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Amaretto, il sapore della notte

 TAGS:Mandorla e albicocca, dolce e amaro, il contrasto sembra essere la caratteristica principale dell’Amaretto, questo liquore italiano che presenta una lista di ingredienti lunghissima, soprattutto per quanto riguarda le sue essenze che, nella ricetta originale, non sono inferiori a diciassette. Una miscela incredibile per deliziare i palati più esigenti.

Il mistero caratterizza la sua composizione, la poesia pervade la storia della sua origine, in cui arte e romanticismo si fondono in parti uguali; e probabilmente questo è il motivo per cui gli si attribuiscono proprietà afrodisiache. Considerando che veniva preparato già nel 1525, è incredibile come ancora oggi sia il liquore prescelto per una notte all’insegna della seduzione.

Quasi 300 anni dopo la sua nascita, cominciò ad essere commercializzato e, da allora, è diventato un vero e proprio protagonista della notte. Si beve liscio o con ghiaccio ma lo si può anche accompagnare con arancia o limone naturali, spremuti, con l’aggiunta di un pizzico di zucchero di canna.

L’amaretto è inoltre impiegato nella preparazione di cocktail quali: Godfather, Scarface, Messicano, Alabama Slammer, Royal Temptation, etc. Ma questi sono solo alcuni dei cocktail che vedono il famoso Amaretto mescolarsi con vodka, rum, liquore al caffè, whisky, crema di whisky o cognac.

Oltre al mondo delle bevande, l’Amaretto è protagonista anche di quello gastronomico, dove viene impiegato per lo più in pasticceria. Torte, biscotti, creme o gelati spesso richiedono il suo tocco dolce e peculiare proprio per ottenere un risultato diverso dal normale. Viene quindi mescolato con latte, farina, uova, mandorle e alcuni tipi di frutta che variano a seconda della ricetta, come ad esempio: ananas, pesche, fragole e pere.

A catturare la nostra attenzione è prima di tutto la sua bottiglia che ricorda la forma dei flaconi dei profumi d’alta gamma. Il vetro di Murano e la caratteristica forma degli angoli, dolci e smussati, ci fanno venir voglia di prenderla subito tra le mani, quasi come per accarezzarla e coccolarla. E una volta arrivati ??a questo punto, è impossibile tornare indietro…non ci resta altro che berne un bicchiere.

Luxardo, Venice, Barbero, Itaca sono solo alcune delle marche produttrici di Amaretto, senza tralasciare Marie Brizard che ne propone una versione in crema; ma quella che gode di una fama internazionalmente riconosciuta è sicuramente Disaronno, il cui nome è per tutti sinonimo di Amaretto.

Vi è venuta voglia di Amaretto? Qui vi proponiamo 2 alternative:

 TAGS:Disaronno AmarettoDisaronno Amaretto

Disaronno Amaretto: L’Amaretto più famoso e più bevuto nel mondo.

 

 

 TAGS:Amaretto Itaca 1LAmaretto Itaca 1L

Amaretto Itaca 1L: Prodotto in Spagna, si caratterizza per il suo sapore di mandorla, morbido e pronunciato allo stesso tempo.

Liquori del bosco, perfetti per tutte le occasioni

 TAGS:Negli ultimi anni, i liquori di sapori diversi sono sempre più utilizzati in cene formali o con amici. Liquori al sapore di agrumi, cannella, frutta e anche fiori sono ideali per offrire nuovi sapori sempre buoni da scoprire.

Di solito utilizzati per accompagnare dolci o nel pomeriggio per uno spuntino di cioccolato o di una torta dolce. Questi liquori, soprattutto quelli ai frutti di bosco,contrastano con il sapore dei dolci e la loro combinazione è perfetta.

I liquori ai frutti di bosco più richiesti sono, per esempio, il liquore alla nocciola, perfetto per il dopo cena, visto che il suo sapore amaro riduce notevolmente la sensazione di essere pieno dopo aver mangiato abondantemente. Il più famoso, naturalmente, è il Frangelico, che si produce nella regione italiana del Piemonte, ed ha una storia di 300 anni durante i quali è stato elaborato dai monaci cristiani che vivevano tra le montagne di questa regione.

Simile alla nocciola è il liquore alla mandorla che spicca per il suo gusto amarognolo. L’Amaretto è il principale prodotto di questo tipo di liquore e il suo successo è dovuto al mix di sapori dolci tipici dell’ albicocca, delle mandorle, delle zucchero caramellato e dellespezie varie, come la vaniglia, che gli danno un tocco ancora più speciale.

Una delle caratteristiche dei liquori ai frutti di bosco è che di solito hanno un alto grado di alcol e vengono macerati con e altre spezie a seconda dei gusti dei consumatori. Tra questi, possiamo evidenziare il pacharán, originario della Navarra, ottenuto dalla macerazione delle prugne.

Volete sentire il sapore del bosco? Ti consigliamo due liquori particolari:

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Monin Lychee Licor

 

 

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Liquore crema di mora selvatica Joseph Cartron

Grappa, un distillato unico

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La tradizione di distillati italiani non prevede solo il famoso aperitivo Martini o l’altrettanto conosciuto Amaretto di Saronno, ma è anche nota per la Grappa. Per Grappa si intende esclusivamente un distillato alcolico prodotto da vinacce nell’area geografica del Nord Italia, di San Marino e della Svizzera italiana.  Nonostante in altre nazioni esistano distillati simili tipo acquavite, il nome Grappa può essere assegnato solo se derivato dalle uve delle zone precedentemente citate. Il processo di produzione della grappa è particolare e segue un rituale molto preciso che rende il distillato unico.

Le origini della grappa risalgono, però, addirittura al 6º secolo avanti Cristo, quando in Mesopotamia venivano prodotti i primi esempi di acquavite. I processi di distillazione validi per quel tipo di bevanda sono poi in seguito stati modificati per adattarsi alla distillazione delle vinacce, tramite anche dei processi chimici.

Tuttavia la bevanda deve il suo grande successo alla nascita della distilleria Nardini in quel di Bassano del Grappa nel lontano 1779. Questa fabbrica segnó una vera e propria rivoluzione nella maniera di distillare i liquidi alcolici, tramite un processo di distillazione a vapore. Non vi è, infatti, dubbio che la grappa abbia preso il suo nome proprio dalla località nella quale la famiglia Nardini aveva deciso di aprire il proprio stabilimento.

Nella produzione della grappa il passo fondamentale è, una volta avvenuta la svinatura, la distillazione delle vinacce. Da lì in poi nascerà il prodotto finito, la cui gradazione alcolica oscilla tra i 37,5 e i 60%. Esistono vari tipi di grappa, a seconda della distillazione:

  • Giovane (non invecchiata)
  • Aromatica, che proviene da uve aromatiche come Moscato o Traminer aromatico
  • Invecchiata per almeno 12 mesi
  • Riserva Invecchiata o Stravecchia: stagionatura di almeno 18 mesi in legno sotto controllo
  • Aromatizzata, alla quale vengono aggiunti sapori di aromi naturali come erbe, frutti o radici.  

Per bere la grappa esistono vari tipi di bicchieri. Generalmente si utilizza un tipo di bicchiere chiamato tulipe (per la sua forma a tulipano).

Suggeriamo due tipi di grappa di altà qualità:

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Grappa Nardini, sapore unico

 

 

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Francoli Grappa Ruta, gusto deciso