Come degustare il vino pur non essendo sommelier

 TAGS:Tutti noi che apprezziamo il vino e che subiamo il fascino delle sue doti e del suo squisito sapore, siamo un pò degli inconsapevoli sommelier. I sensi utilizzati per degustarlo sono la vista, l?olfatto ed il gusto, e questi sensi non sono un?esclusiva di un assaggiatore o di un sommelier. E se da un lato è vero che per essere un degustatore esperto ci vogliono anni ed anni di esperienza ed una competenza che si raggiunge solo grazie allo studio, dall?altro è anche vero che per avere una conoscenza basilare sulla degustazione del vino può bastare un semplice interessamento ed un consumo costate del vino stesso.

Come abbiamo detto all?inizio, i punti fondamentali per la degustazione del vino risiedono nel buon uso dei 3 sensi (vista, olfatto e gusto). Cominciando da quì, potremo raggiungere una degustazione del vino con ottimi risultati.

  • Prendere sempre il calice dalla base e portarlo all?altezza degli occhi, cosicchè possiamo osservare il colore, la lucentezza e la nitidezza del vino. Muovendo il calice possiamo notare le cosiddette ?lacrime? che il vino lascia sul bicchiere in modo da determinarne il grado alcolico.
  • Anche l?olfatto svolge un ruolo fondamentale nella degustazione: introducendo leggermente il naso nel calice, potremo percepire gli aromi chiamati rispettivamente primari, secondari e terziari, agitando dolcemente il calice per ampliare i suddetti aromi.
  • E forse la parte più cruciale della degustazione sta nell?assaggiare il vino: mettere alla prova il senso del gusto, muovendo il vino in tutta la nostra bocca senza lasciar fuoriuscire l?aria in essa contenuta. Quello del sapore e della corposità è uno dei punti più importanti.

Descrivere la degustazione del vino può sembrare persino facile ma senza una conoscenza appopriata i passaggi sopra elencati non serviranno a niente perchè, come in tutte le cose, l?e sperienza è molto importante ed il tempo può essere nostro alleato in questo intento. Ogni qualvolta beviamo un vino teniamo sempre presenti questi dettagli e mettiamoli in pratica con vini che hanno caratteristiche simili perchè ciò ci aiuterà ad avere dei termini di paragone tra un vino e l?altro.

Può esserci inoltre di aiuto assorbire il più possibile notizie a riguardo attraverso i vari mezzi di informazione, così come sapere le caratteristiche basilari del vino che si sta assaggiando; ciò sarà un punto a nostro favore per la degustazione del vino. Farlo in maniera amatoriale e per soddisfazione personale può essere un buon inizio per entrare nell?affascinante mondo dei vini. Ti associ?

Gli aromi delle uve bianche

Vino blancoLe domande più comuni da parte di coloro che si avvicinano al mondo della degustazione riguardano gli aromi del vino. Che odore ha questo vino? Di che sa? Qualsiasi sia il suo odore, è buono o cattivo?
Se a volte ti è capitato di vedere nei film la classica scena in cui l?intenditore è capace di indovinare l?annata, l?uva, la zona, la marca e persino che quell?anno il guardiano della tenuta aveva avuto il raffreddore ad ottobre, è inevitabile che ti senta frustrato quando ti ritrovi ad odorare un vino e non riesci ad identificare assolutamente niente. Poichè all?inizio, la cosa più normale che ti possa capitare è di non riuscire nemmeno a capire che odore abbia esattamente il vino che stai provando.

Nel mio caso, il percorso è stato abbastanza naturale. Provavo un vino e, se mi piaceva, guardavo l?etichetta e cercavo di ricordarne il nome. In seguito, mi concentravo di più sul tipo di uva. Nei vini monovarietali, a poco a poco notavo delle somiglianze tra, ad esempio, uno Chardonnay ed un altro vino della stessa uva. E così mano a mano imparavo gli aromi che ogni uva emanava.
Non ero capace di dare un nome all?aroma, ma sapevo già fare la differenza tra un Macabeo e un Riesling.

Consiglio sempre di cominciare a degustare i vini bianchi, perchè hanno una gamma di aromi più variegati tra loro (floreale, fruttato, erbe, miele…) rispetto ai vini rossi, che per di più possono includere gli aromi dell?invecchiamento in botte.

Alla fine, ad un corso di degustazione mi hanno dato i nomi adeguati alle impressioni che percepivo. E così hanno cominciato a considerarmi come sommelier anche se, in realtà, a me piace pensare di essere solo un innamorato del vino.

Sono diversi gli odori delle uve? Sì, così come sono diversi i pomodori San Marzano da quelli ?ramati?; però se li mangi insieme, mischiati nella salsa, ti sarà difficile riuscire a distinguerli . Se sei interessato ad apprendere l?arte della degustazione, prova a cominciare dai vini monovarietali, in modo da imparare a riconoscere ogni uva separatamente.

Indipendentemente da che odore abbia, è buono o cattivo? Dipende se a te piace questo aroma o meno. Ci sono vini bianchi molto fedeli all?aroma generale dell?uva, perchè evidentemente la cantina vuole portare la suddetta uva alla sua massima espressione; però ci sono anche altre cantine (o i suoi enologi) che fanno vini completamente diversi, e per i quali si fa fatica a riconoscerne l?uva, poichè vogliono mettere in risalto il fatto che i propri vigneti siano unici e diversi o che siano capaci di conseguire nuovi aromi nella medesima varità. Va bene tutto purchè ti piaccia il risultato.

Di cosa dovrebbe odorare un vino bianco? E chi lo sa. Nel corso del tempo sono stati fissati dei modelli di aromi che sono solitamente presenti in ogni tipo di uva. Anche se un Traminer aromatico coltivato a La Mancia non è uguale a quello coltivato in Austria.
Incluso nello stesso vigneto, i vini variano i loro aromi poichè i vitigni invecchiano ed i fattori esterni cambiano (riscaldamento globale, nueve tecniche di pigiatura, i contributi degli enologi?).

Infine, bisogna tener presente che non avrà lo stesso odore un vino raccolto quando l?uva è verde da quando l?uva è passa. Logico, vero?

Il modello per le uve bianche è, più o meno, il seguente:

  • Chardonnay: Mela verde, limone, pompelmo, ananas, melone, banana…
  • Riesling: Mela verde, agrumi, mela cotogna, affumicati, speziati, petrolio…
  • Traminer: Rosa, gardenia, litchi, mango, pesca…
  • Macabeo / Viura: Frutta verde, mela, fiori bianchi…
  • Zibibbo / Moscato: Esistono molte varietà di aromi di moscato. Inoltre, quando si tratta di vini monovarietali, si è soliti utilizzare l?uva tardiva: frutta glassata, miele, petali di rosa secchi, fiori d?arancio, pesche sciroppate…
  • Sauvignon Blanc: Frutta matura, affumicati, asparago, pepe verde, maracuya…
  • Albariño: Miele, albicocca, floreali…
  • Airén: Banana, pigna, fieno, orzo, spigo…
  • Malvasia: Frutta bianca, limone, pesca, prugna…
  • Palomino: Lime, mandorle amare, anice, sali, balsami…
  • Verdejo: Frutta bianca, erba verde, mango, melone, finocchio…

Ê possibile che il vino di una di queste uve odori di qualcos?altro? Certo che sì. Per di più, il nome dell?odore dev?essere di ciò che a te ricorda l?odore stesso. In alcune note di degustazione si possono leggere aromi come “rugiada di una mattina di ottobre”, “lenzuola appena stese”, “mela rossa tagliata in due”, “panificio a pieno regime”…Sembrano assurdi, ma se li leggi attentamente di sicuro ti ricorderanno degli aromi.

Come sappiamo se un vino che odora di mela è Chardonnay, Riesling, Macabeo, Albariño o di un?altra uva? Bene, gli aromi non sono esclusivi. Lo stesso vino presenta vari aromi alla volta, cosicchè proveremo ad identificare altri aromi nel calice che ci aiutino a prendere una decisione. Più che un consiglio, un dovere per chi ama il vino: provare, provare, provare e provare…

Vini portoghesi

Vinhos verdesOggi cercheremo di scoprire qualcosa di più sui vini del Portogallo, senza fare riferimenti all?Oporto, che merita un discorso a parte.

C?è qualcos?altro oltre all?Oporto?

Il vino del Portogallo è, soprattutto, eterogeneo. Non c?è niente in comune tra il vinho verde e l?Alentejo, nè tra l?alvarinho portoghese e quello gagliego, nè tantomeno tra il vino di Madeira e qualsiasi altra cosa.

Nel nord si producono, fondamentalmente, vini blanchi, sulle rive del Minho e del Douro (Miño e Duero), con reminiscenze ai vini gaglieghi sia pure per il clima e per il modo di lavorare le uve. Tra le varietà di uve più conosciute abbiamo Verdelho, Avesso, Moscato di Alessandria e Alvarinho. Si distinguono poi il Vinho verde e l?Alvarinho.

La differenza più importante tra i due sta nel momento della raccolta dell?uva e nell?invecchiamento. Il vinho verde è di un?uva più giovane (da qui il suo nome), con una gradazione alcolica minore ed una maggiore concentrazione naturale carbonica, per cui questo vino è solitamente acquoso (ma non troppo). Come ad esempio il Quinta do Ferro Avesso, un gioiellino ad un prezzo economico. L?alvarinho, al contrario, viene di solito da uve mature e passa attraverso la botte, ragion per cui, in generale, ha una tonalità più dorata ed un sapore meno mieloso rispetto all?albariño gallego.

Al centro del Portogallo c?è una zona che si distingue per la qualità dei suoi vini rossiÊ la regione dell?Alentejo. Si sta facendo riconoscere sempre di più, in parte per gli investimenti che grandi cantine a livello mondiale hanno fatto nella zona (Chateâu Lafitte furono i primi, più di dieci anni fa), ed in parte perchè il Portogallo si è reso sempre più conto che non tutti i vini sono Porto.

Un produttore di vini ad Oporto sa bene che la sua unica preoccupazione è quella di produrre un vino semplicemente buono, perchè non gli mancheranno compratori che gli si avvicineranno per l?acquisto. Quando i produttori dell?Alentejo si sono resi conto che per loro non sarebbe stato così facile, iniziarono ad esporre i propri vini a mercati più aperti, cominciando da Lisbona e Londra, i più ricettivi, ed ampliando il mercato poco a poco. Ci sono dei vini che sono riusciti ad entrare nella lista degli ?immancabili?, come l?Esporao, il Quinta do Carmo o il Marques do Barbo, ma in generale qualsiasi vino alentejano è pronto a sorprenderci piacevolmente. Le uve più comuni sono la Trincadeira e la Aragonese, meglio conosciuta in Spagna come Tempranillo, sebbene produca aromi peculiari in questa regione, più aromatica, corposa, golosa, ampia.

Rimane il sud. Questo sud insulare chiamato Madeira. A Madeira si coltivano un?infinità di vitigni differenti, alcuni esclusivi in tutto il mondo, come il Negra Mole, il Boal, Malvasía, Verdelho, Sercial ed il Terrantez. Sono tutti vini ?muti? ossia ai quali è stato aggiunto dell?alcol.

Questa pratica ebbe inizio durante la guerra dei cent?anni, tra la Francia ed il Regno Unito. In Inghilterra rimasero senza vino proveniente dalla Borgogna, a causa della guerra, e si dovettero trovare delle alternative, soprattutto a Jerez,ad Oporto e nella stessa Madeira. Affinchè il vino sopportasse il lungo tragitto in nave si decise di aggiungerci dell?alcol come conservante, e fu propio questa tradizione a renderli i vini speciali che sono oggi.

Hanno anche un particolare sapore tostato dovuto all?uso del fuoco per riscaldare le botti in cui venivano invecchiati. Anche se sappiamo che il vino può essere utilizzato nella preparazione di salse, ci sono dei vini di Madeira che sarebbe un sacrilegio mischiare in una padella. Come lo strepitoso Madeira H&H 15 anni.

Tutto ciò senza nemmeno aver parlato di Oporto…

Di dov’è il vino?

BacoMolti sono i paesi che hanno un liquore nazionale da innalzare con orgoglio: la Russia e la sua vodka, il Messico e la sua Tequila, la Scozia ed il suo whisky, il Perú ed il suo pisco, e tanti altri ancora; ma chi dovrebbe sentirsi orgoglioso per il vino? In quale paese o cultura è stato inventato? La risposta è alquanto polemica e controversa; la culla del vino non è poi così chiara e si basa su molte supposizioni che non fanno luce sulla sua effettiva provenienza.

La storia racconta

È noto che la nascita del vino avvenne durante il neolitico (l?etá della pietra), le prime tracce di ció che potrebbe essere chiamato ?vino? furono trovate sui Monti Zagros (oggi Armenia, Georgia e Iran), in cui vennero ritrovate due prove che metterebbero luce sulla culla del vino. Furono rinvenuti resti di viti e pezzi di ceramica di ciò che potrebbe essere il primo vino della storia, giacchè suddeta ceramica risale all?anno 5400 a. C.

Il successivo ritrovamento storico di vino avvenne più ad occidente rispetto al primo, ossia in Grecia, la cui civiltà possiede la prima documentazione sul vino chiamata ?Le opere e i giorni?, del poeta greco Esiodo (VIII secolo a. C); in questo documento storico infatti si narra della raccolta e della pigiatura dell?uva, il cui risultato veniva poi consumato con acqua e conservato in ghirbe di capra. Si hanno inoltre notizie del vino in questa epoca anche in Egitto e nella famosa oasi Bahariya. Si dice che Giulio Cesare fu colui che introdusse il vino nell?impero romano dall?Egitto, paese che già dominava la viticultura.

In Cina si narra che gli antichi abitanti dell?oriente dominassero l?arte della fermentazione dell?uva, circa 4 mila anni fa. Il vino divenne poi conosciuto ai più all?inizio del cristianesimo, poichè la Bibbia è uno dei testi antichi in cui più si parla di esso. Attraverso il Dio Bacco i romani ed i greci adoravano la divinità e tutto ciò che rappresentava, e tra ciò che rappresentava c?era proprio il vino.

Come vedete l?origine del vino non è poi così chiara, la paternità risiede tra egiziani, cinesi, greci ed alcuni paesi del medioriente, e purtroppo non si possono effettuare prove del DNA, ma ciò che è evidente è che da qualsiasi parte esso provenga, è la bevanda più importante di tutta la storia e su questo non si discute.

Imparare ad odorare un vino

 TAGS:Uno dei sensi presenti nella degustazione di un vino è l?olfatto. L?olfatto dev?essere ben allenato affinchè la fase olfattiva dei vini durante la dedustazione sia soddisfacente, ma non è un risultato che si raggiunge essendo un semplice affezionato o avendo annusato un paio di vini. Dato che l?unico modo per allenarsi è quello di annusare in continuazione, è importante sapere quali sono gli aromi che dobbiamo tener presenti per fare pratica e, appurato ciò, esercitarsi in continuazione.

La maggior parte degli odori da sperimentare sono presenti nella nostra vita quotidiana, per tanto l?allenamento non richiede grandi complicazioni, al contrario può essere davvero semplice se si ha costanza e concentrazione: basta prestare un pò di attenzione a ciò che possiamo annusare in casa, all?aria aperta e principalmente in cucina.

Non dobbiamo dimenticare che con un respiro normale è possibile sentire gli aromi, ma in maniera molto attenuata, per cui ci conviene effettuare respiri lunghi e profondi, e prestare molta attenzione. Ê inoltre importante non ripeterli più di 2 o 3 volte, per non affaticare l?olfatto. Per inizire ad esercitarvi vi proponiamo una guida pratica ai diversi odori che dovremmo essere capaci di riconoscere. Buon allenamento!

  • Gli odori essenziali: questo tipo di odore lo classificheremo in chimico, floreale, fruttato e vegetale in generale, si devono poi includere in questi ultimi le erbe e le spezie.
  • Gli odori chimici: sono l?acido acetico (aceto), l?acetato di etile (smalto per unghie e acetone), diacetile (l?aroma della margarina, molto simile a quello del burro), anidride solforosa (ricorda le uova marce), alcol etilico o etanolo.
  • Gli odori floreali: rosa, viola, gelsomino, geranio, zagara, tutti abbastanza ben identificabili.
  • Gli odori fruttati: mela verde e rossa, pesca, pera, limone, pompelmo, ananas, frutti di bosco, banana, uva, prugna, ciliegia, tutta la frutta fresca e poi cucinata.
  • Gli odori vegetali: aglio, cipolla, peperone e peperoncino, asparago, olive verdi e nere, funghi, erba appena tagliata e secca, eucalipto.
  • Infine, gli odori di erbe e spezie: cannella, chiodi di garofano, pepe, menta.

La temperatura ideale per bere il vino

 TAGS:La temperatura del vino è un tema antico e controverso così come la credenza popolare che il vino bianco si beva più freddo del vino rosso, ma qual?è la temperatura esatta per poter degustare il vino in tutto il suo splendore? Di seguito cercheremo di risolvere questo ed altri interrogativi.

Di solito i vini vengono conservati nelle cantine o nei luoghi più freschi della casa, luoghi che potrebbero raggiungere gli 11 gradi centigradi, tenendo in conto que la temperatura normale dell?ambiente oscilla tra i 18 ed i 25 gradi centigradi. Questi dettagli climatici rendono le cose ancor più complicate in quanto tutto dipenderà da dove si trova e che stagione dell?anno è, in modo da aprire un ventaglio infinito di alternative sui vari climi che rendono impossibile ottenere una temperatura ben precisa.

La temperatura nei vini rossi

I vini rossi si devono bere a quella che viene detta temperatura ambiente, cioè, tra 16 e 18 gradi centigradi, in quanto questa temperatura aiuterà a mantenere il gusto, l?aroma e la corposità del vino.

Tuttavia:

  • Se il vino rosso in questione è giovane la temperatura ideale sarà più bassa, trea 12 e 15 gradi centigradi, cosicchè potremo assaporarne la freschezza nonchè alcune tonalità floreali o fruttate nel caso in cui ci siano.
  • Se ci ritroviamo tra le mani un vino da selezione, la temperatura ideale dovrà essere tra 16 e 18 gradi centigradi, in modo da apprezarne il bouquet il meglio possibile.
  • Se è un vino di grande annata potrebbe essere consumato fino a 20 gradi centigradi, ma molto dipende dal tipo di origine del vino.

La temperatura nei vini bianchi

I vini bianchi si degustano senza dubbio meglio freddi, più dei vini rossi. Però, così come nel caso dei vini rossi, esistono diverse varietà specifiche di vini bianchi. Se il bianco che beviamo è un bianco giovane allora l?ideale è degustarlo a meno di 10 gradi centigradi, fino a 7 o 8 gradi è l?ideale, in modo da risaltarne gli aromi senza però arrivare a denudarne l?acidità o il gusto alcolico.

Se il vino bianco è un semisecco potremmo berlo fino a 6 gradi centigradi, in modo da metterne in risalto la sua morbida dolcezza ed il suo gusto fruttato. I vini bianchi fini si degustano ottimamente a 10 gradi centigradi, tra i quali citiamo i vini ?manzanilla?.

Un discorso a parte meritano i vini rosato, che devono essere preferibilmente bevuti sotto gli 8 gradi centigradi ma mai sotto i 6. Per gli spumanti la temperatura raccomandata è tra i 5 ed i 7 gradi centigradi.

I 10 miti del vino

Miti e leggende urbane ci traggono continuamente in inganno. Fino alla degustazione di Parigi del 1976, nelle menti degli enofili viveva ancora il mito che la Francia fosse l?unico paese a poter produrre vini di alta qualità. Forse sorriderai su alcuni dei miti elencati di seguito, ma alcune persone ancora ci cascano. Cerchiamo quindi di fare un pò di chiarezza. TAGS:

10. La frutta utilizzata per descrivere il vino è stata utilizzata per farlo

A meno che non stia comprando un vino elaborato con un tipo di frutta che non sia l?uva, il vino è fatto con il tipo di uva dell?etichetta e non a base della frutta che viene utilizzata per descriverlo (per esempio, ciliegia nera, fragola, kiwi). E? come per i sapori artificiali, cioè hanno un sapore simile a quello copiato ma non contengono realmente l?ingrediente vero e proprio. Quindi quando vedi sull?etichetta “tocchi di lampone, ciliegia e vaniglia”, significa che il produttore sta semplicemente descrivendo il sapore del vino comparandolo a questi componenti, che però non sono stati realmente impiegati nella produzione del vino stesso.

9. C?è bisogno di un calice diverso per ogni tipo di vino
Anche questo è un mito che è stato sfatato già da molto tempo. Ci vuole un calice a forma di tulipano o con gli estrattori verso la parte superiore per concentrare l?aroma nella narice, ma non sono necessarie altre forme per portare il vino nei diversi punti della lingua o arieggiarlo più rapidamente. Procurati un buon set di calici (Riedel Ouverture Calice Rosso, Zinfandel o quelli senza stelo O Riedel) e salva spazio nella tua credenza!

8. Non puoi invecchiare vini sigillati con un altro tappo

In realtà i dati dimostrano che i tappi filettati, o altrimenti detti twist-off, sono più efficienti nella sigillatura del vino rispetto a quelli di sughero. Uno studio, citato nella rivista Wine Spectator del 31 marzo del 2005 a pagina 59-60, ha provato che i tappi filettati fanno entrare in una bottiglia di vino una media di 0,001 centimetri cubici di ossigeno al giorno, a dispetto di quelli da sughero che hanno una media che oscilla da 0,1 a 0,001 centimetri cubici. Infatti 7 delle 35 bottiglie chiuse col sughero ne fecero uscire 0,1 cc! Ciò significa che i twist-off sono più costanti e lasciano entrare meno ossigeno col tempo, vale a dire un maggiore invecchiamento per le bottiglie. All?industria del sughero piacerebbe molto che la pensassi al contrario, ma non ci credere perchè i tappi filettati ci sono e sono efficienti e non avrai più problemi nel lasciare invecchiare i tuoi vini.

7. Bordeaux, Borgogna, Champagne, Jerez e Porto rappresentano le varietà di uva
A causa di un sistema di etichettatura europeo poco chiaro questo è un errore molto comune che fanno tanti consumatori di vino. Le città della Francia, Spagna, Italia e Portogallo, tra gli altri, limitano la produzione delle varietà di uva nelle proprie zone. Affinchè una cantina ottenga l?approvazione legale e l?etichetta del proprio vino, c?è bisogno che l?organizzazione che ne controlla la produzione mandi qualcuno in loco. Ciò significa che “champagne” non è una varietà di vino, se non il luogo in cui si produce un pò di vino frizzante. Vuoi produrre un vino non frizzante nella regione di Champagne e chiamarlo Cabernet Sauvignon sull?etichetta? Non puoi farlo. Lo stesso con il Burdeaux, che è un misto di differenti varietà di uve rosse, il Borgogna, che è principalmente Pinot Noir, ed il Porto, che si fa con diverse varietà di uva rossa e bianca.

6. Accoppiare il vino bianco al pesce o al pollo ed il vino rosso alle carne rossa
Nonostante questa sia la risposta più comune alla domanda “con quale vino dovrei abbinare gli alimenti”, ciò non è corretto. Il modo migliore per sposare un vino al cibo è attraverso l?analisi dei sapori del cibo ed i sapori del vino. Ad esempio, se ti metti ad arrostire un pesce di stagione con un pò di sale, limone e burro, optare per un piacevole Sauvignon Blanc con note di agrumi, o per uno Chardonnay dal gusto burroso sarrebbe un ottimo lavoro. Tuttavia, se li salmone verrà ricoperto da una salsa di more, sarebbe molto più adeguata la scelta di un vino rosso fruttato come un Pinot Noir, un Merlot, o persino un Syrah. La cosa migliore da fare sarebbe leggere la descrizione dell?etichetta dei vini e poi fare l?abbinamento con qualcosa che gli somigi. Ê inoltre utile capire che i vini con tannini consistenti vanno meglio con i piatti salati, o che i vini acidi hanno bisogno di pietanze un pò acide, o che ancora i cibi piccanti vanno meglio con vini che hanno un pò di zucchero residuo e non un livello di alcol molto alto. Fai conto che comunque per tutto ciò non esistono delle regole estremamente rigorose e precise.

5. Gli amanti del vino sono snob
Solo le persone che vivono a Napa o a Burdeaux sono… No, sto scherzando. In realtà, gli amanti del vino più seri sono gli enologi ed hanno i piedi per terra. Ê la gente che maschera l?ignoranza con l?arroganza che dobbiamo tenere sott?occhio. I veri amanti del vino continuano appassionatamente la loro educazione vinicola, e sono disposti a condividere il loro sapere ed un calice con tutti coloro che sono interessati al tema.

4. Si può riconoscere la qualità del vino in base alle lacrime che lascia sul calice
Agita il tuo calice, lascialo riposare e ti accorgerai che un sottile strato trasparente è rimasto all?interno del cristallo, e comincia a sgocciolare verso il basso. A volte sono definite come lacrime, si tratta semplicemente di una piccola quantità di alcohol e acqua che aderisce alla superficie del vetro, quindi l?alcol poi evapora e l?acqua ritorna gocciolando verso l?interno del calice. Perchè? L?acqua è un componente fondamentale del vino e l?alcol evapora molto più velocemente, cosicchè quando lasci il calice, l?alcol evapora e la tensione della superficie dell?acqua aumenta provocando la formazione di goccie d?acqua di cui ne prende il controllo la gravità. Non è quindi questo un metodo per misurare la viscosità o la qualità del vino, non preoccuparti.

3. Bere il vino rosso a temperatura ambiente, ed i vini bianchi freddi
Anche se non si tratta proprio di una cattiva idea, l?interpretazione che se ne trae lo è quasi sempre. Molti la vedono così: si debe lasciare il vino rosso nella credenza affinchè possa raggiungere la temperatura ambiente attuale, ed il vino bianco dev?essere aperto appena tirato fuori dal frigorifero. La temperatura ambiente ideale per il vino rosso è intorno ai 60 gradi Fahrenheit, ossia la temperatura tipica di una “sala” quando questa abitudine diventò popolare. Molti professionisti concordano sul fatto che il modo migliore per gustare il vino, a meno che non si abbia il lusso di possedere una cantinetta a temperatura controllata, è quello di mettere in frigo i vini rossi dai 5 ai 15 minuti prima dell?uso, e quelli bianchi dai 20 ai 30 minuti. Se conservi il tuo vino in frigorifero, tira fuori il bianco almeno 15 minuti prima di servire ed il rosso per lo meno 30 minuti prima. Ancora una volta, non si tratta di una scienza estatta ma in generale si dovrebbe cercare di arrivare a circa 60 gradi Fahrenheit per un rosso, un poco meno per un bianco, ed ancora un pò più freddo per quello frizzante. Alcuni sostengono che le tonalità non si percepiscano nei vini bianchi troppo freddi, e questo è certo.

2. Tutti i vini migliorano con l?età
In realtà, sono molto pochi i vini che hanno una struttura adeguata a sopportare l?invecchiamento. La maggior parte dei vini si producono con l?intenzione di aprirli entro pochi anni. I pochi vini che ricevono gran parte dei premi della stampa sono quelli che hanno avuto più tempo d?invecchiamento ma la maggior parte della gente non li compra nemmeno. Quindi se stai conservando un Zinfandel bianco da 10 anni perchè credi che migliori, sarebbe meglio che riducessi i danni ora stesso.(Potresti pensare di riciclarlo come regalo?)

1. Annusando il tappo al ristorante capirai che il vino non è buono

Il tappo sa di… bene, di tappo, e non ti darà nessuna indicazione sulla qualità del vino. Ê il vino a richiedere di essere annusato mentre il tappo si propone solamente per un veloce esame. Cosa ci si debe aspettare quando l?oste ci mostra il tappo? Se stai comprando una bottiglia costosa, la cosa più importante che si vuole evitare è l?imbroglio, e se ti trovi in un ristorante rinomato, ti dimostrano che comprano da fornitori di fiducia, solo come precauzione. Sul tappo appare il nome della cantina, il logo o l?informazione su altre marche? Il tappo è stato danneggiato, compromesso, o ha permesso in qualche modo un?infiltrazione. Se si tratta di una bottiglia più costosa, l?anno stampato sul tappo coincide con quello della raccolta del vino?

Il vino ed il desiderio sessuale femminile

 TAGS:Un mito che ha smesso di esserlo.

Molto si è parlato e speculato sul consumo di vino ed i desideri sessuali femminili. Oggigiorno si può già asserire con fermezza che il consumo moderato di vino rosso aumenta notevolmente il desiderio sessuale femminile, così com?è certo che il consumo di vino e di altri liquori aumenta il flusso sanguigno negli esseri umani, le proprietà del vino fanno di esso un potente afrodisiaco più di ogni altra bevanda.

Un recente studio realizzato dall?Università di Firenze in Italia ha effetuato un test su 798 donne, di età compresa tra i 18 e i 50 anni (italiane, della regione del Chanti, in Toscana). Le suddette donne erano divise in 3 gruppi:

  • Quelle che non bevevano nemmeno una goccia di vino
  • Quelle che ne bevevano almeno un bicchiere al giorno
  • E quelle che ne bevevano tra uno e due bicchieri al giorno

Con questa prova i risultati furono che tra le donne del terzo gruppo, cioè quelle che bevevano tra uno e due bicchieri di vino al giorno, le risposte ai desideri sessuali erano più elevate di quelle degli altri due gruppi. E sebbene le donne più adulte abbiano una libido più bassa, anche nel loro caso il vino le aiutava ad aumentare il proprio desiderio sessuale. Questi importanti studi furono poi pubblicati nella prestigiosa rivista Journal of Sexual Medicine (Revista di Medicina Sessuale).

Per raggiungere questo sorprendente risultato, le 798 donne hanno dovuto risolvere un questionario di 19 domande, tutte ovviamente a carattere sessuale e fondamentalmente sull?indice sessuale femminile.

Come abbiamo già detto, i liquori aumentano il flusso sanguigno, ma il vino per di più lo fa in zone cruciali per le donne, da qui il perchè del suo potere ?afrodisiaco? sul gentil sesso. Questi risultati hanno sorpreso un pò tutti e, pensando che il gruppo di donne messe alla prova è piccolo, è evidente che il vino ha un altro potere in più rispetto a quelli già conosciuti in precedenza.

Un altro dettaglio da mettere in luce è il tipo di vino usato per questo test. Ê stato utilizzato il vino rosso, immaginiamo dovuto al fatto che è uno dei più concentrati tra quasi tutte le varietà. Sebbene non sia escluso che anche altri tipi di vino possano causare effetti simili se non uguali.

Bere vino durante la gravidanza

 TAGS:Sono stati scritti molti articoli sul consumo di vino (o alcol in generale) durante la gravidanza. Poichè si tratta di una questione che genera sempre molti dibattiti ed indagini.

Alcuni esperti dicono che si può bere vino con moderazione durante la gravidanza ma altri credono che berne un solo bicchiere sia molto pericoloso per la salute del nascituro. Ciò che non si discute è il fatto che tutto quello che le donne mangiano o bevono in gravidanza arriva direttamente alla placenta attraverso il flusso sanguineo per essere, letteralmente, digerito dal feto. Se una donna incinta beve un bicchiere di vino, una birra o distillati, anche il feto lo ingerisce.

Riguardo al feto, l?lalcol interferisce con la sua capacità di ottenere sufficiente ossigeno e alimento per il normale sviluppo delle cellule del cervello e di altri organi del corpo. Uno studio ha dimostrato che un feto in evoluzione è molto poco tollerante all?alcol ed i bebè nati da madri che hanno bevuto durante la gravidanza possono avere gravi problemi.

La Sindrome Alcolica Fetale (SAF) è un insieme di alterazioni mentali e fisiche che si sviluppa in alcuni bebè nati quando la madre ha bevuto troppo alcol durante la gravidanza. Un bebè che nasce con la SAF, o persino con la meno aggressiva EAF (Effetti dell? Alcol Fetale), può avere enorme svantaggi, poichè potrebbe implicare una vita di cure speciali. Addirittura ci sono studi che indicano che le donne che stanno progettando di rimanere incinta devono smettere di bere ancor prima di sapere di esserci rimaste.

Per cui il dibattito s?incentra soprattutto nel comprendere quando sia troppo, e quindi, quando il consumo di vino e di altre bevande alcoliche diventi un rischio per il nascituro.

Perchè fino ad ora si diceva che l?unico limite sicuro era la totale astensione dall?uso di alcol. Al contrario, nel Regno Unito le autorità sanitarie affermano che le donne incinte e quelle che aspettano il concepimento posso bere fino a due bicchieri di vino a settimana senza alcun danno per il feto stesso.

Il dr. Raja Mukherjee, esperto in malattie fetali presso la scuola di medicina dell?ospedale Saint George di Tooting, Londra, ha fatto un richiamo alle donne incinte affinchè abbandonino l?uso dell?alcol definitivamente, ed ha affermato che le abitudini alcoliche del Regno Unito rappresentano un problema molto serio: c?è tutta una letteratura di volta in volta sempre maggiore sulle prove che dimostrano che tanto un?ubriacatura quanto un basso dosaggio di alcohol possono causare dei danni.

Il Dipartimento della Salute inglese, in cambio, ha asserito che la ricerca citata dal dr. Mukherjee era stata effettuata nel marzo dell?anno precedente come parte della strategia governamentale di riduzione dei danni dell?alcol e che i due bicchieri di vino a settimana possono essere considerati un limite più che sicuro.

Gli studi analizzati non saranno, probabilmente, considerati risolutivi, e ancora meno con delle concusioni così generiche come queste: continueranno ancora le ricerche per giungere a delle conclusioni definitive a riguardo ma, dato che non si conosce il limite di consumo sicuro, e che il rischio effettivamente esiste, non sembra sensato bere vino durante la gravidanza. Tu che faresti? Quanto pensi che se ne possa consumare senza correre rischi? O meglio ancora, credi che se ne possa consumare senza alcun rischio?

Come leggere un’etichetta di vino spagnolo

 TAGS:Molte sono le informazioni da interpretare in una bottiglia di vino di Spagna. L?etichetta del vino è una delle parti più importanti; è ? insieme alla controetichetta, al tipo di bottiglia, alla capsula e al tappo – come la matricola del vino, la sua carta d?identità. Con essa, oltre a coglierne il design (marchio distintivo e commerciale), potrai verificare gli elementi più importanti del vino in questione: la/e uva/e, il produttore o la cantina e l?annata.

Traduzione:

  • Año de la cosecha: Anno di raccolta ? ci mostra l?anno di raccolta dell?uva.
  • Nombre comercial: Nome commerciale ? appare su tutte le bottiglie ed è grazie ad esso che si riconosce un vino.
  • Denominación de Origen: Denominazione di origine ? indica la provenienza e la regolamentazione
  • Cantidad: Quantità ? ci mostra il contenuto in centilitri
  • Contenido alcohólico: Contenuto alcolico ? è la gradazione alcolica del vino
  • Imbottigliatore ? ci indica il produttore o l?imbottigliatore del vino) TAGS:
  1. L?uva, giacchè puoi decidere immediatamente se è il tipo di vino che vuoi bere.
  2. Il produttore/cantina/enologo, perchè alcuni son molto buoni ed altri non tanto.
  3. L? anno della raccolta poichè alcuni sono migliori di altri in base alle condizione atmosferiche che ha subito il vigneto (in un ristorante, per esempio, io verifico sempre che l?anno di vendemmia che mi viene servito sia lo stesso che ordino ? può essere più caro o non così buono).

Oltre a queste tre informazioni, scoprirai: il suo grado alcolico, il volume contenuto, l?identificazione e la localizzazione della cantina, il registro imbottigliatore, la sua denominazione di origine e i registri sanitari e di esportazione, in quanto è severamente proibito includere nell?etichetta qualsiasi dato che possa essere malinterpretato.

Per quanto riguarda la controetichetta del vino, qui di solito appare il timbro ufficiale dell?organismo di controllo della denominazione di origine, una nota di degustazione, suggerimenti sul servizio o sull?abbinamento e il periodo di invecchiamento del vino: affinamento, riserva o gran riserva.

È che leggere un?etichetta di vino può essere tanto facile come leggere le lettere dell?alfabeto quanto difficile come provare a decifrare una lingua straniera; tutto dipende da com?è l?etichetta e da dove essa proviene. Ci si potrebbe scrivere un libro per svelare i misteri che racchiude una bottiglia di vino prima di essere aperta, leggendone l?etichetta, ma proveremo comunque ad analizzarne i punti cruciali. .

Le etichette del Nuovo Mondo tendono ad un?impostazione del tipo “questo è ciò di cui si tratta”, con la varietà d?uva o miscela chiaramente visibili sull?etichetta, il produttore, il luogo in cui sono state coltivate le uve ed il contenuto alcolico ben in vista. I vini del Vecchio Mondo hanno la fama di “mascherare” informazioni chiave, anche se non sempre è così. Se sai quello che cerchi, puoi decifrare l?informazione dell?etichetta pertinente senza grandi sforzi. Invece della varietà, il luogo è la parte più importante di informazione sull?etichetta del vino ? di dov?è il vino. I vini del Vecchio Mondo vengono fortemente impiegati nel proprio terreno (terroir), non necessariamente in un?uva specifica, per cui se ne conosci la regione, avrai anche l?informazione sulle possibili uve utilizzate nella bottiglia.

Vi lascio alcuni esempi che ho trovato sull?interpretazione dell?etichetta di vini di diversi paesi (in inglese):Italia, Germania, Francia (Borgogna), Francia (Alsazia), Nuovo Mondo… Hai altri esempi? Alcun dubbio a riguardo? Aspetto i vostri commenti. 😉