Perché il vino si utilizza per cucinare e qual è il più consigliato?

Fin dall’antichità, i vini sono stati usati in cucina per conferire maggior intensità e sapore a tutti i tipi di piatti. Nonostante molti credano che si dovrebbero utilizzare vini di qualità inferiore e più economici, in realtà non è raccomandabile. In seguito vi diremo quali sono i vini migliori per cucinare e perché.

Quali vini usare per cucinare

Miglior qualità. Come abbiamo già detto, è meglio evitare i vini economici e non dovremmo cucinare con un vino che non berremmo perché un buon piatto può anche essere rovinato da un vino economico e insipido.

Un ingrediente in più. Per non esagerare e sprecare un buon vino scioccamente, quando cuciniamo dobbiamo tenere presente che il vino è uno degli ingredienti della ricetta, che dovremmo seguire alla lettera. Cioè utilizzare solo la quantità stabilita.

Abbinamento perfetto. Non sempre si sceglie il vino giusto per cucinare. Non ci sono regole precise, quindi dobbiamo tentare e sperimentare in cucina. Prova diversi vini, ricette, sapori e scegli quello che ci regala il sapore che stiamo cercando per il nostro piatto.


Vini rossi. Parlando di tipi di vino, il rosso è consigliato per cucinare stufati, spezzatini e carni forti. Per questi piatti si raccomandano vini come Merlot, Pinot Nero, Tempranillo, Cabernet Sauvignon, Syrah o Monastrell.

Vini bianchi. Presentano più acidità e sono adatti per cucinare stufati di pesce o pesce in generale, preferendo i bianchi aromatici e fruttati. Li possiamo scegliere anche per le carni bianche, in alternativa ai rosati.

Vini bianchi dolci. Questo tipo di vino è riservato per salse molto dolci. Dobbiamo tener presente che sarà uno degli ingredienti principali per la salsa, quindi non possiamo scegliere vini troppo forti.

Ricette piccanti. In piatti con sapori più forti, saporiti e anche piccanti, possiamo aggiungere alla ricetta vini rossi giovani e vini bianchi aromatici come il Gewürztraminer, il Riesling o il Viognier.

Vino de Jerez. Questo tipo di vino si utilizza spesso in cucina. Soprattutto serve per accompagnare zuppe e stufati di carne.

Vini giovani o invecchiati. Abbiamo già visto che vanno bene sia per la carne che per il pesce. Inoltre sono particolarmente raccomandati per i legumi, e consigliamo soprattutto i vini invecchiati per carni di manzo o agnello.

Festa della mamma: 5 cocktail per festeggiare

Di mamma ce n’è una sola, per questo va festeggiata come si deve! Se siete stanchi dei soliti fiori e dei cioccolatini, potete valutare l’idea di stupirla con dei drink speciali! Ecco 5 ricette di cocktail freschi e fruttati per coccolare le vostre mamme in questa giornata speciale.

5 cocktail per festeggiare la mamma! - uvinum

Pink Lady

Ingredienti:

• 6 cl di gin
• 1.5 cl di succo di limone fresco
• 0,75 cl di sciroppo di granatina
• 1 cl di albume d’uovo

Shakerate gli ingredienti con del ghiaccio. Versate il composto in una coppetta da cocktail o in un bicchiere da Martini, facendo attenzione a filtrare il tutto. Decorate con una scorza di limone.

Per una versione meno “acida”, sostituite il succo di limone con della crema di latte e decorate con una ciliegia candita.

Rossini

Ingredienti:

• 10 cl di Prosecco o Champagne
• 5 cl di purea di fragole

Per ottenere la purea, pestate a mano 4 o 5 fragole e filtrate il succo con un colino. Nel frattempo, raffreddate un calice o una flûte con del ghiaccio. Una volta freddo, svuotate il bicchiere e versateci la purea o lo spumante. Mescolate delicatamente e guarnite con una fragola incastrata nel bordo.

Strawberry Martini

Ingredienti:

• 25 cl di Martini
• 10 cl di liquore alla fragola
• Fragole fresche
• Fetta di limone

In uno shaker, mescolate il ghiaccio, il Martini e il liquore alla fragola. Shakerate per qualche minuto. Versate il cocktail in una coppetta da cocktail, aggiungete un cubetto di ghiaccio una fragola e una fettina di limone come guarnizione.

Cocktail golosi per celebrare la festa della mamma - Uvinum

Orange Marmalade

Ingredienti:

• 6 cl di gin
• 5 gr di marmellata di arance
• 2 cl di succo di limone fresco
• Una spruzzata di Orange Bitter
Mettete la marmellata in uno shaker, aggiungete il gin e iniziate a mescolare. Aggiungete anche gli altri ingredienti, riempite lo shaker con del ghiaccio e shakerate con forza. Versate il tutto in una coppetta da cocktail.

Cosmopolitan analcolico

Ingredienti:

• 12 cl di succo di mirtillo
• 3 cl di succo di lime
• 3 cl di aranciata
• Un cucchiaino di zucchero di canna
• Un goccio di acqua tonica
• Mirtilli freschi

Mescolate in uno shaker tutti gli ingredienti con del ghiaccio. Versate il drink in una coppetta da cocktail e decorate con mirtilli freschi.

Tanti auguri a tutte le mamme e… cin cin!

Il cioccolato e il vino ritardano l’invecchiamento

Due dei piaceri più preziosi di questa vita, il cioccolato e il vino, possono preservarci dall’invecchiamento. Una ricerca pubblicata sulla rivista BMC Cell Biology dimostra che le cellule umane possono essere ringiovanite, se mangiamo e beviamo (sempre con moderazione) entrambi. Scopriamo perché.

Il resveratrolo, antiossidante per prevenire l’invecchiamento

Sebbene siano già emersi diversi studi che fanno riferimento a questa affermazione, questa recente ricerca dimostra che i prodotti chimici simili al resveratrolo, che è un antiossidante presente in diverse piante e alimenti, come il cacao o l’uva, ringiovaniscono la pelle.

Lo studio, condotto da ricercatori delle università di Exeter e Brighton nel Regno Unito, e guidato da professori di genetica molecolare, ha rilevato che aggiungendo sostanze simili al resveratrolo al processo d’invecchiamento delle cellule umane, non solo le cellule vecchie sembravano più giovani, ma iniziano anche a dividersi di nuovo. Questo sarebbe, di fatto, il comportamento normale delle cellule giovani.


I responsabili dello studio hanno spiegato di aver ripetuto più volte l’esperimento. In ogni caso, le cellule sono ringiovanite. Quindi la ricerca riafferma che sia il cacao che il vino sono potenti antiossidanti, che rigenerano le nostre cellule e rallentano l’invecchiamento della pelle.

Benefici del cioccolato

Come possiamo vedere, quindi, grazie agli antiossidanti, il cioccolato trasforma la pelle e la rende più giovane e liscia. Infatti, è noto che i trattamenti estetici di chocoterapia per il corpo consentono di migliorare l’epidermide.

Ma, se ciò non bastasse, il cioccolato fa bene al cuore. La Società Spagnola di Dietetica e Scienze dell’Alimentazione, Sedca, indica che il cioccolato fondente è quello che apporta più nutrienti e abbassa la pressione sanguigna.

Inoltre, a livello psicologico, i medici affermano che una porzione normale di cioccolato provoca un’elevata attività psicofarmacologica. Pertanto, si raccomanda per combattere la depressione o lo sconforto perché attiva l’ormone della felicità, mentre ci dà energia e benessere. Come sappiamo, il cacao nero è il migliore per la salute, anche se non possiamo abusarne.

Proprietà del vino

Soprattutto il vino rosso ha molte proprietà. Da un lato, dato che l’uva contiene polifenoli antiossidanti, regala giovinezza alla nostra pelle. Ma aiuta anche a combattere i radicali liberi, aumenta il colesterolo buono, protegge il cuore e ci rilassa. E, come il cioccolato, fornisce energia rilasciando endorfine.

Il vino dove essere bevuto con moderazione, tanto che la dieta mediterranea lo include e ne consiglia un bicchiere al giorno.

 

Il sole nel vigneto

Il 3 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Sole. Il sole è indispensabile per la vita sulla Terra, in quanto è la nostra prima fonte di luce, energia e calore.

Forse l’hai sempre dato per scontato, ma una buona esposizione al sole è fondamentale per una crescita sana delle viti e dei grappoli d’uva con cui si produce il nostro amato vino.

Giornata mondiale del sole: l'importanza del sole per la vigna - Uvinum

No luce, no uva

La vite è una pianta eliofila – aggettivo composto dalle parole greche Hélios, sole, e filèin, amare. Come ci suggerisce il nome, è una pianta che necessita dell’esposizione diretta alla luce solare per poter crescere, germogliare e produrre i propri frutti.

Uno degli elementi più importanti a cui l’agronomo deve pensare al momento di progettare un vigneto, è proprio l’esposizione alla luce solare, tenendo in conto anche le ore giornaliere in cui le piante saranno esposte al sole. La vite è, infatti, una pianta a giorno lungo, che ha bisogno di molte ore di luce – circa 1300 ore di sole durante la stagione di crescita – per poter svolgere le funzioni vegetative e riproduttive. Ecco perché, in generale, si prediligono le zone situate ad un’altitudine elevata.

Il colore e gli aromi dell’uva sono dovuti al sole

Sapevi che più ci si avvicina alle alte latitudini e più è difficile ottenere vini rossi? Questo perché le piante necessitano molta più energia per assicurare la sintesi delle materie coloranti dei frutti che per produrre zuccheri. Questo spiega perché regioni come l’Alto-Adige e la Valle d’Aosta sono famose soprattutto per i loro bianchi aromatici.

Allo stesso modo, i vini delle regioni meridionali presentano una struttura più densa, aromi più concentrati e una gradazione alcolica più elevata. Ciò è dovuto al fatto che una maggior quantità di luce fa aumentare gli zuccheri nei frutti e diminuire gli acidi e i tannini.

L’essiccazione al sole

Il sole è fondamentale nel processo di lavorazione di uno dei prodotti enologici italiani tra i più importanti e celebri: il vino passito. I vini passiti sono ottenuti attraverso le stesse tecniche di vinificazione impiegate per i vini classici, ma le uve utilizzate vengono prima sottoposte ad un periodo di appassimento. Questo processo fa sì che gli acini perdano la componente liquida e raggiungano uno stato di sovramaturazione. Le uve disidratate presenteranno così un’alta concentrazione di zuccheri, sali minerali e aromi.

L’appassimento può avvenire direttamente sulla pianta, in ambienti chiusi in particolari condizioni di umidità e temperatura, o ancora posizionando i grappoli raccolti su degli appositi graticci sotto al sole.

È con quest’ultima modalità che si ottengono alcuni gioielli come il Passito di Pantelleria, lo Sforzato di Valtellina, l’Amarone della Valpolicella, il Greco di Bianco, l’Erbaluce di Caluso passito.

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Donnafugata Passito di Pantelleria Ben Ryé 2015

Il Passito di Pantelleria Ben Ryé di Donnafugata è elaborato con uve Zibibbo. Dalla gradazione di 14.5% Vol., ha ottenuto un punteggio di 4 punti su 5 dalla community di Uvinum

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Bertani Amarone Della Valpolicella Classico 2009

L’Amarone della Valpolicella Classico di Bertani nasce nei vigneti di Villa Novare, nel cuore della Valpolicella Classica. Questi vigneti sono dedicati esclusivamente alla coltivazione di uve destinate all’appassimento. 

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Kellerei Bozen Cantina Bolzano Gewürztraminer Südtirol Alto Adige 2018

“Produrre buoni vini è un mestiere, fare grandi vini è un’arte”: questo è il motto dalla Cantina Bolzano / Kellerei Bozen. Una filosofia che si riscontra nella qualità dei loro vini, di cui questo Gewürztraminer 2018, fresco, fruttato e aromatico, ne è un buonissimo esempio. 

Vino 2.0: i nuovi mestieri del vino

In un mondo in cui nessuno può più fare a meno del cellulare e dei social network, anche il mondo del vino si è aggiornato. Alle classiche figure del viticoltore, dell’enologo e del sommelier, si sono affiancati anche nuovi professionisti, più “tecnologici”.

Ecco una lista dei nuovi professionisti del vino, figure di riferimento che hanno il compito di far conoscere il prodotto al grande pubblico.

Il vino nel XXI secolo: le nuove professioni del vino - Uvinum

Wine blogger

Perché andare in una cantina o in un negozio specializzato se si possono reperire tutte le informazioni necessarie su un vino direttamente a casa su internet? Se si digita la parola “vino” su Google, è facile trovare tra i risultati di ricerca blog tenuti da persone appassionate di vino e scrittura.

Il wine blogger è un sommelier, un giornalista, il proprietario di una cantina o un semplice appassionato che ama dire la sua. Nei loro siti si possono trovare recensioni, consigli, news, curiosità e informazioni su prodotti ed eventi, raccontate in modo più o meno professionale.

Wine influencer

Non solo moda! Gli influencer – coloro che sfruttano la loro immagine sui social, in particolar modo Instagram, per pubblicizzare prodotti – si occupano anche di vino. Una bella foto, il “tag” alla cantina produttrice e gli hashtag giusti: il gioco è fatto! Naturalmente se ti sei conquistato la fiducia di un qualche migliaio di followers…

Questa volta, cercate la parola “vino” su Facebook, Twitter e Instagram: non è poi raro incontrare i profili social di cantine e critici enologici. Le reti sociali, al giorno d’oggi, sono il nuovo modo per farsi pubblicità! Ecco perché il community manager è diventato una figura chiave nella strategia di marketing di qualsiasi azienda, anche vinicola.

Wine promoter

Il wine promoter è un organizzatore di eventi specializzato nel campo del vino. È lui che sceglie quando, dove e come un vino deve essere lanciato e/o degustato. Deve conoscere alla perfezione sia il produttore che il consumatore, in modo da poter creare la situazione e l’atmosfera giuste per far sì che il prodotto venga associato a un’esperienza positiva e divertente. Un passo falso potrebbe voler dire il fallimento di un prodotto!

Vino 2.0: i nuovi mestieri del vino

Wine hunter

È il “cacciatore di teste” delle bottiglie. Sei un collezionista di bottiglie pregiate e non sai dove recuperare quel Bordeaux di quell’annata tanto speciale? No problem, ci pensa il wine hunter a rintracciarla. I tempi si stringono, le contrattazioni si snelliscono e il cliente è felice.

Anche le cantine e le enoteche possono assumere un wine hunter per farsi conoscere dalla clientela giusta, più mirata ed esclusiva.

Wine driver

Si sa, il vino è convivialità! Si esce con gli amici, si beve un po’ più del dovuto e non si sa come ritornare a casa. Il wine driver è colui che può risolvere il problema! Utilizzando la sua auto o la tua, ti riporta a casa senza rischi.

Game of Thrones: un gioco di bicchieri

Siete fan della serie e state aspettando con trepidazione il finale? Rilassatevi con un bicchiere di vino. Firmato Game of Thrones, ovviamente!

HBO, il network proprietario del marchio Game of Thrones, sta approfittando del successo stellare della serie TV per lanciare sul mercato gadget e prodotti di ogni tipo, compresi vini, birre e distillati. Alcuni sono, per il momento, dedicati al mercato statunitense, ma altri sono già disponibili in Europa.

Game of Thrones: i vini, le birre e i whisky dedicati alla serie - Uvinum

More wine!

Durante la serie sono molte le scene in cui i personaggi sorseggiano – e in alcuni casi tracannano – del vino, primi fra tutti Robert Baratheon, Cersei e Tyrion. Sembrerebbe, infatti, che il vino sia uno dei pochi personaggi capaci di sopravvivere a tutte le stagioni!

HBO e la Vintage Wine Estates, proprietaria di alcuni vigneti americani, hanno lanciato quattro diversi tipi di vino: un Red Wine, un Cabernet Sauvignon, uno Chardonnay e un Pinot Noir. Tutti e quattro vengono venduti in eleganti bottiglie con etichette riccamente decorate e riportanti il logo ufficiale della serie.

Il gravoso compito di ideare un nettare degno del trono di spade è stato assegnato al famoso enologo Bob Cabral, che ha accettato con entusiasmo la sfida di creare dei vini che rappresentassero al meglio i personaggi della sua serie preferita. Non ci resta altro che provarli!

Beer is coming

L’azienda americana Brewery Ommegang, specializzata in bevande di tradizione belga, è stata incaricata da HBO di realizzare una collezione di birre dedicate a Game of Thrones.

Della collezione fanno parte cinque diverse bottiglie: Hand of the Queen, una Barleywine Ale ispirata a Tyrion Lannister; Queen of the Seven Kingdoms, una bionda dedicata a un’altra bionda, Cersei; Mother of Dragons, una miscela di Porter Affumicata e Kriek in onore di Daenerys Targaryen; King in the North, una Imperial Stout fatta invecchiare in botte dedicata a Jon Snow; For the Throne, una Strong Golden Ale fermentata con succo di Pinot Grigio e Viognier. A chi è dedicata? Beh, a chi alla fine occuperà il Trono di Spade.

Things I do for whisky

Diageo e HBO hanno pensato di celebrare le otto stagioni della serie con otto bottiglie di Single Malt Scotch Whisky, ognuna delle quali è dedicata ad una casata:

  1. Alla casata Greyjoy, che regna sulle Isole di Ferro, è toccato un Talisker Select Reserve distillato sull’isola di Skye.
  2. Ai Lannister, si sa, piace il potere. A loro è stato assegnato un Lagavulin invecchiato 9 anni, whisky prodotto in una distilleria che da oltre 200 anni domina le nostre di Islay. Appropriato, non trovate?
  3. La distilleria scozzese Dalwhinnie è situata ad alte latitudini, in un ambiente freddo e lontano. Ci poteva essere un whisky migliore per gli Stark, signori del Nord, che il Dalwhinnie Winter’s Frost?
  4. Per la famiglia Tully, i signori delle Terre dei Fiumi, è stato assegnato un Singleton of Glendullan Select, che nasce sulle rive del fiume Fiddich.
  5. Ai leggendari Targaryen, e più in particolare a Daenerys, è stato dedicato un Cardhu Gold Reserve. D’altronde, la distilleria Cardhu fu avviata principalmente da Helen Cumming e dalla nuora Elizabeth nell’800, in un’epoca in cui solo gli uomini potevano occuparsi di whisky. Girl power!
  6. Una bottiglia nera per i Guardiani della Notte! A loro è dedicato un Oban Bay Reserve, la cui distilleria sorge a strapiombo sulla baia che divide le Highlands occidentali dalle Islands scozzesi. Non vi ricorda il Castello Nero?
  7. Alla reale famiglia Baratheon non poteva che essere assegnato un whisky altrettanto reale: un Royal Lochnagar 12 Year Old.
  8. La distilleria Clynelish è situata nel mezzo di un paesaggio bucolico, fatti di verdi pascoli e ridenti colline. Ecco allora che il Clynelish Reserve sembra essere la scelta più ovvia per i Tyrell, i signori dell’Altopiano, dove si trovano le terre più fertili del Continente Occidentale.

E visto che senza Estranei Game of Thrones perderebbe una parte piuttosto importante della storia, è giusto che anche a loro venga dedicata una bottiglia: White Walker by Johnnie Walker. Da servire ghiacciato, ovviamente!

Come direbbe il Re Folle, drink them all!

 

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Johnnie Walker Game of Thrones White Walker

Un whisky che mette i brividi (servitelo ghiacciato!) è stato scelto per rappresentare gli spaventosi Estranei. Il loro è un blend di single malt Cardhu e Clynelish, distillerie situate nel nord della Scozia.

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Lagavulin 9 Anni Game Of Thrones House Lannister

Questo Lagavulin invecchiato 9 Anni è dedicato alla casa dei Lannister. È un Single Malt che “ruggisce” come un leone, da apprezzare liscio o con una spruzzata d’acqua.

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Cardhu Gold Reserve Game of Thrones House Targaryen

Il Cardhu Gold Reserve è il whisky scelto per rappresentare i Targaryen. È un whisky passionale, che rinchiude in sé tutta la grinta delle donne. Fu Helen Cumming ad avviare la distilleria con l’aiuto della nuora, distillando e vendendo il whisky illegalmente!

4 cocktail a basso contenuto calorico per mantenere la linea

Vuoi perdere qualche chilo senza rinunciare a un gustoso aperitivo dopo il lavoro? Non ti preoccupare, su Uvinum conosciamo bene questo problema. Proprio per questo, ti proponiamo 4 cocktail a basso contenuto calorico per goderti il sabato sera con gli amici, senza perdere la tua linea.

1. Spritzer – La bevanda nazionale austriaca

Lo Spritzer, chiamato Weinschorle in Germania , è probabilmente il long drink più famoso in Austria e si degusta in qualsiasi stagione dell’anno. È una bevanda a base di vino, miscelato con acqua minerale, e decorata con una fetta di limone. Per questo cocktail popolare si utilizza un vino giovane proveniente da vitigni a bacca bianca come il Grüner Veltiner, lo Weißburgunder e lo Chardonnay e la proporzione tra vino ed acqua dovrebbe essere di 1:1. Questa bevanda rinfrescante ha solo 58 calorie per 100 ml.

C’è anche un altro vantaggio: ti risparmierai i postumi della sbornia grazie all’alto contenuto d’acqua di questa bevanda. Goditi questo classico austriaco!

2. Vodka Soda – Semplice e con poche calorie

Soda + Vodka = Vodka Soda

Certo, non è così semplice! Anche questo cocktail deve essere miscelato correttamente. Per prima cosa, riempi un bicchiere con cubetti di ghiaccio e aggiungi gli ingredienti. Per questa bevanda a basso contenuto calorico servono 3 parti di soda e 1 parte di vodka. Infine, decora il bicchiere con una fetta di lime. Questo cocktail ha solo 22 calorie per 100 ml.

Non sai quale vodka usare per preparare questo cocktail? Nel nostro blog ti offriamo una selezione unica.

3. Martini: miscelato o shakerato?

Tutti conoscono questo drink dai famosi film di James Bond, ma sapevi che questo cocktail appartiene alle bevande alcoliche a basso contenuto calorico? Il cocktail Martini è un drink da bere come aperitivo ed è solitamente preparato con assenzio francese e gin.
Una delle varianti più conosciute del Martini è il Martini Dry. Questo drink è composto da London Dry Gin e la minor quantità di vermouth possibile. Senza mai dimenticare l’oliva che decora il bicchiere.

Una quantità equivalente a 100 ml di Martini Cocktail ha solo 140 calorie! Ora capisci perché James Bond ha un corpo così perfetto.

4. Mojito – Saluti da Cuba

A differenza di molti altri cocktail cubani, il mojito è un’alternativa con poche calorie. Inventato a L’Avana, questo cocktail è composto da 5 ingredienti fondamentali: rum bianco, zucchero (tradizionalmente succo di canna da zucchero), succo di limone, soda e menta. L’elemento più importante nell’elaborazione di un mojito è probabilmente il rum. I migliori rum per il tuo mojito sono disponibili su Uvinum.

L’acqua minerale di questo cocktail cubano lo rende una bevanda ipocalorica. L’oro verde di Cuba ha solo 71 calorie per 100 ml.

Come puoi vedere, c’è una selezione unica di cocktail con poche calorie. Quindi niente ti limiterà nel prossimo party. Divertiti provando e godendoti questi cocktail a basso contenuto calorico. E, ricorda, bevi con moderazione! 😉

I migliori romanzi sul vino

Oggi, 23 aprile, è la Giornata Mondiale del Libro. Se sei un amante del vino e della lettura, cosa ci può essere di meglio se non unire entrambi i tuoi hobby?

Che sia in una vigna, in una cantina o durante una cena con amici, il vino offre sempre il contesto perfetto per raccontare una storia…

Giornata mondiale sul libro: i migliori romanzi sul vino

Palato, Roald Dahl

Questo racconto breve di Roald Dahl narra di una cena, in un primo momento tranquilla. Ad un certo punto, però, inizia una sfida tra l’ospite e un suo invitato per indovinare a quale annata e cru appartiene il Bordeaux servito durante la serata. La posta in ballo è la mano della figlia del padrone di casa. Il racconto, il cui titolo originale è Taste (1945), è un perfetto esempio del cinismo e della criticità attraverso cui Dahl, famoso soprattutto per i suoi libri per bambini, era solito descrivere la società nei suoi racconti più “da adulti”.

Il signore delle vigne, Noah Gordon

L’autore, Noah Gordon, ambienta la sua storia in Linguadoca alla fine del XIX secolo. Josep Álvarez, giovane catalano, scopre l’arte della vinificazione grazie a Monsieur Mendès, un viticoltore francese. Dopo aver ricevuto la notizia della morte del padre, Josep torna nella sua terra natale, dove scopre che il fratello vuole disfarsi della vigna di famiglia e che Maria, la donna di cui era innamorato, si è creata una famiglia con un altro uomo. Tra disordini, lotte di successione e assassini politici, riuscirà Josep a realizzare il suo sogno di produrre un vino spagnolo buono quanto i vini prodotti in Francia?

La vigna di Angelica, Sveva Casati Modignani

Angelica ha 35 anni. È una madre, una moglie e un’imprenditrice di successo nel campo della produzione del vino. La sua vita sembra essere perfetta, ma dietro quella facciata si nascondono le bugie del marito e una serie di sogni infranti. Dopo un brutto incidente in moto, il destino fa incontrare ad Angelica uno chef di fama mondiale, Tancredi d’Azaro. Questo incontro rappresenterà un nuovo inizio? 

La confraternita dell’uva, John Fante

Pubblicato nel 1977, è un romanzo sulla prima generazione italoamericana. Nick Molise è un padre ingombrante, tirannico, che si vanta di essere il primo scalpellino d’America. Il mondo descritto da Fante è un mondo di uomini di testarda virilità, guardati con inquietudine e paura dagli americani che considerano gli italiani degli ubriaconi. Piccola curiosità: il romanzo venne  pubblicato in Italia nel 1990 con il titolo La confraternita del Chianti.

Ogni storia inizia con un bicchiere di vino - Uvinum

Il commissario Cosulich, Giovanni Negri

Il sangue di Montalcino, Prendete e bevetene tutti, Il vigneto da Vinci: ecco i tre titoli che compongono la trilogia del Commissario Cosulich, detective istriano in azione in Italia, in particolare in alcune delle zone vinicole più importanti del Bel Paese. I tre episodi della saga hanno un unico fil rouge, il vino. Nel primo, un enologo di fama mondiale, Roberto Candido, viene trovato ucciso nell’abbazia di Sant’Antimo, tra le vigne di Montalcino; nel secondo, qualcuno ha manomesso i freni della macchina di Mario Salcetti, inventore delle bollicine italiane in Franciacorta; nel terzo, il nostro detective rimane affascinato dagli studi sul vigneto appartenuto a Leonardo da Vinci del professor Attilio Scienza.

Di viole e liquirizia, Nico Orengo

Daniel, sommelier francese, soggiorna per alcuni giorni ad Alba. Il protagonista dimostra avere una profonda conoscenza dei vini piemontesi, soprattutto per quelli delle Langhe, e un amore profondo per il Piemonte. A smitizzare quest’atmosfera quasi mistica, però, entra in gioco il tassista Luciano, accanito bevitore di birra, che bacchetta vignaioli, critici e politici che hanno sì rilanciato nell’Olimpo dei grandi vini la Langa, ma a discapito della sua originalità, della sua sincerità e del suo paesaggio.

Vi abbiamo fatto venire voglia di leggere? Allora riempitevi il bicchiere e iniziate a sfogliare quel libro che avete sul comodino!

Green Wine: i vini che difendono la Terra

“Il vino è la poesia della terra”: così scriveva Mario Soldati. Il 22 aprile si festeggia in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Terra, evento nato per sottolineare la necessità di conservare e proteggere le risorse naturali della Terra.

Green Wine: i vini che salveranno la terra - Uvinum

Il mondo del vino si è da sempre dimostrato attento a difendere l’integrità del territorio e a migliorare la sostenibilità della produzione vitivinicola. Vi presentiamo tre pratiche – quella della viticoltura biologica, biodinamica e naturale – che hanno in comune lo stesso obiettivo, quello di salvaguardare la Terra e rispettare la natura.

Vino biologico

Esiste una normativa che stabilisce in che modo un vino deve essere prodotto per essere definito biologico. Il Regolamento Europeo 203/2012 dispone che l’uva utilizzata sia coltivata evitando qualsiasi tipo di prodotto chimico di sintesi e mette al bando le varietà OGM. Sono vietate, quindi, concimazioni chimiche e antiparassitari sistemici che stimolino la produzione quantitativa della pianta a scapito di quella qualitativa, e che mettano in pericolo il prezioso equilibrio Terreno-Pianta-Clima.

Per la fertilizzazione dei terreni è preferibile ricorrere a concimi organici, mentre per difendere le piante dai parassiti si utilizzano trattamenti di origine naturale (rame, zolfo ed estratti di piante) o si ricorre alla pratica della lotta biologica, che consiste nell’introdurre organismi viventi nemici dei parassiti nell’ecosistema vigneto.

Anche la vinificazione è regolamentata. Ad esempio, per quanto riguarda i solfiti, la quantità massima consentita è di 100 mg/l per i rossi e 150 mg/l per i bianchi e i rosati.

Vino biodinamico

Pur non essendo ancora riconosciuta a livello legislativo, l’agricoltura biodinamica è regolamentata dall’Associazione Demeter ed è sempre più in voga anche nel nostro Paese. Lo scopo di questa pratica è quello di eliminare in modo definitivo l’utilizzo di prodotti chimici e di ridurre allo stesso tempo l’impiego di macchinari, il tutto basandosi sul corso naturale della natura, in particolare sulle fasi lunari. Caratteristica tipica di questo tipo di agricoltura è l’impiego di compost naturali da utilizzare in determinati periodi dell’anno.

Anche nel vino biodinamico, comunque, sono presenti dei solfiti, anche se in quantità limitata: 70 mg/l nei vini rossi, 90 mg/l nei vini bianchi e 60 mg/l nei vini frizzanti.

Earth Day: i vini in difesa dell'ambiente

Vino naturale

Con vino naturale – detto anche vino secondo natura, vino vero e vino artigianale – si intende un prodotto elaborato senza l’utilizzo di additivi chimici di sintesi e/o manipolazioni da parte dell’uomo. Le vigne, a bassa resa, sono trattate solo con sostanze naturali (zolfo e rame), mentre per la fermentazione e l’affinamento vengono utilizzati esclusivamente lieviti indigeni già presenti nell’uva.

I solfiti possono essere aggiunti solo nel caso in cui non se ne sviluppino naturalmente in quantità sufficiente durante la fermentazione alcolica. La quantità massima stabilita è di 30 mg/l per i vini rossi e rosati e 50 mg/l per i vini bianchi.

Vini Triple A e vini liberi

Negli ultimi anni sono nate altre due correnti di pensiero interessanti: quelle dei vini Triple A e quella die vini liberi.

Nato a Genova nel 2003, il movimento Triple A – Agricoltori, Artigiani, Artisti – lotta contro la la standardizzazione del vino da parte delle multinazionali e a favore dell’unicità e della naturalità dei vini italiani. Il movimento adotta, quindi, tecniche agronomiche ed enologiche che evidenzino non solo le caratteristiche del vitigno e del terroir, ma anche la personalità del produttore. Anche nel caso dei vini Triple A, è vietato l’utilizzo di qualsiasi prodotto chimico e di lieviti selezionati.

Infine, l’Associazione Vino Libero, fondata nelle Langhe, si propone come scopo quello di sviluppare un’agricoltura capace di essere allo stesso tempo economicamente vantaggiosa e rispettosa dell’ambiente. No quindi a concimi di sintesi ed erbicidi, per produrre un vino che presenta il 40% in meno rispetto al limite previsto per legge di solfiti. Grazie all’Associazione, le aziende produttrici di vino adottano un tipo di coltivazione naturale senza aver bisogno di sborsare cifre molto alte per ottenere la certificazione bio.

 

Quando il vino è patrimonio dell’umanità

Il 18 Aprile si celebra la Giornata Internazionale dei Monumenti e dei Siti, istituita nel 1983 dall’Unesco – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Lo scopo di questa ricorrenza è quello di far riflettere sull’importanza del valore formativo ed educativo del patrimonio culturale mondiale.

L’Italia è il Paese con il maggior numero di siti proclamati “patrimonio dell’umanità”, ben 54, e tra questi rientrano anche tre importanti regioni vinicole.

Giornata Internazionale dei monumenti e dei siti: i vini patrimonio dell'Unesco

Langhe-Roero e Monferrato

Risale al 2014 la decisione di proclamare i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato patrimonio dell’umanità. A rendere possibile questo riconoscimento sono state le colline ricoperte di vigneti, i borghi e le cantine secolari, le torri e i castelli di origine medioevale, l’armonia e l’equilibrio dei paesaggi piemontesi.

L’elenco dei paesaggi comprende la Langa del Barolo che, come suggerisce il nome, è la culla di uno dei vini migliori al mondo; le colline del Barbaresco, che comprende vigneti prevalentemente coltivati a Nebbiolo da cui si produce, neanche a dirlo, il celebre Barbaresco; il Castello di Grinzane Cavour, acquistato dallo statista Camillo Benso Conte di Cavour, il quale si occupava personalmente della sua vigna; la zona di Canelli, dove si coltiva il Moscato Bianco da cui si produce lo spumante Asti; l’area di Nizza Monferrato, “capitale” del Barbera; il Monferrato degli Infernot, dove si possono visitare vecchie cantine profonde diversi metri, scavate direttamente nella roccia.

Pantelleria e lo Zibibbo

Sempre nel 2014, l’isola di Pantelleria ha ricevuto il titolo di patrimonio dell’umanità per la caratteristica coltivazione ad alberello dell’uva Zibibbo. Dalle uve Zibibbo si ottiene il famoso Moscato di Pantelleria, uno dei migliori vini da meditazione del Bel Paese.

Questa pratica vuole che la piantina venga inserita in una buca profonda 20 centimetri, in modo da poter assorbire una maggior quantità di acqua e resistere ai venti marini. La raccolta, esclusivamente manuale, inizia nella seconda metà di agosto: per la comunità locale, i giorni della vendemmia rappresentano un’occasione per riunirsi e festeggiare.

Quello ad alberello è un metodo di coltivazione che avviene in condizioni climatiche estreme e che viene tramandato oralmente di generazione in generazione; un patrimonio culturale da salvaguardare e da trasmettere alla future leve di vignaioli.

Le Cinque Terre e lo Sciacchetrà

“Da qui i vigneti illuminati dall’occhio benefico del sole e dilettissimi a Bacco si affacciano su Monte Rosso e sui gioghi di Corniglia, ovunque celebrati per il dolce vino.” Così scriveva Francesco Petrarca a proposito dei vigneti delle Cinque Terre.

Tra le caratteristiche del panorama di quest’angolo di Liguria, ritroviamo i ripidi terrazzamenti dove ancora oggi viene coltivata la vite da parte di viticoltori “eroici” – o “angeli matti”, come li definisce il critico enologico Luigi Veronelli. I vigneti crescono su pendii scoscesi a picco sul mare e sono raggiungibili solo grazie ad un trenino a cremagliera, con rotaie a base dentata adatte ad affrontare le pendenze.

Il frutto di questo sforzo è lo Sciacchetrà, un vino passito DOC più unico che raro, dolce, profondo e speziato, decantato da poeti come Boccaccio, Pascoli e D’Annunzio. Per produrlo si usano uve appassite in inverno delle varietà Albarola, Bosco e Vermentino.

Una terra ricca d’incanti, l’Italia. Prendiamo questa giornata come un’occasione per apprezzare la sua bellezza e i prodotti che ci regala.