I migliori vini da abbinare alla Pizza e alla tua cena del venerdì sera

 TAGS:undefinedPizza e vino possono sposarsi felicemente, ma è importante cercare l’abbinamento giusto. I vini che potresti scegliere da abbinare alla pizza vanno dai vini rossi, agli spumanti, includendo anche alcuni vini bianchi per particolari gusti di pizza. Ecco alcuni dei migliori vini da prendere in cosiderazione per accompagnare la tipica pizza del venerdì sera:

Classiche pizze italiane e vini rossi delicati, bianchi o rosati

La pizza può sembrare un piatto informale ma abbinarlo al giusto vino potrebbe essere più difficile di quanto si pensi. Combinazioni di ingredienti, salumi, pomodoro e mozzarella rendono i vini rossi delicati la scelta migliore per le pizze classiche. Alcuni dei migliori vini per le pizze che tutti conosciamo sono:

I migliori vini da abbinare alla pizza sono quelli che aiutano a far risaltare i sapori degli ingredienti senza sottometterli al gusto del vino. Spesso dipende proprio dal tipo di pizza e dagli ingredienti il vino che si può abbinare.

Abbinamenti per altri piatti italiani e per le pizze più farcite

Per la tua cena potresti voler provare qualcosa di diverso dalla pizza o scegliere di ordinare una pizza speciale senza gli ingredienti classici. Ecco alcuni consigli per accompagnare il dessert ed altri piatti italiani in qualsiasi momento:

Rossi giovani per pizze ai formaggi saporiti e con salumi vari
Bianchi freschi per pizze farcite con verdure e prosciutto

Passiti e spumanti dolci italiani per dessert e dolci vari

Se vuoi stupire il tuo ospite a cena, abbina i dessert con spumanti dolci. Il passito è sempre una scelta eccellente; per i dessert più dolci, puoi scegliere un Moscato d’Asti DOCG, mentre per i dessert con meno zucchero, puoi dirigerti verso un Brachetto d’Acqui DOCG o una Malvasia dei Colli Piacentini DOC.

Come puoi vedere, scegliere i vini giusti per accopagnare la tua pizza preferita è più difficile di quanto tu possa pensare. Prova alcuni di questi vini durante la tua cena per abbinare i tradizionali sapori italiani con vini perfetti.

 TAGS:La Spinetta Moscato D'Asti Bricco Quaglia 2017La Spinetta Moscato D’Asti Bricco Quaglia 2017

La Spinetta Moscato D’Asti Bricco Quaglia 2017

 

 

 TAGS:La Spinetta Biancospino Moscato D'Asti 2017La Spinetta Biancospino Moscato D’Asti 2017

La Spinetta Biancospino Moscato D’Asti 2017

 

Migliora le tue abilità con il vino

 TAGS:undefinedC’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire sull’alcool e sugli effetti che ci procura. La cosa principale riguarda la preoccupazione di bere con moderazione e di non bere e guidare mai. Naturalmente, Uvinum sostiene con tutto il cuore i messaggi di prevenzione delle campagne sulla salute.

Ciò nonostante, degli studi recenti hanno dato un accezione positiva al moderato consumo di alcool. I benefici della dieta Mediterranea sono stati a lungo dimostrati dagli scienziati, quindi su questi non ci soffermeremo. Abbiamo invece scoperto cinque studi, i quali provano che l’alcool può intensificare le tue abilità.

Abilità di ballo

Nel Dicembre scorso, il Times pubblicò i risultati dello studio del professor David Nutt, il quale dichiarava che sei bicchieri migliorano significativamente il tuo punteggio ad un gioco di ballo all’Xbox. Questo corrisponde ad una bottiglia di vino. Tuttavia, sembra che questa nuova abilità acquisita scompaia oltre le sei bevande.

Abilità con le lingue straniere

Secondo uno studio pubblicato sul “Journal of Psychopharmacology” (Giornale di Psicofarmacologia) e condotta dalle università del King’s College, a Liverpool e Maastricht, un bicchiere di alcool ha un impatto positivo sulle prestazioni linguistiche, sia auto-valutate che da un osservatore. Perciò, la prossima volta che vai in vacanza ad una degustazione di vino Spagnola o Italiana, non esitare a bere del vino per parlare con la gente del posto.

Capacità di risoluzione dei problemi

Un nuovo studio del Professor Jennifer Wiley dell’Università di Illinois sembra provare che due bicchieri di vino o birra ti rendono migliore e più veloce nei rompicapo che se fossi sobrio. Anche se, potrebbe valere la pena sottolineare che questo effetto è limitato in quanto l’alcol aumenta la creatività con cui è possibile affrontare un problema, ma le proprie capacità analitiche si riducono.

Senso dell’olfatto

 L’Istituto Scientifico in Israele ha provato in uno studio che due bicchieri di alcol per le donne e tre per gli uomini possono migliorare le vostre prestazioni olfattive. In altre parole, identifichiamo più odori quando siamo leggermente ubriachi. Sebbene, proprio come con le altre abilità, questo vantaggio scompare se si va oltre un consumo moderato.

Abilità sociali 

Secondo un articolo pubblicato nel Psychological Science, con qualche drink in più puoi migliorare potenzialmente le tue abilità sociali. L’alcool sembra facilitare il coinvolgimento nelle discussiomi e farti sorridere di più, facilitando in tal modo il legame sociale. 
Tuttavia, i cicchetti di vodka non sostituiranno delle relazioni sane.

 

 

 TAGS:Sant'antonio Scaia Bianca Veneto 2017Sant’antonio Scaia Bianca Veneto 2017

Sant’antonio Scaia Bianca Veneto 2017

 

 

 TAGS:Marisa Cuomo Furore Bianco 2017Marisa Cuomo Furore Bianco 2017

Marisa Cuomo Furore Bianco 2017

Cocktail classici

 TAGS:undefined

Diversi dai cocktail un po’speziati, agrumati e molto rinfrescanti dell’estate, in questo periodo dell’anno, si apprezzano cocktail più consistenti. Vogliamo consigliarvi alcuni dei cocktail con whisky che vi piaceranno di più. Proviamo a prepararli? 

Il cocktail Manhattan è molto conosciuto da tutti. Prenderemo 2 parti di whiskey, 1 di vermouth, 2 spruzzi di bitter e ghiaccio tritato. La sua preparazione è molto facile. Basta mescolare il whiskey con il vermouth e aggiungere il ghiaccio tritato. Poi aggiungiamo alcuni spruzzi di bitter. Infine si può decorare con una ciliegia.

Troveremo più whisky nel cocktail Esmeralda. In questo caso, si uniscono whisky irlandese e 1 parte di vermouth italiano. Quindi si aggiunge 1 spruzzata di succo di arancia o limone, a seconda del gusto. La preparazione non è un mistero, il tutto viene agitato in uno shaker.

L’ Irish Coffee è un classico di questo periodo dell’anno. Infatti ti fa sentire molto bene ed è l’ideale dopo un lungo e buon pranzo. Per preparare questo cocktail sono necessarie 2 parti di whisky irlandese, da 5 a 6 parti di caffè, zucchero e panna o latte normale. Il whisky, il caffè e lo zucchero vengono miscelati per primi, successivamente viene aggiunto uno strato di panna precedentemente montata. La panna viene servita anche sopra. La bevanda verrà mescolata quando sarà consumata.

Chai Limantour è un cocktail poco conosciuto e dolce. In questo caso, il whisky si fonde con il latte intero ed evaporato, il liquore di whisky e lo sciroppo di spezie.

November Rain è un cocktail realizzato da Javier de las Muelas. Qui il whisky è il protagonista oltre alla sua consistenza fine e cremosa. Uniamo il whisky Maker’s Mark, alcune gocce di Droplets Tonka Bean, gelato al torrone e un liquore al cioccolato nero. Si elabora facilmente agitando tutti gli ingredienti in uno shaker Boston per 10 secondi. Infine possiamo decorarlo con alcuni chicchi di caffè. La cosa migliore è andare a provarlo in uno dei cocktail bar di Javier de las Muelas a Barcellona o a Madrid.

 

 TAGS:Jack Daniel's Tennessee FireJack Daniel’s Tennessee Fire

Jack Daniel’s Tennessee Fire

 

 

 TAGS:The Yamazaki 12 YearsThe Yamazaki 12 Years

The Yamazaki 12 Years

 

 

Qual è l’importanza del vino nella dieta mediterranea?

 TAGS:undefinedOrmai tutti sono consapevoli dei molteplici benefici che apporta la dieta mediterranea al nostro corpo. Infatti, previene le malattie cardiovascolari, elimina il colesterolo “cattivo” e offre i nutrienti necessari per sviluppare una mente sana e un organismo in forma.

Il vino è incluso in questa dieta, sia nei pranzi che nelle cene, essendo una bevanda salutare con molti vantaggi.

La stessa Fondazione Dieta Mediterranea riconosce che “il vino è una bevanda che è stata tradizionalmente associata sia ad effetti positivi che negativi per la salute. Ciò che determina se la bilancia si inclini più da un lato che dall’altro è il modello di alimentazione quotidiano che viene seguito “. E le parole di Ramon Estruch, uno dei leader del gruppo di ricerca Predimed del Centro di Ricerca Biomedica in Rete Fisiopatologia dell’obesità e nutrizione (CIBERobn), affermano che “I maggiori benefici si ottengono quando il consumo è moderato e si mantiene una condotta alimentare salutare, come la dieta mediterranea. “

Quindi, la presenza del vino in questa dieta è molto importante. E’ giusto sottolineare che quando si parla di consumo moderato di vino si intende nel caso degli uomini un massimo di tre bicchieri di vino al giorno, mentre per le donne un bicchiere e mezzo al giorno.

Il catalogo e la guida della Fondazione Dieta Mediterranea afferma che l’acqua è la bevanda per eccellenza nel Mediterraneo, per cui è di base, mentre il vino deve essere assunto con moderazione e durante i pasti. Spiegano che il vino è un alimento tradizionale nella dieta che può avere effetti positivi sulla salute consumandolo con moderazione e nel contesto di una dieta equilibrata.

Queste bevande, come il vino, dovrebbero essere combinate con i prodotti locali, di stagione, verdure, ortaggi, cereali, pesce, carne rossa (con moderazione), frutta fresca, prodotti lattiero caseari, frutta secca e olio di oliva.

Tutto ciò deve essere unito a una sessione di esercizio fisico quotidiano che rende la dieta veramente completa.

 TAGS:Memoro PicciniMemoro Piccini

Memoro Piccini

 

 

 TAGS:Feudi di San Marzano Negroamaro F 2014Feudi di San Marzano Negroamaro F 2014

Feudi di San Marzano Negroamaro F 2014

Rioja Vs Ribera

 TAGS:undefinedPotrebbe sembrare un argomento già abbastanza trattato ma, recentemente dei clienti mi hanno fatto questa domanda e la sento spesso. Qual è la differenza tra i vini di Rioja e quelli della Ribera del Duero? Per esperienza, inoltre, la domanda successiva riguarda la differenza di prezzo tra loro. Così, per la seconda edizione della rivista “Click & Drink” di Uvinum, ho pensato fosse un tema da riprendere, senza dimenticare che Natale è dietro l’angolo e dobbiamo pensare ai vini che apriremo durante le feste.

Le due Denominazioni di Origine più conosciute della Spagna e che vendono più vini, sono, senza dubbio, la Rioja e la Ribera del Duero. Sono famose non solo in Spagna, ma in tutto il mondo, per i loro vini rossi. Ognuna di loro ha i suoi fan e sono molto difficili da conciliare. Ma quali sono le differenze tra i vini rossi di entrambe? Per comprendere questi vini, devo spiegarvi delle “noiose” differenze… Prima di passare alla parte divertente!

La creazione

La Rioja è una denominazione di Origine (D.O.) dal 1925 ed ottiene il titolo di Denominazione di Origine Qualificata (D.O.C.) nel 1991, ossia di qualità molto alta. La Ribera del Duero è una D.O. più recente, riconosciuta nel 1982.

La situazione geografica

L’area di produzione della D.O.C Rioja è situata nel Nord della Spagna, su entrambe le sponde del fiume Ebro, principalmente nelle Comunità Autonome de La Rioja e dei Paesi Baschi, divisa a sua volta in tre sotto-denominazioni geografiche: Rioja Alta; Rioja Alavesa e Rioja Bassa. Sono 63.593 gli ettari di vigneto che producono tra i 280 e i 300 milioni di litri di vino (90% rossi; 5% bianchi; 5% rosati).

L’area di produzione della D.O.C. Ribera del Duero si estende a sud-est della Castiglia e León, principalmente nelle province di Burgos, Segovia, Valladolid e Soria. Sono 22.320 gli ettari di vigneto che producono circa 130 milioni di litri di vino (98% rossi; 2% rosati).

Nella situazione geografica non è importante solo la delimitazione delle zone, ma anche i terreni o il “terroir” ed il clima di ognuna. Sono i terreni ed il clima, tra le altre cose, che marcano la qualità del vino.

Nel caso della D.O.C Rioja, in generale nelle 3 aree di produzione, il clima è continentale, moderato, nel caso della Rioja Bassa quasi mediterraneo. Le temperature miti consentono una lenta ed accurata maturazione dell’uva. La Denominazione possiede una varietà di terreni ma le tre dominanti sono le argille calcaree, le ferrose e le alluvionali.

 TAGS:undefined

La D.O. Ribera del Duero ha un clima continentale estremo con pochissime precipitazioni. Gli inverni sono freddi con venti gelati e le estati calde con siccità, ma con basse temperature notturne. Di conseguenza, l’uva matura più rapidamente ed è più concentrata. I terreni sono abbastanza vari nella D.O., anche se predomina il calcare.

Le varietà d’uva

La varietà principale di uva coltivata nelle due D.O., è la Tempranillo. Questa, la hanno in comune. La somiglianza termina qui. Nella Rioja sono autorizzate, le uve rosse Tempranillo (la più coltivata), la Garnacha rossa, la Mazuelo e la Graciano e tre varietà bianche, la Viura, la Malvasía e la Garnacha bianca.

Nella Ribera del Duero le uve rosse sono la Tempranillo, chiamata anche Tinto Fino o Tinta del País, la Cebernet, la Sauvignon, la Merlot e la Malbec, così come in piccole quantità le uve Garnacha e come bianca la Albillo.

Anche se la Tempranillo è la più coltivata e la più usata per la preparazione di entrambe le D.O., i due vini sono molto diversi.

Arome, forza nel gusto, alcool e gradazione, colore e sapore. I vini rossi della Rioja si potrebbero classificare come vini morbidi, poco astringenti. Non seccano la bocca e non sono ruvidi.

vini della Ribera del Duero sono più concentrati e più intensi, tanto nel colore quanto nel sapore, conseguenza del clima estremo e della rapida maturazione dell’uva. Danno in bocca una sensazione di maggiore astringenza, secchezza e ruvidità. Si dice che siano più forti.

Per gli stessi motivi della forza nel sapore, i vini della Ribera del Duero hanno una gradazione alcolica più alta rispetto a quelli della Rioja. Anche se, se i vini sono ben fatti, l’alcool non si deve notare, sia che siano di una D.O., che dell’altra.

L’aroma dei vini della Rioja ricorda i frutti rossi. In bocca abbiamo una sensazione di freschezza grazie all’acidità. L’aroma dei vini della Ribera del Duero ricorda la frutta matura, sembra più dolce in bocca e di solito il sapore termina con un gusto di latte, come di yogurt alla fragola.

Entrambe le D.O. classificano i vini secondo il loro tempo di maturazione o invecchiamento:

– Jóven/ Roble (non vengono invecchiati in una botte di legno o subiscono un passaggio in botte inferiore ai 12 mesi).
– Crianza (minimo due anni di invecchiamento, uno di questi in botte)
– Reserva (minimo tre anni di invecchiamento, uno di questi in botte e un altro in bottiglia)
– Gran reserva (minimo cinque anni di invecchiamento, 2 in botte e 3 in bottiglia).

Il grafico in basso ci mostra il potenziale di conservazione dei vini a seconda del loro tempo di invecchiamento. Per entrambe le D.O., dei vini giovani si può godere in un tempo breve, al contrario, quanto più tempo sono stati invecchiati, più a lungo ne potremo beneficiare.

La parte noiosa ed oggettiva è finalmente finita. Passiamo alla parte più interessante…

La differenza di prezzo

Perché i vini della Rioja sono generalmente più economici di quelli della Ribera del Duero? In gran parte ho già risposto in precedenza. L’area di produzione e la quantità di litri prodotti dalla Rioja sono molto superiori a quelli della Ribera. Vi ricordo, 63.593 ettari contro 22.320. Ma influisce anche il clima. E’ più “facile” produrre vino nella Rioja che non con le temperature estreme della Ribera. Le cantine della Ribera affrontano molti più problemi di gelate che non favoriscono ottimi risultati. Meno vini, prezzo più alto!

In sintesi, sono aree diverse, con terreni diversi, clima differente e mescolanze di uve diverse. Quindi perché la gente discute sempre per sapere se è meglio uno o l’altro? Ognuno ha il suo gusto no? O dovrebbe piacermi più la carne che il pesce?

Tuttavia, stanno venendo alla luce alcune problematiche e dissensi. Attualmente, varie cantine della Rioja Alavesa vogliono “diventare indipendenti” e creare la propria D.O. (D.O. dei Vigneti di Alava). I piccoli viticoltori alavesi (che sono 42 circa) fanno valere le loro diversità ed il carattere unico dei loro vini. Se osserviamo il sistema di classificazione dei vini di Francia e Italia, ciò ha senso. La famosa Cantina ARTADI nel 2015 lasciò la D.O. della Rioja. Il viticoltore dichiara: “Le regioni vinicole di riconosciuta levatura, come Burdeos (che ha 52 sotto-denominazioni), Borgoña (96) offrono al consumatore dei vini che riflettono quelle determinate aree. È fondamentale offrire al consumatore l’opportunità di scoprire la diversità della nostra terra, che conferisce ai vini: valore, carattere unico ed autenticità”.

Hanno ragione di volere un riconoscimento e di promuovere il carattere speciale dei loro vini. Anche se io aggiungerei una postilla. Non dimentichiamo che i vini della Rioja sono famosi e riconosciuti a livello mondiale, sicuramente grazie all’operato e al lavoro delle cantine, ma anche e soprattutto grazie alle enormi risorse che la D.O. mise a disposizione per il marketing e la promozione di essi. Bisogna riconoscere la grande opera della D.O.. Ma, non poteva essere altrimenti, devono rendersi indipendenti, come i figli che diamo alla luce, li aiutiamo a crescere dandogli sempre più indipendenza, finchè un giorno volano via con le proprie forze.

Nel caso della tanto celebre Ribera del Duero, la cosa è un po’ diversa. Parliamo degli esclusi dalla D.O. Alcune delle cantine più famose della regione di Castilla y León, come Mauro, Abadía Retuerta, Cantine Leda… non fanno parte della D.O. Ribera del Duero, ma della “Vino de la Tierra de Castilla y León”. È un problema? Abadía Retuerta commenta: “ Nell’ Abadía Retuerta potremmo dire che la nostra autoregolamentazione è molto più severa di quella di qualsiasi altra denominazione. Anche se, è vero che le è stata richiesta l’entrata nella “Ribera del Duero”, ma non fu accordata, ad oggi potremmo affermare che questo è uno dei segreti del successo dell’Abadía Retuerta. Attualmente, la nostra denominazione è in fase di elaborazione con l’amministrazione, conforme con la nuova Legge del Vino approvata di recente”.

Mauro, fa parte dei migliori vini rossi di Spagna, ed è riconosciuto come tale dai migliori critici del mondo.

In Francia, sempre più cantine scelgono di uscire dalla D.O. e vendere i propri vini sotto la “Vin de France”. Forse è tempo che le denominazioni prendano in considerazione una rispolverata ed un rinnovamento. La stessa cosa accade in Catalogna, con la D.O. Cava che vede uscire da essa alcune cantine, ma a differenza di altre aree, si sono formate due classificazioni: Clàssic Penedès e Cavas de Paraje.

Torniamo alla nostra D.O.. Avrebbe più senso o più rilevanza parlare di vini Moderni contro i vini Classici. Sono meglio gli uni che gli altri?

È come chiedere se ci piace di più lo stufato di nostra nonna o il sushi… Non possono piacerci entrambi? Sono tipi di vino totalmente differenti che non possono essere messi a confronto…

I vini chiamati moderni tendono ad essere di maggiore intensità, corposità, più forti, con più alta gradazione alcolica e più carnosi. Sono vini invecchiati in nuove botti di legno (mie grandi amiche…). Detto così suona male. Non è vero, il problema di questi vini è che vengono consumati troppo presto, troppo giovani. Devono restare in cantina per 10 anni prima di essere bevuti e che giungano al giusto equilibrio e siano al punto ottimale per essere consumati. Si consumano troppo presto.

I classici, che sono quelli che attirano la mia attenzione ed apprezzo di più, al contrario, sono elaborati stando per lungo tempo in delle botti di legno di altri vini, non nuove per esser chiari. Il legno non cambia molto il vino e sono più delicate. Inoltre, i vini imbottigliati rimangono nelle cantine lungo tempo prima di essere venduti. Ad esempio, il Viña Tondonia, la Rioja Alta e la Vega Sicilia. Sono vini caratterizzati da colori che tendono al bruno rossastro (color tegola), con una tonalità evoluta ed una boccata molto dolce.

In realtà, parlare di Rioja vs Ribera non ha molto senso. Vi sono dei valori certi in entrambe le D.O., ossia l’essere grandi vini indispensabili e che le piccole cantine danno loro un aspetto nuovo. Ognuna di loro ha i suoi buoni vini, purché siano ben fatti, con il proprio carattere e si possono trovare ad un prezzo conveniente per tutte le tasche.

Tuttavia, il paesaggio vinicolo spagnolo sta cambiando molto e rapidamente. Delle piccole aree hanno un incredibile e fantastico potenziale grazie ad una nuova generazione di viticoltori che hanno viaggiato, studiato e lavorato in tutta la Spagna o in altri paesi, al fianco di noti viticoltori. Questa generazione ha voglia di sviluppare vigneti; la coltivazione di varietà autoctone e vini di qualità che meritano di essere conosciuti e soprattutto gustati.

 TAGS:Celeste Roble 2016Celeste Roble 2016

Celeste Roble 2016

 

 

 TAGS:Marqués de Murrieta Reserva 2013Marqués de Murrieta Reserva 2013

Marqués de Murrieta Reserva 2013

 

 

4 consigli per una vita sana bevendo vino

 TAGS:undefinedAppaiono frequentemente nuovi studi che parlano dei benefici del vino per la salute e, allo stesso tempo, vengono pubblicate altre ricerche che elencano le malattie legate al consumo frequente di vino.

Riduzione del colesterolo, riequilibrio della pressione e miglioramenti per i diabetici per quanto riguarda i benefici di bere un bicchiere di vino ogni giorno; possibile sviluppo di cancro e problemi al fegato se si osservano gli aspetti negativi. Davanti a queste alternative, è normale chiedersi: si può condurre una vita sana bevendo vino? La risposta è sì. Nel vino sono presenti elementi che sono vantaggiosi per la salute, quindi è consigliabile consumare un bicchiere di vino al giorno.

4 consigli per una vita sana bevendo vino

Il consumo moderato di vino non è dannoso per la salute, anzi, può essere utile, se si considera come parte di uno stile di vita salutare.

  1. Mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata. Il punto principale per mantenere uno stile di vita sano è seguire un’alimentazione equilibrata in cui frutta e verdura abbiano un ruolo fondamentale e in cui non manchino le fibre. Ci sono numerosi vini che si possono abbinare perfettamente con insalate e stufati. La carne e il pesce sono importanti nell’alimentazione, ma bisogna scegliere pezzi magri e ridurre l’assunzione di grassi animali.
  2. Condurre una vita attiva. Anche lo sport svolto regolarmente contribuisce alla salute. Non serve che sia uno sport faticoso, infatti ciò che favorisce un miglioramento della salute è la pratica regolare.
  3. Ridurre lo stress nella vita. E’ importante, quanto mangiare e fare sport, sentirsi rilassati, evitando lo stress. Un buon modo per farlo, è riunirsi ogni tanto con gli amici ed accompagnare questi incontri con una bottiglia di buon vino.
  4. Bere vino in modo responsabile. Il vino può essere parte di uno stile di vita sano e può persino essere la scusa perfetta per incontrare amici o per gustare un pasto in compagnia. Anche se è necessario essere consapevoli di quanto si beve – si consiglia un bicchiere da 125 ml. al giorno– e non bere a stomaco vuoto.

Quindi, certamente è possibile condurre una vita sana bevendo vino. Ed è giusto sottolineare, nonostante si dica che il vino rosso sia il più salutare, che il vino bianco ha esattamente gli stessi effetti positivi sulla salute del vino rosso.

 TAGS:Cellaro Due Lune Nerello Mascalese 2015Cellaro Due Lune Nerello Mascalese 2015

Cellaro Due Lune Nerello Mascalese 2015

 

 

 TAGS:San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014

San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2014

I migliori abbinamenti per la cucina tailandese

 TAGS:undefinedLa cucina tailandese è caratterizzata da un sapore speziato e molto aromatizzato, e chiaramente i vini rossi non sembrano essere l’opzione migliore per questo tipo di piatti. Senza dubbio, la cucina tailandese può essere abbinata a deliziosi vini bianchi, grazie ai loro sapori più dolci che aiutano a contrastare il condimento di questi piatti.

Involtini tailandesi

Gli involtini tailandesi, sia di verdura che di gamberetti, si accostano meglio a vini con una buona acidità, accentuati in freschezza, come quelli dell’Italia settentrionale. Il Prié Blanc della Valle d’Aosta è un’ottima opzione come aperitivo con questo antipasto.

Tom kha gai (Zuppa di cocco e pollo)

Data la ricchezza di sapori di questa zuppa che oltre al pollo contiene latte di cocco, lime, salsa di pesce, un po’ di chili e altre erbe, si consiglia un vino altrettanto gustoso. Il Muscadet della Valle della Loira o un altro vino bianco con tocchi minerali andranno molto bene.

Pad thai
Piatto molto particolare della cucina tailandese, si identifica per il suo sapore più aspro che piccante, quindi è meglio un buon bianco con tocchi salati. Un’ottima raccomandazione è il Santorini Assyrtiko, che aggiungerà consistenza al piatto. In questo caso, si può anche provare con un vino rosso fruttato, che cade a pennello.

Curry:

• Giallo: è il curry meno speziato e aromatizzato della cucina tailandese, per la sua ricchezza in erbe e altre spezie, può essere accompagnato da bianchi o rossi morbidi e fruttati. Provalo con i tuoi vini preferiti e vedrai che rimarrai affascinato.

• Rosso: come previsto, questa crema è molto forte e piccante a causa della sua base di peperoncino rosso. La cosa migliore è cercare vini bianchi corposi, a base di frutta fresca e con tocchi dolci per contrastare il piatto. Un Chenin Blanc, come il Vouvray della Valle della Loira, funzionerà perfettamente e la sua acidità manterrà in disparte e in equilibrio questo tipo di curry .

• Verde: essendo il curry più piccante per la sua base di peperoncini verdi, vorrete senza dubbio allontanarvi da tutto il vino secco e i vostri veri alleati saranno quelli più dolci. Il Kabinett Riesling dalla Germania sarà come una fresca goccia di pesca sul vostro palato e si abbinerà perfettamente con erbe e peperoncino verde.

 TAGS:Sant'antonio Scaia Bianca Veneto 2017Sant’antonio Scaia Bianca Veneto 2017

Sant’antonio Scaia Bianca Veneto 2017

 

 

 TAGS:Marisa Cuomo Furore Bianco 2017Marisa Cuomo Furore Bianco 2017

Marisa Cuomo Furore Bianco 2017

4 cocktail a base di vino perfetti per dare il benvenuto alla primavera

 TAGS:undefinedCon l’arrivo della fine dell’inverno, è tempo di dire addio a tutte le ricette di cocktail invernali fino al prossimo anno. Non è ancora estate, ma la primavera è un ottimo periodo per dare il benvenuto a un clima più caldo con alcuni cocktail semplici e rinfrescanti. Ecco alcune ricette di cocktail primaverili che vorrete provare:

 1. Fruity Lime Soda con vino rosso e fragole fresche

La primavera è il periodo in cui alcuni frutti iniziano a trovarsi di stagione e sono facilmente disponibili nei mercati. Potreste iniziare a provare un cocktail primaverile con fragole, che potrete trovare fresche già dalla prima settimana di marzo. Un cocktail semplice da fare con le fragole è la lime soda con vino rosso. Mescolare 2 parti di soda e 1 parte di vino rosso in un bicchiere di fragole fresche. Congelare la frutta al posto del ghiaccio per mantenere il cocktail freddo .

2. Sangria piccante e speziata per il clima primaverile più freddo
La Sangria è probabilmente uno dei più popolari cocktail di vino spagnolo con centinaia di varianti e ricette. Nell’attesa dell’estate, potrebbero esserci ancora giorni di primavera piuttosto freddi. Per riscaldarvi, potete provare una ricetta di Sangria speziata. Gli ingredienti di cui avrete bisogno saranno:

  • Vino rosso
  • Kentucky Bourbon
  • 1 limone
  • 1 arancia
  • 1 bastoncino di cannella
  • 1 mela
  • Sciroppo

Tagliare la frutta a fette e unire con la stecca di cannella in una caraffa di vetro. Riempire la caraffa per circa 2/3 del tuo vino rosso preferito e aggiungere circa 2 cucchiai di sciroppo dolce. A questo punto unire il bourbon alla sangria, che dovrebbe essere di circa 30 grammi per porzione o secondo i tuoi gusti. 

3. Il classico e semplice Spritzer di vino bianco come rinfrescante cocktail primaverile

Uno dei cocktail di vino più semplici da preparare è lo spritzer, ma è senza dubbio un’ottima scelta per bere qualcosa di rinfrescante quando il tempo inizia a cambiare. Ciò di cui avrete bisogno è un vino bianco e una tonica. Aggiungete un tocco di lime come guarnizione per dare al tuo spritzer un pizzico d’amaro.

4. Vodka Martini con uno spruzzo di Limone e Lime
Un altro classico cocktail che potreste provare ad innovare è il Martini. Usate lo stesso vermouth, ma invece di utilizzare il gin, sostituitelo con la vodka. Per dare un tocco amaro e un bella guarnizione, usate una fetta di limone e una fetta di lime per rifinire il vostro cocktail.

Con questi semplici cocktail a base di vino, sarete pronti per salutare l’inverno e prepararvi per un clima più mite. Provate alcuni dei nostri vini questa primavera per aggiungere un tocco speciale ad alcune delle vostre ricette di cocktail .

 TAGS:Botter Doppio Passo Rosato Puglia 2017Botter Doppio Passo Rosato Puglia 2017

Botter Doppio Passo Rosato Puglia 2017

 

 

 TAGS:Antinori Guado al Tasso Bolgheri Scalabrone 2017Antinori Guado al Tasso Bolgheri Scalabrone 2017

Antinori Guado al Tasso Bolgheri Scalabrone 2017

I migliori vini del nuovo mondo

 TAGS:undefined

In breve tempo, i vini del nuovo mondo stanno emergendo e competendo con quelli del vecchio mondo, o di quei luoghi più tradizionali in termini di cultura del vino.Quando parliamo di vini del nuovo mondo ci riferiamo a quelli provenienti da zone al di fuori dei vigneti europei o, come abbiamo specificato, dalle terre che normalmente producono vino, come la Spagna, la Francia, l’Italia, la Germania, l’Ungheria, il Portogallo, i paesi balcanici e il Regno Unito.

I vini del nuovo mondo che stanno avendo sempre più successo oggigiorno provengono da posti come Argentina, Cile, Stati Uniti, Messico, Perù, Uruguay, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa, tra gli altri.

I vini di questi paesi hanno alcune caratteristiche diverse dai precedenti, hanno colori più forti, sono caldi, di frutta matura … e sono totalmente condizionati dal clima che prevale in quel paese, normalmente più caldo di quelli europei.

Quelli provenienti dall’Argentina si possono già trovare nei ristoranti di tutto il mondo e hanno un grande successo. Il paese latino è il più grande produttore di vino in sudamerica e il quinto produttore mondiale, quindi la sua importanza è notevole. Si tratta di vini con un colore e un corpo molto intensi. In Canada si produce vino da molti anni, soprattutto a base di uve chardonnay, riesling, cabernet sauvignon, cabernet franc, uva selvatica e merlot.

Anche i vini australiani stanno avendo un certo successo, soprattutto per via del loro sapore intenso. L’Australia è il sesto produttore di vini in tutto il mondo, e tra i suoi migliori vi sono Riesling e il Semillon, elaborati a partire da varietà nobili europee.

Menzione speciale per i vini sudafricani. Attualmente il paese ha una superficie coltivata di circa 100.000 ettari e principalmente varietà bianche. I suoi vini molto popolari e venduti in tutto il mondo. In gran parte del paese vi è un clima simile a quello del Mediterraneo, il che da ai loro vini un sapore simile.

 TAGS:El Esteco Don David Malbec 2015El Esteco Don David Malbec 2015

El Esteco Don David Malbec 2015

 

 

 TAGS:Alamos Malbec 2016Alamos Malbec 2016

Alamos Malbec 2016

 

Come hanno influenzato i cambiamenti climatici la produzione di vino nel 2017?

 TAGS:undefinedL’International Wine Organization (OIV), ha riferito che la produzione di vino di quest’anno è stata la più bassa dagli anni ’60. Anche se si continua a bere sempre più vino e in tipi di popolazione diversa, la produzione diminuisce, tanto che quest’anno il volume ha registrato un calo dell’8%, arrivando fino a 246,7 milioni di ettolitri.

Secondo OIV, la principale tra le ragioni, per queste brutte cifre di produzione, è il cambiamento climatico, che provoca autunni caldi e gelate più tardive del solito. Cambiamenti che non fanno assolutamente bene alla terra e alla natura.

Ciò non causa un calo di consumo poiché lo stock è sufficiente (solo in Francia ci sono 154 milioni di ettolitri in stock) né un aumento dei prezzi, dato che le esportazioni stanno andando bene. Secondo gli esperti dell’OIV, alcuni vini meno costosi possono aumentare leggermente il loro prezzo, ma i vini di fascia alta manterranno la loro tariffa.

Il cambiamento climatico colpisce soprattutto paesi come l’Italia, la Francia e in parte la Spagna. L’abbiamo visto nella vendemmia di quest’anno, che è stata anticipata e ha causato una produzione inferiore: 35,7 milioni di ettolitri di vino e mosto in Spagna.

Tuttavia, il mondo del vino in generale si muove, con diversi tipi di eventi, l’aumento del turismo enogastronomico e delle esportazioni che, come abbiamo precisato, sono superiori.

Vi sono altri dati su questa bassa produzione, infatti dalla Direzione Generale dell’Agricoltura (DG Agri) della Commissione Europea hanno previsto che la produzione di vino per la campagna 2017/18 avrebbe una stima di soli 145,1 milioni di ettolitri, che è un 14,4% e oltre 24 milioni in meno rispetto alla scorsa stagione.

 

 TAGS:Memoro PicciniMemoro Piccini

Memoro Piccini

 

 

 TAGS:Il Palagio Sting Message In a Bottle SpumanteIl Palagio Sting Message In a Bottle Spumante

Il Palagio Sting Message In a Bottle Spumante