Il riscaldamento globale danneggia il vino

 TAGS:Siamo tutti consapevoli dell’importanza e delle conseguenze del riscaldamento globale, ma ora si è aggiunta un’altra preoccupazione a questa già delicata questione: il riscaldamento globale danneggia il vino e di conseguenza i produttori di questa bevanda e, naturalmente, gli stessi consumatori.

Nel III Congresso mondiale sui cambiamenti climatici e il vino, tenutosi qualche giorno addietro nella città di Marbella, si è giunti ad alcune importanti conclusioni sul futuro del vino rispetto all’imminente riscaldamento globale. Tra tutte le nuove problematiche venute alla luce, la più scioccante è che il vino per effetto del riscaldamento globale potrebbe aumentare il suo grado alcolico.

Ma non finisce qui. Durante la conferenza, infatti, si è anche discusso sul fatto che alcuni vini rossi perderebbero il loro colore e sapore, che si abbasserebbe il loro livello di acidità mentre nel caso di vini bianchi succederebbe esattamente il contrario. Tali cambiamenti, finora ingestibili, danneggerebbero molte delle qualità proprie di ogni vino.

Anche i vitigni stessi sono stati argomento di discussione, per i quali si è giunti alla conclusione che le uve “autoctone” saranno quelle che riusciranno a resistere meglio a questi capricci della natura. Ernesto Franco Aladrén (rappresentante della Denominazione di Origine Cariñena e Direttore del reparto di Enologia del Centro di Ricerca e Tecnologia Agroalimentare di Aragona), ha spiegato che i vitigni come Garnacha, Moristel, Parraleta o Alcañón, dall’inizio degli anni 80 ad oggi, sono stati gradualmente sostituiti da Chardonnay o Cabernet Sauvignon, per cui ha sottolineato quanto sia necessaria un’opera di recupero completa ed immediata dei vitigni sopra elencati.

Ignacio Fernandez (Direttore della Facoltà di Economia e Diritto dell’Organizzazione Internazionale del Vino – OIV), ha spiegato che le varietà autoctone, grazie all’aiuto della tecnologia e di alcune pratiche in campo, potrebbero salvarsi dal cambiamento delle temperature o quantomeno adattarcisi. Tuttavia ha comunque parlato di panorami climatici molto estremi che potrebbero essere nefasti per la produzione del vino e per la produzione vitivinicola in sè.

Fernandez ha concluso la sua presentazione con una frase che ci richiama alla riflessione e che sintetizza il pericolo imminente che si potrebbe abbattere sull’industria del vino: “Se non facciamo nulla, arriveremo a una produzione insostenibile“.

Le affermazioni di questi studiosi, dovrebbero far riflettere non solo coloro che sono coinvolti nel mondo del vino, ma l’intera popolazione, dal momento che sta a noi fermare questi disastri climatici.

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