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I migliori abbinamenti per il cibo giapponese

 TAGS:undefinedA poche settimane dalla primavera, il clima richiede cibi freschi e leggeri, proprio come il cibo Giapponese (ovviamente accompagnato da del buon vino). 

Certo, la bevanda preferita e la più ovvia a cui pensare quando si parla di cibo giapponese non è niente di più e niente di meno che il sake, bevanda tradizionale della cultura giapponese. La popolarità di questa bevanda negli Stati Uniti è incrementata con il passare degli anni e le aziende di produzione si sono stabilite in quel paese creando bevande di altissima qualità. Ne esistono di vari tipi e per tutti i tipi di palato e di cibo che si starà degustando.

Tuttavia, i gusti sono gusti, ed in questo ambito non è un’ eccezione. Molti consumatori optano per una bevanda diversa dal sake, a volte semplicemente perchè non gli piace ed altre per voler provare qualcosa di nuovo e diverso. Certo, puoi ordinare una buona birra fredda per accompagnare il tuo piatto, o potresti invece ordinare una bottiglia di vino per goderti una cena deliziosa, la domanda a questo punto è: che tipo di vino si abbina meglio al cibo Giapponese? La risposta è semplice: il vino bianco.

Tenendo conto che questa cucina orientale è per la maggior parte a base di riso e pesce, è ovvio che la miglior risposta sarà un vino bianco, anche se questo può variare a seconda di ciò che viene servito nel piatto. Ad esempio, un cibo più leggero si sposa meglio con un tipo di vino rispetto ad altre molto condite o di sapore più forte, come quelle preparate a base di pesce crudo. Per la prima opzione, i piatti leggeri, viene raccomandato un Sauvignon Blanc, un Pinto Grigio o un Sancerre; mentre per i piatti più caratteristici, con il condimento ed il sapore originale del Giappone, dei vini dai sapori dolci come il Riesling e lo Chardonnay, saranno delle opzioni infallibili.

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Tenuta Sant’Antonio Scaia Bianco 2016

 

 

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Ca’ Dei Frati Lugana I Frati 2016

 

 

Capire il vino spagnolo

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Specie d’indovinello con informazioni utili, l’etichetta di un vino non è sempre facile da capire. Questo è già vero per i vini italiani, quindi per vini di altri paesi, ciò è ancor più vero. Oggi, vi parliamo dei vini spagnoli e delle loro specificità.

Ecco alcune informazioni utili prima di scegliere e comprare un vino spagnolo, soprattutto se l’acquisto è online.

La denominazione d’origine

Esistono 69 denominazioni d’origine in Spagna. Le più note sono: Rioja, Ribera del Duero e Cava. Tuttavia, esistono altre DO più piccole, ricche di vini molto interessanti. Esistono anche i ” Vinos de Pagos” che sono dei vini che provengono da una parcella concreta o da un territorio alle caratteristiche particolari.

L’invecchiamento dei vini rossi

È una caratteristica dei vini rossi spagnoli: l’invecchiamento in barile è di grande importanza e permette di distinguere i vini.

Joven: un “un vino joven” è un vino giovane che rimane pocco tempo in barile o niente. È un vino che si deve consumare bastante presto, durante l’anno della sua fabbricazione. È ideale per un aperitivo.

Roble: un “vino roble”. Il termine è usato per la DO Ribera del Duero. È un vino tra il “joven” ed il “crianza”. Rimane qualche mese in barile ed alcuni mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Il vino roble offre al consumatore sia il fruttato dei vini giovani che l’intensità aromatica del barile. Sono anche dei vini da consumare entro breve tempo. Facili da bere, sono perfetti con dei piatti simplici, pasta o insalate.

Crianza: un “vino crianza” corrisponde a un vino invecchiato durante almeno 24 mesi. Quindi almeno 6-12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima di essere immessi in commercio. Leggermente più potente di quello precedente, è meglio berlo con carne, risotti oppure formaggi.

Reserva: un “vino reserva” è un vino invecchiato al minimo 36 mesi. Cioè, almeno 12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima della sua commercializzazione. Questi vini possono conservarsi qualche anno senza problema se la temperatura di conservazione è corretta. Abbinato con una costata d’agnello un vino reserva sarà fantastico.

Gran reserva: un “vino gran reserva” è un vino invecchiato al minimo 60 mesi. Quindi rimanerà almeno 18 mesi in barile e 42 mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Meglio aspettare prima di bere questi vini da selezione (“vins de garde”): gli aromi apportati dal barile si integrano al vino. Si abbina perfettamente con carne e selvaggina.

Nostra selezione di vini rossi spagnoli:

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Marqués de Riscal Reserva 2012

 

 

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Viña Ardanza Reserva 2007

3 cose a prendere in considerazione per bere vino in aereo

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La maggior parte di noi ha già viaggiato in aereo. E farlo senza godere di un bicchiere di vino può rendere il tuo viaggio più faticoso e meno divertente. Per fortuna, esiste persone come Andrea Robinson, una delle 23 donne che hanno un Master Sommelier nel mondo, chi, con sua esperienza, ci raccomanda i migliori vini mentre siamo in volo.

1. Badare alla temperatura

È una cosa basica e molto importante quando si serve vino. Generalmente, c’è la concezione che l’ideale è di servire la bevanda a temperatura ambiente. Tuttavia, questo paradigma non funziona in areo. Nel cielo, dovuto alla pressione e ad altri aspetti, le papille gustative possono essere influenzate e, quindi, il godimento del vino. Chiedi sempre che ti diano un vino che è stato refrigerato e così non ci sarà alcun problema.

 2. Tenere a mente l’acidità 

“La bassa pressione nell’aria disabilita il tuo senso per sentire i sapori e, a sua volta, la secchezza, impediscono che tu senta questi sapori e anche la consistenza” affirma Andrea Robinson. Per questi motivi, in altitudine, è meglio di scegliere un vino più dolce piuttosto che uno molto forte o acido, perché in queste circostanze, questi vini tendono ad avere un sapore molto più amaro ed agro del solito.

3. La preparazione del piatto anche è importante

Altro concetto sbagliato che tipicamente credono i bevitori di vino è che la carne rossa si deve abbinare col vino rosso mentre la carne bianca col vino bianco. Anche se c’è un fondo di verità, è molto più importante prestare attenzione a come è preparato il piatto che vai a deliziare. Per esempio, se è un piatto di pollo al limone, un vino bianco non sarebbe male, invece, se questo stesso tipo di carne si serve con legumi o funghi, allora un vino rosso sarà la megliore opzione. Tutto riguarda la consistenza, le salse ed i contorni, no è solo concentrarsi sulla “proteina” di cui è fatto il piatto.

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Ca’ del Bosco Cuvée Prestige Franciacorta

 

 

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Cà del Bosco Cuvée Prestige Brut

Come abbinare il vino con la frutta e non sbagliare

 TAGS:undefinedSe sei un amante del vino come tutti noi, sicuramente ti piace berlo accompagnato da qualche stuzzichino o dai tuoi piatti preferiti. E siccome in questi giorni fa molto caldo, abbiamo pensato di proporti abbinamenti di frutta e vino, combinazione che, oltre ad essere buona, è anche rinfrescante.

In generale, qualsiasi vino leggero, dolce e fruttato è buono per accompagnare la tua frutta preferita. È inoltre consigliabile provare combinazioni e abbinamenti con vini rosati e/o vini spumanti, poiché daranno ai vostri pasti quel tocco speciale e delizioso che state cercando.

Raccomandazioni speciali

Il mango è senza dubbio uno tra i frutti più buoni che la madre terra ci ha potuto regalare. È inoltre molto alla moda e, soprattutto in estate, viene usato in molti dolci o insalate di stagione. Per la sua affinità con gli agrumi, un buon Riesling è l’opzione migliore per accompagnare gli alimenti a base di mango. Oppure puoi optare per un più maturo Sauvignon Blanc con note di agrumi. Però, se stai mangiando qualcosa dal sapore più forte di un dessert o di un’insalata, come ad esempio pollo o pesce con crema di mango, un buon Chardonnay dolce sarà la scelta migliore. 

Se invece hai intenzione di mangiare pesche, fragole o arance dovresti scegliere un rinfrescante vino rosso fruttato, e il migliore fra tutti è il Pinot Noir. Di fatto, un dessert molto buono e comune nella cucina mediterranea è la pesca inzuppata nel vino, uno straordinario mix che sicuramente avrai già provato.

Insalate e moscato

Per ultimo, ma da non dimenticare, un buon moscato dolce può abbinarsi molto bene con le tue insalatone estive. Anche se questi vini provengono per la maggior parte da zone più calde e in generale sono più forti, scoprirai che si accompagnano molto bene alla frutta. E non dovrai nemmeno spendere molti soldi: sia i vini moscato spagnoli che quelli preparati nel sud della Francia sono a buon prezzo e ti faranno gustare di più le tue insalate estive.

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Moscato Petalo Bottega: un vino bianco de la DO Vini senza denominazione (Italia) che contiene una selezione di moscato. 

 

 

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Paolo Berutti Azienda Agicola Moscato D’Asti Paolo Berutti 2013: un vino dolce con DO Moscato d’Asti con acini di moscato dell’annata 2013. 

I migliori abbinamenti con la birra

 TAGS:Fortunatamente, oggigiorno esistono tantisismi tipi di birra dai diversi sapori: dolci, amare, corpose… e tutto ciò fa che possiamo combinare in maniera migliore questa bevanda con alcuni tipi di alimenti.

Ad esempio, una classica bionda lager è perfetta con alcuni tipi di pesce, come il tonno, il salmone o anche con il sushi, visto che conferisce più sapore alla soja e al pesce crudo. La birra non è come il vino, dunque non contrasta il sapore dell’alimento, bensí può potenziarlo ulteriormente.

Le birre di frumento possono abbinarsi con qualsiasi tipo di aperitivo e primi piatti, come pasta, insalate, gamberi, asparagi, insacati… e molto di più, vista la freschezza che conferiscono a qualsiasi piatti. Per le carni o i secondi è sempre meglio degustare una birra con più corpo.

Con i dolci saranno perfette le birre con un sapore speziato o ancora meglio saranno le birre artigianiali alle quali a volte vengono aggiunte note di liquirizia, pepe o altre spezie a seconda dei gusti del consumatore o del produttore. Con i dolci come il cioccolato una birra scura sarà il complemento perfetto, visto che aggiungerà delle note di liquirizia e anche di frutta secca.

La birra bionda bella fresca viene combinata con piatti acidi, dove l’aceto è il protagonista dato che riduce il sapore amaro dei sottaceti, troppo forte per alcuni tipi di palati. Inoltre, la birra bionda è adatta ai piatti piccanti, tipo quelli orientali, perché rinfresca il palato dopo il tocco forte del piccante. Per quanto riguardi i formaggi, bisogna ricordare che non tutti vanno bene con la birra: i migliori sono quelli classici.

Se anche tu vuoi abbinare una birra a un alimento, su Uvinum abbiamo tantissime opzioni che fanno al caso tuo:

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Birra Moretti, una classica per gli aperitivi

 

 

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Leffe Brune, una scura con sapore