Autore: juliet1

Il vino stimola il desiderio

 TAGS:undefined

Il vino è una bevanda fantastica, perfetta per accompagnare qualsiasi tipo di pasti. Consumato con moderazione, è addirittura benefico per la salute e stimola la libidine.

Da sempre, vino e feste vanno di pari passo. Da Bacco -dio del vino, della vendemmia e del suo culto- a Louis XIV, all’epoca del banchetto di Dio o alla tavola dei re : il vino accompagna le festività.

Il vino inibisce

Numerosi esperti e specialisti (scrittori, psichiatri, sessuologhi…) si sono dedicati alla questione. Ne risulta che il vino è un afrodisiaco ed una bevanda che inibisce. Il vino, ed in generale l’alcol, favorisce quindi le relazioni interpersonali mettendo da parte la timidezza ed aiutando a flirtare.

Secondo uno studio italiano del 2009, condotto dal dott. Mondaini ed effettuato su un campione di 798 donne tra i 18 e i 50 anni, il vino rosso aumenta il desiderio sessuale delle donne. I componenti del vino rosso, come i polifenoli, migliorano le funzioni sessuali aumentando il flusso sanguigno nelle zone erogene della donna. Il vino rosso è un recettore estrogenico e gli estrogeni sono i componenti principali dal desiderio feminile. Va altresì sottolineato che il vino rosso ha anche un effetto sulla libidine degli uomini. 

Ed il champagne o il prosecco ?

Per molti, il champagne oppure il prosecco si associano al glamour, alla sensualità e sono anche degli afrodisiaci. Già all’epoca, Louis XV aveva capito che queste bevande con bollicine, ed in questo caso, il champagne spingeva all’audacia e quindi ne serviva a l’intera Corte, specialmente alle donne. Madame de Pompadour affermava che le piaceva il champagne perché “solo il champagne lascia le donne belle dopo bere.”

 TAGS:Moët & Chandon Ice ImpérialMoët & Chandon Ice Impérial

Moët & Chandon Ice Impérial

 

 

 TAGS:Moet & Chandon Ice Rosé ImpérialMoet & Chandon Ice Rosé Impérial

Moet & Chandon Ice Rosé Impérial

Che cos’è un vitigno?

 TAGS:undefined

Il campo vinicolo è complesso ed il voccabolario usato in questo settore è anche complicato. Però che cos’è un vitigno? Pocche persone interrogate sanno rispondere a questa domanda. Ecco alcune spiegazioni.

Definizione del vitigno 

Il vitigno è la varietà dell’uva. Come per le mele ed i pomodori, esistono diverse varietà, di cui i gusti e le caratteristiche sono differenti. Necessitano anche delle attenzioni e delle esigenze differenti.

Ci sono dei vitigni bianchi e dei vitigni rossi. Si riscontrano migliaia di tipi diversi di vitigni nel mondo, ma l’80% della produzione mondiale è realizzata a partire da una ventina. I più famosi sono il Chardonnay ed il Sauvignon bianco per i vini bianchi ed il Pinot noir, il Cabernet franc, il Cabernet sauvignon, il Merlot, il Syrah ed il Grenache per i vini rossi.

Per consentire l’evoluzione di una varietà d’uva o di un vitigno, alcuni elementi devono essere presi in considerazione. Tutti i vitigni non si adattano proprio bene ad ogni tipo di suolo. Poi, c’è il clima. Tutte le variazioni climatiche che esistono tra le regioni o i paesi non sono adatti a tutti i vitigni. E così via: la lista è lunga. Tutti questi elementi influiscono sul gusto del vino, anche se non sono gli unici.

Differenza tra vino di assemblaggio e monovitigno 

Un vino monovitigno è un vino elaborato a partire da un unico vitigno. Molti vini monovitigni sono prodotti in Borgogna. I vini rossi sono prodotti a partire da Pinot noir ed i vini bianchi a partire da Chardonnay. Nonostante tutto, tutti i vini non sono similari. Il terroir, l’orientazione di ciascuna parcella, l’effetto annata, il lavoro del viticoltore nelle sue viti e nella sua cantina dà sempre un vino diverso. I vini d’America e Oceania (Stati-Uniti, Argentina, Australia, Cile, Nuova Zelanda, Africa del Sud) hanno contribuito in modo rilevante a rendere questi vitigni di moda. Ciascuno vitigno corrisponde ad un gusto in particolare.

In Francia, per esempio, la tradizione è piuttosto di fare vini di assemblaggio, come nella regione di Bordeaux. Sono vini elaborati a partire da parecchie varietà di uve. Il viticoltore cerca di armonizzare e di equilibrare al meglio i vini. È una tapa molto importante per i viticoltori. Si tratta di mescolare diversi tini della stessa annata, da parcelle e vitigni diversi. Ciascuna varietà di uva è dotata di una qualità diversa ed una volta i vitigni assemblati, il vino è più equilibrato ed armonioso. Qualche varietà portano della leggerezza, altri della potenza e della struttura, altri dell’acidità e della freschezza. Nonostante, i viticoltori non possono fare gli assemblaggi che vogliono e come lo vogliono. Tutto ciò è regolato dalle DOC. I Champagne sono un caso a parte e non utilizzano questo sistema.

La ricerca della perfezione può portare i viticoltori ancora più lontano nell’arte dell’assemblaggio o del vino monovitigno. Un viticoltore può mescolare dei vini di due parcelle però dello stesso vitigno per equilibrarli. Una, perché sarà orientata al Nord, ed l’atra al Sud oppure perché sono entrambi delle parcelle con giovani viti. Potrà anche decidere di produrre un vino a partire da uve provenienti da una sola parcella con delle vecchie viti. I vitigni sono quasi sempre indicati sulle etichette. 

Quale vino scegliere?

Bisogna bere molti vini diversi per sapere i gusti che vi piacciono. Se amate i vini bianchi fruttati allora un Riesling, un Muscat oppure un Sauvignon bianco vi piacerà. Se preferite i vini più austeri, allora provate un Chardonnay. Per i vini rossi, l’invecchiamento è anche molto importante. Se un vino invecchia in barrique e non solo in un tino di acciaio inossidabile, allora sarà più potente. In questo caso, non tutto dipende del vitigno. Il Merlot è un vitigno assai pocco potente per esempio, al contrario, di solito, il Cabernet Sauvignon ed il Malbec sono potenti. I Bordeaux, i vini del Roussillon e del Languedoc sono in molti casi degli assemblaggi.

La nostra selezione:

 TAGS:Miraval Rosé 2015Miraval Rosé 2015

Miraval Rosé 2015

 

 

 TAGS:Château Latour-Martillac 2011Château Latour-Martillac 2011

Château Latour-Martillac 2011

4 deliziosi cocktail vegani

 TAGS:undefined

Essere vegano non è incompatibile con bere un cocktaildelizioso . Ecco perché oggi vi suggeriamo dei cocktail che non contengono ingredienti di orgine animale.

1. Bellini

Ingredienti :

  • 3 pesche bianche 
  • 1 cucchiaio di succo di limone 
  • 1 bottiglia di prosecco

Preparazione :

  1. Mettere le pesche nell’acqua bollente. Dopo due minute, scolarle e sbucciarle.
  2. Tagliare le pesche in pezzi e mescolare il succo di limone.
  3. Versare la miscela in una caraffa ed aggiungere il prosecco.
  4. Mescolare e servire nei bicchieri.

2. Mojito all’arancia

Ingredienti :

  • 2 porzioni di rum scuro 
  • 1 arancia 
  • 2 rami di menta 
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • Ghiaccio tritato
  • Frutti

Preparazione :

  1. Aggiungere lo zucchero, le foglie di menta, l’arancia tagliata in pezzi e mettere gli ingredienti in un grande bicchiere. Schiacciare in un mortaio. 
  2. Versare il succo in un setaccio e puoi in due bicchieri. Aggiungere il ghiaccio tritato e del rum. Guarnire con la menta e i frutti. 

3. Sangria

Ingredienti :

  • ½ tazza di brandy 
  • ¼ tazza di zucchero 
  • 2 bottiglie di vino blanco 
  • 3 cucchiai di succo di limone
  • 6 pesche bianche sbucciate e tagliate a dadini
  • 2 limoni tagliati
  • ½ tazza di mirtilli
  • ½ tazza di fragole
  • 2 tazze di cubetti di ghiaccio

Preparazione :

  1. Mescolare il brandy e il zucchero in una ciotola fino a quando quest’ultimo si sciolga.
  2. Aggiungere il vino blanco ed i frutti.
  3. Lasciare la miscela preparata nel frigorifero durante la notte.
  4. Aggiungere i cubetti di ghiaccio prima di servire.

4. Amaretto Aloha 

Ingredienti :

  • 1 misura di succo di mirtillo
  • 1 misura di succo d’ananas
  • ½ misura di Amaretto

Preparazione :

  1. Mescolare gli ingredienti e servirli in un bicchiere con ghiaccio tritato.

 

 TAGS:Villa Sandi Prosecco FrizzanteVilla Sandi Prosecco Frizzante

Villa Sandi Prosecco Frizzante

 

 

 TAGS:Foss Marai Prosecco Valdobbiadene Brut GuiaFoss Marai Prosecco Valdobbiadene Brut Guia

Foss Marai Prosecco Valdobbiadene Brut Guia

Vermouth: da bere solo o in cocktail?

 TAGS:undefined

Bere il vermouth è una tradizione che esiste da moltissimo tempo. L’Italia e la Francia si disputano tuttora la nazionalità dell’aperitivo vermouth, che va di nuovo di moda e si fa rivedere alle terrazze dei caffè e dei bar.

Il vermouth è un aperitivo a base di vino bianco al quale è aggiunto dello zucchero, dell’alcol neutro (96º) e dell’infusione di erbe e di spezie che sono diverse da una marca ad un’altra. Infatti, ciascuna mantiene la sua ricetta segreta. Ciononostante, le spezie e le erbe aromatiche principali sono quasi sempre le stesse: génépi, corteccia della cinchona, camomilla, scorza di arancia, genziana, cannella, angelica, scorza di limone, zenzero, sambuco, timo, vaniglia etc.

Esistono vari tipi di vermouth: dal più asciutto al più dolce, dal rosso, rosato al bianco. Alcuni sono più amari di altri. Il vermouth può essere bevuto solo servito fresco, con ghiaccio oppure in cocktail.

Alcune ricette:

L’Americano: facile e rinfrescante

Servire direttamente in un bicchiere con del ghiaccio e un po’ di scorza d’arancia.

Le Dry Manhattan: per impressionare gli amici!

  • 1/2 bicchiere di liquore di vermouth asciutto
  • 1/2 bicchiere di liquore di vermouth dolce
  • 2 bicchieri di crema di whisky
  • 1cl di bitter
  • ghiaccio

Mescolare bene in uno shaker. Servire in un bicchiere da cocktail Martini con un po’ di scorza d’arancia.

Ecco alcuni suggerimenti di Vermouth:

 TAGS:Carpano Antica Formula 1LCarpano Antica Formula 1L

Carpano Antica Formula 1L

 

 

 TAGS:Vermouth Mancino Rosso 75clVermouth Mancino Rosso 75cl

Vermouth Mancino Rosso 75cl

Capire il vino spagnolo

 TAGS:undefined

Specie d’indovinello con informazioni utili, l’etichetta di un vino non è sempre facile da capire. Questo è già vero per i vini italiani, quindi per vini di altri paesi, ciò è ancor più vero. Oggi, vi parliamo dei vini spagnoli e delle loro specificità.

Ecco alcune informazioni utili prima di scegliere e comprare un vino spagnolo, soprattutto se l’acquisto è online.

La denominazione d’origine

Esistono 69 denominazioni d’origine in Spagna. Le più note sono: Rioja, Ribera del Duero e Cava. Tuttavia, esistono altre DO più piccole, ricche di vini molto interessanti. Esistono anche i ” Vinos de Pagos” che sono dei vini che provengono da una parcella concreta o da un territorio alle caratteristiche particolari.

L’invecchiamento dei vini rossi

È una caratteristica dei vini rossi spagnoli: l’invecchiamento in barile è di grande importanza e permette di distinguere i vini.

Joven: un “un vino joven” è un vino giovane che rimane pocco tempo in barile o niente. È un vino che si deve consumare bastante presto, durante l’anno della sua fabbricazione. È ideale per un aperitivo.

Roble: un “vino roble”. Il termine è usato per la DO Ribera del Duero. È un vino tra il “joven” ed il “crianza”. Rimane qualche mese in barile ed alcuni mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Il vino roble offre al consumatore sia il fruttato dei vini giovani che l’intensità aromatica del barile. Sono anche dei vini da consumare entro breve tempo. Facili da bere, sono perfetti con dei piatti simplici, pasta o insalate.

Crianza: un “vino crianza” corrisponde a un vino invecchiato durante almeno 24 mesi. Quindi almeno 6-12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima di essere immessi in commercio. Leggermente più potente di quello precedente, è meglio berlo con carne, risotti oppure formaggi.

Reserva: un “vino reserva” è un vino invecchiato al minimo 36 mesi. Cioè, almeno 12 mesi in botti di rovere ed il resto in bottiglia prima della sua commercializzazione. Questi vini possono conservarsi qualche anno senza problema se la temperatura di conservazione è corretta. Abbinato con una costata d’agnello un vino reserva sarà fantastico.

Gran reserva: un “vino gran reserva” è un vino invecchiato al minimo 60 mesi. Quindi rimanerà almeno 18 mesi in barile e 42 mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione. Meglio aspettare prima di bere questi vini da selezione (“vins de garde”): gli aromi apportati dal barile si integrano al vino. Si abbina perfettamente con carne e selvaggina.

Nostra selezione di vini rossi spagnoli:

 TAGS:Marqués de Riscal Reserva 2012Marqués de Riscal Reserva 2012

Marqués de Riscal Reserva 2012

 

 

 TAGS:Viña Ardanza Reserva 2007Viña Ardanza Reserva 2007

Viña Ardanza Reserva 2007

Cocktail a base di vino: le inevitabili dell’estate

 TAGS:undefinedVi state chiedendo cosa bere durante l’estate? Le bevande classiche sono sempre una cosa sicura, come per esempio un bicchiere di vino bianco, di rosato o di rosso fruttato, oppure uno spumante o del vermouth. Però per l’estate i cocktail a base di vino sono anche imprescindibili. 

Il “piscina”, cocktail di champagne con ghiaccio. 3 anni fa, questo cocktail andava di moda: è un cocktail fresco e chic al quale si può aggiungere dei frutti come la fragola, il lampone ma anche della crema di ribes nero.

I cocktail provenienti dal Mediterraneo, come la sangria in Spagna, sono anche di moda. Ecco una ricetta di sangria:

  • 1/2 litro di soda
  • 1L di vino rosso
  • Frutti: 2 pesche, 1 mela, 1 pera, 1/2 ananas, 2 limoni, 2 arance, fragole
  • 1 bicchiere di cognac
  • 4 cucchiai di zucchero
  • Noce moscata e cannella
  • Servire fresco con ghiaccio

In una grande insalatiera, mettere il vino, il soda, il cognac, lo zucchero, la noce moscata, la cannella e poi tutti i frutti tagliati in pezzi. Mettere nel frigorifero durante almeno 3 ore prima del consumo affinché il vino prenda il sapore dei frutti. La sangria può essere fatta anche con dello spumante.

Per gli incondizionati del vino rosato, ecco la ricetta della Margarita con vino rosato:

Inumidire il bordo del bicchiere con la fettina di limone e immergerlo nello zucchero per la decorazione. Mescolare in uno shaker il ghiaccio, il succo di limone, il vino rosato, il triple sec e la tequila. Aggiungere lo zucchero di canna, agitare, servire ed assaggiare!

La nostra selezione:

 TAGS:Chateau Minuty Rose Et Or 2015Chateau Minuty Rose Et Or 2015

Chateau Minuty Rose Et Or 2015

 

 

 TAGS:Whispering Angel Rose 2015Whispering Angel Rose 2015

Whispering Angel Rose 2015

Il gin tonic, il cocktail alla moda

 TAGS:undefined

Dopo la vodka oppure il rum con il cocktail mojito, il gin e soprattutto il gin tonic invadono i bar di tutto il mondo.

Il numero dei marchi di gin e d’acqua tonica vola via. Senza parlare degli accessori, delle piante e dei profumi indispensabili alla riuscità di un buon gin tonic.

È Meglio chiedere consiglio al barista sulla scelta del gin per il vostro gin tonic. Il gin è come il vino, ne esiste per tutti i gusti: classici, citrici, con sapori erbacei, florali o speziati.

I differenti tipi di gin

I gin classici sono quelli in cui domina il sapore del ginepro e si accordano con le note citrici di scorza di agrumi. I gin citrici sono principalmente a base di agrumi. I gin con sapori erbacei sono potenti e profumati: le erbe aromatiche essendo importanti nella sua composizione. I gin con sapori floreali sono meno asciutti e sono composti da fiori come la rosa. Infine, i gin speziati sono quelli elaborati con cannella, noce moscata, pepe ed altre radici.      

Nel gin tonic, ovviamente il gin è importante. Ma anche l’acqua tonica, il bicchiere ed il ghiaccio giocano un ruolo importante nel gusto del cocktail.

Le diverse acque toniche 

Le acque toniche si sono sviluppate ed adattate ai diversi gin ma anche ai gusti e alle domande dei consumatori. La più classica e nota è la Schweppes: ha saputo rinnovarsi con la sua gamma di acque toniche aromatizzate allo zenzero, al pepe rosa, ai fiori d’arancio etc.Tuttavia, molte altre acque toniche sono apparse come l’Indian Tonic, l’Original, la Fever-Tree, la Nordic etc. Ciascuna tonica concorda con uno stile di gin.

Però, non ha senso avere un buon gin ed una buona acqua tonica che si accordino perfettamente, se non avete i bicchieri ed il ghiaccio adeguati: è un peccato. Il bicchiere indispensabile per un gin riuscito è un bicchiere ballon oppure tumbler. Un bicchiere di grande capacità nel quale si può mettere molto ghiaccio, tipo cubetti di ghiaccio. Se avete tutto questo, non rimane quindi che trovare il kit del perfetto barista con un cucchiaio a spirale e delle spezie che farano del gin tonic un imprescindibile dei pranzi tra amici. Il gin tonic è un digestivo eccelente quando è ben dosato.

 TAGS:Gin MareGin Mare

Gin Mare

 

 

 TAGS:Gin NordésGin Nordés

Gin Nordés

Vino biologico o biodinamico, qual è la differenza?

 TAGS:undefined

Oggi, esiste un crescente interesse per i vini biologici e/o biodinamici. Però qual è la differenza tra i due?

Prima di tutto, i termini “organico”, “ecologico” o “biologico” sono considerati sinonimi in Europa. Tutti i vini biologici o biodinamici “certificati” devono avere un logo, una etichetta permettendo la loro identificazione al consumatore.

I vini ecologici o biologici

Provengono dall’agricoltura biologica. La conduzione del vigneto avviene seguendo tecniche agricole che escludono alcuni concimi e pesticidi (fertilizzanti, erbicidi, insetticidi). Gli organismi e sostanze transgenici, gli additivi, i coloranti ed i conservanti sono vietati anche. Viene poi il lavoro in cantina. Si deve diminuire il livello di SO2 e di alcune altre sostanze chimiche. Tuttavia si può usare alcuni lieviti selezionati (chimici) ed altri trattamenti.

 I vini biodinamici 

Questi vini provengono dall’agricoltura biodinamica : un concetto esistente dall’inizio del secolo scorso. Il vigneto oppure la terra sono considerati come essere viventi. L’obiettivo è che la vite sviluppa le sue proprie difese immunitarie contro i microbi, gli insetti, le malattie. Come? Favorendo la biodiversità ed i microrganismi. Questo lavoro continua poi in cantina e nel modo di vinificare i vini. Le tecnologie ed i trattamenti chimici non sono autorizzati, il tasso di SO2 deve essere debolissimo all’imbottigliamento e soprattutto, i lieviti indigeni o naturali non sono autorizzati per la fermentazione alcolica.

Oggi, in molte tenute che elaborono vini biologici o biodinamici, il concetto va al di là delle norme europee. È una filosofia, uno stile di vita. Le tecniche di lavorazione delle vigne sono più difficili. Molte volte, l’aratura della vigna viene effettuata con cavalli o a mano. I rendimenti sono più bassi. Però i vini sono autentici, con una vera personalità e un carattere locale tipico.

 

 

 TAGS:Camins del Priorat 2014Camins del Priorat 2014

Camins del Priorat 2014

 

 

 TAGS:Giuseppe Sedilesu Cannonau Di Sardegna Mamuthone 2014Giuseppe Sedilesu Cannonau Di Sardegna Mamuthone 2014

Giuseppe Sedilesu Cannonau Di Sardegna Mamuthone 2014

Tutto quello che si deve sapere sui vini rosati

 TAGS:undefined              Nel 2014, il consumo mondiale di vini rosati ha raggiunto 22,7 Mio hl.

Ogni estate, i vini rosati hanno il posto d’onore. Ideale da bere con la grigliata di carne oppure durante un picnic, è indispensabile all’ora dell’aperitivo : il vino rosé è il simbolo dell’estate. Chiaro o scuro, c’è un rosato per tutti i gusti.

Come si ottiene un vino rosato?

Il rosato è prodotto a partire da vitigni a bacca nera, il colore del vino è dato dalle bucce. Quindi, non esiste un vitigno specifico “rosato” ma ci sono delle varietà più utilizzate di altre per produrre vino rosé. Le uve usate per il rosato in Italia sono quindi essenzialmente a bacca nera, si usa soprattutto il vitigno Negroamaro in Puglia, il Malvasia rosa nel Lazio, il Sangiovese in Toscana, il Montepulciano in Italia centrale oppure il Merlot, uva originaria di Francia, coltivata in tutta Italia. Esistono due tecniche per ottenere un vino rosato : la pressatura diretta delle uve oppure il cosiddetto saignée, comunemente noto come sanguinamento o salasso.

La pressatura diretta consiste nel spremere le uve senza preliminare macerazione. Senza quest’ultima fase è difficile di estrarre i pigmenti coloranti della buccia. Il vino ottenuto sarà quindi molto pallido.

Il sanguinamento o salasso, invece, consiste nell’effettuare la macerazione delle bucce con il succo. È lo stesso processo usato che per i vini rossi, anche se la macerazione per il rosato è molto più breve e dura poche ore – per il vino rosso parliamo di giorni-. Il colore del vino rosato sarà quindi più scuro con questo metodo.

I rosati chiari sono più leggeri dagli altri?

Il colore può essere fuorviante, non fatevi ingannare! Però una cosa è certa, un vino rosato più scuro sarà più aromatico da una vino rosato chiaro.

I rosati di Puglia

La Puglia è nota per essere una terra di grandi rosati. Dalla Daunia al Salento, questa zona del Sud d’Italia produce la maggior parte dei vini rosati della peninsola e sono tra i più premiati d’Italia.

 

 TAGS:Masi Rosa Dei Masi Rosato Delle Venezie 2015Masi Rosa Dei Masi Rosato Delle Venezie 2015

Masi Rosa Dei Masi Rosato Delle Venezie 2015

 

 

 TAGS:Five Roses Salento RosatoFive Roses Salento Rosato

Five Roses Salento Rosato

Quali vini servire con un piatto di formaggi ?

 TAGS:undefined

In molti casi, ci sbagliamo e non scegliamo il buon vino con il formaggio. Pensiamo ad un vino rosso potente perchè i formaggi sono odorigeni. Però è un errore. Infatto, in numerosi casi, sono i vini bianchi che accompagnano meglio un piatto di formaggi.

Quali vini e con quali formaggi?

Con i formaggi di capra (Crottin, Brousse) si deve scegliere un vino bianco secco come un Sancerre, un Muscadet, un Chablis, un Sauvignon blanc de Bordeaux oppure un Chenin.

Con i formaggi a pasta cotta (Comté, Beaufort, Gruyère), il meglio è di servire un vino giallo o un vino bianco del Jura. Ma è anche possibile di prendere un chardonnay di Borgogna.

I formaggi a pasta molle (Époisses, Munster, Maroilles, Pont-l’Évêque): sono formaggi potenti ed aromatici che richiedono vini aromatici di carattere. Un Gewurztraminer, un Muscat, un Pinot Blanc di Alsazia, un chardonnay legnoso oppure un Viognier du Rhône.

Con i formaggi a pasta fiorita (Camembert, Brie, Saint-Nectaire) gli appassionati di vini rossi saranno felici. Con questi ultimi alcuni vini rossi come il Beaujolais, il Gamay d’Anjou oppure il Pinot Noir si accordano perfettamente. Nonostante, i vini bianchi elaborati a partire da Sauvignon Blanc come il Sancerre o il Pinot Blanc vadano anche bene.

I formaggi a pasta erborinata (Roquefort, Fourme d’Ambert), normalmente, sono formaggi che i sommelier abbinano con dei vini liquorosi come un Sauternes, un Coteaux-du-Layon, un Montbazillac. Ma si abbinano anche molto bene con dei vini come il Maury, il Rivesaltes ed il Porto.

Quale vino con un piatto di formaggi vario?

Il più comodo è di aprire un vino bianco non troppo potente ma un po’ aromatico come un chardonnay di Bourgogne o un sauvignon bianco della Loire. Se preferite un vino rosso, scegliete piuttosto un Pinot noir di Bourgogne, un Gamay del Beaujolais o della Loire. Comunque, se volete assolutamente servire un vino rosso con il vostro piatto di formaggi, scegliete un vino con meno tannini possibile.

Potete anche scegliere i formaggi in funzione del vino. Inoltre, anche i formaggi hanno una stagione e non si mangiano durante tutto l’anno: chiedete consiglio al vostro formaggiaio! 

 TAGS:Masciarelli Montepulciano D'Abruzzo 2014Masciarelli Montepulciano D’Abruzzo 2014

Masciarelli Montepulciano D’Abruzzo 2014

 

 

 TAGS:Feudi Di San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2013Feudi Di San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2013

Feudi Di San Marzano Sessantanni Primitivo Di Manduria 2013