Autore: giovannipelizzaro

Come abbinare il vino con la frutta e non sbagliare

 TAGS:undefinedSe sei un amante del vino come tutti noi, sicuramente ti piace berlo accompagnato da qualche stuzzichino o dai tuoi piatti preferiti. E siccome in questi giorni fa molto caldo, abbiamo pensato di proporti abbinamenti di frutta e vino, combinazione che, oltre ad essere buona, è anche rinfrescante.

In generale, qualsiasi vino leggero, dolce e fruttato è buono per accompagnare la tua frutta preferita. È inoltre consigliabile provare combinazioni e abbinamenti con vini rosati e/o vini spumanti, poiché daranno ai vostri pasti quel tocco speciale e delizioso che state cercando.

Raccomandazioni speciali

Il mango è senza dubbio uno tra i frutti più buoni che la madre terra ci ha potuto regalare. È inoltre molto alla moda e, soprattutto in estate, viene usato in molti dolci o insalate di stagione. Per la sua affinità con gli agrumi, un buon Riesling è l’opzione migliore per accompagnare gli alimenti a base di mango. Oppure puoi optare per un più maturo Sauvignon Blanc con note di agrumi. Però, se stai mangiando qualcosa dal sapore più forte di un dessert o di un’insalata, come ad esempio pollo o pesce con crema di mango, un buon Chardonnay dolce sarà la scelta migliore. 

Se invece hai intenzione di mangiare pesche, fragole o arance dovresti scegliere un rinfrescante vino rosso fruttato, e il migliore fra tutti è il Pinot Noir. Di fatto, un dessert molto buono e comune nella cucina mediterranea è la pesca inzuppata nel vino, uno straordinario mix che sicuramente avrai già provato.

Insalate e moscato

Per ultimo, ma da non dimenticare, un buon moscato dolce può abbinarsi molto bene con le tue insalatone estive. Anche se questi vini provengono per la maggior parte da zone più calde e in generale sono più forti, scoprirai che si accompagnano molto bene alla frutta. E non dovrai nemmeno spendere molti soldi: sia i vini moscato spagnoli che quelli preparati nel sud della Francia sono a buon prezzo e ti faranno gustare di più le tue insalate estive.

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Moscato Petalo Bottega: un vino bianco de la DO Vini senza denominazione (Italia) che contiene una selezione di moscato. 

 

 

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Paolo Berutti Azienda Agicola Moscato D’Asti Paolo Berutti 2013: un vino dolce con DO Moscato d’Asti con acini di moscato dell’annata 2013. 

Bere vino durante la gravidanza

 TAGS:undefinedSono stati scritti molti articoli sul consumo del vino (o alcol in generale) durante la gravidanza. Si tratta di una questione che genera un ampio dibattito ed è base di ricerca.

Alcuni esperti dicono che bere vino con moderazione durante la gravidanza non è un problema, mentre altri ritengono che un solo bicchiere sia molto pericoloso per la salute del bambino. Quello che è certo, è che ciò che le donne mangiano o bevono durante la gravidanza passa direttamente alla placenta attraverso il flusso sanguigno per essere, letteralmente, digerito dal feto. Se una donna incinta beve un bicchiere di vino, una birra o un cocktail, il feto lo ingerisce.

L’alcol interferisce con la capacità del feto di ottenere sufficiente ossigeno e nutrimento per lo sviluppo normale delle cellule nel cervello e negli altri organi del corpo. Uno studio ha dimostrato che un feto in via di sviluppo ha ben poca tolleranza per l’alcol e che i neonati nati da madri che hanno bevuto durante la gravidanza possono avere gravi problemi.

Sindrome Alcolico Fetale

La Sindrome Alcolico Fetale (o FAS – Fetal Alcohol Syndrome) si riferisce ad un insieme di disturbi mentali e fisici che si sviluppano in alcuni bambini non ancora nati quando la madre beve troppo alcol durante la gravidanza. Un bambino nato con FAS, o anche la meno grave FAE (Fetal Alcohol Effects), potrebbe avere gravi handicap, che potrebbero richiedere una vita di cure particolari. C’è anche uno studio che sostiene che le donne che stanno pianificando una gravidanza dovrebbero smettere di bere prima ancora di rimanere incinte.

Il dibattito ancora aperto cerca quindi di capire “quanto è troppo”, e di conseguenza, capire quando il consumo di vino e altre bevande alcoliche diventa un rischio reale per il feto.

Perché finora si diceva che l’unico limite sicuro era evitare del tutto l’alcol. D’altro canto, nel Regno Unito, le autorità sanitarie affermano che le donne incinte e quelle che sperano concepire in tutta sicurezza possano bere fino a due bicchieri di vino alla settimana senza danneggiare il feto.

Tuttavia, la maggior parte degli esperti è completamente contraria al fatto che le donne incinte bevano alcol durante la gestazione e invitano a rinunciare completamente al consumo di bevande alcoliche. Vi è una crescente raccolta di prove che suggeriscono che ubriacature, ma anche piccole dosi di alcol, possano causare danni, anche se c’è chi ancora difende la teoria che uno o due bicchieri di vino a settimana non siano dannosi.

In ogni caso, dato che il limite di consumo senza rischi per il feto non sia noto, e poiché esiste il rischio che l’alcol possa danneggiare il futuro bambino, è meglio non bere vino durante la gravidanza e, soprattutto, consultare medici e specialisti nel caso di dubbi o problemi al momento dell’interruzione del consumo di alcol durante la gravidanza.

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Torres Natureo Blanc Sin 2015

 

 

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Nubiola Sin Alcohol

 

 

Vino andato a male? Puoi ancora utilizzarlo!

 TAGS:undefinedSe il vino è andato a male e non è più bevibile, si può tuttavia sfruttare in diversi modi. Non buttarlo!

Uno dei migliori modi per utilizzarlo è in cucina. Sebbene non lo verseremo in un calice per berlo, si può usare nella preparazione di piatti da cucina e dare così un tocco di sapore alla carne o al pesce, cucinati al forno o in padella. Spezie, agrumi e un sorso di vino … piatti squisiti!

Si dice sempre che il vino è un perfetto antiossidante per la pelle. La rinnova, le dona più brillantezza e setosità e viene utilizzato come trattamento in centri di bellezza e nelle spa. Per questo motivo consigliamo di sfruttare il vino che non è più buono da bere per farvi una maschera fai da te, insieme ad altri ingredienti che vi restituiscano una pelle soave e brillante.

In cucina, il vino andato a male può essere sfruttato in altri modi. Oltre che per cucinare, lo si può usare per lavare frutta e verdura, poiché l’alcol dissolve le impurità e uccide quei microorganismi che si trovano in determinati alimenti.

Se state cercando un rimedio per lavare i vetri di casa, il vino che non è più buono è quello che fa per voi. In particolare il vino bianco, quello che si sta inacidendo, per la pulizia dei vetri delle vostre stanze. Rimarranno scintillanti!

Il vino che non è più buono da bere serve anche per fare l’aceto. Avremo così un condimento in più in casa. È sufficiente versare il vino avanzato in un recipiente e lasciarlo macerare affinchè si possa inacetire. Questo aceto sarà sempre di qualità superiore rispetto a quello che si compra nei supermercati e darà un sapore diverso ai vostri piatti. 

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Canei Bianco: un vino bianco elaborato in DO Vini senza denominazione (Italia) a partire dalle varietà moscatell e la cui gradazione alcolica è di 8.5º

 

 

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Foss Marai Surfiner Cuvee Brut: un vino spumante con DO Veneto a base di acini di sauvignon, prosecco e chardonnay e possiede un grado alcolico di 12º.

 

 

Sei benefici del vino bianco per la salute

 TAGS:undefinedTutti conosciamo i benefici del vino rosso, ma non tutti sanno che anche il vino bianco, oltre a una freschezza e odore inconfondibili, ha le sue proprietà. Quali sono i principali benefici del vino bianco per la salute? Qui di seguito ne elenchiamo alcuni:

1. Riduce il rischo di malattie polmonari

Uno dei benefici del vino bianco è che riduce il rischio di malattie polmonari poiché, secondo un’indagine della Scuola di Medicina di Buffalo, il consumo moderato di vino bianco nel corso della vita aiuta a migliorare la salute dei polmoni. Previene quindi la comparsa di quelle malattie che colpiscono il sistema respiratorio.

2. Aiuta a perdere peso

Nonostante possa sembrare strano, poiché si dice che il vino bianco contenga diverse calorie, uno studio dell’Università di Hohenheim ha dimostrato che le persone che vogliono perdere peso e bevono vino bianco con moderazione riescono a dimagrire. 

3. È antiossidante

Così come il vino rosso, anche il vino bianco è antiossidante per le proprietà contenute nel succo dell’uva. Questa caratteristica fa sí che anche il vino bianco protegga le cellule e impedisca l’avanzamento di certe malattie come il cancro, in particolare il tumore al seno.

4. È nutritivo 

Sí, il vino è nutritivo per la quantità di vitamine e minerali che contiene. Detto questo, se osserviamo il vino bianco, possiamo notare che è ricco di fosforo, potassio e fluoro.

5. Fa bene alla mente 

Bere vino rinforza anche l’intelletto. Cioè, non solo apporta benefici al corpo, ma una indagine realizzata nell’Università di Reading ha scoperto che l’acido fenolico che si trova nel vino ha un’azione positiva sulle cellule celebrali e questo protegge il cervello dallo sviluppo di malattie neurodegenerative.

6. Aiuta a rinforzare ossa e muscoli

Il vino bianco ci rende più attivi. Nonostante sia importante svolgere attività fisica, il resveratrolo che troviamo in questo tipo di vino mantiene le ossa forti e rinforza anche i muscoli.

 TAGS:Planeta la Segreta Bianco 2015Planeta la Segreta Bianco 2015

Planeta la Segreta Bianco 2015:  un vino bianco Sicilia che include viognier, fiano e chardonnay di 2015 e ha un volume di 12.5º. 

 

 

 TAGS:La Scolca Gavi Il Valentino 2015La Scolca Gavi Il Valentino 2015

La Scolca Gavi Il Valentino 2015: un vino bianco con DO Gavi con cortese di 2015 e con 12º di gradazione alcolica. 

 

 

Sono migliori i vini della Ribera del Duero o della Rioja?

 TAGS:undefinedTanto si è scritto e parlato delle virtù dei vini della Ribera del Duero e della Rioja, che finiscono per diventare rivali. Le proprietà di entrambi i vini sono eccellenti e riconosciute da mezzo mondo grazie alla loro esportazione.

Se pensiamo agli inizi, è indiscutibile il fatto che la regione della Rioja è stata la prima ad ottenere la denominazione di origine mentre la D.O. della Ribera del Duero è arrivata dopo. Per la produzione dei vini della Rioja si utilizzano varietà di uva rossa Tempranillo, Garnacha, Mazuelo e Graciano e varietà di uva bianca Viura, Malvasia e Guarnacha bianca. La D.O. Ribera del Duero sfrutta invece l’uva Tempranillo, Cabernet, Sauvignon, Merlot e Malbec, piccole quantità di uva Garnacha e Albillo. Entrambe hanno in comune la presenza di uva tempranillo nei loro vini.

Pertanto, i loro vini sono diversi ma presentano anche certe somiglianze. Forse la principale differenza è legata al sapore al palato, poichè i vini della Rioja hanno un sapore più fruttato, mentre i vini della Ribera sono più intensi, senza dimenticare la diversità di colore, per cui questi ultimi hanno un colore più intenso.

vini della Ribera del Duero sono elaborati nel sud-est della Castiglia e Leon, in particolare a Burgos, Segovia, Soria e Valladolid, mentre i vini della Rioja vengono prodotti in diverse comunità autonome: dai Paesi Baschi a Castiglia e Leon, per citarne alcune.

Il clima di ogni D.O. può inoltre variare in base alla zona. Per esempio, la D.O. Ribera del Duero è caratterizzata da condizioni climatiche più estreme, sia in estate che in inverno. Nella Rioja ci sono invece zone diverse, ciascuna con il proprio microclima. La Rioja Alta è caratterizzata da temperature moderate, la Rioja Baja è invece una zona con frequenti piogge in inverno, mentre la Rioja Alavesa ha un clima prevalentemente mite. La cosa che condividono è che ciascun clima consente la produzione di vini diversi tra loro ma di qualità eccellente.

Per riassumere, è evidente che non esista una risposta assoluta alla domanda iniziale e, fondamentalmente, dipenderà dalla qualità del vino e dal gusto e palato di chi lo beva. Dopotutto, è quello che fa la differenza.

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Luis Cañas Crianza 2013: un vino rosso con DO Rioja a base di una selezione di tempranillo, graciano e garnacha tinta di 2013 e il cui grado alcolico è di 14º.

 

 

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Carmelo Rodero Roble 2009: un vino rosso con DO Ribera del Duero con acini di tempranillo dell’annata 2009. 

 

5 proposte di vacanze per foodies

 TAGS:undefinedIl turismo gastronomico è in crescita. Ed è proprio grazie alla quantità di domanda e persone interessate alla gastronomia di ciascun luogo. I professionisti del settore convivono insieme agli appassionati che vogliono condividere le loro scoperte culinarie. Se sei un foodie, questo articolo sulle destinazioni per vacanze gastronomiche, ti interesserà.

1. Galizia

Il nord della Spagna è un piacere per i sensi e per i buongustai. Le stelle Michelin di ristoranti e bar, in cui pesce e frutti di mare sono i protagonisti, riempiono le giornate degli amanti della gastronomia.

Una buona opzione è il ristorante Fogón Retiro da Costiña, di una stella Michelin, che si distingue per la sua sala-cantina, e una reinvenzione della cucina galiziana, con importanti vini della regione. In una visita alle Rías Baixas, le sue cantine invitano ad entrare e provare gli eccellenti vini di questa DO, in una zona dove pesce e frutti di mare sono di alta qualità. Se ci spostiamo verso un’altra zona della Galizia, troveremo la zona di Denominazione di Origine Ribeira Sacra, che eccelle per le sue cantine moderne, come la ‘Bodega Regina Viarum’, a Doade, Lugo. 

2. Paesi Baschi

Il buon cibo è una delle caratteristiche dei Paesi Baschi. Qualsiasi osteria in cui ci si fermi per provare gustosi pintxos baschi, sia caldi che freddi, è una buona opzione per provare nuovi sapori. A Bilbao si consiglia il centro storico e le osterie del centro, oltre ai nuovi ristoranti di pesce e carne con salsa Idiazábal: una bontà. Anche il centro storico di San Sebastian è pieno di ristoranti da provare e bar di pintxos che lasciano sempre positivamente sorpresi.

3. Messico

Quando si parla di Messico si può far riferimento ad una grande varietà di prodotti ed alimenti. Tra i vari percorsi gastronomici che si possano fare spicca quello dello Yucatán, dove risplende la cultura dei maya tra ristoranti, case e mercati alimentari.

La cucina tradizionale dello Yucatán è a base di mais, oltre a semi di zucca, origano, cipolla rossa, arancia amara, peperoncino dolce o il lime, senza dimenticare le diverse spezie come il coriandolo. Alcuni piatti tipici che i foodies possono degustare sono il chilmole, con peperoncini secchi, pepe bianco e pepe nero che si aggiungono alla tortilla di mais. Mentre il Pop Chuc è carne di maiale arrosto, marinata con acqua tiepida e sale, accompagnata da cipolla dorata. E la cochinita pibil è un piatto con carne di maiale marinato in annatto, succo di arancia amara, aglio, sale e pepe, il tutto avvolto in foglie di banano e cotto sotto terra.

4. Umbria

I foodies più esigenti trovano in Italia le ricette migliori. E’ una cucina che piace a tutti e le sue diverse regioni presentano molte differenze culinarie. L’Umbria, nel cuore del paese, ha come specialità la carne di maiale, in particolar modo salsicce e prosciutti. Da provare inoltre i formaggi di pecora e capra, sia freschi che stagionati.

Da non dimenticare i tartufi, come il tartufo nero, che si utilizza nei sughi di molte ricette di pasta ed il suo olio dalla Denominazione di Origine Protetta. La viticoltura di questa regione è rinomata, con zone di produzione di vini bianchi e rossi, tra cui spicca il vino del Sagrantino di Montefalco

5. Parigi

Riassumere la cucina parigina in poche linee è complicato. Per i foodies a cui non solo piace mangiare, ma anche cucinare, durante il loro soggiorno parigino, possono sperimentare diverse ricette. Il Croque Monsieur, che è una variante francese di un panino con prosciutto e formaggio; le crêpes francesi; o le lumache, un po’ più complicate da preparare, ragione per cui è meglio provarle nella capitale dell’amore.

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Sassicaia 2010: un vino rosso Toscana con cabernet sauvignon e cabernet franc di 2010 e con 13º di alcol. 

 

 

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Ferghettina Franciacorta Brut è un vino spumante con DO Franciacorta dalle cantine Ferghettina a base dei migliori acini di pinot nero e chardonnay e il cui grado alcolico è di 12.5º. 

 

 

Cucina kosher, cuali sono le sue caratteristiche?

 TAGS:undefinedLa Kasherut è l’insieme di leggi della religione ebraica che regolano gli alimenti che possono essere consumati dai suoi praticanti. Il termine kosher o kasher definisce infatti il gruppo di alimenti consentiti, che escludono gli animali considerati “impuri”, come il maiale, molluschi e crostacei, la maggior parte degli insetti (ad eccezione di alcune cavallette), miscugli di carne e latte…

Gli animali permessi devono inoltre essere sacrificati seguendo una procedura specifica, e anche i prodotti agricoli devono rispettare particolari precetti. La ragione di tutto ciò può essere ricercata tanto nella filosofia ebraica – poiché alcuni teologi conferiscono agli animali kosher la rappresentazione di virtù, mentre gli animali non kosher simbolizzerebbero i vizi -, così come per motivi di salute e sanità, anche se tutto ciò è abbastanza discutibile.

I mammiferi che possono essere consumati devono presentare, in linea generale, due caratteristiche fondamentali: devono avere lo zoccolo fesso ed essere ruminanti, mentre i volatili richiedono una tradizione che li indichi come consumabili, e il pesce deve avere pinne e squame. Tutti gli invertebrati sono proibiti, eccetto alcuni tipi di cavallette, come già accennato, oltre a rettili ed anfibi.

Inoltre, tra gli altri, si proibisce anche la carne di un animale che, pur essendo kosher, non sia stato ucciso secondo la legge della shechitah; gli animali che presentano lesioni o difetti significativi; il sangue; certe parti del grasso addominale del bestiame; la frutta prodotta da un albero nei primi tre anni dalla sua piantagione, per cui anche l’uva e il vino derivato da essa.

Si proibiscono anche alcune mescolanze come quella di carne e latte, piante che siano cresciute insieme, come per esempio qualsiasi pianta di grano o ortaggio piantanto vicino a una vigneto, latte che si sia potuto mischiare con quello di animali non-kosher e loro derivati.

Per quanto riguarda il vino, deve essere prodotto esclusivamente da ebrei e le uve non possono essere schiacciate con i piedi, poiché considerati impuri. Per questa ragione, tutti i vini, per essere considerati kosher, richiedono una certificazione speciale da parte di un rabbino, cosa che i produttori di molte parti del mondo tengono sempre più in considerazione.

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Château Roquettes (Kosher) 2013

 

 

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Domaine de la Commanderie (Kosher) 2014

 

 

Come mai la birra ci fa urinare di più?

 TAGS:undefinedQuando beviamo birra ci accorgiamo che andiamo al bagno con più frequenza e più del solito. In poche parole: abbiamo più voglia di urinare. Ciò è dovuto a diverse ragioni.

Una delle principali è per il suo effetto diuretico. La birra fa sì che aumenti la quantità di urina nei reni e, di conseguenza, aumenta anche la quantità di acqua da eliminare. Per questo motivo sentiamo la necessità di urinare molto prima di quando beviamo acqua o altre bevande.

Un’altra ragione è legata agli ingredienti utilizzati nel processo di produzione della birra. In particolare, ci si riferisce al luppolo, il componente della birra che è responsabile dell’effetto diuretico. Il luppolo è utilizzato per contrastare il sapore dolce del malto dando quel tocco amaro così caratteristico alla birra. Come abbiamo detto, questo ingrediente produce un significativo effetto diuretico, ragione per la quale la bevanda dà voglia di urinare. 

È anche vero che questo effetto diuretico non è solo della birra, poiché ci sono altre bevande alcoliche che aumentano la produzione di urina nel corpo, essendo l’alcol stesso un diuretico che stimola la vescica. L’alcol infatti sopprime l’ormone della ghiandola pituitaria, responsabile di inibire l’effetto diuretico.

Tutto questo fa sì che con il consumo di birra ci disidratiamo prima, perché aumentando la produzione di urina, il corpo elimina più liquido del solito; per questo motivo è sempre consigliato un consumo moderato di alcol, poiché si espelle più liquido di quanto ne stiamo ingerendo. Una delle soluzioni per evitare la disidratazione è quella di bere sorsi d’acqua. È questione di complementare entrambe le bevande, e tutto questo si può accompagnare a qualche stuzzichino o altri cibi.

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