Né 4 né 5, sono 20 i sapori

 TAGS:undefinedLa teoria generalizzata conosciuta finora diceva che gli uomini potevano sentire cinque sapori basici: il dolce, l’acido, il salato, amaro e l’umami. Ciò nonostante, secondo un recente studio dell’Università di Oxford, pare che esistano molti sapori aggiuntivi che si possono identificare. 

Pare che questi sapori arrivino addirittura ad essere 20 ed alcuni di essi si manifestano nelle cucine degli ancoli più remoti del mondo, soprattuto in Oriente. Si tratta di sapori tipo il grasso o il metallico. Il professor Spence, che oltre a studiare i sapori dal punto scientifico, è famoso anche per il suo lavoro di collaborazione con gli chef più rinomati del mondo, ha segnalato anche che i colori, così come i suoni e ciò che circonda chi mangia, sono elementi decisivi per il modo in cui arriviamo a percepire i sapori.  

Infatti, esistono persone, denominate superdegustatrici, che hanno 16 papille gustative rispetto agli altri esseri umani e di conseguenza sono capaci di differenziare nettamente tutte le loro varianti, grazie a una sensibilità speciale. Questi privilegiati non risentono delle condizioni esterne sopracitate e sono dunque eccellenti degustatori di alimenti e bevande. Ciò che è più curioso è che hanno una forza avversità verso l’amaro, ergo possono essere disgustati da certi vini con molti tannini. ,

Il professor Spence collabora abitualmente con personalità del mondo della cucina come ad esempio Heston Blumenthal del ristorante britannico ?The Fat Duck? o Ferran Adrià, creatore di tendenze gastronomiche innovative, con il quale ha iniziato da poco a sviluppare un progetto che ha il fine di migliorare la qualità e il sapore dei pasti degli ospedali. 

Ecco dei vini da degustare con calma:

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Pallavicini Cesanese Rubillo 2013

 

 

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Miraval Rosé 2013

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