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Come scegliere vini naturali senza sbagliare

La scelta di vini naturali e biodinamici può essere rischiosa. Sono concetti piuttosto nuovi per noi, ma in altri stati vengono prodotti da molto tempo. Ecco alcuni consigli per scegliere correttamente i vini naturali.

 

  • Scegli cantine che lavorano da molto tempo in questo tipo di produzione. Ci sono produttori che hanno un gran numero di vini completamente naturali. Oltre ad essere deliziosi hanno una lunga esperienza, che offre maggiore garanzia. La cosa migliore è che i loro vini sono davvero piacevoli.
  • Visita le fiere del vino naturale e biologico. Troverai molti esperti sul tema che potranno consigliarti i migliori vini da acquistare per ogni occasione.
  • Acquista vini in negozi specializzati. In questi negozi, i responsabili sono i più informati e possono darti buoni consigli.
  • La qualità più della quantità. I vini naturali tendono ad essere un po’ più costosi, quindi berremo un po’ meno, ma meglio.
  • Uve autoctone. Una caratteristica fondamentale dei produttori naturali è che lavorano per preservare il ricco patrimonio viticolo delle varietà autoctone invece di varietà standard internazionali. Perciò, i vini biologici, biodinamici e naturali tendono ad offrire una maggiore diversità di profili aromatici e un’opportunità unica di degustare vini prodotti con vitigni autoctoni. Ricorda sempre che questa classe di vini è prodotta con la minor quantità possibile di conservanti.
  • Conoscere nuovi sapori e vini. Quando dovremmo scegliere un vino naturale, sarà senza dubbio il gusto a guidarci. Ci permetterà di conoscere da vicino nuovi sapori, rappresentando un gran vantaggio quando trattiamo questo tipo di vini.
  • Partecipare alle degustazioni. Sia che siano a pagamento che gratuite (che occasionalmente si possono trovare), le degustazioni di vini naturali ci permettono di saperne di più e rendono più facile scegliere un vino con tali caratteristiche.

 

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Vino biologico o biodinamico, qual è la differenza?

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Oggi, esiste un crescente interesse per i vini biologici e/o biodinamici. Però qual è la differenza tra i due?

Prima di tutto, i termini “organico”, “ecologico” o “biologico” sono considerati sinonimi in Europa. Tutti i vini biologici o biodinamici “certificati” devono avere un logo, una etichetta permettendo la loro identificazione al consumatore.

I vini ecologici o biologici

Provengono dall’agricoltura biologica. La conduzione del vigneto avviene seguendo tecniche agricole che escludono alcuni concimi e pesticidi (fertilizzanti, erbicidi, insetticidi). Gli organismi e sostanze transgenici, gli additivi, i coloranti ed i conservanti sono vietati anche. Viene poi il lavoro in cantina. Si deve diminuire il livello di SO2 e di alcune altre sostanze chimiche. Tuttavia si può usare alcuni lieviti selezionati (chimici) ed altri trattamenti.

 I vini biodinamici 

Questi vini provengono dall’agricoltura biodinamica : un concetto esistente dall’inizio del secolo scorso. Il vigneto oppure la terra sono considerati come essere viventi. L’obiettivo è che la vite sviluppa le sue proprie difese immunitarie contro i microbi, gli insetti, le malattie. Come? Favorendo la biodiversità ed i microrganismi. Questo lavoro continua poi in cantina e nel modo di vinificare i vini. Le tecnologie ed i trattamenti chimici non sono autorizzati, il tasso di SO2 deve essere debolissimo all’imbottigliamento e soprattutto, i lieviti indigeni o naturali non sono autorizzati per la fermentazione alcolica.

Oggi, in molte tenute che elaborono vini biologici o biodinamici, il concetto va al di là delle norme europee. È una filosofia, uno stile di vita. Le tecniche di lavorazione delle vigne sono più difficili. Molte volte, l’aratura della vigna viene effettuata con cavalli o a mano. I rendimenti sono più bassi. Però i vini sono autentici, con una vera personalità e un carattere locale tipico.

 

 

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Bere del vino vegano è possibile!

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Conosciamo la fama dei vini biologici e biodinamici oppure naturali, però attualmente sono i vini vegani che sono sempre più ricercati e soprattutto nei paesi del nord Europa.

Che cos’è un vino vegano? Che cos’è il veganismo?

È un vino adattato alla dieta vegetariana e/o vegetaliana. Una dieta vegetaliana è una pratica alimentare che esclude i prodotti animali come la carne, il pesce, i crutacei ed i molluschi come pure tutti i sottoprodotti di origine animale ed in particolare i prodotti lattieri, le uova, la gelatina, il miele, etc.

I vegetaliani consumano unicamente dei prodotti di origine vegetale. Quindi le verdure, i frutti, i semi, i funghi, etc. Un vegano segue un regime vegetaliano e non utilizza neppure i prodotti animali (la lana, il cuoio etc.).

Perché molti vini non sono vegani ? 

Molte personne non lo sanno però è possibile di trovare dei prodotti di origine animale nel vino. Certo, il vino viene dall’uva e quindi è “vegan” ma in molti casi, durante l’elaborazione del vino, c’è una fase che non rientra nella dieta vegan. 

Si tratta della chiarificazione del vino anche chiamata “collage” : è una fase che permette di chiarificare i vini, di togliere gli eventuali residui e depositi per rendere i vini più puliti. Infatti, i viticoltori usano alcuni ingredienti nello scoppo di agglomerare i residui tra di loro per filtrarli più facilmente. Gli ingredienti di origine animale usati sono :

  • L’albume (è l’ingrediente il più usato)
  • La colla di pesce (pelle e cartilagine del pesce) : sciolta nell’acqua
  • La gelatina di manzo o di maiale
  • La caseina di latte (può convenire ai vegetariani ma non ai vegetaliani)

Però esistono delle alternative. Infatti, invece di usare componenti di origine animale, molte tenute preferiscono chiarificare il vino con delle proteine vegetali (piselli, soja, grano), della polvere di alghe oppure della bentonite (argilla naturale).

Come sapere se un vino è vegano o vegan-fiendly ? 

Il regolamento europeo obbliga i viticoltori ad indicare sulle etichette o controetichette la presenza di latte, di uovo o di prodotti derivati dall’uno o dall’altro, e ciò, fin dall’annata 2012 al fine di prevenire i rischi di allergie a questi prodotti presso i consumatori.

Attenzione, né la colla di pesce, né la gelatina sono interessate da questa regolamentazione. Quindi, la lettura dell’etichetta non basterà a determinare se il vino è compatibile con un’alimentazione “vegetaliana”.

Inoltre, i vini biologici con un marchio bio non sono necessariamente compatibili con un regime del genere. Sono talvolta elaborati con uova od altri componenti provenienti dall’agricultura biologica e quindi sono autorizzati.

Affinché un vino sia vegano, deve essere chiarito con bentonite oppure non chiarito.

Come identificare i vini vegani ?

Qualche produttore -soprattutto i produttori di vino bio– indicano sull’etichetta che il vino è adeguato alla dieta vegetaliana o vegetariana. Pero non è sempre così.

Nel caso del vino casher : solo la bentonite è autorizzata per la chiarificazione. Ma questi tipi di vini non sono molto comuni. 

I vini naturali sono generalmente né filtrati, né chiariti. Nonostante, non esiste ancora di regolamentazione precisa per questi tipi di vini, sebbene sia in progetto.

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Vino biologico vs vino biodinamico: quali differenze ci sono?

 TAGS:undefinedOggigiorno in Europa, c’è un larghissimo consumo di vino biologico e biodinamico. Ma cosa s’intende con queste due definizioni? E quali sono le differenze tra i due?

Tanto per cominciare, c’è da sapere che i termini organico, ecologico, biologico sono considerati sinonimi praticamente in tutta l’Unione europea. A livello comunitario infatti, dal giugno 2007 l?agricoltura biologica è regolamentata dal Reg. (CE) n? 834/2007 che si riferisce alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici.

I vini biologici

Come dice la parola stessa, provengono dall’agricoltura biologica in cui il vigneto viene coltivato attraverso tecniche agricole che escludono l’utilizzo di concimi, antibiotici e pesticidi (fertilizzanti, erbicidi, ecc…); né tantomeno di sostanze o organismi geneticamente modificati, additivi, coloranti o conservanti. Questa è quanto avviene nel vigneto. In cantina invece le pratiche “enologiche” sono sì ridotte, ma non del tutto. Sebbene vengano diminuite le emissioni di diossido di zolfo e sia proibito l’uso di determinati prodotti, è tuttavia permesso l’impiego di lieviti selezionati (chimici) e di altri trattamenti.

I vini biodinamici

Questi vini provengono invece dall’agricoltura biodinamica che, pur non essendo ancora conosciuta “ai più”, viene utilizzata già dall’inizio del secolo scorso. Il vigneto (o terroir) viene considerato come un vero e proprio essere vivente e, in quanto tale, deve essere in grado di sviluppare le proprie difese immunitarie contro malattie, insetti e microbi vari. Come? Stimolando i microrganismi e promuovendo la biodiversità, sfruttando l’energia sia del cielo che della della terra, seguendo un calendario biodinamico (lunare) e utilizzando “preparati biodinamici”. Questi concetti continuano poi ad essere messi in pratica anche in cantina e durante la preparazione del vino, cercando di utilizzare meno tecnologia possibile, meno trattamenti, riducendo notevolmente le emissioni di diossido di zolfo e soprattutto impiegando lieviti esclusivamente autoctoni o naturali.

Ci teniamo a sottolineare che per la maggior parte delle cantine che producono vini biologici o biodinamici, questo concetto va oltre le semplici norme europee ma si trasforma in una vera e propria filosofia di vita attraverso la quale sarà possibile lasciare alle generazioni future una terra decisamente più sana e prosperosa. Il lavoro dei vigneti è molto più difficile, visto che viene effettuato con il cavallo e addirittura “a mano”; con un rendimento che spesso e volentieri è notevolmente inferiore del normale. Ma il grande vantaggio è che ne derivano vini autentici, dalla forte personalità, in cui si notano tutte le caratteristiche proprie del terroir.

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