Il vino rosso e il tè verde potrebbero aiutare a prevenire le malattie metaboliche e neurodegenerative

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Benefici del vino rosso nelle malattie metaboliche

Sia il vino rosso che il tè verde offrono molti benefici per il nostro corpo, in parte, per gli antiossidanti che possiedono. Inoltre, grazie a uno studio, è stato anche scoperto che entrambe le bevande potrebbero trattare malattie metaboliche ereditarie.

Benefici per prevenire le malattie metaboliche

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Tel Aviv, dimostra che l’epigallocatechina gallato (EGCG), che si trova naturalmente nel tè verde, e l’acido tannico, che si trova nel vino rosso, possono bloccare la formazione di metaboliti tossici. Si tratta di sostanze che non sono direttamente nocive per l’organismo, ma che possono diventare tossiche dopo essere state metabolizzate nel fegato.

Nella maggior parte dei casi, le persone con disturbi metabolici ereditari nascono con un gene difettoso che si traduce in una carenza enzimatica. E per questo, i pazienti devono seguire una dieta rigorosa per tutta la vita.

Vino rosso e acido tannico

I ricercatori ritengono che l’acido tannico del vino rosso possa aiutare a durare le malattie metaboliche congenite. Hanno spiegato che i metaboliti, sostanze che sono, tra le altre cose, i componenti di base del DNA e delle proteine, si accumulano nel corpo. E questo accumulo senza controllo risulta tossico, causando gravi disturbi mentali e dello sviluppo.

In questo caso, l’acido tannico è noto per prevenire la formazione di strutture amiloidi tossiche che causano disturbi neurodegenerativi come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson. Così, previene le strutture proteiche tipo amido che possono causare tali malattie neurodegenerative.

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Conosci i benefici del vino rosso

Nello studio, le due sostanze sono state testate su tre metaboliti legati a tre malattie metaboliche ereditarie: adenina, tirosina cumulativa e fenilalanina. E si è riscontrato che sia l’acido tannico che l’EGCG sono efficaci nel bloccare la formazione di strutture amiloidi tossiche.

Risultati promettenti

I protagonisti dello studio spiegano che gli strumenti che hanno sviluppato sono pionieristici e hanno un enorme potenziale per aiutare un gran numero di pazienti nel futuro. Gli autori aggiungono che la ricerca dimostra, ancora una volta, la capacità della natura di produrre il miglior farmaco per trattare alcune delle peggiori malattie umane. Quindi questi risultati potrebbero facilitare lo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento di questo tipo di disturbi.

Lo studio, pubblicato sulla rivista del gruppo Nature Communications Chemistry, è ancora nelle fasi preliminari. I risultati sono promettenti e sono importanti per lo sviluppo di nuove terapie farmacologiche per le malattie metaboliche. Si deduce che sia il tè verde che il vino rosso, oltre a proteggerci dalle malattie legate al cuore, aumentano la salute del nostro cervello.

Da dove viene il vino?

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La Russia è la patria della vodka. Il Messico della tequila. Cuba del rum. La Scozia del whisky. Ma … da dove viene il vino? Quale paese ha l’onore di aver creato il vino? L’attribuzione è dubbia e non mancano le polemiche, visto che tutti ambiscono ad essere i creatori di una bevanda così divina. Tuttavia, la scoperta del vino non è un fatto che può essere isolato dalla storia, anzi al contrario: è inseparabile dall’evoluzione storica dell’agricoltura e della gastronomia.

La storia del vino nasce nel Neolitico

Sembra ormai certo che il vino sia nato durante il Neolitico (Età della Pietra). Le prime tracce di quello che potrebbe essere vino sono state trovate nei Monti Zagros (nella regione ora occupata da Armenia, Georgia e Iran), in particolare nella città neolitica di Hajji Firuz Tepe.

Proprio in questo insediamento venne trovato per la prima volta un recipiente risalente al 5400 a.C. contenente acido tartarico, presente nella buccia dell’uva. Ciò potrebbe indicare che il recipiente abbia contenuto vino. Inoltre, questo vino deriverebbe dalla varietà vitis vinifera sylvestris.

La nascita delle rotte commerciali

Con la trasformazione delle società nomadi in società sedentarie, migliorarono notevolmente le tecniche agricole e, inoltre, si svilupparono nuove occupazioni come il commercio che provocò uno scambio di merci sempre maggiore. E grazie a ciò, l’espansione del vino dall’Europa dell’Est raggiunse l’India e la Cina.

Il vino nell’Antico Egitto

Risalgono al regno di Udimo, quinto Faraone della I dinastia d’Egitto (tra il 2914 a.C. e il 2867 a.C.), le prime rappresentazioni pittoriche che mostravano contadini egizi vendemmiando. Originariamente, il vino, che poteva anche derivare dal succo di melograno, veniva usato nelle cerimonie religiose ed era chiamato “shedeh. Sebbene il vino fosse riservato alle classi nobili e ai sacerdoti, durante i periodi di festa anche gli egizi delle classi inferiori potevano provarlo.

Per quanto riguarda la sua conservazione, il vino veniva custodito in anfore sigillate. Alcune di queste divennero addirittura parte del corredo funebre dei faraoni, come nel caso di Tutankamon, dove furono trovate trenta grandi giare di vino.

Nell’Antico Egitto il vino veniva anche usato per pulire i corpi dei defunti prima e dopo averli svuotati nel processo di mummificazione.

Dall’Egitto alla Grecia

Data la vicinanza geografica di Creta con l’Egitto e la Fenicia, rispetto alla penisola greca, si ritiene che il vino sia arrivato alla culla della civiltà moderna attraverso questa mitica isola del Mediterraneo orientale.

Intorno al 700 a.C. il vino era una bevanda abituale e divenne tanto importante che gli fu persino assegnato un dio tutto suo: Dionisio. Normalmente, data la sua alta gradazione alcolica, il vino veniva mescolato con acqua , e si beveva puro solo durante i rituali e le celebrazioni religiose.

Grazie alla civiltà greca, la coltivazione della vite si espanse nei paesi del Mediterraneo. Inoltre, dall’antica Grecia proviene anche la prima documentazione scritta sul vino. Infatti, con il titolo Le opere e i giorni, il poeta greco Esiodo (VIII secolo a.C.) descrive la raccolta e la spremitura delle uve, come veniva consumato il vino – con l’acqua – e la sua conservazione – nelle pelli di capra.

Il vino nell’Impero Romano

Verso il 200 a.C. il vino arrivò nella penisola italiana e i territori meridionali iniziarono a chiamarsi Oenotria (“terra d’uva”), data la facilità con cui veniva coltivata la vite., tanto che si piantarono viti a latitudini difficili come in Normandia, nelle Fiandre e nei paesi baltici. Fu, per così dire, un periodo di splendore del vino e dobbiamo sicuramente ringraziare la tecnica di innesto delle viti.

I Romani iniziarono anche a usare dei tini di legno per immagazzinare e trasportare il vino, un metodo che proveniva dal nord Europa per la conservazione di altre bevande.

Con la caduta dell’Impero Romano, continueranno questa tradizione i monasteri cristiani, che durante il Medioevo si impegnarono nella coltivazione della vite, ottenendo vini per la consacrazione della messa.

Il vino nel Nuovo Mondo

L’introduzione della vite e del vino, in quello che venne chiamato il Nuovo Mondo, era nelle mani dei Gesuiti e dei conquistadores. Era necessario garantire la fornitura di vino per le celebrazioni religiose, così poco a poco, iniziarono a importare e impiantare vitigni, un processo che si accelerò grazie ai portainnesti. In poco meno di 100 anni, nel corso del XVI secolo, il vino arrivò in Messico e in Baja California per raggiungere il Perù, il Cile e l’Argentina.

Più storia e curiosità sul vino

Nel Blog di Uvinum adoriamo scrivere, imparare e informare sul vino. Se vuoi continuare a leggere articoli sulla storia e le curiosità del vino, condividiamo alcuni link che sicuramente ti interesseranno. Salute!

India, un mercato con un grande futuro per il vino

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L’India è un paese emergente con un futuro promettente in molti settori. Anche per il vino. Ciò è stato previsto da un recente studio sul mercato del vino in India, condotto da Wine Intelligence in collaborazione con Sonal Holland, l’unico Master of Wine in questo paese. Lo studio lo equipara alla Cina.

Il potere economico mondiale

Uno dei motivi principali è che l’India da anni sta crescendo come una forte potenza economica mondiale e ciò la rende interessante per il mercato d’esportazione del vino. A ciò dobbiamo aggiungere che 1.300 milioni di persone vivono in India, essendo il secondo paese più popolato al mondo.

Importazioni

L’India ha importato circa 475.000 casse di vino negli ultimi 12 mesi fino a marzo 2017. E si contano più di 300 importatori di vino nel paese. E tutto ciò nonostante le elevate tasse sui vini importati, con dazi sul vino superiori al 152%.

Molti giovani

Un altro sintomo di ottimismo è che la popolazione del paese è relativamente giovane, dal momento che si contano più di 800 milioni di persone sotto i 35 anni di età. Ciò suggerisce che potrebbero essere consumatori esponenziali in pochi anni.

Più vino prodotto

Anche se altre bevande rappresentano la maggior parte delle vendite in India, da non molto tempo si sta producendo vino localmente. Questo fatto stimola l’interesse dei consumatori e li avvicina al vino. Inoltre, lo studio afferma che, tra il 2010 e il 2017, l’industria vinicola indiana ha registrato un tasso di crescita annuale due punti superiore al 14%, trasformando il vino nella bevanda alcolica con la crescita più rapida in India.

Mumbai, città del vino

Lo studio mostra che nelle città è dove si beve più vino. In particolare, Mumbai rappresenta il 32% del consumo totale di vino in India, seguita da Delhi NCR e dal suo sobborgo tecnologico Gurugram con il 25%; Bangalore con il 20%; Pune con il 5% e Hyderabad con il 3%.

Altri studi sull’argomento

Questa ricerca dimostra il crescente interesse per il mondo del vino in India. Ma c’è di più perché nel 2018 è prevista una indagine più approfondita ed esauriente sul consumatore di vino dell’India.

Due bicchieri di vino al giorno riducono le malattie cardiovascolari e l’Alzheimer

Due bicchieri di vino al giorno riducono le malattie cardiovascolari e l'Alzheimer

Conosciamo già i molteplici benefici per la salute offerti dal vino. Molte ricerche dimostrano le proprietà benefiche del consumo di vino sull’organismo.

Per questo, la Corporación Vinoloa ci ricorda, con questo elenco, i benefici di questa bevanda per la salute.

  • Previene malattie cardiovascolari. Se si consuma una quantità di 150 ml al giorno. Gli antiossidanti che compongono il vino aumentano i livelli di colesterolo “buono” o HDL e ciò impedisce la formazione di coaguli.
  • Come trattamento per le gengive. Le proprietà del vino per la salute della bocca sono incredibili. È buono per il trattamento delle gengive e per la pulizia del palato. La composizione dell’uva fermentata evita la comparsa di streptococchi e batteri legati alle carie, oltre ad essere molto efficace contro gengiviti e mal di gola.
  • Riduce il rischio di demenza senile. Nuovi studi confermano che bere due bicchieri di vino al giorno riduce l’infiammazione e le tossine nel cervello, anche quelle associate all’Alzheimer.
  • Sensazione di felicità. È stato dimostrato che l’assunzione di vino ha anche benefici sull’umore. Quando si beve un bicchiere di vino vengono rilasciate endorfine, ci si sente più rilassati e siamo semplicemente più felici.
  • Eccellente per mantenere la linea. Forse non sai che il vino può diventare un alleato perfetto per l’operazione bikini. Il vino rosso è composto da un gene che impedisce la formazione di cellule adipose e consente di stimolare quelle esistenti depurandole fino ad eliminarle.
  • Vinoterapia per la pelle. Sempre più sono i benefici che il vino produce sulla pelle. Ad esempio, la idrata profondamente, conferendole maggior elasticità, luminosità e lotta contro i radicali liberi.
  • Migliora la circolazione periferica. C’è di più, infatti il vino favorisce la decongestione delle gambe stanche e riduce l’aspetto delle vene varicose.

 

I più interessanti musei enogastronomici del mondo

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Se state viaggiando o avete pensato di percorrere una fantastica strada del vino, non potete perdervi questi musei dove il vino e il cibo sono i veri protagonisti. Prendete nota sulla vostra agenda. E godetevi il ​​vino e le prelibatezze di questi musei!

Museo della cultura del vino Vivanco, Spagna

In Spagna, uno dei musei più interessanti sul mondo del vino e anche il più antico è il Museo della Cultura del Vino Vivanco. Catalogato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo-ONU come il miglior museo del vino del mondo, vi permette di scoprire fino a 8000 anni di storia con 20.000 opere d’arte. Ci sono autentici reperti archeologici con centinaia di anni di storia e opere più moderne di artisti come Picasso, Sorolla, Juan Gris, Chillida, Barceló, Genovés o Warhol. Ma non è finita qui, infatti il museo vi permetterà di entrare nella cantina, partecipare a degustazioni, conferenze e workshop, e poter vedere 220 varietà di vino provenienti da tutto il mondo.

Museo del vino di Pleven, Bulgaria

Situato all’interno di una grotta, nel parco di Kaylaka, in Bulgaria, è ricco di oggetti legati alla tradizione vitivinicola della città. Essendo in un parco, potrete anche conoscere le piante e i fiori della zona. Nel museo, come in molti altri di questo tipo, è possibile degustare i loro vini.

Museo del Panpepato, Polonia

Non c’è molto vino, ma è un luogo interessante. In Polonia, il Museo del Panpepato (Muzeum Piernika) offre ai visitatori la possibilità di conoscere i rituali e le tradizioni della cottura del pan di zenzero. Non mancano diverse attività, mostre temporanee, esposizioni interattive e la possibilità di partecipare alla cottura del pan di zenzero.

Frietmuseum a Bruges, in Belgio

Forse non sapevate che l’origine delle patatine fritte è in Belgio. Ecco perché qui troviamo questo museo, diviso in tre parti. La storia delle patatine fritte è esposta attraverso l’esposizione di 400 oggetti antichi. C’è anche l’opzione di assaggiare le patate fritte alla fine della visita.

Currywurst Museum, Berlino

Non potrebbe trovarsi altrove, visto che il wurstel della città di Berlino è la currywurst. Fettine sottili di wurstel di Frankfurt con salsa di pomodoro al curry. Nel museo, grazie a supporti interattivi e molto altro, potrete vedere come questo piatto è diventato così popolare. Non dimenticate di provare queste delizie nelle varie bancarelle della città.

 

Cocktail al cioccolato

 

1. La dolce-energizzante: Caramel Lush

Per dare inizio a questa lista, io consiglio una deliziosa cioccolata calda al caramello. Il suo sapore dolce vi farà dimenticare della lunga giornata che avete appena trascorso. Siediti e rilassati.

Ingredienti

• Ottenere il sapore di caramello è la parte difficile. Il modo più facile è utilizzare della vodka, un liquore o una crema aromatizzata.
• In alternativa, mescolare del rum scuro con dello sciroppo al caramello, per un sapore più intenso.
• Polvere di cacao
• Latte
• Panna montata

Preparazione

Dopo aver versato la polvere di cacao ed il latte in una casseruola, portare a bollore lentamente. Assicurarsi che gli ingredienti siano perfettamente mescolati. Aggiungere lo sciroppo e l’alcool. Completare con la panna montata.

Consiglio: aggiungere del mou o granella di nocciole sulla panna montata per una cioccolata calda da buongustaio.

2. La fresca spirale: Minty Bomb

Questa cioccolata calda rinfrescante vi farà desiderare di vivere in inverno per tutto l’anno, solo per avere la scusa del freddo e berla più e più volte. Questa è la bevanda calda perfetta per la tua domenica mattina, da godersi sul divano prima di cominciare la giornata.

Ingredienti

  • Per il sapore di menta piperita, puoi utilizzare del liquore alla frutta, un liquore o crema alle erbe.
  • Polvere di cacao
  • Latte
  • Panna montata

Preparazione

Porre il latte e la polvere di cacao nella casseruola, portare poi a bollore lentamente e mescolare. Noi consigliamo di sostituire la polvere di cacao con cioccolato amaro fuso. Aggiungere la grappa alla menta e la panna montata. Ora la tua cioccolata calda ti sta aspettando!

Consiglio: per incrementare il sapore di menta del vostro preparato, utilizzare delle caramelle alla menta schiacciate o delle foglie di menta fresche.

3. L’infuso alla frutta: Soothing Orange

Scoprite questa gustosa cioccolata calda agli agrumi. Certamente, non la berrete per la vitamina C, ma assaporarlo è probabilmente il modo perfetto per passare la serata sul divano mentre fuori piove a dirotto.

Ingredienti

  • Generalmente, il Cointreau ed il Grand Marnier sono gli alcolici consigliati. Ma non esitate ad essere creativi! Ci sono molte creme, liquori ed amari utilizzabili.
  • Scorza d’arancia
  • Polvere di cacao
  • Latte
  • Panna montata

Preparazione

Preparate la vostra cioccolata calda riscaldando e mescolando il latte con la polvere di cacao o il cioccolato fuso (andate per uno scuro!). Potete anche aggiungere nella casseruola della scorza d’arancia, per un sapore più intenso. Una volta che la vostra cioccolata ha raggiunto la giusta temperatura, aggiungete il liquore all’arancia. Aggiungete della panna montata e cospargete la scorza d’arancia in cima.

Consiglio: utilizzate una fetta di arancia candita o inoltre del cioccolato fuso scuro in cima della panna dandole un look sbalorditivo.

4. Il desiderio-esotico: Delizia al cocco

Prova a ricordare quel sapore esotico estivo nel tuo tetro inverno, con questa cioccolata calda al gusto di cocco! Ti ricorderà i migliori cocktail che hai bevuto la scorsa estate.

Ingredienti

  • Abbiamo anche qui due possibilità, la prima (ossia la nostra preferita) è composta da Rum scuro e latte di cocco.
  • L’altra possibilità è quella di utilizzare della vodka aromatizzata, del rum o liquore e del latte.
  • Cioccolato bianco
  • Granelli di cocco tostato
  • Panna montata

Preparazione

A seconda dell’opzione che scegli, metti il cioccolato bianco fuso nella pentola, insieme al latte o latte di cocco e porta a ebollizione lentamente. Quando raggiungi la temperatura desiderata, aggiungi il liquore e la panna montata. Aggiungi generosamente i granelli di cocco per guarnire.

Consiglio: per rendere il tuo cocco ancora più saporito, aggiungi dell’estratto di cannella o vaniglia.

La forma del bicchiere influisce (e molto) sul gusto del vino

Non è solo una questione di estetica. Tra i diversi gadget che fanno parte del mondo del vino, il calice è uno degli elementi essenziali perché influisce direttamente sul suo sapore.

calici da vino devono essere di qualità e di forme specifiche, poiché possono enfatizzare sia il sapore di frutta che l’acidità e, in generale, aiutano a bilanciare tutti i sapori. Esistono studi che confermano queste affermazioni, come quello dell’Istituto di Biomateriali e Bioingegneria dell’Università Medica e Dentale di Tokyo, il quale sostiene che il modo in cui l’etanolo evapora dipende dalla struttura del bicchiere.

In questo studio, riportato dalla catena CNN, il colore rosso rilevato dalla fotocamera olfattivo mostra alte concentrazioni di etanolo che evaporano in diversi bicchieri di vino a 13 gradi Celsius. In una parte dello studio vengono analizzati tre bicchieri da vino: un calice standard, un bicchiere dritto e un calice da martini. Sebbene la stessa quantità di vino venga servita nei tre bicchieri e vengano esaminati a 13 gradi Celsius, le immagini hanno rivelato che sul bordo del calice da vino si formava una sagoma di vapore a forma di cerchio. Ciò consente di apprezzare il vino senza che interferisca l’odore di etanolo.

Inoltre, nella degustazione del vino non si discute solo della forma dei calici, ma anche della loro pulizia. Se ci sono tracce di detersivi o odori di plastica, verrà condizionato il gusto di un buon vino.

Se ciò non basta, anche la capacità, il volume o l’apertura del calice da vino sono fattori importanti per esaltare aromi e sfumature più o meno differenti. Ma gli esperti aggiungono che nella degustazione del vino tutto dipende anche da fattori soggettivi e personali, dalla temperatura e dai cambiamenti che il vino riceve in ogni momento.

 

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Come scegliere vini naturali senza sbagliare

La scelta di vini naturali e biodinamici può essere rischiosa. Sono concetti piuttosto nuovi per noi, ma in altri stati vengono prodotti da molto tempo. Ecco alcuni consigli per scegliere correttamente i vini naturali.

 

  • Scegli cantine che lavorano da molto tempo in questo tipo di produzione. Ci sono produttori che hanno un gran numero di vini completamente naturali. Oltre ad essere deliziosi hanno una lunga esperienza, che offre maggiore garanzia. La cosa migliore è che i loro vini sono davvero piacevoli.
  • Visita le fiere del vino naturale e biologico. Troverai molti esperti sul tema che potranno consigliarti i migliori vini da acquistare per ogni occasione.
  • Acquista vini in negozi specializzati. In questi negozi, i responsabili sono i più informati e possono darti buoni consigli.
  • La qualità più della quantità. I vini naturali tendono ad essere un po’ più costosi, quindi berremo un po’ meno, ma meglio.
  • Uve autoctone. Una caratteristica fondamentale dei produttori naturali è che lavorano per preservare il ricco patrimonio viticolo delle varietà autoctone invece di varietà standard internazionali. Perciò, i vini biologici, biodinamici e naturali tendono ad offrire una maggiore diversità di profili aromatici e un’opportunità unica di degustare vini prodotti con vitigni autoctoni. Ricorda sempre che questa classe di vini è prodotta con la minor quantità possibile di conservanti.
  • Conoscere nuovi sapori e vini. Quando dovremmo scegliere un vino naturale, sarà senza dubbio il gusto a guidarci. Ci permetterà di conoscere da vicino nuovi sapori, rappresentando un gran vantaggio quando trattiamo questo tipo di vini.
  • Partecipare alle degustazioni. Sia che siano a pagamento che gratuite (che occasionalmente si possono trovare), le degustazioni di vini naturali ci permettono di saperne di più e rendono più facile scegliere un vino con tali caratteristiche.

 

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5 consigli per abbinare tapas e vino

“Andare di %u200B%u200Btapas” è uno degli sport preferiti dagli spagnoli. Bar e ristoranti offrono una gran varità di questi piccoli piatti, alcuni molto elaborati, per la felicità dei commensali. Ma quando si tratta di combinarli con il vino non è sempre chiaro cosa dovremmo scegliere. Perciò ti vogliamo dare alcuni consigli per abbinare tapas e vino.

Vini bianchi con pesce e vini rossi con carne. Sì o no?

Come regola generale, con tapas di pesce è giusto scegliere vini bianchi, ma in verità non è sempre così. Quindi possiamo anche combinare chorizos con vino bianco e tapas di crocchette di frutti di mare con un vino rosso, i gusti sono svariati. Inoltre possiamo trovare vini rossi giovani e molto morbidi che vale la pena conoscere e degustare in estate.

Vini rossi giovani ed invecchiati

Per le tapas con più carne è conveniente scegliere una varietà di vino rosso. Inoltre possiamo precisare che i vini giovani sono perfetti per tapas con carne in umido, mentre i vini rossi invecchiati si preferiscono per le tradizionali tapas di insaccati e prosciutto.

I vini rosati sono per l’estate

Ma anche per l’inverno. Infatti, abbiamo già sottolineato che lentamente le barriere predefinite tra vini e stagioni si rompono, dato che possimo abbinare qualsiasi vino in qualsiasi momento. I vini rosati sono freschi e sono l’ideale per le tapas di pesce un po’ grasso o le tapas a base di pasta.

Vino fino e manzanilla

Sono vini speciali prodotti in Spagna che si sposano perfettamente con le tapas, specialmente nell’area meridionale. Per questo motivo, è importante evidenziarli. Sia il vino fino che il vino manzanilla sono perfetti per tutti i tipi di frittura e i sottaceti.

Vino bianco dolce

Non tutti i vini bianchi sono uguali: ci sono più secchi, più leggeri e più dolci. In ogni caso, i vini dolci più appetibili in estate saranno molto freschi. E possiamo combinarli con tapas di formaggio, anche se i vini rossi sono da prendere in considerazione, specialmente per formaggi più saporiti; per quelli leggeri, come il brie, il gorgonzola e in generale i formaggi francesi, si preferiscono i vini dolci.

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Il vino rosso, alleato contro il tumore alla prostata

Abbiamo già detto, in più di un occasione, quali sono i benefici del vino rosso. Oltre a possedere i polifenoli dell’uva, che sono antiossidanti, il vino rosso è utile per la memoria e ci offre una buona dose di benessere, anche come alleato contro il tumore alla prostata.

Ciò è confermato da uno studio di alcuni urologi che hanno dimostrato che il vino rosso può ridurre il rischio di cancro alla prostata, mentre, il vino bianco può aumentare il rischio di soffrirne.

Questa ricerca ha dimostrato, secondo i risultati ottenuti, che il consumo moderato di vino, da parte di uomini sottoposti allo studio, non ha aumentato il rischio di cancro alla prostata. Ma è importante sottolineare che i risultati variano significatamente in base al colore del vino.

I bevitori di vino bianco hanno riscontrato un leggero aumento del rischio di cancro alla prostata. Invece, gli uomini che hanno bevuto vino rosso, sempre in modo moderato, hanno avuto una significativa riduzione del 12% nel rischio di soffrire di questo tipo di cancro.

Non è la prima volta che il vino è correlato alla possibile prevenzione di vari tipi di tumori e questo è il motivo per cui vari medici hanno voluto approfondire questo argomento, dato che esistono molti studi contraddittori.

Differenziando tra tipi di bevande alcoliche e modalità di consumo, si evidenzia che il vino rosso, consumato moderatamente, può ridurre significativamente il rischio di soffrire di alcuni tumori.

Inoltre, un altro studio pubblicato sulla rivista Cancer Science ha dimostrato che il resveratrolo, una sostanza chimica presente nel vino rosso ma non nel bianco, può aumentare l’efficacia delle radiazioni per distruggere le cellule tumorali della prostata.

Senza dubbio, tra le principali conclusioni possiamo evidenziare che il livello di prevenzione e riduzione di questa malattia dipende dal tipo di bevanda che viene somministrata, poiché non tutte le bevande alcoliche producono lo stesso risultato, come hanno visto i ricercatori.

 

 

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