Rioja argentino vs Rioja spagnolo

 TAGS:Ci sono due zone vitivinicole che si differenziano per la propria importanza. Ci riferiamo al vino de Rioja spagnola, che è la zona di vigneti piùprestigiosa della Spagna, e La Rioja argentina, che appartiene ad una provincia situata nel nord del paese latino-americano. Qual?é migliore? E? molto difficile riuscire ad individuare un solo vincitore riguardo ai sapori e agli odori; ognuno di noi ha il proprio gusto personale soprattutto se si tratta di vini che lottano per accaparrarsi le preferenze dei mercati mondiali.

La Rioja spagnola

La regione del vino spagnolo si estende per la Comunità Autonoma di Rioja e per vari municipi dei Paesi Baschi e di Navarra. Questa regione ricopre un?area di 60 mila ettari di vigneti in cui si coltiva uno dei vini più prestigiosi del mondo. Infatti La Rioja è una terra dalla bellezza naturale esuberante, disseminata da vigneti e cantine che possono essere visitati sia individualmente che in gruppo.

Una delle varietà d?uva più diffuse è quella chiamata Tempranillo, un vitigno tipico della Spagna, da cui si ricavano i migliori vini rossi. Ed uno dei dettagli che rende questi vini diversi dagli altri è l?ottima predisposizione all?invecchiamento che normalmente avviene in botti di rovere.

In esse il vino sviluppa e sperimenta un processo di micro ossigenazione acquisendo gli aromi ed i sapori derivanti dal legno stesso. Quindi, proprio in base al processo di invecchiamento avvenuto per la sua produzione, il vino de La Rioja si divide in quattro categorie: vino giovane, vino d?invecchiamento, vino riserva e vino gran riserva. Nella maggior parte dei casi si tratta di vini caratterizzati da una buona ed equilibrata struttura e da un eccellente bouquet.

La Rioja argentina

Spostandoci dall?altra parte del mondo, in Argentina, ritroviamo anche qui la zona de La Rioja, che è una provincia situata a nordest dell?Argentina, molto ricca sia per l?attività agricola che mineraria; in particolare, la zona che si contraddistingue per la coltivazione delle viti utilizzate nella produzione del vino è quella di Valles de Famatina che possiede caratteristiche eccezionali in quanto a temperatura e terreno.

In particolare, si contraddistingue la zona di Chilecito con più di 5.000 ettari coltivati il cui torrontés rioja, che è il vino bianco più rappresentativo, possiede qualità peculiari sia per la gran varietà fruttata che per la colorazione bianco oro unica al mondo.

Un altro dettaglio da tenere in conto è che Rioja è l?uva più utilizzata nella produzione di vino da tavola, soprattutto per quanto riguarda il vino rosso ed in particolare la varietà chiamata Bonarda. Non a caso questa regione ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti in vari concorsi a livello internazionale, grazie ad alcune varietà come Cabernet Sauvignon, Chenin, Merlot e Chardonnay.

In conclusione possiamo dire che il vino migliore è senza dubbio quello che arriva direttamente all?anima nel momento in cui lo si prova. Avendo ora un?idea sull?origine e sulla produzione di due diverse aree geografiche i cui vini sono annoverati tra i migliori del mondo, sta a voi il giudizio finale?

Vino, e non solo, del Linguadoca-Rossiglione

 TAGS:Nel cuore del dipartimento dei Pirenei Orientali, tra il Mediterraneo e Corbiéres, fiancheggiate dalle montagne di Canigou e Albéres, le viti del Linguadoca-Rossiglione crescono in una gran varietà di paesaggi, terreni e microclimi.

La zona di produzione del vino è attraversata da tre valli e comprende vari tipi di terre, colline, versanti e pianure in cui i terreni di ardesia, di gneis, di granito, di ghiaia e di calcare danno carattere ai famosi vini di Rossiglione. 7 vini secchi e dolci naturali con Denominazione di Origine si ritrovano nei più di 38.000 ettari di vigneto che ripercorrono queste terre.

Rossiglione può essere divisa in basa alla produzione dei suoi vini secchi e dolci naturali. I primi provengono da Côtes du Roussillon, principalmente rossi; Cotes du Roussillon Villages, esclusivamente rossi; eCollioure, con una produzione di rossi e rosati. Mentre i dolci naturali, vengono denominati Rivesaltes, Maury, Banyuls, Banyuls Grands Crus e Muscat de Rivesaltes.

Di 4 tipi, grenat (granato), rossi giovani, ambre (ambra), bianchi maturi, tuile, rossi stagionati, e ‘hors d’age’, di 5 o più anni di età, i vini dolci di Riversaltes sono ideali come aperitivo e perfino per accompagnare i primi piatti. Gli esperti segnalano che i sapori forti dei vini stagionati accompagnano bene le mandorle salate, i pistacchi o le arachidi; mentre gli aromi fruttati ed i tannini dei grenat aprono l?appetito e gli abbinamenti con, ad esempio, l?anatra alla ciliegia o con le fave, risultano a dir poco sorprendenti.

La gastronomia è una delle maggiori attrazioni del Linguadoca-Rossiglione, sia per i suoi prodotti che per la tradizione dei suoi piatti più emblematici. Gli ingredienti fondamentali di questa regione rispecchiano la sua posizione geografica sia mediterranea che provenzale. Qui l?olio di oliva, l?aglio ed il basilico sono ingredienti immancabili; mentre tra gli aromi dominano la gariga (matorral) provenzale come iltimo, il rosmarino, il lauro, etc. Naturalmente non possono mancare i classici formaggi francesi, il miele e la frutta.

Una delle sue elaborazioni più famose è la Cassoulet, originaria di Aude nel Linguadoca, anche se è contesa tra vari paesi. E? fatta da fagioli di “lingot” (cannellini) mischiati con confit d?anatra, aglio, salsiccia e lardo. Eventualmente ci si può anche aggiungere pernice o agnello. Tutti gli ingredienti vengono poi cucinati a fuoco lento in una cassole (casseruola di terracotta). Riguardo ai dolci, è la famiglia Villaret ad avere il merito di soddisfare i palati dei più golosi con i suoi biscotti (chiamati ?croquants villaret?), e a custodirne il segreto di generazione in generazione nell?azienda di Nimes, in cui tali biscotti vengono esclusivamente prodotti. Questo dolce glassato e croccante è fatto di fiori di zagara, mandorle ed essenza di limone.

Tokaj e Tokaji: Puttonyos!

 TAGS:Il Tokaji è uno di quei vini sui quali qualsiasi blogger amico del frutto di Bacco è costretto a scrivere, almeno una volta nella vita. 

Il tokaji è il vino tipico di Tokaj-Hegyalja, una zona che si trova a metà tra Ungheria e SlovacchiaAnche se a Tokaj, come in molti altri posti, si producono vari tipi di vinoi più famosi sono quelli chiamati aszú. 

Cosa sono i vini aszú di Tokaj? Cominciamo dall?inizioEsiste un fungo, il Botrytis Cinerea, che attaccla vigna ammuffendola, la cosiddetta muffa nobile“. L?uva si secca e perde l?acqua; per cui il risultato è un?uva ammuffita piena di zucchero o uva aszú.

L?uva botritizzata o uva aszú si raccoglieva tradizionalmente in recipienti detti Puttonyosche hanno una capienza di circa 25 kg d?uvaUna volta accumulati, i vari puttonyos -da 3 a 6- venivano messi in un serbatoio da 136 litri in cui si conservava il vino normale dell?annata prima della fermentazione, affinché prendesse la dolcezza di queste uveQuanti più puttonyos di aszú si versavano nel mosto, tanto più dolce era il vino che ne risultava.

Attualmente il Puttonyo già non corrisponde più alla quantità di uva botritizzata aggiunta, se non alla concentrazione di zucchero del vino risultante. E? stato calcolato che un puttonyo sarebbe equivalente, più o meno, a 25gr per ogni litro di vinoIn questo modo, un vino tokaj di 5 puttonyos dovrebbe avere 125gr. di zucchero per ogni litro di alcol.

C?è un altro tipo di Tokaji molto interessante, chiamato Eszcencia, che alcuni associano erroneamente ad un aszú di 7 puttonyos. In realtà l?aszú di 7 puttonyos non esiste e l?Eszcencia non è un vino al qualè stato aggiunto una parte di uva ammuffita bensì è un vino realizzato totalmente con il mosto di quest?uva.

L?Esczencia ha una tessitura molto simile allo sciroppo o perfino al mieleImmaginate la quantità d?uva necessaria per poter produrre un eszcencia, e tra l?altro in realtà non ci sono neppure tante cantine ben organizzate che si dedichino alla produzione di questo vino.

Non fanno altro che raccogliere il mosto di quest?uva che scorre naturalmente attraverso i reticolati situati nel fondo dei tini in cui si mettono le uve dopo la raccolta. Normalmente ciò non è sufficiente per fare unEszcencia e si aggiunge ai serbatoi di Tokaj aszú, ma in altre occasioni si crea l?Eszcencia, anche detto lacrima di Tokaj.

È molto famoso il Tokaji Oremus, primo fra tutti il Tokaji Oremus 6 Puttonyos, proprietà della Bodega Vega Sicilia, che approfittò del processo di privatizzazione postcomunista della zona per costruirsi una cantina in loco e produrre vini Tokaj rispettando al massimo le procedure tradizionali.

Un altro Tokaji facilmente rintracciabile è il Disznókó, anch?esso di ottima qualitàIn particolare il Disznókó 4 Puttonyos 2006 è abbastanza buono.

In realtà la cosa più importante è che sia un Tokaji ungherese perché le leggi di questo paese sono molto restrittive riguardo la qualità del vinoEssendo infatti Tokaj in una zona di confine tra Ungheria e Slovacchia, esistono chiaramente anche Tokaj slovacchi ma qui le leggi sono molto più permissive per cui la qualità non è garantita allo stesso modo. Buon divertimento!

Il vino greco

 TAGS:Da poco presente nell?itinerario del turismo enologico, la Grecia si è contraddistinta per la produzione di vini notoriamente forti e generosi, proprio come le sue mitologiche divinità.

Gelosa dei suoi grandi pensatori, Hellas, così come viene chiamata dai suoi abitanti, è riconosciuta in tutto il mondo come la culla della civiltà e della logica. Le sue rovine, testimonianza del passato e della conquista romana, ricevono milioni di turisti all?anno desiderosi di incontrare, girando l?angolo, Platone disquisendo in una piazza.

Attualmente la Grecia si contraddistingue non solo come uno dei migliori produttori di olio di oliva del mondo, pilastro fondamentale della sua cucina ma anche per l?instancabile lavoro che sta operando nel dare nuova vita alle sue viti ancestrali.

Ciò gli permetterà di salire alla ribalta della scena turistica diventando una destinazione di grande interesse per gli enofili, grazie ai suoi “poderosi” vini rossi, ai suoi freschi bianchi, ai suoi liquorosi considerati eccezionali, e ad un ampio ventaglio di itinerari che abbraccia gran parte del suo territorio.

Si dice che il famoso scrittore Virgilio, autore della mitica Eneide, affermasse che in Grecia era più facile contare i granelli di sabbia che non tutte le varietà di uva. Forse, il fatto che fossero più di 300 diversi vitigni, metteva in difficoltà Virgilio nel riuscire a memorizzarli tutti. Distribuiti su 150.000 ettari di vigneti divisi in nove regioni, secondo quanto scritto da Illias Anagnostakis (membro del dipartimento di Studi Medievali della Fondazione di Ricerca Nazionale Ellenica di Atene e dell?Istituto di Ricerca Bizantino) nel libro ?The Illustrated Greek Wine Book?, “la vinificazione di questo centinaio di uve è una tradizionemillenaria che precede persino l?era bizantina, al punto che la storia segnala questo paese come il responsabile della diffusione della coltura in Europa”.

Tuttavia, in tempi più recenti, la Grecia sembrava aver dato le spalle a Bacco ed essere conosciuta nel mondo come produttore di uno strano vino, dal sapore considerato fino a qualche anno fa sgradevole e grossolano, chiamato Retsina (un vino bianco profumato con resina di pino, oggi molto più stimato di prima). Di conseguenza, poco si sa sui potenti, freschi, dolci e secchi vini greci, che dagli anni ?70 cercano di riposizionarsi all?interno del mercato mondiale del vino.

Tra i bianchi, per esempio, si distinguono: l?Assyrtiko, che si esprime al meglio nell?isola di Santorini; il vino prodotto dal vitigno Vilana, apprezzato principalmente nell?isola di Creta; il Roditis, prodotto in Macedonia, Tracia e nel Peloponneso; ed infine i vini Retsina, Moscatel e Savatiano. Tra i rossi abbiamo il vitigno Agiorgitiko, creato a Nemea, nel Peloponneso, uno dei più famosi del paese, che per l?intensità del suo colore e per il suo sapore penetrante si è meritato il titolo di ?sangue di Ercole“. Ma in Grecia si producono anche vini con uve francesi come la Cabernet Sauvignon, la Cabernet Franc (Cotes de Meliton, Macedonia), la Garnacha, la Syrah e la Chardonnay.

Cava versus Champagne

 TAGS:Mi chiedono di esprimere il mio parere sulla concorrenza tra Cava e Champagne e, a dir la verità, mi costa molta fatica esprimere un giudizio a riguardo.

Da un lato, perché è molto di più che una semplice discussione sui gusti, visto che dietro c?è anche tanta politica; e dall?altro, perché ci sono cava e champagne molto diversi tra loro, e diventa quindi difficile generalizzare.

Diciamo che, in linea di massima , non sono né per il cava né per lo champagne, così come non sono né per il bianco né per il rosso. Tutto dipende dalla circostanza, dalla voglia, dalla disponibilità economica…

Sia il Cava che lo Champagne vengono prodotti allo stesso modo, seguendo il metodo Champenoise o tradizionale, anche se ci sono delle cantine che, in entrambe i casi, utilizzano anche altri metodiesistenti.

Dapprima, il cava sembra la scelta migliore nel quotidiano ( a meno che ostriche e caviale non facciano parte del tuo quotidiano). Ci sono moltissimi cava tra i 3 ed i 6 euro di una qualità più che sufficiente per accompagnare un pasto in cui abbiamo voglia di bollicine. E non parliamo dei cava delle grandi cantine che abbiamo tutti in mente se non di cava come il l Xamfrà Brut 2005, che è un Brut abbastanza valido.

Nella fascia di prezzo successiva già ci troviamo di fronte a dei cava che fanno davvero la differenza. Tra i 6 e i 15 euro ce ne sono per tutti i gusti, ad un livello abbastanza alto. Qui si che le grandi cantine offrono grandi prodotti, come l?Anna de Codorníu Brut o il Cuvée Gran Reserva de Sumarroca ma anche cantine più piccole si contraddistinguono con cava come il Fuchs de Vidal Únic, che è eccezionale.

Il dilemma si propone a partire dai 20 euro, che è quando gli Champagne entrano davvero in competizione. E se da un lato ci sono dei cava che potrebbero reggere il confronto, come il Recaredo Turó d’en Mota 2000 o il Kripta, dall?altro è pur vero che in realtà la quantità e la qualità degli Champagne francesi oscura e schiaccia inesorabilmente qualsiasi altro spumante. Forse solo in Spagna ci si può permettere di fare il paragone ma già negli altri mercati internazionali, più aperti, è difficile che i cava di questa fascia di prezzo tengano testa ai più rinomati e conosciuti francesi.

In ogni modo, ciò non significa che i cava di gamma alta non abbiano alcun valore: si tratta semplicemente di una questione di gusti. I cava spagnoli come Ribera, Bierzo, Toro o Priorat, sono più potenti in bocca, più forti di sapore e con una maggior presenza di aromi. Ed hanno comunque molto successo. Mentre gli champagne francesi sono come i Bordeaux, sono vini molto delicati, terroir, con piccolissimi dettagli che gli conferiscono molta eleganza.

E questo è un punto a favore del cava. Proprio perché spesso e volentieri la sofisticheria degli Champagne non viene compresa da tutti a volte semplicemente perché si ha bisogno di un periodo di adattamento maggiore per riuscire davvero a sfruttare al meglio gli spumanti francesi; e spesso non si ha voglia di perdere tempo aspettando che l?olfatto si abitui cosicché si finisce per bere semplicemente un calice di un buon cava.

?Invidio? profondamente coloro che invece hanno l?olfatto allenato, gli intenditori, coloro che sono abituati per aver conosciuto e provato il meglio del meglio; loro, normalmente preferiscono su tutti loChampagne. Bene, è che non ci può essere solo il Ferrari, anche è Red Bull

Rioja, Rioja e Rioja

 TAGS:Il Rioja è il vino più venduto in Spagna, il più conosciuto all?estero ed il più chiacchierato; tuttavia, a volte non ci rendiamo conto che parlare di Rioja così in generale significa semplificare il tutto al punto di sminuire il vino stesso.

Infatti quando parliamo di Rioja ci riferiamo alle 3 sottozone che costituiscono la Denominazione di Origine e che tra di loro non hanno poi molto in comune:

La prima, in ordine alfabetico, è  la Rioja Alavesa. Sono ben 18 i municipi che ad Alava producono vino sotto questa denominazione, in una zona caratterizzata da un clima atlantico e da un terreno argilloso-calcareo. I vini qui prodotti hanno un?acidità equilibrata e l?area si presta bene sia per i rossi più tradizionali che per i bianchi più complessi.

Quella successiva è La Rioja Alta, anch?essa con un clima prevalentemente atlantico ma con una tipologia di terreno più varia: argilloso-calcareo, alluviale e argilloso-ferroso. I vini di questa zona sviluppano un?elevata acidità, per cui si prestano meglio all?invecchiamento in botte. I famosi Riserva e Gran Riserva vengono prodotti proprio nella Rioja Alta.

Infine ritroviamo la Rioja Baja, una zona dal clima mediterraneo e dal terreno prevalentemente alluviale, in cui i vini sono meno acidi e con una maggiore gradazione alcolica, più densi, più corposi; è quindi una zona ideale per produrre vini rosè dal sapore ricco nonchè rossi carnosi, più potenti e meno acidi rispetto agli altri vini della Denominazione.

Come sempre, vogliamo darvi un consiglio, in questo caso uno per ogni sottozona, anche se prima di comprare un vino vi raccomandiamo di dare un?occhiata anche ai consigli degli altri utenti di Uvinum. Vi sorprenderanno!

Riguardo alla Rioja Alavesa, scegliamo un bianco complesso, della Cantina Remelluri: il Remelluri Blanco 2007Non è un vino economico, tanto meno un vino che piace proprio a tutti, però è un bianco di altissima qualità che i più esperti continuano sempre ad analizzare proprio per la complessità e la ricchezza dei suoi aromi.

Invece riguardo alla Rioja Alta vi raccomandiamo un Riserva Speciale ad un prezzo per niente eccessivo: il Viña Ardanza Reserva Especial 2001, di un?ottima annata per i vini da invecchiamento e caratterizzato da un sapore che persiste in bocca per lungo tempo.

E per la Rioja Baja, il rosè. In questo caso il Preferido Rosado 2011 di Viña Herminia: un rosè dal sapore fantastico che accompagna perfettamente pietanze leggere, come insalate, sushi o riso. Buon appetito!

Vini ecologici

Nel nostro quotidiano si sta imponendo uno stile di vita sano facendo sì che il biologico o eco acquisiscano sempre più importanza. Ed il mondo del vino, sempre al passo con le tendenze, non ne è da meno.

I vini ecologici sono ormai una realtà e sono già fortemente presenti nei negozi e nei menù dei ristoranti di mezzo mondo. Ci sono alcune cantine che, sapendo il successo che questi prodotti ottengono, li inseriscono nelle annate più importanti.

Essendo coltivati e prodotti senza pesticidi né composti chimici, hanno maggiori proprietà sull?organismo rispetto ad altri tipi di vino, anche se ci sono vari produttori vinicoli che non sono totalmente d?accordo a riguardo e l?argomento desta sempre diverse polemiche.

Elaborazione e certificazione

Il vino ecologico si produce utilizzando le risorse naturali, senza prodotti chimici (fertilizzanti, insetticidi, pesticidi) che, a volte, possono lasciare dei residui nel vino. Si ottiene, quindi, un prodotto di maggiore qualità. Affinché il vigneto ottenga la garanzia per essere considerato ecologico, deve essere classificato da un organismo ufficiale che lo certifichi.

La sua importanza è tale che sono stati già fatti enormi passi nella ricerca sui vantaggi dei vini ecologici, così come è stato dimostrato da degli studiosi di Biochimica e Biologia Molecolare del Cancro dell?Università di Barcellona. Secondo tali ricerche, infatti, la somministrazione su animali del vino rosso ecologico Volvoreta, prodotto dalla cantina Viña Zangarrón della Denominazione di Origine Toro (Zamora), previene la comparsa dei tumori cancerogeni provocati chimicamente.

Alcuni vini ecologici

Piedra Luenga

A Cordoba si effettuano numerose ricerche proprio su come dare al vino le caratteristiche biologiche. La cantina Robles presenta una gamma di vini ecologici ricchissima: Piedra Luenga, è il primo vino ecologico certificato appartenente ad una Denominazione di Origine del sud della Spagna.

Genium Ecologico 2005

Le cantine Genium sono gli artefici di questo Genium Ecologico molto corposo, con aromi di frutti di bosco, un tocco di acidità al palato ed una garanzia di 100% ecologico.

Bronce Ecologico 2009

Il Bronce Ecologico 2009 ha un colore rosso granata, con venature bordeaux intenso. La cantina Insercasa ci delizia con questo vino dal sapore di frutta rossa. Consigliamo abbinarlo con carni rosse e formaggi stagionati.

Montesierra Ecologico Rosso 2007

Ed ora ecco un mio consiglio personale: il Montesierra Ecologico 2009, un rosso di Somontano ad un prezzo conveniente, ideale per lunghe cene con amici. Consistente, acre e pieno di aromi tutti da scoprire.

Languedoc-Rousillon, terra di vini

 TAGS:A causa di una crisi del settore agricolo, nel 1987 alcuni pionieri della zona organizzarono un?unione di viticoltori e crearono per le loro etichette una nuova identificazione: Vin de Pays d’Oc, un vino da tavola, regionale, con garanzia di qualità. Per riuscire a vendere i propri prodotti a prezzi accessibili, scommisero su varietà riconosciute a livello internazionale. In questo modo, attraverso nuovi metodi di raccolta e vinificazione, cominciarono a produrre varietà simili a quelle che già si consumavano sul mercato.

Sono ben 40 le Denominazioni di Origine che derivano dai vari tipi di terreno, clima, e vitigni di Languedoc-Roussillon. La stessa diversità che dà a questa regione il potere di convertirsi in una delle realtà di maggior sviluppo e potenziale di tutta la Francia. Ed è stata proprio la devozione messaci dai suoi abitanti nel turismo e nell?agricoltura a trasformare il sud del paese oggi rinomato per la varietà dei suoi prodotti e per l?arte culinaria. Tra i suoi ingredienti fondamentali ritroviamo l?olio d?oliva, l?aglio ed il basilico, insieme agli aromi delle erbe della gariga provenzale (?matorral?), come il timo, il rosmarino e l?alloro, che arricchiscono le specialità rurali e costiere della zona; per non parlare dell?estensione dei suoi vigneti, che rappresentano il 40% di tutte le coltivazioni francesi.

Sulla costa del Mediterraneo, da Nímes fino alle rive del fiume Aude, Languedoc si divide in sette zone: Coteaux du Languedoc, Minervois, Fitou, Malepére, Corbiéres, Cabardésy Limoux. La prima di esse, Coteaux du Languedoc, è riconosciuta come il luogo più antico di produzione di vino della Francia. Si distingue per i vini rossi, anche se vengono comunque prodotti dei rosati e dei bianchi. Minervois si trova tra il Canal du Midi a sud e la Montagna Nera a nord. I suoi rossi sono rustici ed è consigliato accompagnarli con carni rosse; mentre i suoi bianchi sono ideali da servire con i frutti di mare ed il pesce bianco.

C?è poi Fitou che si estende da Narbonne e Perpignan fino alle montagne di Corbiéres ed è, secondo gli storici, il luogo in cui i greci piantarono le prime viti. E? nota per la produzione di vini rossi corposi dagli aromi complessi, di spezie e frutti maturi. Infine Malepére, circondata dal Canal du Midi e dal fiume Aude, che si distingue per la produzione di rosati.

Con più di 23.000 ettari, Corbiéres include le città di Carcassonne, Narbonne, Perpignan e Quillan, e si divide in 11 zone, in base al tipo di terreno e alle condizioni climatiche. Il 90% dei suoi vini rossi sono giovani, leggeri e fruttati. Ben sei fiumi bagnano i versanti e le terrazze di Cabardés, verso la Montagna Nera e dominando la città di Carcassonne. Grazie alla sua posizione tra Languedoc e Bordeaux, tanto le varietà di uve dell?Atlantico (Merlot, Cabernet Sauvignon, Franc, Malbec e Fer Servadou) quanto quelle del Mediterraneo (Syrah e Grenache) qui crescono in maniera ottimale.

La storia narra che Tito Livio già 2.000 anni fa elogiava i vini bianchi di Limoux. In seguito, nel 1531, un monaco benedettino scoprì il processo naturale che trasforma i vini da normali a frizzanti, creando quindi il primo champagne del mondo, che oggi rappresenta il 95% della produzione della regione con il Blanquette de Limoux, il Crémant de Limoux ed il Blanquette Méthode Ancestrale. Quindi il Blanquette di Limoux, il brut più vecchio del mondo, è il risultato dell?unione di almeno un 90% di Mauzac completato con Chardonnay e Chenin.

Vini veneti

 TAGS:Il Veneto è la terza regione italiana per produzione di vino a denominazione di origine, sia per il vino rosso che per il vino bianco, dopo la Puglia e la Sicilia. La cultura della vite, in questa zona è stata orientata verso la produzione di grandi quantità di uve, la riduzione dei volumi e l?aumento delle quantità, permettendo così al vino veneto di farsi un nome, a livello mondiale. Anche se è pur vero che viene tuttora oscurato, in quanto a varietà e successo, dai vini della Toscana.

Le uve tradizionali della zona sono la Corvina veronese, la Rondinella e la Molinara. È molto utilizzata anche la Garganega e, in quantità minore, il Cortese, la Malvasia Toscana ed il Verduzzo. Vengono inoltre impiegati vitigni importanti come lo Chardonnay ed il Merlot.

Il Veneto ha anche un gruppo di vini di un unico vitigno e rari vini passiti; anche lo spumante del Veneto ha conquistato una parte molto importante del mercato italiano, grazie alle sue particolari caratteristiche: profumo leggermente aromatico e sapore non troppo secco. TAGS:

Riguardo all?abbinamento, lo spumante veneto è perfetto come aperitivo con qualsiasi tipo di portata. C?è da dire inoltre che, nonostante l?uva del Prosecco sia originaria del Friuli-Venezia Giulia, è proprio in Veneto, tra le colline della provincia di Treviso, che se ne ritrova un vitigno molto forte e vigoroso.

La maggior parte dei Prosecchi è costituita da vini tranquilli, anche se di solito quelli più apprezzati sono effervescenti e spumeggianti, dalle sfumature esotiche ed avvolgenti.

I vini rossi del Veneto hanno un sapore armonioso e vellutato, ideali quindi per accompagnare piatti di pasta; mentre i vini bianchi sono più strutturati ed hanno un sapore fruttato, per cui si abbinano molto bene con antipasti leggeri, pesce e riso.

Un consiglio sul Veneto ma che in generale ti può essere utile per scegliere qualsiasi vino italiano:

Siccome in molte regioni della penisola la zona originale di produzione del vino è andata sempre più espandendosi, oramai si fa una diversificazione tra questa zona originale, grazie all?aggiunta sull?etichetta della parola ?Classico?, e la zona nuova che porterà solamente il nome senza l?aggiunta della parola ?classico?. E quindi incontriamo: il Valpolicella Classico ed il Valpolicella, l?Amarone Classico e l?Amarone, il Chianti Classico ed il Chianti, e così via.

Se vuoi comprare un vino italiano, di una zona specifica, ma non conosci la cantina o il vino stesso, segui in linea di massima questo consiglio: scegli i vini sulla cui etichetta appare il nome della zona seguito dalla parola “Classico”, poichè solitamente si producono vini di maggiore qualità e ciò significa anche che proverai il sapore del vino così come quando ha cominciato a diventare famoso.

Anche se, come sempre, ogni vigneto è unico, ogni produttore è speciale ed ogni vino è diverso dall?altro. Per questo permettici di consigliarti 2 ottimi vini del Veneto:

 TAGS:Maculan Ferrata Chardonnay 2008Maculan Ferrata Chardonnay 2008

Fausto Maculan è il proprietario di questa giovane cantina che elabora uno dei vini bianchi più interessanti di tutto il territorio italiano.

 TAGS:Acquistare Maculan Ferrata Chardonnay 2008 15,35?


 TAGS:Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant'Urbano 2006Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant’Urbano 2006

Un Amarone della Valpolicella Classico, quindi più caro, che ha però un sapore ed una qualità tali, da farcene dimenticare il prezzo. Ti rimarrà impresso per tutta la vita.

Acquistare Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant'Urbano 2006 46,42?

Enoterapia, al di là del vino

 TAGS:L?esperienza di fare il bagno nel vino? Può essere un?idea affascinante…i massaggi a base di vino non sono una novità, anche se ora sono molto di moda, bensì risalgono all?epoca dei romani, grandi conoscitori delle proprietà che la vite ha sulla pelle.

Bere vino ti porta in altri mondi, attraverso i sapori e gli aromi dei vitigni in cui si produce ma potersi fare un bagno di vino è davvero un?esperienza rilassante e che rende più belli.

I benefici dell?uva sulla pelle

I massaggi con uva ed olio sono molto intensi ed offrono diversi vantaggi nella rivitalizzazione e nel ringiovanimento della pelle. La vite tonifica e compie un effetto antiossidante completo della superficie cutanea, rinforzando, in questo modo, il tessuto connettivo.

Quindi, il concetto dell?enoterapia si basa principalmente sull?utilizzo del vino, insieme ad altri derivati dell?uva, per creare diversi trattamenti cosmetici. Infatti, esistono trattamenti rilassanti, ringiovanenti, riducenti, ristrutturanti, tonificanti e per la circolazione, tutti a base di oli, creme ed ungenti vari. E? anche un regalo estremamente originale per tutti coloro che sono alla ricerca di nuove sensazioni.

Restituiscono alla pelle un aspetto più giovane e luminoso, donando vitalità, riattivando i sensi ed apportando un effetto antistress. E? che il vino è sinonimo di qualità della vita sotto tutti i punti di vista!

In importanti cantine, in centri millenari…

Le cantine più importanti si reinventano per offrire servizi esclusivi e sempre più particolari. Hotel-cantine, spa del vino, aree per trattamenti, piscine, massaggi al vino per due

Tra una visita ad un vigneto ed uno studio sulla produzione del vino, non c?è niente di meglio che rilassarsi in una spa e sperimentare l?enoterapia. Ciò è possibile, ad esempio, nell?Hotel Arzuaga, a Valladolid,nella regione spagnola di Castiglia e Leon, dove è possibile usufruire di una grande spa con prodotti ricavati direttamente nella zona in cui sono coltivati i propri vigneti. Tra i trattamenti wellness, il top è il Wine Spa Massage che comprende peeling con semi di uva, impacchi di vinaccia ed una finale esclusivo con bagno nel vino rosso.

E se ancora non dovesse bastare, c?è la cantina Finca la Estacada che offre tutte queste novità, con trattamenti di enoterapia in una spa di ben 160 metri quadrati. Una giornata di relax assicurato che si conclude nel migliore dei modi: consumando un buon bicchiere di vino, tra quelli prodotti in loco.