Etichette d’autore: quando l’arte incontra il vino

Molti concorderanno sul fatto che fare vino è una vera e propria arte. In una società dove l’apparenza è tutto, però, un buon vino deve presentarsi sul mercato in maniera accattivante, con un packaging che attiri l’attenzione del consumatore e che lo invogli a compralo. Tanti sono coloro, magari meno conoscitori del settore, che scelgono un vino in base alla bellezza dell’etichetta, piuttosto che in base alla fama della cantina o al tipo di uva.

Ecco perché lo sforzo di un’etichetta ben fatta, che sia sì bella ma anche (e soprattutto) rappresentativa del vino e della cantina, merita di essere riconosciuto e premiato.

Vino e arte: le etichette d'autore - Uvinum

Etichetta Château Mouton Rothschild 1973

L’arte in etichetta

Data la premessa, non risulta strano se molti artisti nel corso degli anni abbiano collaborato con i vignaioli per mettere il loro tocco su una bottiglia. Château Mouton Rothschild, tenuta storica situata a Pauillac, ha fatto dell’etichetta d’autore una sua caratteristica distintiva. Dal 1945 lo Château ha collaborato con i più grandi artisti contemporanei: Georges Braque, Salvator Dalì, Joan Mirò, Marc Chagall, Wassily Kandinsky , Roberto Matta, Pablo Picasso, Andy Warhol, Francis Bacon, Robert Wilson… Non è certo un caso se una bottiglia di Château Mouton Rothschild può arrivare a costare centinaia di dollari!

Anche in Italia, terra d’arte, non potevano certo mancare esempi simili. Dal 1971 Alfredo Currado e la moglie Luciana, proprietari della cantina Vietti, affidano ad artisti diversi l’arduo compito di rappresentare visivamente le caratteristiche distintive di ogni annata. Claudio Bonichi, Mino Maccari, Pier Paolo Pasolini, Pierflavio Gallina, Janet Fish ,Wayne Thiebaud e Jerry N. Uelsmann sono solo alcune delle personalità che hanno prestato il loro talento al mondo del vino.

Celebri sono anche le etichette della casa siciliana Donnafugata, ideate da Gabriella Rallo e realizzate da Stefano Vitale. Lo scopo della cantina è quello di rappresentare, attraverso delle sinuose e colorate figure femminile, la personalità di ogni vino e l’amore per la propria terra.

Per altre case vinicole, la strategia è stata quella di riprodurre sull’etichetta opere già conosciute. La Tenuta di Sant’Anna, situata ad Annone Veneto, ha utilizzato le più famose opere di Velasquez, Gauguin, Bruegel e Botticelli, mentre la Pojer e Sandri di Faedo utilizza opere Dürer, artista che ha legato il proprio nome al luogo. Molte sono le cantine che si sono affidate alle opere di artisti locali per impreziosire le loro bottiglie: la cantina La-Vis, in Trentino, ha utilizzato dipinti del Segantini; la cantina Menfi di Agrigento si è affidata ai dipinti di Guttuso; l’Azienda Agricola Lorenzon di Ponte Piave, infine, ha scelto le opere di Pietro Longhi.

Quando il vignaiolo è anche artista

Se fare vino è un’arte, non deve sorprenderci se il vignaiolo, a volte, è un vero e proprio artista! È il caso di Sandro Chia, scultore e pittore che nel 1984 acquistò le cantine del Castello Romitorio di Montalcino e iniziò a impreziosirne le bottiglie con bozzetti e opere compiute.

C’è anche Carlo Hauner, artista e designer bresciano che negli anni ’70 iniziò a fare vino alle isole Eolie. Ed è proprio la Sicilia, con i suoi colori e i suoi paesaggi, il soggetto preferito per le etichette del suo passito Malvasia riserva delle Lipari.

Interessante è anche il caso delle etichette della linea “Comete” di Alois Lageder, cantina storica dell’Alto Adige. Ogni etichetta è decorata da una cometa bianca disegnata a mano, o meglio con un polpastrello, ed è quindi un’opera unica e irriproducibile.

Sembra inutile sottolineare che molte di queste bottiglie “artistiche” sono state prodotte in edizioni limitate e sono diventate oggetti ambiti da molti collezionisti.

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