbinare il formaggio alla birra rispetto al vino?

 TAGS:undefinedIl formaggio è uno degli alimenti con più sfumature sensoriali nella cucina di qualsiasi paese. Tanto che a secondo del loro sapore e aroma, i formaggi possono consumarsi in qualità di antipasti o dolci, come possono essere anche consumati da soli e, di conseguenza, essere ben accompagnati dal vino.

Tuttavia, l’ultima tendenza è quella di assaggiare il formaggio accompagnato da una bevanda fermentata, in questo caso, elaborata dai cereali: ossia la birra, che ultimamente sta diventando protagonista di degustazioni e abbinamenti innovativi.

Uno dei più grandi promotori di questa tendenza è lo chef di New York Daniel Burns, il cui ristorante Luksus a Brooklyn vanta una stella Michelin. Il co-proprietario dello stabilimento (insieme a Jeppe Jarnit-Bjergso) afferma che il sapore ‘da spettro’ della birra la rende più appropriata per essere abbinata al formaggio.

In realtà, questo ristorante ha 21 birre diverse e non ha alcuna lista di vini. Sempre secondo Burns, “è semplice, in confronto con il vino, fare un corretto abbinamento con la birra, e ancora più facile ottenere un grande abbinamento.”

Anche se siamo abituati ad abbinare il formaggio con il vino, il nuovo concetto di questo ristorante (il primo al mondo ad essere premiato con una stella Michelin essendo specializzato in birra), apre una nuova visione, soprattutto se si considera il suo grande successo con l’esigente pubblico di New York, che di solito riempie questo piccolo posto sito a Greenpoint, che offre un menù di degustazione a $ 95, che può essere completato con un abbinamento birra per $ 45 in più.

E voi cosa aspettate ad unirvi alla moda di abbinamenti del formaggio con la birra?

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Baladin Nora 75cl

 

 

Chi beve vino o birra mangia meglio

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Secondo uno studio condotto da Miguel Hernández (UMH) a Elche, gli studenti che bevono birra o vino con moderazione tendono anche a consumare grandi quantità di pesce, frutta e verdura, ingredienti che compongono la dieta mediterranea e che sono la base di una dieta sana.

Al contrario, gli intervistati giovani astemi (oltre 1.000 tra i 17 ei 35 anni) risultano consumare meno pesce e e più carne. Nel frattempo, risulta anche che chi beve qualsiasi tipo di alcol assume due volte meno frutta e verdura rispetto a chi beve birra o vino moderatamente.

In base a questi risultati, il 18,9% dei partecipanti ha bevuto solo vino o birra moderatamente, il 19,5% non ha bevuto alcolici e il 61,6% ha consumato tutti i tipi di bevande alcoliche.

L’assunzione media di alcol registrata era di 4,3 grammi al giorno, una quantità che può essere considerata bassa o moderata, dato che è meno dei 11,8 grammi al giorno calcolati dal National Health Survey per i giovani adulti della stessa età, secondo uno studio realizzato tra il 2011 e il 2012.

Tuttavia, si riconosce la polemica che esiste all’interno della comunità scientifica internazionale in materia di raccomandare o meno il consumo di alcool, anche se moderatamente, a causa degli effetti negativi che il consumo eccessivo può avere.

I risultati del lavoro svolto dalla UMH dimostrano l’importanza di studiare congiuntamente il consumo dieta e l’assunzione di alcol riguardo agli effetti di quest’ultimo nel corpo, e ricordano che la dieta mediterranea inlcude un consumo moderato di vino nei pasti grazie ai suoi benefici per la salute.

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La Gioiosa Fragolino Rosso

 

 

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Doppio Passo Primitivo Salento 2014

Sai che andare al bar fa bene alla salute?

 TAGS:undefinedIn Italia ci sono più bar rispetto ad altri stabilimenti, ed è ovvio che a tutti piaccia parlare e al contempo bere un bicchiere di vino al bar. E ora ancora con più gusto, dato che una nuova ricerca presso l’Università di Oxford conferma che andare al bar ci fa felici, oltre che fa bene alla salute. 

Il bar è un punto di incontro ed è risaputo che gli incontri faccia a faccia siano vitali per mantenere le amicizie. Questo studio dimostra che le persone che vanno a bar vicino a dove vivono o lavorano tendono ad avere più amici stretti e rapporti migliori.

Si dice che pub e bar contribuiscano a creare una solida rete sociale che migliori la felicità e la salute in generale. Gli autori dello studio sottolineano che per fare e mantenere amicizie bisogna lavorare, dato che le reti sociali e il mondo digitale sono solo un integratore e non possono sostituire il contatto umano.

Inoltre, i ricercatori del Dipartimento di Psicologia Sperimentale presso l’Università di Oxford hanno lanciato un’indagine che ha rilevato che i pub o i bar di quartiere o quelli presenti nei piccoli comuni sono meglio di quelli presenti in città o in centro perché questi ultimi risultano meno inclini a fare amicizie importanti.

Lo studio si concentra anche su altre cose, come ad esempio il fatto che un consumo di alcol limitato e moderato migliora il benessere e alcune (ma non tutte) le competenze sociali, anche perché le abilità diminuiscono se aumenta il consumo di alcol.

I ricercatori definiscono il pub o il bar come un luogo in cui può fare conoscenza con il proprietario e anche con altri clienti. Questo studio asserisce anche che i pub offrono un ambiente sociale ideale per gustare un drink con gli amici in un ambiente di comunità responsabile, oltre che ideale ad incoraggiare le persone ad avere un luogo piacevole vicino a dove vivono o lavorano. 

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Sassicaia 2010: un vino rosso con DO Toscana con cabernet sauvignon e cabernet franc di 2010 e con un grado alcolico di 13º.

 

 

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Cantine Marco de Bartoli Marsala Vecchio Samperi Ventennale 50cl: un vino rosso con DO Umbria di cantine Marco de Bartoli.

 

Il valore dell’educazione nel consumo responsabile dell’alcol

 TAGS:undefinedIl consumo di alcol tra la popolazione più giovane cresce con il passare degli anni. Le cifre parlano da sole come si vede da quanto riportato dall’Agenzia di sanità pubblica della Catalogna, che afferma che la metà dei 17enni età si sono ubriacati almeno una volta durante l’ultimo mese. Per questo c’è bisogno di una consapevolezza sociale e soprattutto di educazione da parte della famiglia e degli educatori che ancora non vedono l’alcol come un problema costante. Vediamo quali aspetti possono essere promosse per ridurre il consumo di alcol tra la popolazione più giovane.

  • Incoraggiare le buone abitudini. Delle migliori abitudini alimentari possono rallentare il consumo massiccio di alcol. I giovani bevono soprattutto per divertimento, quindi bisogna cercare dell’intrattenimento alternativo per sfuggire a questo problema.
  • Aumentare l’attività fisica. Una delle attività del tempo libero che rendono una vita più attiva è la pratica dello sport. E non solo durante la settimana, ma anche nel weekend, attraverso attività di gruppo, attività avventurose o di sport estremi per sentire l’adrenalina che a volte è proporzionata dall’alcol.
  • Educazione familiare. Negli ultimi anni, gli studi dimostrano che mentre si abbassa l’età del consumo d’alcol, aumenta il livello di permissività delle famiglie a questo problema. Forse è bene parlare con i genitori e figli, incentivare il buon uso delle bevande alcoliche in casa, tenendo chiaro cosa bere e cosa no.
  • Migliori campagne educative nelle scuole. Qualcosa di simile sta accadendo nelle scuole, dato che sembra che le loro campagne contro l’alcool non servano molto. Sono necessari nuovi valori, nuovi modelli di società, e quindi nuove campagne concrete per arginare questo problema.

Insomma, non si tratta di limitare eccessivamente l’alcol quanto di offrire alternative di svago altrettanto produttive. Questo sarà il modo migliore per educare al bere con moderazione, promuovendo quindi la degustazione della bevanda in modo piacevole e per potere anche approfittare dei benefici che bevande come il vino hanno sulla nostra salute.

Le migliori bibite per l’aperitivo di un evento aziendale

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Siamo nella stagione degli eventi aziendali, fiere e presentazioni. Quando si effettuano tali eventi, le bibite offerte sono fondamentali, così come il catering, che dev’essere a disposizione di tutti e adattarsi ai diversi gusti.

Per accompagnare gli antipasti piccoli e leggeri, sia freddi che caldi, una buona idea è quella di iniziare con un cocktail di cava. Di solito si serve in coppe, al momento della pausa, come primo contatto con le altre persone.

A seconda del momento in cui viene servito l’aperitivo, è anche importante che ci siano succhi di frutta (due diversi tipi naturali basteranno) e qualche bibita analcolica, visto che può esserci qualcuno con molta sete dopo l’evento aziendale.

Dopo il cocktail di cava, i tavoli devono essere disposti con del vino bianco e vino rosso. Si raccomanda che tali vini siano a basso contenuto di alcol, ma di qualità e con denominazioni di origine del luogo dove ha sede l’evento o l’azienda. E’ sempre meglio che si tratti di vini del luogo, visto che i commensali (fra cui ci sarà sicuramente qualcuno che se ne intende di vino) potranno gustare le specialità di ogni luogo.

Le birre pure devono esserci insieme ai vini, caso mai c’è qualcuno che non vuole o non può bere il vino, inoltre le birre sono molto più rinfrescanti. E’ anche meglio che la birra sia nazionale e artigianale, per dare un tocco diverso e migliore.

Il Vermouth è apprezzato anche in tali atti. Se è bianco, meglio, essendo più elegante e con meno gradazione alcolica. In altre feste di solito si servono cocktail con l’arrivo degli antipasti, possono essere cocktail analcolici, qualcosa che rinfreschi e lasci un buon gusto in bocca, per poi passare al pranzo o ritornare agli eventi aziendali. Invece, servire un cocktail originale con un goccio di alcol è sempre grato ai partecipanti.

In molti eventi aziendali, a seconda del tipo di organizzazione ed evento, è meglio avere le classiche bibite. Un cava prestigioso, una birra famosa del luogo, il vino con una denominazione note o un tipo di cocktail con sapori familiari.

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Foss Marai Surfiner Cuvee Brut: un vino spumante de la DO Veneto vinificato con sauvignon e prosecco e 12º di grado alcolico. 

 

 

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Cà del Bosco Cuvée Prestige Brut: un vino spumante con DO Franciacorta delle varietà pinot noir e pinot blanc e con un grado alcolico di 12º.