Le cinque principali bevande alcoliche italiane

 TAGS:undefinedL’Italia ha da sempre un’importante tradizione enogastronomica. Paese dall’enorme patrimonio artistico e culturale, è uno dei più visitati al mondo di anno in anno, non solamente per quanto offre a livello di monumenti, ma anche per i piaceri che presenta a livello culinario e di bevande alcoliche.

Non particolarmente florido nella produzione di birra di alto livello, il Belpaese è invece un punto di riferimento mondiale nella produzione di vini di qualità, nonché di altre bevande. Andiamo a vedere quali sono le principali:

  1. Vino. Le varie DO come Chianti, Nero d’Avola, Barolo e Valpolicella, solamente per citare alcune tra le più famose, sono il fiore all’occhiello della produzione vnnicola italiana, una tradizione che prende forza da secoli di storia. Rossi, bianchi e rosati, i vini italiani sono da sempre tra i più gustosi e rinomati del mondo. Sono anche molto diversi tra loro, non solo per il tipo di uve che li compongono ma anche per l’enorme diversità tra le terre dove vengono prodotti e il clima presente in esse.
  2. Spumante: se in Francia lo Champagne è storia, in Italia il suo ruolo è preso dallo spumante. Vino frizzante prodotto soprattutto al nord del paese, è usato spesso per festeggiare un evento importante, e quindi si beve alla fine dei pasti. Se secco, va consumato solo, mentre se è dolce, può accompagnare un dessert o della frutta. L’importante è che vada consumato freddo, a una temperatura di 4º.
  3. Spritz: il cocktail aperitivo più famoso e di moda degli ultimi anni ebbe i suoi natali nella regione del Veneto, nel XVIII secolo, durante la dominazione austriaca della zona.Definito così per lo ‘spritz’, ossia la spruzzata di vino bianco che si aggiunge all’Aperol o al Campari, è diventato il primo sollievo per la bocca di coloro che escono dal lavoro e intendono concludere serenamente una dura giornata. In Italia, infatti, per molti non esiste un aperitivo senza Spritz.
  4. Amari: In Italia si è soliti consumare pranzi luculliani, con tante portate e senza centellinare le porzioni. Dal primo alla frutta possono esserci tanti altri pasti, il che rende necessario favorire la digestione alla fine del pranzo o della cena consumata. È per questo che la produzione di amari, digestivi per lo più a base di erbe, è piuttosto florida. Dalla gradazione alcolica piuttosto forte, intorno al 20%, amari come l’Averna, il Lucano o l’Amaro del Capo sono un delizioso ammazzacaffè che aiuta a terminare il pasto con un gusto particolare sulle labbra.
  5. Limoncello: il sole del sud, in particolare della Costiera Amalfitana, è il gran responsabile della fioritura di grandi e gustosissimi limoni, che sono l’ingrediente principale di questo digestivo dal grado alcolico di 25, che fa furore soprattutto nel sud Italia. Da consumarsi a temperatura molto fredda, quindi da conservare nel congelatore, il limoncello è forse il digestivo preferito dagli italiani del meridione. 

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