Impronta ecologica: quanto è sostenibile il vino?

Da qualche anno, l’Unione Europea ha introdotto la Product Environmental Footprint, una metodologia che regolamenta il calcolo, la valutazione, la convalida di parte terza e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti e dei servizi.

Impronta ecologica: la sostenibilità del vino - Uvinum

Si tratta di una serie di indicatori ambientali (PEFCR, Product Environmental Footprint Category Rules) che permettono di verificare le principali categorie di impatto ambientale, come le emissioni di gas serra, l’efficienza dell’utilizzo delle risorse e il rispetto delle risorse idriche.

Tutto ciò è necessario se si pensa che, oggi, un bicchiere di vino ha un’impronta idrica media (a livello mondiale) di 108 litri d’acqua. In Italia, questa si “abbassa” a 88 litri d’acqua per un bicchiere di vino da 125 ml.

Che cos’è l’impronta ecologica?

La cosiddetta impronta ecologica è un valore che calcola quante risorse naturali sono necessarie all’uomo per produrre un bene o un servizio, e le confronta con la capacità della Terra di rigenerare quelle stesse risorse.

Per valutare se la propria attività è rispettosa dell’ambiente, è necessario tenere in considerazione diversi fattori, in particolare l’emissione di gas serra e il consumo delle risorse idriche.

L’impronta di carbonio (carbon footprint) è un parametro utilizzato per stimare le emissioni gas serra causate da un prodotto, da un servizio, da un’organizzazione, da un evento o da un solo individuo. È espresso in tonnellate di CO2 equivalente. L’impronta idrica (water footprint), invece, calcola il consumo delle acque dolci utilizzate per produrre un prodotto o un servizio.

Come si valuta l’impronta ecologica?

Nel caso del vino, la valutazione dev’essere estesa all’intero ciclo di vita della pianta (reperimento delle materie prime, processi di trasformazione, trattamento dei residui e degli scarti, ecc.), alla produzione del vino (vinificazione, produzione delle bottiglie, ecc.), fino alla distribuzione e al consumo (trasporto, riciclo delle bottiglie utilizzate, ecc.).

Impronta ecologica e vino italiano

In Italia sono diverse cantine che misurano costantemente la propria impronta biologica e, in particolare, si fa attenzione alla carbon footprint e alle emissioni di gas a effetto serra. I mezzi adottati per abbassare l’indicatore sono i più diversi: si va dall’adozione di un’agricoltura biologica o biodinamica all’impiego di macchine agricole a basso consumo; dall’installazione di impianti geotermici o solari all’utilizzo di carta riciclata per le etichette; dall’adozione di tappi in bioetanolo all’impiego di materiali da imballaggio riciclabili.

I risultati possono aiutare l’azienda a migliorare il proprio processo produttivo, sia nella vigna che in cantina e, perché no, a sfruttare le politiche ambientali come strumento di marketing e comunicazione.

 

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Ca’ Maiol Molin Lugana Bio 2016

Ca’ Maiol Molin Lugana Bio 2016 è un vino bianco elaborato con uve Trebbiano Di Soave in purezza. I nostri utenti gli hanno dato una valutazione di 4/5 punti.

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Alois Lageder Cabernet Sauvignon Cor Romigberg 2011

L’approccio sostenibile della cantina Lageder si rispecchia nell’attività vitivinicola biologica e biodinamica. Questo Cor Romigberg 2011 è un vino rosso elaborato con le migliori uve Petit Verdot e Cabernet Sauvignon

In viaggio per i vini d’Italia

State progettando di rimanere in Italia per le vostre vacanze? In qualsiasi regione vogliate andare, oltre a paesaggi incantevoli, troverete pietanze e bevande locali da leccarsi i baffi!

Ecco i nostri suggerimenti su quale vino bere quest’estate, regione per regione!

Vacanze in Italia? Ecco quali vini bere - Uvinum

Abruzzo

Iniziamo la nostra lista con l’Abruzzo, che in campo vinicolo può definirsi tranquillamente un’eccellenza. Se siete amanti del bianco, concedetevi (almeno) una bottiglia di Trebbiano d’Abruzzo DOC. Se, invece, non volete rinunciare al rosso neanche con questa canicola, come non provare il celeberrimo Montepulciano d’Abruzzo DOC? Infine, i sostenitori del binomio “estate-rosé” troveranno una bella sorpresa nel Cerasuolo d’Abruzzo DOC.

Basilicata

Monti, colline e mare. Il suolo vulcanico del Vulture e la biodiversità ambientale sono i punti di forza di questa piccola e, per certi versi, poco conosciuta regione. Se quest’estate andrete a vedere i famosi sassi di Matera, vi consigliamo di assaggiare l’Anglicano del Vulture DOC, portabandiera dei vini lucani.

Calabria

La Calabria vanta un’antichissima tradizione vinicola, in particolare per quanto riguarda i vini rossi. Non fatevi mancare un bicchiere di Cirò DOC, fresco e minerale, o di Melissa DOC rosso, fruttato e speziato. Con il dessert, chiedete un calice di Greco di Bianco DOC.

Campania

La Campania presenta una quantità incredibile di vitigni autoctoni. Se proprio dobbiamo scegliere, allora vi consigliamo si provare un Greco di Tufo DOCG, se vi piacciono i bianchi intensi e fruttati, o un Fiano di Avellino DOCG, se invece preferite qualcosa di più delicato e floreale. Passando ai rossi, il vitigno re è l’Anglicano. Optate per un Taburno DOCG o un Taurasi DOCG.

Emilia-Romagna

Inutile mentire! Il primo nome che ci viene in mente è il Lambrusco, il secondo il Sangiovese. Se volete sperimentare qualcosa di diverso, invece, provate un Albana di Romagna DOCG, dal caratteristico profumo di buccia di mela, un Pagadebit di Romagna DOC, dagli aromi di camomilla, o un Colli Piacentini Ortrugo DOC.

Friuli-Venezia Giulia

Quando si dice Friuli, si dice vino bianco. Provate un Collio Malvasia DOC, un Collio Friulano DOC o un Friuli Isonzo Friulano DOC. L’orgoglio della regione, però, è il Colli Orientali del Friuli Picolit DOCG, un vino bianco da dessert altamente alcolico. Per quanto riguarda i rossi, consigliamo il Refosco e lo Schioppettino.

In viaggio tra i vini italiani, regione per regione - Uvinum

Lazio

Negli ultimi anni, il Lazio si è dato molto da fare per migliorare la qualità dei suoi vini. È qui che nascono i bianchi Cannellino di Frascati DOCGFrascati Superiore DOCG ed Est! Est! Est! Di Montefiascone DOC e il rosso Cesanese del Piglio DOCG.

Liguria

Anche se i vini liguri sono difficili da trovare in commercio, nel passato sono stati decantati da poeti e scrittori. Il Rossese di Dolceacqua DOC e l’Ormeasco di Pornassio DOC sono i rappresentanti dei rossi liguri. La vera specialità, però, è lo Cinque Terre Sciacchetrà DOC, un passito che nasce nei ripidi terrazzamenti attorno alle Cinque Terre, la cui produzione è limitatissima.

Lombardia

Non solo Franciacorta! Oltre al famosissimo bollicine, la Lombardia è la patria di vini bianchi e rossi di alta qualità. Gli amanti dei bianchi possono provare un Lugana DOC, mentre quelli che fanno parte del “Team Rosso” possono deliziarsi con i poco conosciuti Buttafuoco DOCSangue di Giuda DOC.

Marche

La viticoltura fu introdotta nelle Marche dagli Etruschi. Il bianco marchigiano più conosciuto e senza dubbio il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC. Noi, però, vi consigliamo anche il Verdicchio di Matelica DOC e lo spumante Vernaccia di Serrapetrona DOCG. Con i rossi c’è, invece, da sbizzarrirsi: il Conero DOCG, il Colli Pesaresi DOC, il Lacrima di Morro DOC e l’Offida DOCG meritano tutti un assaggio!

Molise

È incredibile come una regione così piccola possa ospitare una tanto notevole produzione di vino! Ci sentiamo di consigliarvi il morbido Biferno Bianco DOC e il più rustico Tintilia del Molise DOC.

Piemonte

Molto probabilmente, quando pensiamo al vino italiano, la prima regione che ci viene in mente è proprio il Piemonte. La scelta è dura, ma dobbiamo farla. Per i bianchi vada per un Gavi DOCG, mentre per i rossi puntiamo su un Barbaresco DOCG, un Dogliani DOCG e un Gattinara DOCG.

Per chiudere la vostra cena in bellezza, scegliete uno spumante Moscato d’Asti DOCG o Brachetto d’Acqui DOCG.

I vini d'Italia regione per regione - Uvinum

Puglia

Sapevate che la Puglia è la regina dei vini rosati italiani? Ma è anche la patria del Primitivo, del Negroamaro e del Nero di Troia, e quindi non potete andarvene senza prima aver bevuto un buon Primitivo di Manduria DOC, un Salice Salentino DOC o un Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG.

Sardegna

I fortunati di voi che passeranno l’estate in Sardegna potranno godere di mari caraibici e ottimi vini. Se cercate un vino fresco e rinfrescante, allora optate per un Vermentino di Sardegna DOC, un Vermentino di Gallura DOCG o un Nuragus di Cagliari DOC. Se, invece, volete provare il vino sardo per eccellenza, buttatevi sul classico Cannonau di Sardegna DOC. Un’alternativa? Un Carignano del Sulcis DOC.

Sicilia

Salpiamo per un’altra isola e arriviamo nella splendida Sicilia, dove gli amanti dei vini liquorosi troveranno pane per i loro denti. Come non provare un Marsala DOC, un Passito di Pantelleria DOCG o un Moscato di Noto DOC? Altrimenti, consigliamo un Etna rosso DOC, un Sicilia Inzolia Bianca DOC o un Sicilia Nero d’Avola DOC.

Toscana

Alziamo le mani: è impossibile fare una selezione dei vini toscani. Se proprio dobbiamo consigliarvene alcuni, allora diciamo un Chianti Classico DOCG, un Brunello di Montalcino DOCG, un Vino Nobile di Montepulciano DOCG e un Bolgheri Sassicaia DOC. Attenzione solo al portafoglio!

I bianchi sono sicuramente meno famosi, ma ce ne sono comunque di interessanti, come il Candia Dei Colli Apuani DOC, il vino da dessert Moscadello di Montalcino e il Vin Santo.

Vini d'Italia: cosa bere in ogni regione - Uvinum

Trentino-Alto Adige

D’estate il Trentino-Alto Adige è preso d’assalto da coloro che al mare preferiscono la montagna. In mezzo ai verdi monti, i turisti potranno entrare in contatto con la natura e praticare sport, ma anche mangiare e bere bene! Teroldego Rotaliano DOC, Trentino Pinot nero DOC e Alto Adige Schiava DOC sono delle belle opzioni per tutti gli amanti dei rossi. Tra i bianchi, invece, segnaliamo l’Alto Adige Gewürztraminer DOC, il Trentino Müller Thurgau DOC e l’Alto Adige Valle Isarco DOC.

Non dimenticate, infine, di fare un brindisi con un Trento DOC Metodo Classico!

Umbria

Voi amate il rosso e la vostra dolce metà il bianco? L’Umbria sarà in grado di accontentare entrambi. Il bianco più celebre è senza dubbio l’Orvieto DOC, ma provate anche un Grechetto Todi DOC e un Grechetto dei Colli Martani DOC. Per quanto riguarda i rossi, invece, il souvenir perfetto è un Sagrantino di Montefalco DOCG o un Torgiano Rosso Riserva DOCG.

Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta esiste un’unica DOC, la Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste DOC, ma la produzione vinicola è intensissima e di alta qualità. In questa piccola regione vengono prodotti vini secchi, vini liquorosi, vini passiti e spumanti con oltre 20 vitigni differenti.

Veneto

In Veneto c’è di tutto: montagna, collina, pianura e mare. E anche per quanto riguarda i vini non c’è che l’imbarazzo della scelta. Noi vi diamo tre nomi, un rosso, un bianco e un bollicine, che sicuramente sapranno accontentare tutti: Amarone DOCG, Soave DOC e Prosecco.

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Varvaglione 12 e Mezzo Rosato del Salento 2017

Prodotto con uve 100% Negroamaro vinificate in rosato, questo vino esprime aromi di frutta fresca e fiori bianchi, mentre in bocca si rivela brioso e persistente. I vigneti sono situati in provincia di Taranto, dove il clima secco e arido viene temperato dalle brezze marine provenienti dallo Ionio.

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Astoria Corderíe Prosecco Superiore Extra Dry Valdobbiadene

Nasce sulle colline nel cuore di Valdobbiadene, da vitigni di uva Glera di età compresa tra gli 8 ed i 18 anni e situati a 150m sul livello del mare. La scelta di uve selezionate, il perlage persistente, il profumo primaverile e il gusto elegante: tutti questi elementi hanno contribuito a far guadagnare a questo Prosecco 5 stelle al Vinitaly nel 2017.

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Sassicaia 2015

Generosità, freschezza ed eleganza si riuniscono in questo eccellente Sassicaia 2015, il miglior vino del mondo secondo Wine Spectator, acclamato dai più famosi critici enologici. 

Prosecco: a Conegliano Valdobbiadene si vieta il glifosato

Il mondo del vino si è sempre dimostrato attento per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente e la conservazione della qualità dei prodotti. L’Italia, in particolare, è da anni schierata a favore del divieto dell’utilizzo del glifosato in frutteti e vigneti.

La D.O. Conegliano Valdobbiadene, terra in cui vede la luce il Prosecco, ha da poco deciso di vietare definitivamente l’utilizzo di questa sostanza nel suo territorio.

Conegliano Valdobbiadene - Prosecco: basta glifosato! - Uvinum

Che cos’è il glifosato?

Il glifosato è il diserbante più venduto al mondo. Nonostante sia aggressivamente prodotto, commercializzato e utilizzato, il glifosato è stato giudicato dall’IARC – l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – come cancerogeno.

Nel 2017, l’Unione Europea ha deciso di riautorizzare questa sostanza nonostante il “no” di diverse nazioni, tra cui l’Italia, definendola solo “probabilmente cancerogena”. In realtà, sono molti gli studi condotti che hanno rilevato la pericolosità del glifosato, che tra l’altro è definibile anche come “sostanza genotossica”, cioè capace di danneggiare l’informazione genetica all’interno delle cellule.

Inoltre, le statistiche rivelano che, nelle aree in cui viene impiegato il glifosato, la percentuale di persone che accusano problemi a livello ormonale e renale è drasticamente alta. Diversi studi hanno ritenuto il glifosato responsabile di scompensi ormonali, in particolare dell’abbassamento dei livelli di testosterone, estrogeni e progesterone. Negli uomini, questa condizione porta alla femminilizzazione del corpo – ad esempio, lo sviluppo di mammelle – e alla perdita della libido, con problematiche a lungo termine gravi. Nelle donne, il rischio di cancro degli organi sessuali è aumentato.

Perché é usato il glifosato?

Il glifosato, impiegato in agricoltura dal 1974, è un potente erbicida. Una volta spruzzato sulle coltivazioni, è capace di eliminare le erbacce e le piante infestanti, rendendo più rapido e facile il lavoro dell’agricoltore e aumentando la resa per ettaro.

Purtoppo, non sono solo la frutta e la verdura ad essere contaminate. Il glifosato è presente anche nei cereali (soprattutto quelli provenienti dal Nord America, dove le regolamentazioni sull’uso di questa sostanza sono più permissive), nella carne e nel latte (i mangimi più utilizzati contengono soia e mais, sulle cui coltivazioni viene riversata una grande quantità di erbicidi).

Glifosato: Conegliano Valdobbiadene è vietato

Il Prosecco contro il glifosato

Il Conegliano Valdobbiadene ha detto basta! Nel 2019, la Denominazione di Origine del Prosecco – il vino italiano più consumato all’estero – ha deciso di vietare l’utilizzo del glifosato, nonostante le normative italiane ed europee non ne impediscano l’impiego.

Già negli ultimi anni, sono stati molti i vignaioli della zona – e in tutta Italia – che hanno deciso spontaneamente di dire addio a diserbanti e pesticidi per passare a un tipo di agricoltura più naturale. Una scelta dettata, oltre che da ovvi motivi di salute, dal mercato: sono sempre di più i consumatori che prediligono vini prodotti da agricoltura biologica o biodinamica.

È vero, gli agricoltori dovranno armarsi di pazienza e dedicare più tempo alla cura delle loro vigne, ma la qualità dei loro prodotti sarà senza dubbio migliore e apprezzata dal pubblico.

Ecco qualche proposta per brindare a questa bella notizia:

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Astoria Corderíe Prosecco Superiore Extra Dry Valdobbiadene

Nasce sulle colline nel cuore di Valdobbiadene, da vitigni di uva Glera di età compresa tra gli 8 ed i 18 anni e situati a 150 m sul livello del mare. La scelta di uve selezionate, il perlage persistente, il profumo primaverile e il gusto elegante fanno di questo Prosecco un perfetto rappresentante del territorio.

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La Tordera Prosecco Treviso Millesimato Extra Dry Alnè

È il vino per eccellenza quando si parla di aperitivo! Dal sapore fresco, fruttato e vivace, si accompagna bene anche a risotti di crostacei e secondi a base di pesce. Inoltre, le bottiglie di questo vino sono prodotte con un 70% di vetro riciclato.

Vodka: un distillato, mille usi!

Quando sentiamo la parola “vodka”, la prima cosa a cui pensiamo sono le serate di festa passate con gli amici e gli epici mal di testa del giorno dopo. Dopo questo articolo, però, è possibile che a questa parola assocerete anche le pulizie domestiche!

Scopri in quanti modi può essere usata la vodka! - Uvinum

La vodka, infatti, è un ottimo alleato contro sporco, batteri, odori nauseanti, insetti… Scopriamo insieme i mille usi di questo distillato!

Evitare che le lenzuola scoloriscano

Siete amanti di lenzuola e biancheria da casa di colore nero? Per evitare che si scoloriscano, spruzzateci sopra un miscela di acqua e vodka prima del lavaggio.

Pulire le finestre

Quando finite di pulire le finestre e tutte le superfici lisce di casa, vi consigliamo di passare anche uno straccio impregnato di vodka: eliminerà il grasso rimasto, ucciderà i batteri e darà brillantezza.

Contro le macchie ostinate

Avete provato con qualsiasi prodotto sul mercato, ma quella macchia sul vostro vestito preferito proprio non se ne va! Fate un ultimo tentativo sfregando la parte di tessuto (o tappeto) rovinata con un panno imbevuto di vodka, risciacquate e lasciate asciugare in un luogo ben ventilato. Questo trucco aiuta a sconfiggere anche i cattivi odori che rimangono intrappolati nei tessuti.

In cucina, invece, potete usare la vodka come sgrassatore, per eliminare le incrostazioni e le macchie di unto più difficili. Il distillato, infine, si rivela perfetto contro le macchie di muffa alle pareti: spruzzatecelo sopra aiutandovi con un nebulizzatore, aspettate 15 minuti e poi rimuovete il tutto con una spazzola.

Lucidare l’argento

L’argenteria esposta in salotto non è più brillante come un tempo? I vostri gioielli sono ormai rovinati? Prendete tutto e immergetelo nella vodka. Dopo che avrete risciacquato con dell’acqua e asciugato, il vostro argento tornerà come nuovo!

Repellente anti-zanzare

Con la bella stagione la voglia di stare all’aria aperta è tanta. Peccato per quelle odiose zanzare che hanno deciso di banchettare proprio con la vostra pelle! Se avete dimenticato a casa lo spray antipuntura, potete provare a spruzzare sul corpo un po’ di acqua mista a vodka. Gli insetti ci penseranno due volte prima di aggredirvi!

Sapevi che la vodka allunga la vita dei fiori recisi? Scopri i mille usi della vodka - Uvinum

Allungare la vita dei fiori recisi

Ricevere fiori fa sempre piacere, vederli appassire un po’ meno. Per allungare la vita del vostro bouquet, aggiungete un goccio di vodka e un cucchiaino di zucchero all’acqua nel vaso.

Suggerimento bonus: spruzzate una miscela di vodka e acqua sulle foglie delle vostre piante per renderle più lucenti e per tenere lontani parassiti e insetti.

Contro la puzza di piedi

Sembra strano, ma è così! Alla prossima pedicure, immergete i vostri piedi nella vodka per eliminare il cattivo odore, spesso causato dai batteri (che vengono uccisi dall’alcool). Prendete anche un batuffolo di cotone imbevuto di vodka e passatelo tra le dita dei piedi per un’efficacia al 100%!

Potete anche spruzzare della vodka sulle scarpe da ginnastica per renderle meno maleodoranti.

Per capelli bellissimi!

La vodka è uno dei migliori alleati che possiate mai incontrare per i vostri capelli! Aggiungere qualche goccia della bevanda nello shampoo aiuta a rendere i capelli più lucidi e brillanti, facendoli apparire più sani. Riduce anche la caduta dei capelli.

Se, invece, il vostro problema è la forfora, lasciate in infusione del rosmarino tritato in una tazzina di vodka. Dopo esservi fatti lo shampoo, prendete un cucchiaino del composto e massaggiatelo sul cuoio capelluto. Lasciate riposare per un’ora circa e risciacquate con acqua tiepida. La vodka, infatti, equilibra i livelli di PH e normalizza la produzione di sebo.

 E voi conoscete altri modi per utilizzare la vodka? Fatecelo sapere!

 TAGS:Grey Goose Vodka 1L

Grey Goose Vodka 1L

La vodka Grey Goose è senza dubbio una delle vodka più famose al mondo. Non tutti sanno che questa vodka è prodotta a partire da grano tenero monorigine della Piccardia e da acqua della sorgente di Gensac-la-Pallue, distillata 5 cinque volte con alambicco a sei colonne continue. 

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Belvedere Vodka 1L

La Vodka Belvedere è distillata secondo antichi metodi polacchi. La segale viene raccolta nelle migliori piantagioni e distillata per 4 volte senza nessun tipo di additivo aggiunto, per poi essere diluita con l’acqua, filtrata 11 volte, del pozzo di proprietà della Polmos Zyrardow Distillery.

Vini di uve ibride: avranno un futuro?

Le uve ibride vengono utilizzate in varie parti del mondo per produrre vini. Ma non sono sempre son ben viste. Ad esempio, la Francia le proibisce nei vini classificati, ad eccezione del Baco Blanc nella distillazione di Armagnac; l’Austria consente il loro utilizzo nell’elaborazione e nella vendita dei vini Uhudler nel Südburgenland, ma concede loro il più basso livello di etichettatura. E negli Stati Uniti, nonostante gli inverni freddi che supportano queste uve, non sempre ricevono un caloroso benvenuto tra gli acquirenti di vino.


Gli ibridi (incroci deliberati tra due specie di vite) rappresentano meno del 5% dei vigneti del mondo. Secondo gli esperti di questo tipo di vini, come José Vouillamoz, coautore della guida Wine Grapes, questi vitigni ibridi sono stati creati principalmente per fornire resistenza contro le malattie fungine e le gelate. Secondo lui, il loro futuro è discutibile.

Il futuro dell’uva ibrida

Altri viticoltori statunitensi spiegano che gli ibridi per natura producono vini minori. E alcuni vedono questo tipo di vino come un segno del cambiamento, in un momento in cui le persone si incuriosiscono con le cose diverse e sperimentali. Quindi, per questo alcuni degustatori saranno disposti a ordinare un vino ottenuto da uve ibride.

D’altra parte, in alcune zone sono visti come qualcosa di positivo. Certi vitigni ibridi hanno una elevata capacità di sopportare i duri inverni alpini e ciò è utile a molti produttori per coltivare uve utilizzando tecniche biodinamiche, che sarebbero impossibili utilizzando vitigni autoctoni più fragili.

Negli Stati Uniti si considera che i vitigni ibridi saranno presto conosciuti come vitigni americani. Anche se al momento è poco chiaro il futuro, perché in realtà non c’è molta richiesta. Tutto dipenderà dall’introduzione di nuove uve, dai cambi di gusto dei consumatori o dai cambiamenti climatici che richiedono ai produttori di rivedere le coltivazioni.

Cosa succede in Europa e in Spagna?

L’Unione europea, dal canto suo, non mette ostacoli alla coltivazione dei vitigni ibridi e la successiva commercializzazione dei vini prodotti. Si vendono ufficialmente in Germania e in Italia. Tuttavia, in Spagna, sembra che la questione sia più complicata, dal momento che il governo ha approvato nel 2003 una legge “della Vite e del Vino“, nella quale si specifica che nello stato spagnolo può essere etichettato e commercializzato solo vino ottenuto da vitigni della specie europea Vitis Vinifera pura.


Vitigni ibridi

Alcune regioni spagnole stanno chiedendo al governo un cambio legislativo. In Galizia, per esempio, vorrebbero che il rosso di Barrantes fosse legalizzato. I sostenitori di questa causa sostengono che il rosso di Barrantes non può essere più dannoso per la salute di qualsiasi altro vino protetto da una denominazione di origine. Ammettono anche che presenta una percentuale maggiore di malvidina rispetto ad altri vini.

Voi cosa ne pensate delle uve ibride? Noi, nel frattempo, vi suggeriamo qualche vino più tradizionale:

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Quinta Sardonia Qs 2014

Questo vino è una bella dimostrazione di cosa la viticoltura biodinamica può regalare. È ottenuto dall’assemblaggio di diverse varietà di uva – Tinto fino, Cabernet sauvignon, Merlot e Malbec – nate nei vigneti di Villabáñez e Sardón de Duero (Valladolid).

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Luretta Rosso Dell Emilia Pantera 2010

È il vino più rappresentativo di casa Luretta, il vino del fondatore. È ottenuto da una miscela sapiente – le cui percentuali sono supersegrete – di uve Bonarda, Barbera e Cabernet Sauvignon, che dà vita a un vino dal seducente colore rosso rubino e dai profumi di ciliegia e spezie.

Gli abbinamenti di vino più originali per la pasta

Il vino bianco non è sempre l’opzione migliore per accompagnare la pasta. Molto dipende dalle salse che vengono utilizzate e, se si tratta di pasta ripiena, dagli ingredienti che compongono il ripieno. Ti indichiamo alcuni trucchi per imparare ad abbinare vino e pasta.

Vini per salse più leggere

Ci sono molte salse e sughi che accompagnano la pasta. L’olio, il burro, la besciamella o un sugo di pomodoro leggero. Con questi ingredienti possiamo abbinare vini bianchi o rosati. Se cuciniamo la pasta alla carbonara, invece di un semplice bianco, possiamo scegliere un buon spumante. Il Cabernet Sauvignon è una delle varietà più appropriate grazie al suo tocco di freschezza che rompe con l’acidità che potrebbe presentare il piatto.

Vini per sughi di carne

In questo caso, il condimento è più saporito ed il piatto presenterà aromi più intensi. È chiaro che con la carne è meglio scegliere un vino rosso. Ma questo può essere sia giovane che d’annata. In questo caso, possiamo infatti servire sia un Rioja più intenso che un Merlot o altre denominazioni più morbide, che aiutino ad addolcire un piatto forte.

Vini con salsa al pesto

Il pesto è una salsa particolare. Per molti può risultare forte e per altri piuttosto leggera, dipende dal gusto di ognuno. Per questo motivo, il vino che meglio si sposa con la pasta al pesto è un Sauvignon Blanc, perché fornisce la freschezza necessaria per contrastare il sapore deciso del piatto.

Vini con pasta ripiena di funghi

Abbiamo già detto che dobbiamo prestare attenzione al riempimento della pasta fresca, oltre al sugo. Per una pasta ripiena di funghi è meglio scegliere un vino rosso come il Merlot, o un bianco di corpo, come lo Chardonnay.

Pasta con pesce e frutti di mare

La pasta è un piatto molto versatile che può essere accompagnato con verdure, carne e pesce. Per la pasta con sughi di pesce e frutti di mare, è consigliato un vino bianco giovane.

Pasta con sugo di verdure

I sughi a base di verdure si abbinano perfettamente con vini bianchi come il Sauvignon Blanc o vini rosati leggeri.

Vini secondo il formaggio della pasta

Anche il formaggio viene preso in considerazione, perché di solito accompagna la pasta e offre sapori inconfondibili. Normalmente i formaggi usati non sono troppo forti o viene grattugiato il classico parmigiano. Questo famoso formaggio si sposa felicemente con i vini rossi italiani, ma possiamo anche scegliere un vino bianco.

Pasta alla Carbonara

Uova, guanciale, pecorino romano, sale e pepe: i semplici ingredienti di un piatto senza tempo! La carbonara si adatta ai gusti di tutti, per questo vi diamo diverse possibilità di scelta:

  1. Per gli amanti dei rossi, suggeriamo un bel Merlot, consistente ma versatile, o un Sangiovese, più energico.
  2. Chardonnay, Franciacorta o Malvasia potrebbero essere le scelte giuste per chi predilige i vini bianchi.
  3. La carbonara si abbina perfettamente a tutti vini rosé!

 

Vino e Yoga: una tendenza in aumento

Yoga, birra, pilates e molte altre bevande. Sebbene possa sembrare un’idea eccentrica, è realtà e sempre più centri e lezioni mirano alla moda del vino & yoga. Ed entrambi i concetti sono davvero salutari.

I benefici dello yoga sono riconosciuti da tutti, ma il vino offre un mondo di sensazioni in più e vantaggi per prendersi cura dell’organismo. Quindi se uniamo una cosa e l’altra, il risultato è magico.

Yoga nei vigneti

È una nuova tendenza che può essere interpretata in due modi. Da un lato, luoghi in cui è possibile praticare lo yoga e poi bersi un bicchiere di vino comodamente, e dall’altro lato, varie cantine dove è di moda il salutare ed oltre a vedere le campagne e i vigneti, possiamo anche dedicarci allo yoga.

Esercizio con un bicchiere di vino

Ma sembra che la tendenza stia andando oltre. Infatti, non è solo di moda andare nelle cantine e rilassarsi, ma anche fare esercizi e posture (asana come vengono chiamati nel mondo dello yoga) con un bicchiere di vino in mano.

Ad esempio, è di tendenza in molti posti a New York e, come abbiamo già detto, si estende anche ad altre bevande come la birra.

Senza dubbio, chi ama lo yoga lo considera una cosa strana. Poche posture di yoga si possono eseguire mentre proviamo a sostenere un bicchiere e beviamo allo stesso tempo. Si tratta di fare qualcosa di diverso, originale e divertente. Veramente serve per socializzare con gli altri, ovvero pratichi sport mentre bevi un bicchiere di vino o ti fai una birretta.

Benefici dello yoga

È interessante vedere come viene eseguita una lezione di questo tipo, dato che alcune persone dicono che alcune posture dello yoga, piuttosto complicate, non riescono bene senza bersi un sorso di vino.

Miglioramento della mente e del corpo grazie ad un’unica disciplina. Potrebbe essere una definizione di yoga, visto che tra i suoi benefici rientrano quelli del sistema cardiovascolare, oltre a saper gestire meglio lo stress e l’ansia grazie alla meditazione e al saper respirare correttamente. Uno studio dell’American College of Cardiology di Dubai ha dimostrato che i pazienti con malattie cardiache che praticano yoga, oltre ad esercizio aerobico, riducono fino al doppio i valori della pressione sanguigna, l’indice di massa corporea e il livello di colesterolo.

 

I 15 liquori italiani più famosi al mondo

La tradizione dei liquori italiana risale addirittura al Medioevo, quando delle miscele di erbe, spezie e frutta con alcol e zucchero venivano servite come medicinali.

Il Bel Paese vanta una serie lunghissima di liquori, di tutti i generi e di tutti i sapori. Oggi vi elenchiamo quelli che portano alta la nostra bandiera nel mondo.

i 15 liquori italiani più famosi al mondo - Uviinum

1) Fernet Branca

Digestivo storico, è prodotto utilizzando oltre 27 erbe provenienti da ogni parte del mondo. Nasce nel 1847 dall’argentino Beniamino Fernet, il cui scopo era quello di creare un medicinale contro la malaria e il colera.

2) Amaretto di Saronno

Nel 1500, il pittore Bernardino Luini scelse una locandiera di Saronno come modella per rappresentare la Madonna in uno dei suoi affreschi. La ragazza ringraziò l’artista offrendogli una bevanda a base di erbe, zucchero tostato, mandorle amare e brandy.

3) Campari

Il Campari è l’emblema dello stile italiano nel mondo. Dall’iconico color rosso brillante, è prodotto mediante l’infusione di erbe aromatiche e frutta in una miscela di alcool e acqua, ma la ricetta vera e propria è segretissima!

4) Aperol

Nato a Padova nel 1919, oggi l’Aperol è l’aperitivo italiano per eccellenza! I fratelli Barbieri lo proposero alla prima Fiera Campionaria della città e da subito entrò nel cuore di tutti gli italiani. D’altronde, che mondo sarebbe senza Spritz?

5) Grappa

La grappa è il più famoso distillato italiano. Si ottiene dalla distillazione delle vinacce, le bucce dell’uva, e i frutti devono necessariamente essere cresciuti e vinificati in Italia. La distilleria Bortolo Nardini di Bassano del Grappa è la più antica del Paese.

6) Limoncello

Questo liquore tipico della Campania è prodotto con la buccia del limone, – meglio se di Amalfi o di Sorrento – che viene lasciata macerare in alcool e poi miscelata con una soluzione di acqua e zucchero. C’è qualcosa che richiama l’Italia più del limoncello?

7) Sambuca Molinari

Tutti conoscono la sambuca, ma quasi nessuno ne conosce la ricetta! La famiglia Molinari, infatti, la custodisce gelosamente dal 1945. Certo è che il suo sapore di anice stellato è uno di quelli che sa di casa e di tradizione.

8) Liquore Strega

Il liquore Strega prende il nome dalle streghe di Benevento, le quali, secondo la leggenda, sapevano creare una pozione in grado di unire eternamente le coppie. Nato nel lontano 1860, è prodotto con oltre 70 erbe aromatiche e spezie.

I 15 liquori italiani più famosi al mondo - Uvinum

9) Cynar

L’ingrediente principale del Cynar sono le foglie di carciofo, che conferiscono a questo liquore il suo aroma inconfondibile. Ideato come digestivo dall’imprenditore veneziano Angelo Dalle Molle nel 1948, è ormai parte integrante della cultura popolare italiana.

10) Amaro Montenegro

Nel 1885, Stanislao Cobianchi aprì a Bologna una piccola azienda di liquori. Appassionato di spezie ed erbe aromatiche, ideò un prodotto dal sapore unico, che dedicò a Elena Petrovich, Principessa di Montenegro e futura Regina d’Italia.

11) VOV

Il VOV fu ideato nel 1845 da Gian Battista Pezziol, un pasticcere di Padova che unì a dei tuorli d’uovo dello zucchero, dell’alcool e del marsala. Questo zabaione alcolico, super energetico, prende il nome dal termine veneto “vovi”, che significa appunto “uova”.

12) Averna

Nel 1868, Frà Girolamo, dell’Abbazia Santo Spirito di Caltanissetta, svelò la ricetta di un amaro prodotto dai monaci benedettini al mercante Salvatore Averna, come gesto di gratitudine per le sue attività filantropiche. L’amaro divenne poi tanto celebre che nel 1912 ricevette anche il “Brevetto della Real Casa” da Vittorio Emanuele III.

13) Amaro Lucano

È l’amaro simbolo della Basilicata. L’invenzione della ricetta si deve a Pasquale Vena, proprietario di un piccolo biscottificio a Pisticci. Ottimo da gustare ghiacciato a fine cena: cosa vuoi di più dalla vita?

14) Mirto

Il mirto rappresenta l’essenza della Sardegna. È ottenuto dalla macerazione in alcool delle bacche di mirto, pianta tipica della macchia mediterranea. Inizialmente, veniva utilizzato come salsa per condire la selvaggina, mentre oggi è il digestivo preferito da molti italiani.

15) Nocino

Il nocino è un liquore tipico della tradizione modenese. L’ingrediente principale sono le noci, che vengono raccolte per tradizione il giorno di San Giovanni (24 giugno), o comunque entro i primi di luglio.

 

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Limoncello Luxardo

È ottenuto attraverso l’infusione delle bucce di limone in alcool, metodo che ne esalta l’aroma e il gusto fresco di limone.

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Mirto Rosso Di Sardegna

Perfetto da bere ghiacciato a fine pasto, il mirto è ottenuto dalle piccole e profumatissime bacche dell’omonima pianta.

Calcio e vino: quando le passioni fanno gioco di squadra!

Verrebbe da dire dal campo alla vigna! Già, perché molti calciatori e allenatori hanno pensato bene di investire il loro tempo e i loro risparmi in un’altra passione, quella del vino. 

Sapevi che molti calciatori e allenatori si sono dedicati alla produzione di vino? - Uvinum

Ecco solo alcuni dei giocatori che hanno deciso di dedicarsi all’enologia.

Andrea Pirlo – Pratum Coller

Andrea Pirlo, ex giocatore della Juventus ed eroe della Nazionale 2006, ha fondato nel 2007 l’azienda biologica Pratum Coller. La tenuta si trova a Castel Mella, alle porte di Brescia, e ha all’attivo due rossi, un rosato e un bianco, un IGP Montenetto di Brescia, elaborato con Trebbiano di Lugana.

Gigi Buffon – Cantina Fabio Cordella

Qualche anno fa, la cantina Fabio Cordella ha deciso di lanciare una linea di vini chiamata “La selezione dei campioni”. Il portierone Gigi Buffon è stato invitato a mettere il suo nome su un Salento IGP Primitivo, un Salento IGP Rosato di Negroamaro e un Salento IGP Chardonnay.

Buffon, però, non è l’unico campione ad essere stato coinvolto dall’imprenditore Cordella. Nella “selezione” compaiono anche Wesley Benjamin Sneijder, Fabrizio Miccoli, Ronaldinho, Ivan Zamorano e Vincent Candela.

Paolo Rossi – Poggio Cennina

Il mitico Pablito, bomber dei Mondiali 1982, già da qualche anno, si dedica alla produzione di vino nelle colline aretine della Val d’Ambra. Nel suo resort Poggio Cennina, a Bucine, viene prodotto il Borgo Cennina, un rosso elaborato con uve Sangiovese e con piccole quantità di Merlot e Cabernet.

Luciano Spalletti – La Rimessa

Una delle passioni di Luciano Spalletti – da bravo toscano – è il vino. Qualche anno fa, il Mister ha comprato La Rimessa, un agriturismo di lusso a Montaione, e l’annessa vigna. Si è dedicato quindi alla produzione del suo Bordocampo IGT Toscana 2015, elaborato con uve Sangiovese e Merlot.

Damia­no Tommasi – Tenuta San Micheletto

Nel 2001, Damiano Tommasi si trasferisce nella Tenuta di San Micheletto a Fumane. Qui, insieme a Pietro Zardini, inizia a produrre i suoi vini. Il Ripasso 17 fa ri­ferimento al numero di maglia che il centrocampista ha indos­sato nei dieci anni passati alla Roma, mentre l’Amarone Ani­ma Candida è un omaggio al soprannome che Car­lo Zampa, speaker dell’Olim­pico, gli aveva assegnato.

Alessandro Gamberini – Casariccio

L’ex difensore del Chievo Verona, Alessandro Gamberini, ha acquistato un agriturismo a San Leolino, nel comune di Bucine. Oltre a un menù tipicamente Toscano, l’azienda agricola Casariccio offre anche tre vini di produzione propria: la Fonte, un vino da tavola elaborato con Sangiovese; il Casariccio, un Chianti DOCG prodotto con Sangiovese, Merlot e Cabernet; il Cinque, che prende il nome dal numero di maglia di Gamberini.

Andrès Iniesta – Bodega Iniesta

Non solo gli italiani sono stati sedotti dalla vigna! A Fuentalbilla, vicino ad Albacete, è possibile trovare il vigneto di proprietà di Iniesta. E i numeri sono importanti: con i suoi 200 ettari coltivati a vigna, la tenuta è la più grande della D.O. Manchuela. Presso la Bodega Iniesta si producono olio, formaggi e 18 tipi di vini tra bianchi, rossi, bollicine e biologici.

Siete curiosi di provare i vini dei vostri campioni?

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Pratum Coller Marzi 2016

Vino rosso elaborato con uve Marzemino in purezza accuratamente selezionate. È un vino fresco e schietto, ottimo per l’estate.

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Gianluigi Buffon Salento Primitivo 2015

Ottenuto da uve 100% Primitivo, presenta profumi intensi di ciliegia e prugna, con leggeri sentori speziati. Morbido e piacevolmente aspro, si consiglia l’abbinamento con piatti di carne

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La Rimessa Rosso Bordocampo Toscana 2015

La Rimessa Rosso Bordocampo Toscana 2015 è prodotto con uve Sangiovese e Merlot, raccolte e selezionate a mano. Tannini fitti e un’acidità ben equilibrata, lo rendono adatto all’abbinamento con formaggi e carni rosse.

Hamburger e vino? Perché no!

Quando si mangia un hamburger, lo si accompagna spesso e volentieri con una bibita gassata o con una bella birra fresca. Ma se preferissimo un bicchiere di vino?

Se consideriamo che i gusti son gusti e che oggi gli hamburger sono diventati un piatto gourmand, non c’è nessun motivo perché non si possa abbinare un buon vino al nostro panino!

Abbinamento hamburger e vino - Uvinum

Tanti hamburger, tanti vini

Quando parliamo di hamburger, parliamo di una “polpetta schiacciata” di carne macinata, perlopiù di manzo, cotta su piastra e servita solitamente dentro a un panino. Trattandosi di carne, sembra quasi scontato che la scelta del vino ricada su un rosso. In realtà, non sempre vale questa regola.

Molto dipende, ad esempio, dalla salsa e dagli ingredienti con sui si accompagna la carne. La regola principale, però, è quella di non sovrastarne il sapore. Si può anche cercare un vino che stemperi la grassezza della carne e che ripulisca la bocca. In questo caso, gli elementi da tenere in considerazione sono l’acidità, i tannini (ben presenti) e la frizzantezza.

Non dimentichiamoci, poi, di tutte le “nuove” varianti: pollo, tacchino, pesce, verdura… Ce n’è davvero per tutti i gusti!

Hamburger di manzo

Se siete amanti dei rossi, potete optare per un Merlot veneto o un Chianti Colli Aretini. Quando l’hamburger è più impegnativo, con tante salse e ingredienti, dovete puntare su un vino più corposo e dal forte impatto gustativo. Vanno benissimo un Chianti Classico, un Montepluciano d’Abruzzo, un Nebbiolo o un Bonarda Pavese. Se poi quello che state mangiando è un cheesebruger, potete scegliere anche un Rossese di Dolceacqua.

Non sottovalutate i bianchi! Se l’hamburger è di vitello, sono ottimi gli abbinamenti con un Pinot grigio o un Orvieto. I bianchi dal tasso alcolico un po’ più alto, invece, sono ideali anche per accompagnare hamburger ben conditi e dai sapori forti. Scegliete, ad esempio, un Pecorino.

Per rinfrescare la bocca dall’untuosità dell’hamburger, specialmente se nel vostro panino è presente della pancetta rosolata, i vini frizzanti sono l’alternativa migliore. Provate ad accompagnare la vostra pietanza con un bicchiere di Freisa d’Asti DOC, di Pignoletto Emiliano, di Lambrusco o di Merlot Rosato frizzante. E che ne dite di un Prosecco Brut?

Hamburger di pollo o tacchino

Mano grasso e dal sapore meno invasivo, l’hamburger di carne bianca si abbina bene ad un vino elegante, che non sia né troppo corposo né troppo delicato. La scelta potrebbe ricadere tra un Pinot Nero o un Syrah.

Hamburger di pesce

Anche questa volta vale la regola “pesce-vino bianco”. L’hamburger di pesce, infatti, trova nel vino bianco, specie se aromatico, l’alleato migliore. Optate, quindi, per un Malvasia o uno Chardonnay. Ottima idea anche gli spumanti metodo classico, sia bianchi che rosé.

E per i vegetariani?

Gli hamburger di verdura sono sicuramente i meno grassi della lista. Per questo motivo, il consiglio è quello di scegliere vini poco tannici e con una buona acidità, capaci di esaltare il gusto del piatto. Una buona scelta potrebbe essere un vino bianco prodotto con uve Chardonnay o un rosso come il Nebbiolo.

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Arezzo Vini Tipici del Aretino Chianti Colli Aretini 2016

Si tratta di un vino rosso elaborato con sangiovese, merlot, cabernet sauvignon e canaiolo dell’annata 2016. Ha un volume di 12.5º. Un vino rosso valutato con 4 punti su 5 secondo gli utenti di Uvinum.

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Terre Bianche Rossese di Dolceacqua

Vino rosso della DO Rossese di Dolceacqua, secondo gli utenti di Uvinum merita una valutazione di 4 punti su 5. Al naso risulta intenso, con note di frutti di bosco, spezie e rosa canina.