Tag: bevande alcoliche

Bevi vino e risparmiati i soldi del dentista!

 TAGS:undefinedIl vino è foriero di molte proprietà all’organismo ed è una bevanda completa. È un antiossidante, previene le malattie cardiovascolari, il colesterolo e, inoltre, previene la carie.

Quest’ultima affermazione può sembrare strana, ma in realtà è vera. Se beviamo vino con moderazione possiamo anche risparmiare sul dentista. 

Ciò viene affermato da un recente studio dell’ Instituto de Investigación in Scienze dell’Alimentazione dell’Università Autonomia di Madrid e pubblicato nella rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry, nella quale si evince che il vino è buono a curare i denti.

Per arrivare a questa affermazione, il gruppo di ricercatori ha constatato che i losbofilm della placca dentale, che proteggono i denti dal tartato e altre sostanze nocive, quando sono immersi nel vino rosso offrono risultati eccellenti. Ossia che riducono la presenza di batteri grazie agli antiossidanti naturali, i polifenoli, presenti nel vino e nell’uva e che offrono tanti altri vantaggi oltre a prevenire la carie.

Con questo studio si è scoperto che i polifenoli frenano la crescita della flora dei batteri. Il risultato è quello di denti più sani, con meno tartaro e con una minore tendenza a logorarsi per i resti di batteri che si accumulano poco a poco. 

Ma non si tratta dell’unico studio che si conosce su questo tema. Nel 1997, la facoltà d’odontologia dell’Università Karolinska Institutet, istituto svedese, ha potuto osservare che alcuni degustatori professionisti di vino di varie età avevano sì i denti erosi dal consumo di vino, ma nessuno di essi aveva una carie. 

 

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Diemersfontein Pinotage 2012 è un vino rosso de la DO Paarl è elaborato con pinotage de 2012 e ha un volume di alcol di 14º. 

 

 

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Callia Reservado Malbec 2011 è un vino rosso de DO San Juan di cantine Bodegas Callia con i migliori grappoli malbec dell’annata 2011 e ha un volume di alcol di 14.25º.

 

 

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Zarafa è l’elaboratore di questo Zarafa Shiraz 2012 (6,26?), un vino rosso de la DO Western Cape con un mosto a base di shiraz de 2012 e 14º di gradazione alcolica.

 

Un bel vino caldo per combattere il freddo?

 TAGS:undefinedIl vino caldo si trova in molti paesi freddi, dove d’inverno è ideale per accompagnare dolci e biscotti. In Inghilterra è chiamato Mulled o Hot Wine (un mix di vino, spezie e uva passa), mentre in Germania è conosciuto come Glühwein (elaborato a base di vino caldo e spezie)

Il vino caldo speziato è una bevanda tipica di molti paesi, che si consuma a Natale ma soprattutto in inverno. In Germania è conosciuto come Glühwein, ma nei paesi scandinavi è dettoGlogg, e ci sono delle differenze.

Il vino caldo fu registrato come speziato nella Roma del II secolo d.C, poi diffuso dai romani in tutto Europa attraverso la classica ricetta. Il vino caldo è popolare in Inghilterra e Usa. 

Ingredienti:

  • 1 bottiglia di vino Merlot
  • ½ tazza di succo d’arancia
  • 2 tazze d’acqua
  • 1 tazza di zucchero
  • 2 stecche di cannella
  • 10 chiodini
  • 10 bacche di pepe jamaicano
  • 6 tocchi piccoli di zenzero
  • Arancia grattuggiata
  • Fette d’arancia

Elaborazione del vino caldo:

Passo 1:

In una pentola mischare acqua, chiodini, cannella, zenzero, le bacche e l’arancia grattuggiata. 

Passo 2:

Metti a fuoco lento per circa 5 minuti.

Passo 3:

Togli dal fuoco e lascia riposare per 15 minuti.

Passo 4:

Aggiungi il succo d’arancia e prepara un recipiente.

Passo 5:

Versa il vino rosso nel mix precedentemente preparato

Passo 6:

Metti il tutto in una pentola e lascia bollire a fuoco lento

Passo 7:

Lascia raffreddare e servi ai tuoi ospiti in bicchieri decorati con le fette d’arancia.

Un’altra variante del vino caldo è il Glögg, un tipo di vino caldo scandinavo elaborato a partire del vino rosso, korn o vodka speziato con chiodini, zenzero, cannella e cardomomo, che si accompagna con mandorle e passi. 

Se desideri dare un poco di calore alla tua casa durante queste feste solo devi preparare il vino caldo e goderlo insieme ai tuoi amici e familiari.

 TAGS:Enate Cabernet Sauvignon-Merlot 2010Enate Cabernet Sauvignon-Merlot 2010

Enate Cabernet Sauvignon-Merlot 2010 è un vino rosso con DO Somontano a base delle caste tempranillo e merlot dell’annata 2010 e con 13.5º

 

 

 TAGS:Deakin Estate Merlot 2008Deakin Estate Merlot 2008

Deakin Estate Merlot 2008 è un vino rosso de la DO Western Victoria è elaborato con merlot de 2008 e con un grado alcolico di 13.5º

Le donne bevono meglio

 TAGS:Le donne di mezza età sanno controllarsi meglio rispetto agli uomini quando bevono alcolici. Questa è la conclusione di uno studio apparso di recente, condotto dalla Glasgow Caledonian University. La ricerca, pubblicata dal quotidiano scozzese The Scotsman, rivela che le donne riescono più facilmente a controllarsi sul consumo di bevande alcoliche; in sostanza, riescono a fermarsi prima di raggiungere un determinato tasso alcolico rispetto agli uomini.

Lo studio, apparso sulla rivista Sociology of Health and Illness che si intitola “Rimanere ‘nei limiti’ senza oltrepassare il ‘punto di non ritorno’: come bere durante la mezza età“, analizza il rapporto che uomini e donne di mezza età hanno con l’alcol, attraverso interviste a persone di entrambi i sessi nella fascia di età che va dai 30 ai 50 anni.

Secondo la dott.sa Carol Emslie, coautrice della ricerca, “gli uomini di solito dicono di sapere quando fermarsi, ma alla fine non sono in grado di farlo o non riescono a trovare delle vere e proprie motivazioni per riuscire a farlo; le donne, invece, riescono a smettere di bere quando pensano alle proprie responsabilità, così come ai loro ruoli di madri e di lavoratrici. C’è inoltre un altro fattore che sembra essere abbastanza importante: quello del ‘chissà cosa pensa la gente’; alle donne infatti pesa maggiormente il giudizio negativo della gente nel vedere una donna ubriaca piuttosto che un uomo ubriaco.”

Così, piuttosto che concentrarsi sul calcolo del tasso alcolico, lo studio analizza come i soggetti si concentrano su sensazioni fisiche e cambiamenti di umore per conoscere lo stato di ebbrezza che possono eventualmente raggiungere; le autorità sanitarie di tutto il mondo potrebbero approfittare di questi studi per condurre campagne di prevenzione che siano in grado di riuscire in maniera più efficace a far capire quali siano i rischi che si corrono assumendo bevande alcoliche.

Siete donne? E madri? Allora oggi vi facciamo complimenti doppi! Vi consigliamo:

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Mai Tai: uno dei migliori cocktail a base di rum

 TAGS:Considerato tra le bevande più popolari a base di rum, il Mai Tai è un cocktail con un alto contenuto alcolico contenente anche il curacao ed il succo di lime. Sebbene sia stato inventato negli Stati Uniti, è strettamente legato alla cultura polinesiana o tiki grazie al suo sapore esotico ed al suo bell’aspetto fresco.

La storia racconta che questo cocktail è stato creato in un bar californiano chiamato “Trader Vic”, dal barman Victor J. Begeron nel 1944, che voleva omaggiare alcuni suoi amici che erano venuti in visita da Tahiti. Uno di loro, nel provarlo, avrebbe esclamato “Maitai Roa” (ossia “molto buono”) e da qui derivò quindi il nome di questo famoso cocktail.

Il Mai Tai, che vede il rum come suo ingrediente principale, è diventato popolare negli Stati Uniti durante gli anni ’50 ma il boom vero e proprio avvenne negli anni ’60 quando Elvis Presley lo beveva in una scena del film “Blue Hawaii”.

A tutt’oggi, la ricetta originale del Trader Vic è considerata dai puristi l’unico modo per prepararlo tuttavia, se siete in vena di sperimentare, ci sono almeno una dozzina di modi per fare il Mai Tai.

La ricetta del Mai Tai comprende i seguenti ingredienti:

  • 4 parti di rum
  • 1 parte di Orange Curacao, sia Triple Sec che Cointreau
  • 1 parte di succo di lime 
  • 1 cucchiaio di sciroppo di zucchero o di sciroppo di caramello
  • 1 parte di sciroppo di mandorla o amaretto
  • 1 rametto di menta fresca
  • ghiaccio tritato

Dopo aver messo insieme questi ingredienti, agitare il tutto in uno shaker e servire in un bicchiere con bocca larga o in un bicchiere alto tipo “Collins“.

Come possiamo notare, questo cocktail ha un alto contenuto alcolico, visti i liquori utilizzati nella sua preparazione.

Prendiamo in esempio il rum: è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione della canna da zucchero che viene affinato in botti di rovere e puo’ raggiungere fino agli 80 gradi di alcol (per ridurre questa percentuale spesso viene diluito con acqua distillata).

Dal suo canto il curacao è un liquore ottenuto dalla macerazione in alcool delle bucce amare di una varietà di arancia originaria dell’isola caraibica di cui porta lo stesso nome. La sua gradazione alcolica è compresa tra i 20 ed i 40 gradi.

Ci sono diverse varietà di Curacao: la più comune è il triple sec o curacao bianco, liquore incolore, che contiene più di 40 gradi di tripla distillazione fatta dalle bucce di questo particolare tipo di arancia sopra menzionato. E’ stato inventato nel 1875 da Edouard Cointreau, che lo registrò a suo nome nella città di Saint-Barthélemy d’Anjou (vicino ad Angers), nella regione francese della Loira.

Sia il succo di lime che le cucchiaiate di sciroppo di zucchero e mandorle che vengono aggiunti al Mai Tai, svolgono la funzione di addolcire questo cocktail e dargli un sapore più delicato. Si sconsiglia di berlo a stomaco vuoto; meglio come digestivo.

Data la fama che ha raggiunto, naturalmente ci sono state moltissime persone che si sono spacciate come suoi inventori. Uno di loro è il barman Ernest Raymond Beaumont, conosciuto anche come Don the Beachcomber, che diceva a chiunque lo ascoltasse di essere colui che aveva creato il Mai Tai, nel 1933.

La ricetta di Don the Beachcomber è la seguente:

  • 1 parte di rum scuro
  • 1 e 1/2 parte di rum oro o bianco
  • 1 e 1/2 cucchiaio di succo di lime o limone
  • 1 parte di succo di pompelmo
  • 1 parte di sciroppo di zucchero
  • 1/2 parte di Cointreau o Triple Sec
  • 1/2 cucchiaio di granatina 
  • 2 o 3 gocce di Angostura
  • 1 goccio di Pernod
  • ghiaccio
  • un ramo di menta fresca
  • una fettina di ananas 

La preparazione di questa versione del Mai Tai, oltre a mescolare il rum scuro con il bianco, consiste nel fatto che il rum bianco viene aggiunto dopo che gli altri ingredienti sono stati mescolati e serviti in un bicchiere alto.

L’idea è che il rum bianco rimanga in superficie, che non si mescoli troppo con gli altri ingredienti in modo che il sapore sia più “tropicale” e amarognolo.

E voi, quale versione preferite? Vi consigliamo un paio di rum ideali per preparare un ottimo Mai Tai:

 TAGS:Ron Barceló ImpérialRon Barceló Impérial

Ron Barceló Impérial è un rum caldo, morbido, perfetto come ingrediente per i cocktail.

 

 

 TAGS:Captain Morgan RumCaptain Morgan Rum

Captain Morgan Rum è un rum speziato, con il tipico sapore dei rum britannici, particolamente congeniale per i cocktail così vari come questo. 

 

L’alcol e il diabete

 TAGS:Il diabete è una malattia che pone abbastanza limiti a chi ne soffre, tra i quali quello di poter bere la maggior parte delle bevande alcoliche. Per capirci meglio, cominciamo col dire che il diabete è una malattia che colpisce l’uomo attraverso l’aumento dei livelli di glucosio nel sangue; tale aumento danneggia il nostro corpo in vari modi ed a vari livelli.

Quando si parla di glucosio ci si riferisce conseguntemente allo zucchero, ingrediente presente in moltissime bevande alcoliche. Tuttavia ci sono alcuna bevande alcoliche che possono comunque far parte del regime alimentare di un paziente diabetico. “A chi è diabetico non è necessariamente vietato il consumo di alcol”.

Le bevande con un alto contenuto di zucchero, nella maggior parte dei casi, dovrebbero assolutamente essere scartate a priori; come nel caso del vino dolce, del sidro, della birra, dei macerati e dei liquori in generale. Inceve distillati come il whisky, la vodka, il gin, il pisco e persino alcune birre light, possono essere tranquillamente inseriti nella dieta di un paziente diabetico.

L’American Diabetes Association raccomanda una misura di alcol per le donne con diabete e due misure di alcol per gli uomini con diabete. Per “misura” si intende 360 ml di birra, 150 ml di vino o 45 ml di bevande alcoliche distillate. Conosciamo già gli effetti benefici del vino, e l’importanza che ha, se assunto con moderazione. Vieta invece lassunzione di alcol ai pazienti di diabete in gravidanza. Infine, la misura di alcol può anche essere scambiata con una misura di grasso.

Inutile dire che riguardo al consumo di alcol da parte di pazienti affetti da diabete è sempre fondamentale la “moderazione“, in quanto il consumo eccessivo di alcol può ridurre i livelli di glucosio nel sangue, il che porterebbe portare a una ipoglicemia che, nel quadro medico di un diabetico, potrebbe essere una conseguenza davvero pericolosa.

C’è da sapere inoltre che il diabete è una malattia con diversi stadi, il che significa che ogni paziente rappresenta un caso diverso dall’altro. Quindi prima di bere qualsiasi bevanda contenente alcool, seppure con piccolissime quantità di zucchero, vi consigliamo di consultare il medico, perché le conseguenze ed i suoi effetti possono essere diversi da persona a persona.

Che sia chiaro quindi che le informazioni ed i consigli contenuti in questo articolo non hanno una base medico-scientifica, per cui vi consigliamo di consultare un esperto prima di assumere qualsiasi bevanda alcolica, se si soffre di diabete.

Se vi piacciono le bevande analcoliche, in Uvinum ce ne sono in quantità!

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Warsteiner Sin Alcohol: La Warsteiner è una birra potente e gustosa, una delle più apprezzate sul mercato. Qui vi proponiamo le versione analcolica, con un sapore buono proprio come l’originale.

 

 

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Licor Plátano Charly’s Sin Alcohol: Un liquore spagnolo che conserva il sapore della frutta, dando l’illusione di essere alcolico. Di sicuro non noterete la differenza.

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Cosa considerare nel degustare una grappa

 TAGS:Poichè i gusti basilari vengono mascherati dall?alcol e gli aromi stessi devono essere differenziati su di un fondo intensamente alcolico, il degustatore dovrà mettere in gioco tutta la sua abilità e concentrazione nel praticare la degustazione della grappa. Una volta superato l?impatto iniziale, si apre un mondo di sensazioni molto diverse rispetto a quello del vino, però con la stessa complessità e lo stesso mistero.

La vista non ha la medesima importanza che ha nel caso del vino. Qui si cerca semplicemente la trasparenza perfetta, che può naturalmente presentare diverse gradazioni di brillantezza. Dato il processo di elaborazione, in cui si cerca la purificazione attraverso la distillazione, solo un grave difetto può arrecare alla grappa torbidità o addirittura la comparsa di un velo.

La grappa, senza eccezione alcuna, all?origine è incolore poichè i colori provenienti dall?uva non passano attraverso la distillazione. Quindi solo le grappe invecchiate in botti di rovere presentano colori che variano dal giallo molto pallido all?ambra scuro, in base al tipo di legno utilizzato e al periodo di permanenza in esso. Inoltre a volte le grappe vengono colorate artificialmente con il caramello e si differenziano dalle altre proprio per il colore e per l?assenza di caratteristiche aromatiche dovute al contatto col legno.

La grande concentrazione di alcol etilico della grappa fa sì che alcune sostanze siano più volatili. Per questo alcuni aromi che possono essere presenti nei vini qui sono molto più amplificati. Ma allo stesso tempo l?alcol aggredisce le mucose olfattive, affaticando l?olfatto e rendendolo meno sensibile. Per questa ragione il contatto diretto con la narice dovrà avvenire una o due volte facendo molta attenzione a non affaticare l?olfatto, soprattutto quando ci si trova ad una degustazione e bisogna provare più di una grappa.

Nella grappa, così come nel vino, ritroviamo aromi primari (provenienti dalla frutta), secondari (dalla fermentazione) e terziari (dall?invecchiamento). Nel caso delle grappe aromatizzate, ritroveremo inoltre aromi quaternari proveniente dalle sostanze aggiunte. Nelle grappe è molto importante la percezione retronasale dell?aroma. Si tratta dell?odore che si percepisce una volta che la bevanda sia già entrata in bocca, nel momento in cui si rilascia l?aria dalle narici. Infatti, una volta passato per la bocca, l?aroma dell?alcol già non risulta essere così aggressivo per le mucose nasali ed è quindi in questo momento che si può sentire meglio la complessità degli aromi della bevanda stessa.

In base alla o alle varietà di uva presenti nella vinaccia, nell?aroma della grappa potremo incontrare profumi fruttati (mela, banana, fragola, frutta esotica), noci, fiori, così come possono essere presenti anche aromi sgradevoli, considerati difettosi, come di umidità, di acido acetico, di cera, di sudore, di stantio e così via. L?aroma verrà valutato per la sua intensità, raffinatezza, candidezza, complessità e persistenza.