La regale tradizione dello spumante

 TAGS:Lo spumante, tipo di vino effervescente, è stata la risposta italiana allo Champagne francese ed ha creato una forte rivalità fin dalle sue origini. Questo tipo di bevanda si caratterizza, infatti, per la produzione di spuma, dovuta alla presenza all’interno della stessa di notevoli quantità di anidride carbonica che non viene aggiunta dall’esterno, bensì viene prodotta attraverso un processo di fermentazione.

Nel momento in cui si apre una bottiglia di spumante  il prodotto all’interno deve avere una sovrappressione non inferiore ai 3,5 bar (unità di misura della pressione) e la temperatura ambiente ideale dovrebbe essere quella di circa 20 gradi centigradi. Secondo la leggenda il primo tipo di vino effervescente, appunto lo Champagne, fu inventato nell’omonima regione francese nel XVII secolo. Il primo esempio di spumante italiano, invece, vide i suoi natali nel 1865 grazie alla dedizione ed al lavoro dei fratelli Gancia, che lo denominarono “champagne italiano” e lo ottennero a base di uve di Moscato che supponevano un costo minore rispetto a quello francese, nonché apparentemente un gusto superiore.

I metodi di produzione dello spumante sono essenzialmente 2. Il primo è definito metodo tradizionale o Champenoise. Questo metodo prevede la produzione degli spumanti attraverso l’utilizzo di vitigni neutri sia a bacca nera sia a bacca bianca. I più famosi vini prodotti in questo modo sono il Pinot Nero, il Pinot Bianco, il Pinot grigio e lo Chardonnay. Per quanto riguarda, invece, la produzione effettuata tramite il metodo Charmat essa prevede l’utilizzo di uve aromatiche come la malvasia e il brachetto. Oltre alla distinzione per il tipo di produzione, gli spumanti possono distinguersi anche in base  al residuo zuccherino, anche conosciuto come “dosaggio”.

Infatti, esistono vari tipi di gusto di spumante a seconda della quantità di zucchero che contengono. Gli spumanti prodotti col metodo classico sono principalmente brut ed extra brut (ovverossia secchi) mentre gli spumanti fabbricati tramite il metodo Charmat (e quindi più aromatizzati) sono prevalentemente dolci, come l’Asti Spumante o il Moscato d’Asti

Il consumo degli spumanti, sia dolci sia secchi, è frequente nelle celebrazioni di alcune cerimonie ed è solito avere luogo alla fine del pasto, una volta consumato il dolce.

Ecco i nostri suggerimenti di spumante:

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Ceretto Moscato d’Asti 2011, sapore dolce frizzante



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Cordon Negro Brut, un brut deciso

Merlot, un’uva soave ed elegante come una donna

 TAGS:L’uva Merlot nasce a Bordeaux (Francia).

Il Merlot è considerato, dopo il Cabernet Sauvignon, il vitigno più diffuso nel mondo. Il nome Merlot deriva dall’espressione francese “petit oiseau noir“, che si traduce in italiano come “merlo”, un uccellino che si nutre proprio col succo di queste uve; grazie alla similitudine tra il colore nero-blu del piumaggio di questo uccello ed i grappoli di questo vitigno, nasce il nome Merlot.

Gran parte dei vini più famosi di Francia vengono prodotti col Merlot ma c’è da dire che oramai con questo vitigno si producono vini anche in Italia, Spagna e parte dell’Europa e del Sud America (Cile e Argentina). I vini prodotti con il Merlot sono di solito di colore “rosso rubino intenso”, di una tonalità leggermente più chiara del Cabernet Sauvignon. Il colore può variare leggermente dalla zona, visto che in alcune aree quest’uva è di solito un po’ più scura e di conseguenza anche vini da essa ottenuti. I vini Merlot più chiari sono di solito anche più leggeri.

I vini Merlot più scuri sono anche i più vecchi, hanno aromi di mora, cassis, ribes, violetta, fumo, pepe e frutti rossi, a volte si può sentire anche un tocco di cannella e chiodi di garofano. Un Merlot è in bocca morbido con un’acidità molto bassa, ha grande finezza ed eleganza, e ciò è dovuto ai suoi tannini grassi solitamente molto vellutati.

Riconoscere un Merlot

Un vino Merlot può essere definito alla vista come un vino morbido ed elegante, di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei; chiaramente l’età è un fattore importante per il colore e la morbidezza e dev’essere sempre tenuto in conto. Anche al naso i suoi aromi sono morbidi e quasi sempre di frutti rossi. In bocca l’abbondante presenza di tannini ci ricorda le prugne.

L’abbinamento perfetto

Il Merlot è molto versatile per quanto riguarda l’abbinamento: può essere l’accompagnamento perfetto per piatti di legumi, frutta secca, verdure cotte o arrostite ma è anche ottimo con l’anatra e il coniglio. Anche il pesce e il Merlot si sposano bene, soprattutto se il pesce viene servito con salsa, ma va bene anche con stufati leggeri. I formaggi ideali per questo vino sono certamente quelli semistagionati.

Un Merlot va servito tra i 14 e i 16 gradi, se il vino è stato a lungo in bottiglia o in botte, senza mai dimenticare di decantarlo.

Come vedete, il Merlot non può proprio mancare in casa; grazie alla sua versatilità e al suo buon sapore, così come il suo rapporto qualità-prezzo, è uno dei migliori vini del mondo.

Le birre spagnole, tra siesta e fiesta

 TAGS:Ogni paese presenta delle caratteristiche culturali proprie. La birra è una di queste e, conosciuta come potente fattore di integrazione sociale, non si sottrae alle regole universali che la vogliono distinta di paese in paese. Nonostante le grandi tradizioni di birre di alta qualità siano principalmente quelle del Nord Europa come in Belgio, Olanda o Germania, in Spagna una diversa concezione del bere si è affermata ormai da molto tempo.

Prendere una birra con amici  al sole della Spagna è un rituale ormai consolidato da anni. In qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi città spagnola si consumano birre del posto, generalmente chiare e molto fresche. Consumare una birra in compagnia, è dunque una sorta di cerimonia collettiva in Spagna e poter assaporare una leggera Estrella Damm, una Moritz o una Alhambra è sempre un piacere.

Tutti i tipi di birre prodotte in Spagna hanno una gradazione alcolica che oscilla tra i 4 e gli 8 gradi. Solo le birre a doppio malto arrivano a una gradazione sotto i 10 gradi, a seconda del tipo di fermentazione, a volte calda, a volte fredda. Eppure la maniera di consumare birra in Spagna è unica e si riflette perfettamente nel tipo di vita degli spanoli.

Ir de cañas” è un vero e proprio atto culturale e sociale. Per cañas si intende la birra alla spina fresca, magari anche gelata, che si consuma in bicchieri da 25cl. Consumarla una dopo l’altra è tipico sia a mezzogiorno, sia dopo l’uscita dal lavoro e anche nelle famose notti della “movida”. Il sapore non eccessivamente corposo e la freschezza delle birre hanno contribuito a creare la famosa cultura da bar tipicamente iberica.

La tipica concezione spagnola di “siesta” pomeridiana e “fiesta” notturna viene, soprattutto in estate, alternata da frequenti libagioni di questo tipo di birre che, non essendo pesanti, dissetano e rinfrescano quasi come fossero acqua. Inoltrandosi poi nel profondo sud della Spagna, nella stupenda Andalusia, spesso le birre vengono servite con le famsoe “tapas”, piccoli assaggini di specialità locali, che rendono la degustazione della birra ancora più deliziosa.

Ecco due esempi di tipiche birre spagnole:

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Damm Inedit 75cl, una bionda fresca

 

 

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Moritz, piacere leggero

Grappa, un distillato unico

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La tradizione di distillati italiani non prevede solo il famoso aperitivo Martini o l’altrettanto conosciuto Amaretto di Saronno, ma è anche nota per la Grappa. Per Grappa si intende esclusivamente un distillato alcolico prodotto da vinacce nell’area geografica del Nord Italia, di San Marino e della Svizzera italiana.  Nonostante in altre nazioni esistano distillati simili tipo acquavite, il nome Grappa può essere assegnato solo se derivato dalle uve delle zone precedentemente citate. Il processo di produzione della grappa è particolare e segue un rituale molto preciso che rende il distillato unico.

Le origini della grappa risalgono, però, addirittura al 6º secolo avanti Cristo, quando in Mesopotamia venivano prodotti i primi esempi di acquavite. I processi di distillazione validi per quel tipo di bevanda sono poi in seguito stati modificati per adattarsi alla distillazione delle vinacce, tramite anche dei processi chimici.

Tuttavia la bevanda deve il suo grande successo alla nascita della distilleria Nardini in quel di Bassano del Grappa nel lontano 1779. Questa fabbrica segnó una vera e propria rivoluzione nella maniera di distillare i liquidi alcolici, tramite un processo di distillazione a vapore. Non vi è, infatti, dubbio che la grappa abbia preso il suo nome proprio dalla località nella quale la famiglia Nardini aveva deciso di aprire il proprio stabilimento.

Nella produzione della grappa il passo fondamentale è, una volta avvenuta la svinatura, la distillazione delle vinacce. Da lì in poi nascerà il prodotto finito, la cui gradazione alcolica oscilla tra i 37,5 e i 60%. Esistono vari tipi di grappa, a seconda della distillazione:

  • Giovane (non invecchiata)
  • Aromatica, che proviene da uve aromatiche come Moscato o Traminer aromatico
  • Invecchiata per almeno 12 mesi
  • Riserva Invecchiata o Stravecchia: stagionatura di almeno 18 mesi in legno sotto controllo
  • Aromatizzata, alla quale vengono aggiunti sapori di aromi naturali come erbe, frutti o radici.

Per bere la grappa esistono vari tipi di bicchieri. Generalmente si utilizza un tipo di bicchiere chiamato tulipe (per la sua forma a tulipano).

Suggeriamo due tipi di grappa di altà qualità:

 TAGS:Grappa NardiniGrappa Nardini

Grappa Nardini, sapore unico

 

 

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Francoli Grappa Ruta, gusto deciso

Quanto vino bere?

 TAGS:Quanto vino bere? Può essere una domanda la cui risposta sarà quasi sempre relativa e circostanziale. Ma possiamo farci un’idea a seconda dell’occasione per cui beviamo. Una delle “regole” è quella di berne tre bicchieri durante un meeting o una festa.

Per cominciare, si dovrebbe conoscere questa semplice equazione tra il rapporto bicchiere-bottiglia:

Un bicchiere di 125 ml, 6 bicchieri a bottiglia
Un bicchiere di 175 ml, 4 bicchieri a bottiglia
Un bicchiere di 250 ml, 3 bicchieri a bottiglia

Di solito si inizia con un bicchiere, il primo, all’arrivo alla riunione o festa; il secondo bicchiere di vino si beve all’inizio della cena o del pranzo mentre l’ultimo è quello per accompagnare il piatto finale o principale. Questa è una raccomandazione che potrebbe sembrare quasi di protocollo o una regola del galateo ma non si farebbe male a tenerla in considerazione.

C’è anche da tenere in conto che a volte si inizia con un cocktail ed vino arriva in un secondo momento, oppure si inizia con un brindisi di champagne o di spumante ed il vino è quindi riservato esclusivamente alla cena.

Quanto bevono gli uomini e quanto bevono le donne

Per l’uomo si può dire che può bere dai 3 ai 4 bicchieri di vino mentre le donne dai 2 ai 3. Non è una questione di maschilismo o di resistenza all’alcol. Si tratta di qualcosa di molto più semplice: del rapporto tra l’alcol e le dimensioni della persona; più si è piccoli, meno alcol si può tollerare. Inoltre, sembra sia stato testato che gli uomini metabolizzano l’alcool più rapidamente.

Quanto vino acquistare

Ora ci occupiamo dell’altra faccia della medaglia: quando compriamo del vino, quanto dobbiamo acquistarne? Se siamo noi i padroni di casa, un calcolo semplice è di 25 bottiglie di vino ogni 50 persone. Questa equazione è molto relativo, ma credo che dia un’idea abbastanza chiara di quanto vino bisogna avere per un party, un banchetto, un meeting o una cena.

Anche il fattore vino e gradazione alcolica può essere determinante quando si deve pensare alle quantità. I vini tendono ad essere tra i 12 e i 13 gradi di alcool. Quindi tenete conto di questo dettaglio al momento di misurare le quantità di vino che si pensa di bere.

Naturalmente queste sono regole e misure che vengono gestite in diversi modi; è ovvio che il limite sta sempre a voi fissarlo. Ma si deve ricordare che il consumo responsabile di alcol è un fattore determinante affinché possiate godervi al meglio una serata all’insegna del vino e della buona compagnia e, infine, allontanare dalla mente eventuali problemi di salute o di qualsiasi altra entità nella vostra vita.

Frasi sul vino

 - Che il vino ispiri ed abbia ispirato moltissime persone nel corso della storia è un fatto innegabile. Ciò fa parte della sua fama come bevanda legata alla cultura e all’arte.

E’ quindi normale che sia poeti, quanto scrittori e personaggi di livello mondiale abbiano trovato nel vino una musa ispiratrice e che gli abbiano dedicato affermazioni come quelle riportate qui di seguito. Vi presentiamo, infatti, una raccolta dei 25 aforismi sul vino più interessanti:

  1. “Un uomo sarà eloquente se gli viene offerto del buon vino.” ~ Ralph Waldo Emerson
  2. “Il vino è la cosa più civile del mondo“. ~ Ernest Hemingway
  3. “Per me, il buon vino è una necessità nella vita.” ~ Thomas Jefferson
  4. “La birra è fatta dagli uomini, il vino da Dio“. ~ Martin Luther King
  5. “Correte! Sto provando le stelle!” ~ Dom Perignon scoprendo lo Champagne 
  6. “Il vino rallegra il triste, ravviva il vecchio, ispira i giovani e fa sì chi i deboli dimentichino la loro debolezza.” ~ Lord Byron
  7. “Vino. La parte intellettuale del pasto.” ~ Alexander Dumas
  8. “Se il cibo è il corpo del buon vivere, il vino è la sua anima.” ~ Clifton Fadiman
  9. “Una bottiglia di buon vino, come una buona azione, brilla sempre nella memoria.” ~ Robert Louis Stevenson
  10. “Il bicchiere di vino è il Santo Graal in cui la verità della vita, se esiste, si ritrova.” ~ William Shakespeare
  11. “Un uomo rovinato da un periodo difficile vendette la sua collezione d’arte ma si tenne la sua cantina. Quando gli chiesero perché non vendeva il suo vino, rispose: un uomo può vivere senza arte, ma non senza cultura“. ~ Anonimo
  12. “Non appena l’ho provato, è passato dalla mia bocca al mio cuore.” ~ Abbe de Challieu dopo il suo primo sorso di Champagne.
  13. Il mio unico rimpianto nella mia vita è di non aver bevuto più Champagne“. ~ John Maynard Keynes
  14. “Bevi il vino, e dormirai bene. Dormi bene, e non farai peccato. Senza peccato, otterrai la salvezza. Ergo, bevi vino e otterrai la salvezza.” ~ Proverbio medievale tedesco.
  15. “In vino veritas – nel vino risiede la verità.” ~ Plinio il Vecchio
  16. “Il compromesso è per le relazioni, non per il vino.” Sir Robert Scott Caywood ~
  17. “Servi il vino senza ritegno o cautela. Non servirlo nei bicchieri, se non fino allo sfinimento. Servine quanto vuoi.” ~ Edmund Spenser
  18. “Non un uomo vecchio, ma mieloso, come il buon vino.” ~ Stephen Phillips
  19. “Non mi interessa dove va a finire l’acqua a meno che non sia vino. ‘” ~ G.K. Chesterton
  20. “Se Dio avesse voluto che il vino fosse proibito, lo avrebbe fatto così meraviglioso?” ~ Il Cardinale Richelieu
  21. “Il vino è la più igienica e la più sana delle bevande.” ~ Louis Pasteur
  22. “Non importa che la gioventù ti lasci amore e rose, perché con l’età otteniamo amici e vino.” ~ Thomas Moore
  23. “Sono astemio solo per la birra, non per lo Champagne. Non mi piace la birra.” ~ George Bernard Shaw
  24. “Datemi del vino per pulire le macchie che il tempo mi ha lasciato”. ~ Ralph Waldo Emerson
  25. “… Allora i ruscelli scorrebbero con il vino al posto dell’acqua e tutta la foresta sarebbe in festa per intere settimane.” ~ C. S. Lewis in “Il leone, la strega e l’armadio”.

Cosa fare quando finisce il vino?

 - Forse la domanda è formulata male; perché qualcuno potrebbe dire “facile, apri un’altra bottiglia“. Ma non è così. Ci riferiamo infatti a cos’è possibile fare con le bottiglie di vino vuote. Vi motivate?

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Innanzitutto con una bottiglia ci possiamo fare un candelabro. A questo scopo, quella più utilizzata è la bottiglia del Chianti ma avete pensato a queste altre opzioni?

 TAGS:Aggiungendo un cavo con una lampadina all’interno, così che la cera che man mano va sciogliendosi mostri i riflessi che arrivano, appunto, dall’interno.

Con una lampadina all’interno, a mo’ di lampada.
Con la bottiglia tagliata, come degli eleganti candelabri.
Con un supporto da parete, tipo torcia,  per illuminare un passaggio.

Come vedete, ci sono diversi modi per integrare con successo una bottiglia e trasformarla in una lampada. Ci vuole solo un po’ di fantasia e molte ore di lavoro (così come un attrezzo adatto a tagliare il vetro).

Personalmente, la mia opzione preferita è quella di farne delle lampadine di Natale, ma dopo che ci fai? Non sono un po’ troppo delicate per conservarle tutto il resto dell’anno? TAGS:

 TAGS:Inoltre, possiamo anche fare che la bottiglia rimane a contatto con il vino, ma questa volta come bicchiere.

Sorprendentemente, nel caso del bicchiere, il creatore ci assicura che non è stato utilizzato nessuno strumento per tagliare le bottiglie, se non una piccola candela, che riscalda la bottiglia così lentamente che anziché rompersi si scioglie. Naturalmente, lo consigliamo a chi ha abbastanza pazienza.

E se si tratta di bere, possiamo preparare alcuni bevitori molto curiosi, sia per gli animali che per le piante. In questo caso, un palloncino attaccato al collo della bottiglia, con un piccolo foro, può diventare perfettamente un dosatore, ottenendo così che il liquido continui a fluire dalla bottiglia.

Che ve ne pare? Diamo una seconda possibilità alle bottiglia di vino?

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25 consigli per degustare il vino

 TAGS:Ora che vi siete lanciati alla scoperta del mondo del vino, cominciate a distinguere le uve, gli aromi… Magari avete anche scritto alcune note di degustazione sul blog di Uvinum da condividere con altri utenti, ma ancora non avete abbastanza dimestichezza o sicurezza? “No problem”. Vi offriamo 25 consigli per la degustazione affinché miglioriate nell’assaggiare il vino. Li conoscete tutti?

  1. Generalmente, la temperatura di servizio del vino bianco è inferiore a quella del vino rosso.
  2. La sostanza del vino che rende secche le gengive è rappresentata dai tannini, che provengono dalle bucce, dai semi e dagli steli delle uve. Di solito si trovano solo nei vini rossi e rappresentano un ottimo antiossidante. Di solito sono praticamente la maggior parte dei sedimenti presenti sul fondo della bottiglia.
  3. I vini, sia bianchi che rossi, di solito offrono tonalità più scure se provengono dai vigneti delle zone calde.
  4. Con l’età, i vini rossi solitamente perdono colore e tendono ad assumere tonalità sul marroncino. Al contrario, i bianchi tendono a ravvivare il loro colore, verso il dorato. In entrambw i casi, però, il vino perde lucentezza.
  5. Non fate mai degustare un vino ad un enofobo: questo è il nome che hanno coloro che odiano o hanno paura del vino.
  6. Dopo la degustazione… Le donne che consumano 2 bicchieri di vino al giorno hanno una vita sessuale migliore rispetto a quelle che non ne bevono, secondo uno studio tutto italiano.
  7. Il profumo di un vino giovane si chiama “aroma“, mentre nei vini invecchiati è chiamato “bouquet“.
  8. Poiché la degustazione dei vini si basa soprattutto sugli aromi, le donne sono tendenzialmente più predisposte alla degustazione perché, soprattutto durante il loro periodo fertile, hanno un migliore senso dell’olfatto rispetto agli uomini.
  9. Il colore dei vini rossi proviene dalla buccia dell’uva, che sta in contatto con il mosto durante il processo della miscelatura. I vini bianchi, invece, normalmente non vengono macerati con le bucce.
  10. Gli assaggiatori solitamente agitano il calice con movimenti circolari per mescolare il vino e far sprigionare gli aromi. È buona abitudine non riempire più di 1/3 del calice,  in modo da generare aromi sufficienti senza però correre il rischio di far fuoriuscire il vino.
  11. La maggior parte del vino viene servito in un bicchiere con una curva che si chiude verso il bicchiere stesso, affinché gli aromi rimangano nel calice. In questo modo le coppe, aprendosi, sprigionano gli aromi.
  12. Più sottile è il vetro del bicchiere, migliore è la degustazione.
  13. Quando assaggiate un vino, trattenetelo qualche istante in bocca prima di deglutirlo o, meglio ancora, sputatelo (in una sputacchiera). Aspettate un po’ prima di degustarne un altro in modo da poter valutare il suo retrogusto.
  14. Un vino che sa di acqua viene detto “diluito“. Potrebbe essere stato prodotto con uve raccolte durante una tormenta.
  15. Il posto peggiore per conservare il vino è probabilmente la cucina, che di solito è troppo calda per il vino. E tantomeno il frigorifero: anche al livello più basso, infatti, è troppo freddo per conservare il vino.
  16. Per abbinare vino e cibo, pensate alla sinergia o al “terzo sapore”: è un sapore diverso da quello offerto da ciascuno di essi separatamente.
  17. I cibi più gustosi e potenti, di solito vanno bene con vini altrettanto gustosi e potenti; mentre i cibi più morbidi e leggeri, con i vini più morbidi e leggeri.
  18. In una degustazione, è sempre meglio iniziare con i vini più leggeri, seguiti da quelli più potenti, per terminare poi con i vini dolci. Così il vino precedente non coprirà il sapore del vino successivo.
  19. L’annata non indica l’anno in cui il vino è stato imbottigliato, bensì l’anno in cui è stato prodotto ed in cui è stata raccolta l’uva.
  20. C’è un modo giusto ed uno sbagliato per tenere un bicchiere di vino. Il bicchiere di vino deve essere tenuto dalla base e non dal vetro, per non alterare la temperatura del vino.
  21. La “muffa nobile” (Botrytis cinerea) è un fungo benigno che può aiutare a creare alcuni dei migliori vini dolci del mondo.
  22. Non tutti i vini migliorano con il tempo. In realtà, la maggior parte sono venduti pronti per essere già consumati e non hanno un grande potenziale di invecchiamento. Solo pochi eletti possono durare per più di un decennio.
  23. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sentire l’odore del tappo fornisce poche informazioni sul vino. Non sprecateci tempo più di tanto.
  24. Le donne, di norma, reggono meno il vino perché hanno una minore quantità di enzimi digestivi necessari per un’adeguata metabolizzazione dell’alcol.
  25. La parola “terroir” designa, a rigor di termini, il tipo di terreno in cui sono sono state coltivate le viti utilizzate nella produzione del vino. In un senso più ampio, si tratta della combinazione tra il tipo di suolo, il clima, il grado di pendenza e l’esposizione al sole. Ogni “terroir” è quindi unico.

 

Lo Spritz. L’ aperitivo alla moda

 - Pochi sanno che il gettonatissimo Spritz, aperitivo in voga in Italia e non solo, ebbe i suoi natali durante l’occupazione austriaca della Serenissima Repubblica di Venezia, avvenuta nel XVIII secolo. Il termine “Spritz” viene infatti dal tedesco e significa “spruzzare”, probabilmente in riferimento alla tecnica di allungare il vino bianco con l’acqua.

Varie modifiche sono poi apportate a questa bevanda fino ad arrivare alla versione attuale che ha preso piede un po’ dovunque. La variante odierna dello Spritz è composta da vino bianco secco allungato con acqua e un bitter (Campari o Aperol) che conferisce alla bevanda un colore rosso arancio.

Ideale da consumare con stuzzichini, formaggi, affettati o patatine, lo Spritz ha ormai assunto i connotati di un vero e proprio rito sociale, vista la sua diffusione. E’ frequente, infatti, che la gente che esce dal lavoro vadi al bar e prenda non più “l’aperitivo” bensì lo “Spritz”, il quale viene inteso come un momento della giornata in cui ci si rilassa dallo stress lavorativo grazie a un alcolico leggero e fresco.

Partendo dal Veneto la cultura dello Spritz si è imposta in tutta Italia, ma non solo. E’ frequente vedere anche in città straniere locali che propongono questo aperitivo. Come, ad esempio, a Barcellona, dove la comunità italiana è tra le più numerose. Lo Spritz si impone anche all’estero come tipica bevanda italiana per prepararsi alla cena ed attrae sempre più persone incuriosite dal suo sapore particolare.

In qualità di aperitivo vero e proprio lo Spritz viene spesso accompagnato da stuzzichini come arachidi, patatine o tramezzini ripieni. Nonostante tutto la sua universalità lo ha imposto anche come bevanda alcolica notturna. E’, infatti, facile vedere gente consumare Spritz durante serate o feste, dalle più esclusive alle più semplici.

Lo Spritz è ormai una bevanda che ha varcato i confini italiani per espandersi in tutto il mondo. E non è più solamente una bevanda alcolica per accompagnare i momenti di svago, bensì assurge a fenomeno culturale vero e proprio.

Per preparare il miglior Spritz, raccomandiamo i seguenti prodotti:

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Campari, il bitter per eccellenza

 

 

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Lamberti Santepietre Pinot Grigio Delle Venezie Igt 2008, un bianco gustoso

“Erogatori” di Vino

 TAGS:Il mercato del vino sta dando un segnale della propria capacità per continuare ad aprire ulteriormente il mercato. Se di recente si è parlato del vino in tanica o dei distributori automatici di vino, in questo momento la vera e propria novità sta negli erogatori di vino.

Gli erogatori di vino sono delle macchine con delle pompe che, come potete vedere nella foto, ci permettono di riempire le bottiglie con vino all’ingrosso. Sono ecologici e probabilmente più economici. In Francia potete già vederli in alcune catene di supermercati.

Che ne pensate? Comprereste questo tipo di vino? Che marca vi piacerebbe acquistare all’ingrosso?