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Cambados: che fare nella città del vino 2017?

 TAGS:undefinedIl 4 novembre il Consiglio della Rete europea delle Città del Vino (Recevin) ha eletto Cambados (Galizia, Spagna) come la nuova ‘Città Europea del Vino’. La città galiziana ha vinto questo titolo grazie ad un progetto interessante che le ha permesso di battere altre denominazioni spagnole di grande tradizione enologica come Aranda de Duero, La Palma del Condado e Vilafranca del Penedès.

Questo riconoscimento non sorprendere coloro che hanno visitato questa città prima, perché Cambados ha un ottimo rapporto con il vino; non per niente è conosciuta nel mondo come la capitale dell’uva Albariño. Questo perché la DO Rias Baixas è stata creata in questa città, al fine di migliorare la produzione di vino locale per l’esportazione verso i principali mercati internazionali; un lavoro che hanno realizato con un evidente successo per anni.

Non vi è dubbio che la capitale dell’uva Albariño sarà una destinazione di grande interesse per gli amanti del buon bere. Un totale di 80 attività turistiche del vino compongono il programma presentato da Cambados a sua candidatura come ‘Città Europea del Vino’. A questo bisogna aggiungere la vasta gamma di attività legate al vino che di solito offre la città tra i quali:

  • La festa dell’ Albariño: celebrata la prima domenica di agosto, è una delle più antiche feste del vino in Spagna. Ogni anno vengono migliaia di amanti della buona cucina e del vino a godere di questa celebrazione, che detiene il titolo di ‘interesse nazionale’ dal 1977.
  • Museo Etnografico e del Vino: questo è il primo museo del suo genere in Galizia. Situato in un punto storico di Cambados, tra le rovine di Santa Marina Dozo e un tempio di s. XV, all’interno di un viaggio attraverso la storia, l’arte e la cultura popolare degli aspetti Rias Baixas legati alla nascita del vino.
  • Strada del Vino:un totale di 21 cantine costituisce la “Strada del Vino“, in un percorso lungo 23,5 km, dove si può godere di una passeggiata nel centro storico di Cambados, dichiarato di interesse culturale; mentre visite guidate e degustazioni si svolgono presso cantine i cui vini hanno dato fama internazionale a questa regione.

Come se ciò non bastasse, questa cittadina di mare è perfetta per gliamanti della buona tavola. Pesce fresco e frutti di mare abbondano nei menù dei ristoranti di pesce della città. Si tratta della cucina ideale per accompagnare un bicchiere di Albariño in un ambiente meraviglioso.

 

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Albariño You & Me 2015

 

 

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La Cana 2013

3 vini bianchi nel loro momento migliore

 TAGS:Il vino bianco, più giovane è meglio è. Questo è uno dei consigli che più ci vengono dati quando compriamo del vino e in esso c’è comunque un fondo di verità. Naturalmente, come sempre avviene quando si generalizza, non si deve prendere tutto alla lettera anche se è comunque vero che molti vini bianchi non vengono fatti affinché durino a lungo.

Lasciando da parte i vini bianchi dolci, che non sono considerati bianchi sebbene l’uva con cui sono fatti sia bianca, ci sono molti bianchi secchi che, pur essendo pronti per la prossima vendemmia, in realtà proprio ora si trovano nel momento migliore.

La primavera è finalmente arrivata e fa già abbastanza caldo per potersi godere un bel vino bianco: volete che ve ne consigliamo qualcuno che sia perfetto proprio in questo momento? Oggi vi mostreremo come scegliere vini bianchi mediamente giovani.

I vini bianchi fermentati in barrique sono fatti appositamente per assorbire gli aromi dovuti al passaggio attraverso il rovere, acquisendo maggiore complessità e potenziale di invecchiamento. Non che durerà per decenni, ma un bianco fermentato in barrique nel 2010 è ora, senza dubbio, nel suo momento migliore. Nella regione di Somontano fanno dei vini fermentati in barrique davvero eccezionali, e nella zona di Rueda questo tipo di vino diventa migliore di giorno in giorno.
Riguardo i vini Albariño ci sono molte divergenze. Alcuni dicono che è meglio berli più giovani, perché così conservano tutta la loro freschezza e la potenza degli aromi, mentre altri sostengono che i vini Rias Baixas siano migliori quando gli aromi sono più riposati e che, in generale, sono sempre migliori quelli dell’annata precedente rispetto a quella attuale. Volendo mantenere una via di mezzo, settembre sarebbe quindi il momento ideale per degustare un vino Albariño.
In quasi tutta la Catalogna la vendemmia è più tardiva del normale, rispetto anche al resto della Spagna, in particolare nelle regioni del Penedès, Priorat e Montsant. Inoltre, alcune cantine coltivano uve come Marsanne, Viognier o Roussanne, di origine francese, con l’intento di creare vini che si evolvano bene in bottiglia. Questo è il momento ideale per scoprirne alcuni.

Ma visto che “la strada si fa camminando” ed il vino si assapora bevendolo, ecco le nostre proposte di oggi:

 

 TAGS:Palacio de Bornos Verdejo Fermentado en Barrica 2010Palacio de Bornos Verdejo Fermentado en Barrica 2010

Palacio de Bornos è una delle più grandi aziende vinicole di Rueda. Produce vini molto accurati, e molto piacevoli al gusto.

 

 

 TAGS:Luna Creciente Albariño 2010Luna Creciente Albariño 2010

Un vino della cantina Viñedos singulares, fresco, morbido, e con sentori di fieno e miele.

 

 

 TAGS:Auzells 2010Auzells 2010

Un vino complesso, elegante e molto ben sviluppato. È anche possibile conservarlo qualche altro anno, ma ora è divino.

Gli aromi delle uve bianche

Vino blancoLe domande più comuni da parte di coloro che si avvicinano al mondo della degustazione riguardano gli aromi del vino. Che odore ha questo vino? Di che sa? Qualsiasi sia il suo odore, è buono o cattivo?
Se a volte ti è capitato di vedere nei film la classica scena in cui l?intenditore è capace di indovinare l?annata, l?uva, la zona, la marca e persino che quell?anno il guardiano della tenuta aveva avuto il raffreddore ad ottobre, è inevitabile che ti senta frustrato quando ti ritrovi ad odorare un vino e non riesci ad identificare assolutamente niente. Poichè all?inizio, la cosa più normale che ti possa capitare è di non riuscire nemmeno a capire che odore abbia esattamente il vino che stai provando.

Nel mio caso, il percorso è stato abbastanza naturale. Provavo un vino e, se mi piaceva, guardavo l?etichetta e cercavo di ricordarne il nome. In seguito, mi concentravo di più sul tipo di uva. Nei vini monovarietali, a poco a poco notavo delle somiglianze tra, ad esempio, uno Chardonnay ed un altro vino della stessa uva. E così mano a mano imparavo gli aromi che ogni uva emanava.
Non ero capace di dare un nome all?aroma, ma sapevo già fare la differenza tra un Macabeo e un Riesling.

Consiglio sempre di cominciare a degustare i vini bianchi, perchè hanno una gamma di aromi più variegati tra loro (floreale, fruttato, erbe, miele…) rispetto ai vini rossi, che per di più possono includere gli aromi dell?invecchiamento in botte.

Alla fine, ad un corso di degustazione mi hanno dato i nomi adeguati alle impressioni che percepivo. E così hanno cominciato a considerarmi come sommelier anche se, in realtà, a me piace pensare di essere solo un innamorato del vino.

Sono diversi gli odori delle uve? Sì, così come sono diversi i pomodori San Marzano da quelli ?ramati?; però se li mangi insieme, mischiati nella salsa, ti sarà difficile riuscire a distinguerli . Se sei interessato ad apprendere l?arte della degustazione, prova a cominciare dai vini monovarietali, in modo da imparare a riconoscere ogni uva separatamente.

Indipendentemente da che odore abbia, è buono o cattivo? Dipende se a te piace questo aroma o meno. Ci sono vini bianchi molto fedeli all?aroma generale dell?uva, perchè evidentemente la cantina vuole portare la suddetta uva alla sua massima espressione; però ci sono anche altre cantine (o i suoi enologi) che fanno vini completamente diversi, e per i quali si fa fatica a riconoscerne l?uva, poichè vogliono mettere in risalto il fatto che i propri vigneti siano unici e diversi o che siano capaci di conseguire nuovi aromi nella medesima varità. Va bene tutto purchè ti piaccia il risultato.

Di cosa dovrebbe odorare un vino bianco? E chi lo sa. Nel corso del tempo sono stati fissati dei modelli di aromi che sono solitamente presenti in ogni tipo di uva. Anche se un Traminer aromatico coltivato a La Mancia non è uguale a quello coltivato in Austria.
Incluso nello stesso vigneto, i vini variano i loro aromi poichè i vitigni invecchiano ed i fattori esterni cambiano (riscaldamento globale, nueve tecniche di pigiatura, i contributi degli enologi?).

Infine, bisogna tener presente che non avrà lo stesso odore un vino raccolto quando l?uva è verde da quando l?uva è passa. Logico, vero?

Il modello per le uve bianche è, più o meno, il seguente:

  • Chardonnay: Mela verde, limone, pompelmo, ananas, melone, banana…
  • Riesling: Mela verde, agrumi, mela cotogna, affumicati, speziati, petrolio…
  • Traminer: Rosa, gardenia, litchi, mango, pesca…
  • Macabeo / Viura: Frutta verde, mela, fiori bianchi…
  • Zibibbo / Moscato: Esistono molte varietà di aromi di moscato. Inoltre, quando si tratta di vini monovarietali, si è soliti utilizzare l?uva tardiva: frutta glassata, miele, petali di rosa secchi, fiori d?arancio, pesche sciroppate…
  • Sauvignon Blanc: Frutta matura, affumicati, asparago, pepe verde, maracuya…
  • Albariño: Miele, albicocca, floreali…
  • Airén: Banana, pigna, fieno, orzo, spigo…
  • Malvasia: Frutta bianca, limone, pesca, prugna…
  • Palomino: Lime, mandorle amare, anice, sali, balsami…
  • Verdejo: Frutta bianca, erba verde, mango, melone, finocchio…

Ê possibile che il vino di una di queste uve odori di qualcos?altro? Certo che sì. Per di più, il nome dell?odore dev?essere di ciò che a te ricorda l?odore stesso. In alcune note di degustazione si possono leggere aromi come “rugiada di una mattina di ottobre”, “lenzuola appena stese”, “mela rossa tagliata in due”, “panificio a pieno regime”…Sembrano assurdi, ma se li leggi attentamente di sicuro ti ricorderanno degli aromi.

Come sappiamo se un vino che odora di mela è Chardonnay, Riesling, Macabeo, Albariño o di un?altra uva? Bene, gli aromi non sono esclusivi. Lo stesso vino presenta vari aromi alla volta, cosicchè proveremo ad identificare altri aromi nel calice che ci aiutino a prendere una decisione. Più che un consiglio, un dovere per chi ama il vino: provare, provare, provare e provare…

Vini portoghesi

Vinhos verdesOggi cercheremo di scoprire qualcosa di più sui vini del Portogallo, senza fare riferimenti all?Oporto, che merita un discorso a parte.

C?è qualcos?altro oltre all?Oporto?

Il vino del Portogallo è, soprattutto, eterogeneo. Non c?è niente in comune tra il vinho verde e l?Alentejo, nè tra l?alvarinho portoghese e quello gagliego, nè tantomeno tra il vino di Madeira e qualsiasi altra cosa.

Nel nord si producono, fondamentalmente, vini blanchi, sulle rive del Minho e del Douro (Miño e Duero), con reminiscenze ai vini gaglieghi sia pure per il clima e per il modo di lavorare le uve. Tra le varietà di uve più conosciute abbiamo Verdelho, Avesso, Moscato di Alessandria e Alvarinho. Si distinguono poi il Vinho verde e l?Alvarinho.

La differenza più importante tra i due sta nel momento della raccolta dell?uva e nell?invecchiamento. Il vinho verde è di un?uva più giovane (da qui il suo nome), con una gradazione alcolica minore ed una maggiore concentrazione naturale carbonica, per cui questo vino è solitamente acquoso (ma non troppo). Come ad esempio il Quinta do Ferro Avesso, un gioiellino ad un prezzo economico. L?alvarinho, al contrario, viene di solito da uve mature e passa attraverso la botte, ragion per cui, in generale, ha una tonalità più dorata ed un sapore meno mieloso rispetto all?albariño gallego.

Al centro del Portogallo c?è una zona che si distingue per la qualità dei suoi vini rossiÊ la regione dell?Alentejo. Si sta facendo riconoscere sempre di più, in parte per gli investimenti che grandi cantine a livello mondiale hanno fatto nella zona (Chateâu Lafitte furono i primi, più di dieci anni fa), ed in parte perchè il Portogallo si è reso sempre più conto che non tutti i vini sono Porto.

Un produttore di vini ad Oporto sa bene che la sua unica preoccupazione è quella di produrre un vino semplicemente buono, perchè non gli mancheranno compratori che gli si avvicineranno per l?acquisto. Quando i produttori dell?Alentejo si sono resi conto che per loro non sarebbe stato così facile, iniziarono ad esporre i propri vini a mercati più aperti, cominciando da Lisbona e Londra, i più ricettivi, ed ampliando il mercato poco a poco. Ci sono dei vini che sono riusciti ad entrare nella lista degli ?immancabili?, come l?Esporao, il Quinta do Carmo o il Marques do Barbo, ma in generale qualsiasi vino alentejano è pronto a sorprenderci piacevolmente. Le uve più comuni sono la Trincadeira e la Aragonese, meglio conosciuta in Spagna come Tempranillo, sebbene produca aromi peculiari in questa regione, più aromatica, corposa, golosa, ampia.

Rimane il sud. Questo sud insulare chiamato Madeira. A Madeira si coltivano un?infinità di vitigni differenti, alcuni esclusivi in tutto il mondo, come il Negra Mole, il Boal, Malvasía, Verdelho, Sercial ed il Terrantez. Sono tutti vini ?muti? ossia ai quali è stato aggiunto dell?alcol.

Questa pratica ebbe inizio durante la guerra dei cent?anni, tra la Francia ed il Regno Unito. In Inghilterra rimasero senza vino proveniente dalla Borgogna, a causa della guerra, e si dovettero trovare delle alternative, soprattutto a Jerez,ad Oporto e nella stessa Madeira. Affinchè il vino sopportasse il lungo tragitto in nave si decise di aggiungerci dell?alcol come conservante, e fu propio questa tradizione a renderli i vini speciali che sono oggi.

Hanno anche un particolare sapore tostato dovuto all?uso del fuoco per riscaldare le botti in cui venivano invecchiati. Anche se sappiamo che il vino può essere utilizzato nella preparazione di salse, ci sono dei vini di Madeira che sarebbe un sacrilegio mischiare in una padella. Come lo strepitoso Madeira H&H 15 anni.

Tutto ciò senza nemmeno aver parlato di Oporto…