Conosci Dom Perignon?

 TAGS:undefinedDom Pierre Perignon nacque nella regione di Saint-Menehould, Francia, nel 1638. Si deve a lui l’esistenza dei vini spumanti più famosi oggi e l’uso del sughero per chiudere le bottiglie di queste bevande. Dom Pierre aveva seri problemi di vista, il che acuì gli altri sensi.

A 29 anni fu trasferito in un convento di monaci nell’ Abbazia di Hautvilliers nella regione Champagne, dove era responsabile per la cura delle cantine. Un giorno, nel 1670 sentì l’esplosione di una bottiglia e provò il liquido che era fuoriuscito, che inizialmente aveva trovato strano. Motivato dalla sete di conoscenza e di ricerca, iniziò ad aprire e provare altre bottiglie dicendo, secondo la leggenda, “Sto bevendo stelle!”

Naturalmente, queste stelle non erano altro che bolle d’aria che erano frutto della fermentazione di zuccheri e lieviti riattivati ??quel giorno. Sapeva che le bottiglie d’epoca non erano del tutto resistenti e iniziò a chiedersi cosa sarebbe successo se si fossero usate bottiglie più appropriate.

Dom Perignon decise di non perdere tempo e iniziò a produrre bottiglie più resistenti per le quali, inizialmente, il monaco affrontò un grave problema: il tappo. Quelli usati prima erano di cera, che non sarebbe stat sufficiente per ottenere un buon risultato e ricordando alcuni tappi di sughero che vide durante un viaggio scelse questa soluzione, aggiungendo quella particulare corona di fili di ferro che anche oggi possiamo vedere.

Tale era la sua ricerca per creare la “bevanda delle stelle”, che fu anche responsabile della selezione dei ceppi specifici per produrre il loro prodotto e avere un risultato di ottima qualità, che, ancora oggi, si ottiene attraverso degli standard rigorosi di tecnica e tradizione. Dom Pierre Perignon sarà per sempre uno dei più influenti e importanti uomini di tutti i tempi nella produzione del vino.

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Dom Pérignon Vintage 2006

 

 

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Dom Perignon Andy Warhol Edición Limitada 2002

Che cos’è un vitigno?

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Il campo vinicolo è complesso ed il voccabolario usato in questo settore è anche complicato. Però che cos’è un vitigno? Pocche persone interrogate sanno rispondere a questa domanda. Ecco alcune spiegazioni.

Definizione del vitigno 

Il vitigno è la varietà dell’uva. Come per le mele ed i pomodori, esistono diverse varietà, di cui i gusti e le caratteristiche sono differenti. Necessitano anche delle attenzioni e delle esigenze differenti.

Ci sono dei vitigni bianchi e dei vitigni rossi. Si riscontrano migliaia di tipi diversi di vitigni nel mondo, ma l’80% della produzione mondiale è realizzata a partire da una ventina. I più famosi sono il Chardonnay ed il Sauvignon bianco per i vini bianchi ed il Pinot noir, il Cabernet franc, il Cabernet sauvignon, il Merlot, il Syrah ed il Grenache per i vini rossi.

Per consentire l’evoluzione di una varietà d’uva o di un vitigno, alcuni elementi devono essere presi in considerazione. Tutti i vitigni non si adattano proprio bene ad ogni tipo di suolo. Poi, c’è il clima. Tutte le variazioni climatiche che esistono tra le regioni o i paesi non sono adatti a tutti i vitigni. E così via: la lista è lunga. Tutti questi elementi influiscono sul gusto del vino, anche se non sono gli unici.

Differenza tra vino di assemblaggio e monovitigno 

Un vino monovitigno è un vino elaborato a partire da un unico vitigno. Molti vini monovitigni sono prodotti in Borgogna. I vini rossi sono prodotti a partire da Pinot noir ed i vini bianchi a partire da Chardonnay. Nonostante tutto, tutti i vini non sono similari. Il terroir, l’orientazione di ciascuna parcella, l’effetto annata, il lavoro del viticoltore nelle sue viti e nella sua cantina dà sempre un vino diverso. I vini d’America e Oceania (Stati-Uniti, Argentina, Australia, Cile, Nuova Zelanda, Africa del Sud) hanno contribuito in modo rilevante a rendere questi vitigni di moda. Ciascuno vitigno corrisponde ad un gusto in particolare.

In Francia, per esempio, la tradizione è piuttosto di fare vini di assemblaggio, come nella regione di Bordeaux. Sono vini elaborati a partire da parecchie varietà di uve. Il viticoltore cerca di armonizzare e di equilibrare al meglio i vini. È una tapa molto importante per i viticoltori. Si tratta di mescolare diversi tini della stessa annata, da parcelle e vitigni diversi. Ciascuna varietà di uva è dotata di una qualità diversa ed una volta i vitigni assemblati, il vino è più equilibrato ed armonioso. Qualche varietà portano della leggerezza, altri della potenza e della struttura, altri dell’acidità e della freschezza. Nonostante, i viticoltori non possono fare gli assemblaggi che vogliono e come lo vogliono. Tutto ciò è regolato dalle DOC. I Champagne sono un caso a parte e non utilizzano questo sistema.

La ricerca della perfezione può portare i viticoltori ancora più lontano nell’arte dell’assemblaggio o del vino monovitigno. Un viticoltore può mescolare dei vini di due parcelle però dello stesso vitigno per equilibrarli. Una, perché sarà orientata al Nord, ed l’atra al Sud oppure perché sono entrambi delle parcelle con giovani viti. Potrà anche decidere di produrre un vino a partire da uve provenienti da una sola parcella con delle vecchie viti. I vitigni sono quasi sempre indicati sulle etichette. 

Quale vino scegliere?

Bisogna bere molti vini diversi per sapere i gusti che vi piacciono. Se amate i vini bianchi fruttati allora un Riesling, un Muscat oppure un Sauvignon bianco vi piacerà. Se preferite i vini più austeri, allora provate un Chardonnay. Per i vini rossi, l’invecchiamento è anche molto importante. Se un vino invecchia in barrique e non solo in un tino di acciaio inossidabile, allora sarà più potente. In questo caso, non tutto dipende del vitigno. Il Merlot è un vitigno assai pocco potente per esempio, al contrario, di solito, il Cabernet Sauvignon ed il Malbec sono potenti. I Bordeaux, i vini del Roussillon e del Languedoc sono in molti casi degli assemblaggi.

La nostra selezione:

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Miraval Rosé 2015

 

 

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Château Latour-Martillac 2011

Le principali frodi alimentari nel mondo

 TAGS:undefinedPurtroppo le frodi alimentari sono attualmente molto diffusi in tutto il mondo. Sostituire gli ingredienti con quelli meno costosi è una pratica che interessa tutti i tipi di cibo: dai prodotti esclusivi che hanno guadagnato popolarità negli ultimi anni a quelli che compongono il nostro paniere base della vita quotidiana.

Anche se ogni anno aumentano le misure precauzionali per evitare tali pratiche, i consumatori dovrebbero ancora essere avvertiti in maniera propria per evitare l’inganno. Pertanto, abbiamo fatto una lista degli alimenti più a rischio di frodi:

  • Gli alimenti biologici: Anche se il consumo e l’interesse per il cibo biologico negli ultimi anni, uno studio negli Stati Uniti ha rilevato che il 40% dei prodotti alimentari commercializzati come ‘verde’ contengono pesticidi e altre tracce di prodotti utilizzati in coltura industriale.
  • Riso: Ci sono diverse varietà di riso classificati come per tipo di grano, consistenza, colore e, naturalmente, qualità. In effetti, una delle truffe più comuni è la vendita di riso di qualità inferiore come riso di qualità. È il caso di riso per risotti fraudolento commercializzato nel Regno Unito. In alcuni casi, i grani sono adulterati con resine, riducendo la loro qualità, impercettibili mentre si cuoce.
  • Pesce: Il pesce è un alimento altamente a rischio di frodi. Tra le forme più comuni si è la modifica della data di pesca al fine di venderlo come un prodotto fresco e gli errori di etichettatura in cui le specie di valore commerciale inferiore sono sostituite da altre simili ma dal valore commerciale più elevato.
  • Succhi di frutta: Non è un segreto che i succhi di frutta sono solitamente diluiti con acqua e contengono edulcoranti e coloranti. Tuttavia, molti di loro espongono l’etichetta 100% naturale o ‘concentrato’.
  • Latte e derivati: Con l’aumento delle frodi, molti paesi promuovono l’incorporazione di un’etichetta di denominazione di origine sui loro prodotti lattiero-caseari. L’alterazione più comune è la miscelazione con acqua o altri tipi di latte di qualità inferiore; tuttavia, negli ultimi anni è stato trovato adulterato con prodotti che potrebbero mettere in pericolo la salute dei loro consumatori.
    Vino: Purtroppo l’adulterazione di vino è più comune di quanto pensiamo. Infatti, si stima che il 70% del vino venduto in Cina potrebbe essere falso. Queste sono di solito le miscele di uve di qualità inferiore vendute come un prodotto di qualità superiore, o miste a prodotti chimici.

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Feudi Di San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2013

 

 

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Château Latour-Martillac 2011

Differenze tra Brandy e Cognac

 TAGS:Il brandy e il cognac sono due famosi distillati; oltre a questa evidente similitudine, però, numerose sono le controversie riguardo la loro somiglianza e le loro differenze. Conosciamo meglio queste due bevande dalla lunga tradizione e dalle innegabili affinità.

Differenze tra Brandy e Cognac

Il brandy è un distillato a base di vino. Da parte sua, invece, il cognac è ??un tipo di brandy che viene anch’esso distillato ed è anch’esso a base di vino, ma con vitigni di uva bianca. Questa è la differenza più evidente tra le due bevande.
Il brandy ha origin più antiche rispetto al cognac, anche se non è molto chiara la sua esatta provenienza: il brandy, infatti, è diventato popolare in Europa nel XIV secolo, specialmente in Francia, Olanda, Inghilterra e Spagna. Dal suo canto, il cognac è ??di origine francese e prende il nome proprio dalla città di Cognac.

L’elaborazione del brandy e del cognac sono molto simili, ma ci sono alcune piccole differenze che diventano grandi nel momento in cui proviamo le due bevande. La differenza più importante sta nel fatto che il brandy viene invecchiato in botti di rovere (come in Italia, ad esempio) o attraverso il metodo “criaderas y soleras” (in Spagna).
Nella produzione di entrambe le bevande vengono utilizzati vitigni differenti: come abbiamo già detto, il cognac è prodotto solo con varietà bianche, mentre per il brandy possono essere utilizzati tutti e due i vitigni (rossi e bianchi).
Un’altra evidente differenza sta nella denominazione di origine: ricordiamo infatti che il cognac è prodotto ??unicamente nella regione francese di Cognac e deve attenersi e compiere una serie di regole imposte dal BNIC (Bureau National Interprofessionel du Cognac). Ciò significa che, anche se il cognac è ??un brandy, non può essere elaborato al di fuori dei confini francesi, pur seguendone lo stesso processo. Ed è questo a provocare maggior confusione e controversie, visto che molti brandy prodotti al di fuori dalla Francia vengono chiamati comunque cognac e, se pure la cosa non sia del tutto errata, non fa altro che creare equivoci e malintesi.
Ma forse la differenza più grande tra cognac e brandy sta proprio nel sapore: e non c’è bisogno di essere degli intenditori per capirlo, visto che esistono piccole, ma molteplici, differenze nei loro profumi, sapori e, naturalmente, nel loro colore. Ma una cosa sulla quale siamo tutti d’accordo è che sia il brandy che il cognac sono due ottime bevande, ricche di storia e tradizione.

Per questo oggi ti consigliamo di trovare tu stesso le differenze:

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Cardenal Mendoza Carta Real

 

 

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Hennessy V.S

4 deliziosi cocktail vegani

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Essere vegano non è incompatibile con bere un cocktaildelizioso . Ecco perché oggi vi suggeriamo dei cocktail che non contengono ingredienti di orgine animale.

1. Bellini

Ingredienti :

  • 3 pesche bianche 
  • 1 cucchiaio di succo di limone 
  • 1 bottiglia di prosecco

Preparazione :

  1. Mettere le pesche nell’acqua bollente. Dopo due minute, scolarle e sbucciarle.
  2. Tagliare le pesche in pezzi e mescolare il succo di limone.
  3. Versare la miscela in una caraffa ed aggiungere il prosecco.
  4. Mescolare e servire nei bicchieri.

2. Mojito all’arancia

Ingredienti :

  • 2 porzioni di rum scuro 
  • 1 arancia 
  • 2 rami di menta 
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • Ghiaccio tritato
  • Frutti

Preparazione :

  1. Aggiungere lo zucchero, le foglie di menta, l’arancia tagliata in pezzi e mettere gli ingredienti in un grande bicchiere. Schiacciare in un mortaio. 
  2. Versare il succo in un setaccio e puoi in due bicchieri. Aggiungere il ghiaccio tritato e del rum. Guarnire con la menta e i frutti. 

3. Sangria

Ingredienti :

  • ½ tazza di brandy 
  • ¼ tazza di zucchero 
  • 2 bottiglie di vino blanco 
  • 3 cucchiai di succo di limone
  • 6 pesche bianche sbucciate e tagliate a dadini
  • 2 limoni tagliati
  • ½ tazza di mirtilli
  • ½ tazza di fragole
  • 2 tazze di cubetti di ghiaccio

Preparazione :

  1. Mescolare il brandy e il zucchero in una ciotola fino a quando quest’ultimo si sciolga.
  2. Aggiungere il vino blanco ed i frutti.
  3. Lasciare la miscela preparata nel frigorifero durante la notte.
  4. Aggiungere i cubetti di ghiaccio prima di servire.

4. Amaretto Aloha 

Ingredienti :

  • 1 misura di succo di mirtillo
  • 1 misura di succo d’ananas
  • ½ misura di Amaretto

Preparazione :

  1. Mescolare gli ingredienti e servirli in un bicchiere con ghiaccio tritato.

 

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Villa Sandi Prosecco Frizzante

 

 

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Foss Marai Prosecco Valdobbiadene Brut Guia

I migliori vini per festeggiare il ponte del 2 giugno

 TAGS:undefinedLa festa della Repubblica è una recente occasione affinché gli italiani festeggino la nascita del nuovo stato dopo la seconda guerra mondiale. E lo è ancor di più quando cade di venerdì, come quest’anno, e permette alle famiglie di organizzare una trasferta per più di due giorni lontano dal caos cittadino e di godere di un vero riposo.

Ma per festeggiare adeguatamente, soprattutto in Italia, è importante equipaggiarsi del miglior cibo e, specialmente, dei migliori vini da degustare in questo periodo dell’anno a cavallo tra la primavera e l’estate. Nell’infinita varietà dei migliori vini italiani che si sposano perfettamente per questa occasione, andiamo a scovare quelli che possono rendere più stimolante questa celebrazione.

Il primo della lista è l’Anselmi San Vincenzo Veneto Bianco 2016, la cui edizione più recente ha avuto un notevole successo di vendita. Perfetto per le degustazioni o i pranzi durante le giornate più afose, questo bianco stagionato per 6 mesi in botti accompagna alla grande pietanze a base di pesce nonché vari tipi di formaggio, oltre ad essere ideale come aperitivo, data la sua freschezza fruttata e il suo carattere dolce. 

Chi invece preferisce godere di un vino leggermente diverso e puntando su un prodotto leggermente più commerciale può puntare sul Cleto Chiarli Brut de Noir Rosé, un Lambrusco tra i più apprezzati che va degustato fresco e le cui bollicine infondono vigore e freschezza nel corpo dei commensali. Questo nettare si combina bene con primi piatti come pasta al forno o risotti, carni bianche, affettati e alcuni tipi di formaggi di pasta filante o dal sapore soave. 

E per terminare, come non rivolgersi al piacere frizzantemente dolce di uno spumante particolare come il Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce? Questo prodotto delle Marche è perfetto per chiudere alla grande un pranzo di festa. Dal gusto intenso di frutti rossi e leggermente amarognolo nel finale, può servire perfettamente da abbinamento a dolci e dessert di qualsiasi tipo. 

Non farti cogliere impreparato dal ponte del 2 giugno e procurati subito i vini con i quali festeggiare insieme alla tua famiglia. Da Uvinum ti raccomandiamo i seguenti:

 

 TAGS:Cleto Chiarli Brut de Noir RoséCleto Chiarli Brut de Noir Rosé

Il Cleto Chiarli Brut de Noir Rosé è un brillante rosé che passa sei mesi in cuvetta per dare come prodotto un rosa scintillante.

 

 TAGS:Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona DolceQuacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce

Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce,  un’esperienza assoluta di un rosato secco e scintillante che si riversa sul palato e scivola via dolcemente

 

Suggerimenti per abbinare bene il pane

 TAGS:undefinedPane ai cereali, vino e pane, integrale e di vari sapori.Il pane è uno degli alimenti più importanti e nutrienti e non può mai mancare in una buon tavola per accompagnare gli spuntini.

Anche se è un alimento che si combina bene con molte bevande e accompagna altri alimenti, bisogna abbinarlo correttamente. Pane nero, con segale e cereali possono accompagnare formaggi, marmellate e paté, soprattutto a colazione.

Il pane integrale è un’ottima alternativa per accompagnare piatti davvero sostanziosi. Per fare panini con pomodoro e salsiccia, ci sono diversi tipi di pane, come la tradizionale ciabatta che va con prosciutto crudo, salami e affettati proprio come il pane di campagna è perfetto per frittate e formaggi.

La carne può abbinarsi a un vino rosso e essere accompagnata da un tipo di pane bianco con bassa umidità, una tipica pagnotta spagnola. Questi tipi di pane vanno bene anche con il pesce, ma va sempre meglio che sia del pane all’olio o con la paprika, soprattutto per i frutti di mare.

Ci sono molte alternative nell’ abbinamento tra pane e vino. Per esempio la baguette, il pane più conosciuto e venduto, di solito ha un sapore delicato, con un bianco come abbinamento ideale insieme a dei formaggi forti per contrastarne i sapori.

La focaccia può essere combinata con un vino rosso molto fresco, e trattandosi di un tipo di pane tradizionalmente italiano meglio abbinarlo a un vino italiano, come il Chianti.

I pani con uvetta, noci e altri frutti secchi si combinano bene con vini dolci, spumante o champagne.

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Tormaresca Chardonnay Puglia 2015

 

 

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Terre Degli Svevi Re Manfredi Bianco Basilicata 2015

Vermouth: da bere solo o in cocktail?

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Bere il vermouth è una tradizione che esiste da moltissimo tempo. L’Italia e la Francia si disputano tuttora la nazionalità dell’aperitivo vermouth, che va di nuovo di moda e si fa rivedere alle terrazze dei caffè e dei bar.

Il vermouth è un aperitivo a base di vino bianco al quale è aggiunto dello zucchero, dell’alcol neutro (96º) e dell’infusione di erbe e di spezie che sono diverse da una marca ad un’altra. Infatti, ciascuna mantiene la sua ricetta segreta. Ciononostante, le spezie e le erbe aromatiche principali sono quasi sempre le stesse: génépi, corteccia della cinchona, camomilla, scorza di arancia, genziana, cannella, angelica, scorza di limone, zenzero, sambuco, timo, vaniglia etc.

Esistono vari tipi di vermouth: dal più asciutto al più dolce, dal rosso, rosato al bianco. Alcuni sono più amari di altri. Il vermouth può essere bevuto solo servito fresco, con ghiaccio oppure in cocktail.

Alcune ricette:

L’Americano: facile e rinfrescante

Servire direttamente in un bicchiere con del ghiaccio e un po’ di scorza d’arancia.

Le Dry Manhattan: per impressionare gli amici!

  • 1/2 bicchiere di liquore di vermouth asciutto
  • 1/2 bicchiere di liquore di vermouth dolce
  • 2 bicchieri di crema di whisky
  • 1cl di bitter
  • ghiaccio

Mescolare bene in uno shaker. Servire in un bicchiere da cocktail Martini con un po’ di scorza d’arancia.

Ecco alcuni suggerimenti di Vermouth:

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Vermouth Mancino Rosso 75cl

Capire il vino spagnolo

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Specie d’indovinello con informazioni utili, l’etichetta di un vino non è sempre facile da capire. Questo è già vero per i vini italiani, quindi per vini di altri paesi, ciò è ancor più vero. Oggi, vi parliamo dei vini spagnoli e delle loro specificità.

Ecco alcune informazioni utili prima di scegliere e comprare un vino spagnolo, soprattutto se l’acquisto è online.

La denominazione d’origine

Esistono 69 denominazioni d’origine in Spagna. Le più note sono: Rioja, Ribera del Duero e Cava. Tuttavia, esistono altre DO più piccole, ricche di vini molto interessanti. Esistono anche i ” Vinos de Pagos” che sono dei vini che provengono da una parcella concreta o da un territorio alle caratteristiche particolari.

L’invecchiamento dei vini rossi

È una caratteristica dei vini rossi spagnoli: l’invecchiamento in barile è di grande importanza e permette di distinguere i vini.

Joven: un “un vino joven” è un vino giovane che rimane pocco tempo in barile o niente. È un vino che si deve consumare bastante presto, durante l’anno della sua fabbricazione. È ideale per un aperitivo.

Roble: un “vino roble”. Il termine è usato per la DO Ribera del Duero. È un vino tra il “joven” ed il “crianza”. Rimane qualche mese in barile ed alcuni mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Il vino roble offre al consumatore sia il fruttato dei vini giovani che l’intensità aromatica del barile. Sono anche dei vini da consumare entro breve tempo. Facili da bere, sono perfetti con dei piatti simplici, pasta o insalate.

Crianza: un “vino crianza” corrisponde a un vino invecchiato durante almeno 24 mesi. Quindi almeno 6-12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima di essere immessi in commercio. Leggermente più potente di quello precedente, è meglio berlo con carne, risotti oppure formaggi.

Reserva: un “vino reserva” è un vino invecchiato al minimo 36 mesi. Cioè, almeno 12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima della sua commercializzazione. Questi vini possono conservarsi qualche anno senza problema se la temperatura di conservazione è corretta. Abbinato con una costata d’agnello un vino reserva sarà fantastico.

Gran reserva: un “vino gran reserva” è un vino invecchiato al minimo 60 mesi. Quindi rimanerà almeno 18 mesi in barile e 42 mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Meglio aspettare prima di bere questi vini da selezione (“vins de garde”): gli aromi apportati dal barile si integrano al vino. Si abbina perfettamente con carne e selvaggina.

Nostra selezione di vini rossi spagnoli:

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Marqués de Riscal Reserva 2012

 

 

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Viña Ardanza Reserva 2007

Cocktail a base di vino: le inevitabili dell’estate

 TAGS:undefinedVi state chiedendo cosa bere durante l’estate? Le bevande classiche sono sempre una cosa sicura, come per esempio un bicchiere di vino bianco, di rosato o di rosso fruttato, oppure uno spumante o del vermouth. Però per l’estate i cocktail a base di vino sono anche imprescindibili. 

Il “piscina”, cocktail di champagne con ghiaccio. 3 anni fa, questo cocktail andava di moda: è un cocktail fresco e chic al quale si può aggiungere dei frutti come la fragola, il lampone ma anche della crema di ribes nero.

I cocktail provenienti dal Mediterraneo, come la sangria in Spagna, sono anche di moda. Ecco una ricetta di sangria:

  • 1/2 litro di soda
  • 1L di vino rosso
  • Frutti: 2 pesche, 1 mela, 1 pera, 1/2 ananas, 2 limoni, 2 arance, fragole
  • 1 bicchiere di cognac
  • 4 cucchiai di zucchero
  • Noce moscata e cannella
  • Servire fresco con ghiaccio

In una grande insalatiera, mettere il vino, il soda, il cognac, lo zucchero, la noce moscata, la cannella e poi tutti i frutti tagliati in pezzi. Mettere nel frigorifero durante almeno 3 ore prima del consumo affinché il vino prenda il sapore dei frutti. La sangria può essere fatta anche con dello spumante.

Per gli incondizionati del vino rosato, ecco la ricetta della Margarita con vino rosato:

Inumidire il bordo del bicchiere con la fettina di limone e immergerlo nello zucchero per la decorazione. Mescolare in uno shaker il ghiaccio, il succo di limone, il vino rosato, il triple sec e la tequila. Aggiungere lo zucchero di canna, agitare, servire ed assaggiare!

La nostra selezione:

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Chateau Minuty Rose Et Or 2015

 

 

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Whispering Angel Rose 2015