Guida utile per comprare e bere vino

 TAGS:Fa une settimane abbiamo dato alcune indicazioni su come scegliere un buon vino, però non tutte, chiaramente. Quindi continuiamo su questo stesso tema.

I vini creati per essere conservati sono in netta minoranza. La maggior parte delle etichette sul mercato sono disegnate per essere utilizzate in un periodo massimo di 2 anni; ciò avviene con la maggior parte dei vini bianchi e dei rossi denominati giovani. Ad esempio, quando i produttori stabiliscono unicamente l?uva e la data di raccolta, stanno comunicando che il vino è stato prodotto per essere consumato in meno di 2 anni. Di solito, detti vini sono molto leggeri, fruttati, e facili da bere. Se, oltre all?anno e all?uva, sull?etichetta è specificato che il vino è riserva, ciò significa che esso è stato conservato per almeno 6 mesi in recipienti di legno, normalmente botti di rovere francese o americano, prima della sua messa in vendita.

In generale, quanto più tempo il vino abbia trascorso nel legno, tanto più sarà costoso. Questo tipo di invecchiamento gli dà maggiore longevità e per di più aumenta il contenuto di tannini, una componente che è strettamente relazionata con la sensazione di astringenza nella bocca.

Un vino riserva può conservare le sue proprietà tra i 3 ed i 5 anni, nonostante ci siano delle eccezioni. Infine ritroviamo i vini da conservazione, pensati per essere consumati almeno 6 anni dopo la loro produzione (alcuni lanciano sul mercato questi vini con un invecchiamento sufficiente a renderne possibile il consumo già al momento dell?acquisto).

Nel cosiddetto Nuovo Mondo vitivinicolo (America, Australia o Sudafrica, tra gli altri), nonostante non esistano delle regole che identifichino legalmente i tipi di vino messi sul mercato, ci sono condizioni che si ripetono e che mirano a dare al consumatore degli indizi riguardo alla propia elaborazione. Quando un?etichetta indica “varietale” significa che il vino viene prodotto da un unico vitigno, come ad esempio il Tannat o il Cabernet Sauvignon. Al contrario, le bottiglie prodotte con 2 vitigni si chiamano “bivarietali”, mentre i vini blend (o assemblaggio o cuvée) sono quelli in cui sono stati mischiati 3 o più tipi di uva.

Regole di consumo: i calici di vino

I dubbi vengono sempre dalla tavola: Che tipo di calice dobbiamo usare per il vino e qual?è il limite della sua servita? Pur essendoci calici disegnati appositamente per risaltare al massimo l?aroma o la fragranza per ogni tipo di varietà (ad esempio per lo Chardonnay, il Merlot o il Syrah), di solito se ne scelgono tra 3 tipi:

  • Standard da 125 ml
  • Generoso da 175 ml
  • Grande da 250 ml

In tutti i casi, oltre al recipiente, ciò che è più indicato fare al momento di versare la bevanda è riempirlo fino a ricoprire un quarto del suo volume. In questo modo sarà possibile aerare il liquido per farne volatilizzare gli odori senza rischiare di rovesciarlo.

Riguardo alle forme dei calici, ogni tipo di vino richiede una forma speciale per migliorarne il sapore e l?aroma:

  • Per i vini bianchi o rosè (che devono essere bevuti freschi) si usano coppe alte con lo stelo sottile. Così, se si prendono dal piede, la mano non toccherà la coppa e non riscalderà il vino.
  • Per i vini rossi corposi, sono ideali le coppe a piede corto.
  • Per i vini rossi leggeri, i calici più appropriati sono panciuti e più ristretti verso l?alto.
  • Per gli spumanti/champagne ed i vini frizzanti, i calici ideali sono alti e stretti.

Vigneti nuovi e vecchi

 TAGS:Uno dei misteri più affascinanti del vino sta nella sua costante evoluzione. La stessa bottiglia, provata a distanza di giorni, può avere sfumature molto differenti. Ciò avviene perchè all?interno del vino albergano miriadi di batteri che si sviluppano, si trasformano, cambiando a loro volta le caratteristiche del vino stesso.

Anche nelle botti avvengono importanti cambiamenti poichè il contatto del vino con il legno fa sì che le particelle della botte si disperdano e vengano assorbite dal liquido.

Tuttavia uno dei cambi più importante ma meno noti è quello che avviene nella vite stessa che, col passare degli anni, va producendo uve con diverse caratteristiche. Ciò fa sì che ogni anno il vino sia unico ed irripetibile, perchè quei determinati fattori non saranno mai più perfettamente uguali.

Qual?è il segreto di una buona raccolta? L?uva deve crescere con i nutrienti metabolizzati dalla pianta. Ciò vuol dire che, se ad una vite diamo acqua e sali con generosità, le uve cresceranno grandi e cariche di succo ma questo succo conterrà acqua e sali; al contrario, se un vigneto è carente di acqua, per alimentare il frutto la pianta dovrà metabolizzare lentamente ogni singola molecola di acqua che le radici incontreranno nel terreno e quindi l?uva crescerà poco e scarseggerà ma in compenso sarà ricca di tutte le proprietà del vitigno.

Nei primi anni di un vigeto, le viti producono uve in abbondanza. Sono dei frutti grandi e belli, con molto zucchero e davvero gustosi al palato. Tuttavia, non è raccomandabile utlizzarle per la produzione del vino poichè queste uve hanno pochi nutrienti rispetto ad una pianta troppo giovane in cui la linfa circola velocemente e con facilità. Se ci si producesse del vino, quest?ultimo sarebbe con molta probabilità molto acido e poco saporito.

Per molto tempo è stato ritenuto opportuno non utilizzare nella vinificazione uve provenienti da vigneti che avessero meno di 5 anni. Oggigiorno, con le nuove tecniche di cura dei vigneti si è riusciti ad accellerare lo sviluppo della pianta al punto che vigneti vecchi di appena 3 anni potessero produrre vini più che accettabili.

Per un vigneto, la maggior produzione di uva avviene fino ai 20 anni. Normalmente si deve “potare l?uva” ossia tagliare i grappoli prima del tempo affinchè la pianta produca meno ma con più qualità. I frutti continueranno cosí ad essere grandi e carichi di nutrienti.

Dopo i 30 anni, ci troviamo di fronte a quelli che vengono considerati vigneti ?vecchi?. Indipendentemente dalla ricchezza del terreno, la pianta è già stata sottoposta a numerevoli potate e le sue ?arterie? non funzionano con la stessa facilità di prima, cosicchè il passaggio della linfa al frutto diventa lento e difficile e di conseguenza i grappoli sono pochi, piccoli e carichi di tannini. Ê difficile produrre vino dai vigneti più vecchi poichè, tra le tante ragioni, si ha bisogno di uno spazio maggiore per ottenere la stessa quantità di vino anche se la qualità aumenta rispetto a quando lo stesso vigneto era più giovane.

Ciò non vuol dire che i vini provenienti dai vigneti più vecchi siano sempre migliori perchè, oltre all?età, anche lo stato di conservazione ha un?enorme importanza. Che lo raccontino a George Clonney…

In Spagna ci sono vari vini di vigneti vecchi che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali. Tra di essi, il primo passo è stato fatto dal “Baltasar Gracián Garnacha Viñas Viejas 2007“, de Bodegas San Alejandro, in Calatayud, di cui Robert Parker disse che era incredibile che un vino così eccellente costasse meno d 3 dollari (all?epoca).

Attualmente sono molte le cantine che lasciano invecchiare le loro viti migliori per elaborare questo tipo di vino ed esistono già dei vini rossi considerati imprescindibili come il Leda Viñas Viejas 2004, un tempranillo della Ribera del Duero, o il Dominio de Tares Cepas Viejas 2008, un meraviglioso mencía del Bierzo.

Tra i vini bianchi, nonostante sia meno comune trovarne di vigne vecchie, segnaliamo il V3 Viñas Viejas Verdejo 2009, un vino Verdejo in Rueda che vi sorprenderà senza alcun dubbio..

Per finire, una frase di sir Francis Bacon: “Vecchio legno da bruciare! Vino vecchio da bere! Vecchi amici di fiducia! Vecchi autori da leggere!

Bottiglie Magnum, vino da condividere

Esistono bottiglie di vino più grandi del normale. La più utilizzata è la bottiglia Magnum, che ha una capacità di un litro e mezzo di vino, ossia il doppio di una bottiglia normale. Ed è proprio questo uno degli argomenti che suscita più interesse nei nuovi affezionati del vino: perchè delle bottiglie così grandi? Bene, per tantissime ragioni.

Pensate al vino come un insieme di particelle. Una particella è stata a contatto con il fiocine (la buccia dell?acino) dell?uva ed ha acquisito parte delle sue proprietà; un?altra particella è stata nella botte a contatto col legno e ne ha preso il sapore; un?altra ancora viene da una vigna più giovane ed ha quindi meno aromi; e ci sono persino altre particelle ancora che vengono dall?uva passa, ragion per cui hanno un sapore molto più dolce… TAGS:

Quando il vino viene imbottigliato, queste particelle si mescolano tra loro fino a diventare un tutt?uno. Quando ciò accade si dice che il vino è stato ?affinato? in bottiglia.

Se la bottiglia è piccola, è più difficile che tutte le particelle siano rappresentate: infatti se in questa bottiglia ci entrassero solo tre particelle, una di quelle sopra menzionate non sarebbe presente nel vino. Quindi, quanto più grande è la bottiglia, tante più particelle differenti formeranno il vino e tanto più completo sarà il suo sapore.

Ciò significa anche che più è grande la bottiglia, più tempo impiegherà il vino per ?affinarsi? (o arrotondarsi) in essa. Per questa ragione, normalmente, i vini nella bottiglia Magnum vengono venduti un anno dopo rispetto a quelli imbottigliati nella bottiglia normale, pur appartenendo alla stessa raccolta. Tuttavia il proceso, essendo più lento y riposato, offrirà un risultato migliore, più perfezionato.

Le cantine, che ben conoscono tutti questi meccanismi (anche in maniera molto più scientifica rispetto alla mia spiegazione), solitamente mettono in vendita questi formati solo dei loro vini migliori. Ci sarà pure una ragione, o no?

Un altro vantaggio delle Magnum, è che il vino è molto sensibile ai cambi bruschi di temperatura. Più piccola è la bottiglia, meno tempo impiegherà per riscaldarsi, e quindi sarà più facile che si rovini.

Vero è che una bottiglia aperta, qualsiasi siano le sue dimensioni, perde sia aroma che qualità; ragion per cui le Magnum devono essere aperte quando ci siano abbastanza persone che possano consumarla rapidamente; rappresenta quindi un formato perfetto da condividere durante una lunga serata con buoni amici, evitando così il rischio di doverla lasciare aperta. La Magnum va per le lunghe…

Come abbiamo detto, solo i vini migliori vengono utilizzati nel formato Magnum; è quindi molto difficile consigliarne uno. Tuttavia, affinchè proviate qualcosa di diverso, ve ne raccomandiamo 3 vini spagnole che hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo: il Rafael Palacios Louro do Bolo Magnum 2010, il Sierra Cantabria Cosecha Magnum 2007 ed il Rovellats Brut Nature Magnum.

Quindi se stai pensando a festeggiamenti vari, riunioni familiari o incontri amichevoli, fallo in grande: pensa Magnum.

Il vino rosso contro l’infarto e il cancro

Vino tintoStudi recenti confermano l?effetto protettivo dell?uva e del vino rosso sui disturbi del cuore ma gli attribuiscono anche un ulteriore merito: la prevenzione dei tumori. Il segreto? Sta nei flavonoidi, delle sostanze presenti anche nel tè e in alcune verdure. 

Il dio Bacco, o Dionisio per i greci, farebbe i salti di gioia se sapesse che, finalmente, la scienza ha scoperto il potere che l?uva rossa ed il suo vino hanno nella prevenzione all?infarto, alle ischemie cerebrali e ad alcuni tipi di tumori. Sono state infatti scoperte delle proprietà antiossidanti da parte dei semi delle uve utilizzate nella fabbricazione del vino rosso. Detti semi, contengono di fatto i flavonoidi, presenti anche in alcune verdure (specialmente nei broccoli, nei cavoli e nei cavolfiori), nella maggior parte della frutta en el tè.

I flavonoidi spiegano la ragione per la quale il vino rosso è stato indicato come protettore del cuore, del cervello e delle arterie, sempre che se ne faccia un uso moderato per un massmo di 2 bicchieri al giorno. Questi composti possono aiutare i pazienti con diabete e aterosclerosi o che hanno subito interventi di by pass e trapianti di fegato, grazie alla loro azione antiossidante e antitossica.

Sia i flavonidi che gli altri antiossidanti come il selenio, lo zinco, il beta-carotene, la vitamina C ed E, vengono attualmente prescritti nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e per ritardare la comparsa dei tumori e delle cataratte. Vengono inoltre impiegati contro forme di stress sia acuto che cronico, contro l?esposizione eccessiva ai raggi solari nonchè nei casi in cui il fegato sia stato un pò troppo strapazzato dai farmaci.

Riguardo agli antiossidanti del vino, una delle ultime ricerche ha dimostrato che bere due bicchieri di vino al giorno riduce il rischio di mortalità di un 35% per i malati cardiovascolari e di un 20% per i malati di cancro. L?aria che respiriamo è composta per il 20% da ossigeno e l?1% del gas assorbito dall?organismo si trasforma in radicali liberi, dei composti che bombardano le cellule e causano diversi cambiamenti negativi come la trasformazione del colesterolo nella sostanza base delle placche che ostruiscono le arterie.

Per questo motivo, i medici prescrivono solitamente gli antiossidanti a partire dai 35/40 anni, specialmente alle persone affette da diabete, tabagismo, obesità, vita sedentaria, con precedenti di malattie ereditarie legate a disturbi cardiovascolari e colesterolo alto. Si somministrano inoltre a pazienti con angina pectoris, insufficienza cerebro-vascolare e infarto.

Sembra quindi che, a causa della mancanza di tempo necesario per un?alimentazione equilibrata, i supplementi antiossidanti cominceranno ad imporsi allo scopo di aumentare l?aspettativa di vita. Allora comprate vino e godetevi un bel bicchiere di vino rosso. Alla salute!

Un bicchiere di vino al giorno è salute

VinoIn molti paesi bene vino rosso tutti i giorni durante i pasti è visto come un qualcosa di normale, un?abitudine che però può sembrare quantomeno ?strana? in alcune culture, ma in altre no. In gran parte d?Europa e America, infatti, è un fatto che non sorprende nessuno, ossia bere un bicchiere di vino al giorno è la cosa più normale del mondo, ma la questione che tratteremo non è nè culturale nè sociale, nè tantomeno sulle qualità del vino ed il piacere che ne comporta.

Diversi studi effettuati in molti paesi del mondo hanno determinato che il consumo moderato e quotidiano di vino rosso prolunga l?aspettativa di vita del 36% in più rispetto a chi non è abituato a berlo; ossia coloro che assumono piccole quantità di vino diarie (un bicchiere) hanno approssimativamente 3.8 anni in più di vita nei confronti di coloro i quali non ne bevono.

Ed in oltre queste stesse persone che bevono un bicchiere di vino rosso al giorno hanno il 34% di rischio in meno di avere problemi cardiaci, problemi che aumentano l?indice di mortalità nelle persone di terza età.

Altri pregi del vino rosso

Il vino, oltre a farci ?vivere di più?, possiede altre doti che potrebbero tranquillamente avvicinarlo al campo della medicina. Com?è noto, il vino rosso aiuta sensibilmente il sistema circolatorio. Ma i suoi poteri non finisco qui: la Dottoressa Janet L. Stanford ha affermato che gli uomini che bevono tra i 4 e i 5 bicchieri di vino rosso a settimana avranno una probabilità del 50% in meno di contarre il cancro alla prostata, ed ha aggiunto che il vino è un potente antiossidante, un buon antinfiammatorio ed è di grande aiuto per eliminare le cellule cancerogene.

?In base a questi studi, il vino bianco, la birra e gli altri alcolici non hanno lo stesso valore preventivo che il vino rosso invece ha.?

Un altro potere miracoloso che viene attribuito al vino è quello di essere un?ottimo alleato per la perdita di peso, per il fatto che il fegato solitamente elabora le calorie del vino rosso in una maniera diversa rispetto alle altre, trasformandole in energia e non in grasso.

Raccomandare l?uso di alcol per scopi medicinali potrebbe essere addirittura pericoloso ma è chiaro che sono molte le qualità del vino se assunto moderatamente perchè, che si tratti di vino o di altri alcolici, l?importante è che se ne faccia un uso razionale e ponderato.

I dati sono stati estratti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell?Università di Wageningen (Olanda).

L’elaborazione della Grappa

GrappaLa grappa è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione e distillazione (sia a bagnomaria che a vapore) della vinaccia, successivamente mescolata con acqua. La Scuola di Salerno, famosa per i suoi contributi dati alla scienza medica, già intorno all?anno 1000 d.C. parlava dei distillati di vinaccia che, a partire da questa epoca, comiciarono a diffondersi in tutta Europa.

Questo alcolico dalle caratteristiche uniche si prepara con le vinacce separate durante l?elaborazione del vino, sia del mosto che del vino portato a termine. Durante la maturazione dell?uva, il suo contenuto di zucchero aumenta, come conseguenza della sintesi che avviene nella pianta tra l?acqua presente nel terreno e l?anidride carbonica presente nell?aria.

Nel frattempo, le sostanze aromatiche ed i coloranti cominciano a concentrarsi nella buccia dell?uva, dando una caratteristica particolare ai prodotti che con essa verranno elaborati. La grappa, è quindi prodotta con la parte più aromatica dell?uva, la buccia per l?appunto, che è poi il componente principale della vinaccia.

Un bicchiere di grappa è il prodotto di una lunga tradizione che ha cercato, e continua tutt?oggi a cercare, il modo migliore per conservare e concentrare questi aromi. Tale ricerca, ha favorito la creazione di molteplici modelli di alambicco, lo strumento utilizzato per la distillazione del prodotto, nonchè di produttori di grappa. I maestri distillatori devono infatti mettere in gioco tutta la loro arte per far conservare lo spirito dell?uva ed i suoi migliori aromifino al risultato finale.

Il regolamento del Consiglio Europeo No1576/89 riserva all?Italia l?uso esclusivo della denominazione ?Grappa?. Detto regolamento fissa inoltre il limite di estrazione in alambicco ad 86% in volume di alcol, garantizzando in questo modo che il profilo sensoriale del distillato conservi le caratteristiche della materia prima dalla quale è stato estratto. Infine pone limiti alle sostanze volatili, 140 mg/l di alcol puro, e alla quantità di alcol etílico presente che non può superare 1 g/l.

La denominazione geografica ?Grappa? è stata assegnata a: Barolo, Piemonte, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli, Sicilia e Marsala con una probabile estensione in futuro anche a Toscana e Valle D’Aosta.

Il contenuto alcolico della grappa non può essere inferiore a 35,5% vol, anche se le grappe di buona qualità ne hanno normalmente un 40% mentre il contenuto massimo di zucchero residuo può essere del 2%.

Le attività enoturistiche da abbinare alla visita delle cantine

 TAGS:Le cantine italiane ed europee stanno iniziando a rendersi conto che le attività legate all’enoturismo sono un buon metodo per potenziare l’immagine dei propri vini dentro e fuori dai confini nazionali. Una buona scelta di prodotto, da sola, non è più sufficiente: i tempi cambiano ed è fondamentale evolversi e dare risposte personalizzate alle esigenze dei visitatori e degli amanti del vino. Come? Offrendo un ventaglio di possibilità curato nel dettaglio e che possa attrarre l’attenzione degli utenti.

E’ per questo che negli ultimi tempi e con sempre maggiore frequenza, se optate per una “fuga vinicola” potrete scegliere di praticare varie attività complementari alla visita e alla degustazione. Oggi, il blog di viaggi di eDreams vi presenta alcune tra le più interessanti. Prendete nota, perchè ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età.

– Percorso a cavallo

 TAGS:Godersi una splendida passeggiata a cavallo circondati da un paesaggio unico, visitando le vigne di una grande cantina nel cuore della Toscana o perdendosi nei pittoreschi borghi della Franciacorta, può essere un’idea molto allettante.

La tranquilla atmosfera che si respira in queste vallate e colline e l’utilizzo di un “mezzo di trasporto” slow come il cavallo, vi permetteranno di vivere un’esperienza rilassante e intensa in mezzo alla natura. Senza fretta e senza auto, solo voi e la campagna.

– Con il quad in mezzo alle vigne

Un altro ottimo modo per rendere speciale una giornata all’insegna del vino è scaricare l’adrenalina a bordo di un quad. Potrete vivere in prima persona la velocità, il rischio e il divertimento immersi tra bucolici paesaggi da cartolina. Sconsigliata nel caso di una vacanza in famiglia, è un’idea perfetta per un viaggio tra amici amanti del nettare di Bacco e dello svago.

– Gita in bicicletta

Avete pensato di visitare una cantina vinicola con i vostri figli o nipoti? Un tour in bicicletta è un’altra delle attività complementari che potete prendere in considerazione. Le pendenze sono lievi, si attraversano meravigliose campagne e tra una pedalata e l’altra gli adulti potranno degustare un buon bicchiere di vino mentre i più piccoli scoprono la natura. Se avete tempo, consigliamo di programmare un tour di qualche giorno con sosta in hotel e cene tipiche.

– Escursionismo

Perdervi a piedi passeggiando tra gli ettari ed ettari di vigneti che normalmente circondano le cantine è un ottimo piano per passare una giornata di primavera in coppia…preparate un picnic e per qualche ora pensate solo ad ammirare i suggestivi scorci della campagna e a disconnettervi dal rumore e dallo stress della città.

– Volo in mongolfiera

 TAGS:Chi ha detto che andare ad una degustazione di vini non possa trasformarsi in una autentica avventura? Esistono alcune cantine che, oltre a permettervi di praticare le attività già elencate, vi danno la possibilità di volare in mongolfiera. Sì, avete letto bene. Potete immaginare di alzarvi in volo sopra una distesa di vigneti a bordo di un pallone aerostatico, con il vento in faccia e una sensazione di libertà mai provata prima? Sicuramente una buona occasione per perdere la paura di volare

 

Come scegliere un buon vino

Elegir vinoPer scegliere un vino è importante sapere che ?il più caro? non sempre significa ?il migliore? e che il prezzo di ogni bottiglia ha a che fare col processo di elaborazione del vino ma non è un indice di qualità. I fattori che più influiscono sul costo di una bottiglia sono:

  • la maggiore o minore cura delle uve nel vigneto
  • se c?è stato o no l?invecchiamento in bottiglia
  • cuanto tempo è stato conservato il vino in cantina
  • il prezzo dei materiali utilizzati per l?etichetta, il tappo, la tecnologia, la bottiglia, etc.

In definitiva, un vino giovane è diverso, ma non peggiore, rispetto a un riserva.

Riguardo all?aroma e al sapore del vino, non esistono ricette speciali; come esperienza sensoriale, la degustazione del vino è molto soggettiva. Nonostante ciò, si può dire che un vino bianco dovrebbe avere un?acidità marcata, che si diluisca in bocca almeno 3 volte dopo aver fatto il primo sorso; dovrebbe inoltre essere fruttato ed apportare una sensazione di freschezza al palato. Nel caso dei vini rossi, non dovrebbero avere una forte acidità, a meno che non si tratti di vini riserva, che si contraddistinguono proprio per questa caratteristica. Queste bottiglie non dovrebbero nemmeno avere un?astringenza tale da rendere la bocca totalmente secca perchè, nel caso per esempio di un riserva, ció significherebbe che ancora non è pronto per essere bevuto; questa è tuttavia una caratteristica che si affievolisce con gli anni di invecchiamento in bottiglia. In tutti i casi, i vini non devono mai avere un?aroma mostoso o stantio, a meno che non siano stati prodotti per essere consumati giovani.

Quando ci troviamo di fronte ad un gran vino, noteremo che nel calice si riflette almeno un aspetto di ogni tappa della sua elaborazione: una nota erbacea del vigneto, un aroma fruttato dell?uva, un tocco floreale proveniente dalla fermentazione, ed una fragranza di vaniglia o di tabacco tipico del legno. Comunque, al di là delle ricette, il suo obiettivo dev?essere sempre quello di entusiasmare coloro i quali lo provano, in modo che non riescano a resistere all?idea di berne ancora in futuro.

Altro tema controverso è quello della giusta temperatura di servizio del vino. Pur essendo una questione di gusto personale, gli esperti raccomandano di mettere in fresco i vini bianchi più leggeri come il Sauvignon Blanc e il Pinot Grigio a 10ºC, mentre quelli più corposi ed invecchiati in botte come lo Chardonnay o il Viognier a 12ºC. Gli spumanti e i vini dolci si consumano entrambe ad una temperatura tra i 6ºC e gli 8ºC. Riguardo ai rossi, quelli più giovani e leggeri si servono intorno ai 12ºC mentre quelli più corposi o riserva tra 17ºC e 18ºC nonostante l?opinione popolare li voglia serviti a temperatura ambiente.

Come degustare il vino pur non essendo sommelier

 TAGS:Tutti noi che apprezziamo il vino e che subiamo il fascino delle sue doti e del suo squisito sapore, siamo un pò degli inconsapevoli sommelier. I sensi utilizzati per degustarlo sono la vista, l?olfatto ed il gusto, e questi sensi non sono un?esclusiva di un assaggiatore o di un sommelier. E se da un lato è vero che per essere un degustatore esperto ci vogliono anni ed anni di esperienza ed una competenza che si raggiunge solo grazie allo studio, dall?altro è anche vero che per avere una conoscenza basilare sulla degustazione del vino può bastare un semplice interessamento ed un consumo costate del vino stesso.

Come abbiamo detto all?inizio, i punti fondamentali per la degustazione del vino risiedono nel buon uso dei 3 sensi (vista, olfatto e gusto). Cominciando da quì, potremo raggiungere una degustazione del vino con ottimi risultati.

  • Prendere sempre il calice dalla base e portarlo all?altezza degli occhi, cosicchè possiamo osservare il colore, la lucentezza e la nitidezza del vino. Muovendo il calice possiamo notare le cosiddette ?lacrime? che il vino lascia sul bicchiere in modo da determinarne il grado alcolico.
  • Anche l?olfatto svolge un ruolo fondamentale nella degustazione: introducendo leggermente il naso nel calice, potremo percepire gli aromi chiamati rispettivamente primari, secondari e terziari, agitando dolcemente il calice per ampliare i suddetti aromi.
  • E forse la parte più cruciale della degustazione sta nell?assaggiare il vino: mettere alla prova il senso del gusto, muovendo il vino in tutta la nostra bocca senza lasciar fuoriuscire l?aria in essa contenuta. Quello del sapore e della corposità è uno dei punti più importanti.

Descrivere la degustazione del vino può sembrare persino facile ma senza una conoscenza appopriata i passaggi sopra elencati non serviranno a niente perchè, come in tutte le cose, l?e sperienza è molto importante ed il tempo può essere nostro alleato in questo intento. Ogni qualvolta beviamo un vino teniamo sempre presenti questi dettagli e mettiamoli in pratica con vini che hanno caratteristiche simili perchè ciò ci aiuterà ad avere dei termini di paragone tra un vino e l?altro.

Può esserci inoltre di aiuto assorbire il più possibile notizie a riguardo attraverso i vari mezzi di informazione, così come sapere le caratteristiche basilari del vino che si sta assaggiando; ciò sarà un punto a nostro favore per la degustazione del vino. Farlo in maniera amatoriale e per soddisfazione personale può essere un buon inizio per entrare nell?affascinante mondo dei vini. Ti associ?

Gli aromi delle uve bianche

Vino blancoLe domande più comuni da parte di coloro che si avvicinano al mondo della degustazione riguardano gli aromi del vino. Che odore ha questo vino? Di che sa? Qualsiasi sia il suo odore, è buono o cattivo?
Se a volte ti è capitato di vedere nei film la classica scena in cui l?intenditore è capace di indovinare l?annata, l?uva, la zona, la marca e persino che quell?anno il guardiano della tenuta aveva avuto il raffreddore ad ottobre, è inevitabile che ti senta frustrato quando ti ritrovi ad odorare un vino e non riesci ad identificare assolutamente niente. Poichè all?inizio, la cosa più normale che ti possa capitare è di non riuscire nemmeno a capire che odore abbia esattamente il vino che stai provando.

Nel mio caso, il percorso è stato abbastanza naturale. Provavo un vino e, se mi piaceva, guardavo l?etichetta e cercavo di ricordarne il nome. In seguito, mi concentravo di più sul tipo di uva. Nei vini monovarietali, a poco a poco notavo delle somiglianze tra, ad esempio, uno Chardonnay ed un altro vino della stessa uva. E così mano a mano imparavo gli aromi che ogni uva emanava.
Non ero capace di dare un nome all?aroma, ma sapevo già fare la differenza tra un Macabeo e un Riesling.

Consiglio sempre di cominciare a degustare i vini bianchi, perchè hanno una gamma di aromi più variegati tra loro (floreale, fruttato, erbe, miele…) rispetto ai vini rossi, che per di più possono includere gli aromi dell?invecchiamento in botte.

Alla fine, ad un corso di degustazione mi hanno dato i nomi adeguati alle impressioni che percepivo. E così hanno cominciato a considerarmi come sommelier anche se, in realtà, a me piace pensare di essere solo un innamorato del vino.

Sono diversi gli odori delle uve? Sì, così come sono diversi i pomodori San Marzano da quelli ?ramati?; però se li mangi insieme, mischiati nella salsa, ti sarà difficile riuscire a distinguerli . Se sei interessato ad apprendere l?arte della degustazione, prova a cominciare dai vini monovarietali, in modo da imparare a riconoscere ogni uva separatamente.

Indipendentemente da che odore abbia, è buono o cattivo? Dipende se a te piace questo aroma o meno. Ci sono vini bianchi molto fedeli all?aroma generale dell?uva, perchè evidentemente la cantina vuole portare la suddetta uva alla sua massima espressione; però ci sono anche altre cantine (o i suoi enologi) che fanno vini completamente diversi, e per i quali si fa fatica a riconoscerne l?uva, poichè vogliono mettere in risalto il fatto che i propri vigneti siano unici e diversi o che siano capaci di conseguire nuovi aromi nella medesima varità. Va bene tutto purchè ti piaccia il risultato.

Di cosa dovrebbe odorare un vino bianco? E chi lo sa. Nel corso del tempo sono stati fissati dei modelli di aromi che sono solitamente presenti in ogni tipo di uva. Anche se un Traminer aromatico coltivato a La Mancia non è uguale a quello coltivato in Austria.
Incluso nello stesso vigneto, i vini variano i loro aromi poichè i vitigni invecchiano ed i fattori esterni cambiano (riscaldamento globale, nueve tecniche di pigiatura, i contributi degli enologi?).

Infine, bisogna tener presente che non avrà lo stesso odore un vino raccolto quando l?uva è verde da quando l?uva è passa. Logico, vero?

Il modello per le uve bianche è, più o meno, il seguente:

  • Chardonnay: Mela verde, limone, pompelmo, ananas, melone, banana…
  • Riesling: Mela verde, agrumi, mela cotogna, affumicati, speziati, petrolio…
  • Traminer: Rosa, gardenia, litchi, mango, pesca…
  • Macabeo / Viura: Frutta verde, mela, fiori bianchi…
  • Zibibbo / Moscato: Esistono molte varietà di aromi di moscato. Inoltre, quando si tratta di vini monovarietali, si è soliti utilizzare l?uva tardiva: frutta glassata, miele, petali di rosa secchi, fiori d?arancio, pesche sciroppate…
  • Sauvignon Blanc: Frutta matura, affumicati, asparago, pepe verde, maracuya…
  • Albariño: Miele, albicocca, floreali…
  • Airén: Banana, pigna, fieno, orzo, spigo…
  • Malvasia: Frutta bianca, limone, pesca, prugna…
  • Palomino: Lime, mandorle amare, anice, sali, balsami…
  • Verdejo: Frutta bianca, erba verde, mango, melone, finocchio…

Ê possibile che il vino di una di queste uve odori di qualcos?altro? Certo che sì. Per di più, il nome dell?odore dev?essere di ciò che a te ricorda l?odore stesso. In alcune note di degustazione si possono leggere aromi come “rugiada di una mattina di ottobre”, “lenzuola appena stese”, “mela rossa tagliata in due”, “panificio a pieno regime”…Sembrano assurdi, ma se li leggi attentamente di sicuro ti ricorderanno degli aromi.

Come sappiamo se un vino che odora di mela è Chardonnay, Riesling, Macabeo, Albariño o di un?altra uva? Bene, gli aromi non sono esclusivi. Lo stesso vino presenta vari aromi alla volta, cosicchè proveremo ad identificare altri aromi nel calice che ci aiutino a prendere una decisione. Più che un consiglio, un dovere per chi ama il vino: provare, provare, provare e provare…