Acqua e whisky: binomio perfetto

Forse non ci avete mai pensato, ma l’acqua è un ingrediente fondamentale nella produzione di un buon whisky. Inoltre, anche durante la fase di degustazione sarebbe opportuno avere con sé una bottiglietta d’acqua. Perché? Ve lo spieghiamo subito.

L'acqua nella produzione e nella degustazione del whisky - Uvinum

L’acqua nella produzione del whisky

L’acqua è presente nella produzione del whisky fin da subito. L’ingrediente principale, l’orzo, viene messo in ammollo in acqua all’interno di grandi vasche per far sì che raggiunga un grado di umidità non inferiore al 47%. In questo modo, si attiva la germinazione. Successivamente, l’orzo maltato viene nuovamente immerso in acqua calda.

Una volta terminata la distillazione, il liquido incolore altamente alcolico (circa 70%) che si è ottenuto – quello che dopo la maturazione diventerà whisky – viene diluito in acqua per abbassare la gradazione alcolica. Sarà poi il riposo nelle botti di legno ad abbassare ulteriormente il volume d’alcol. Se, però, il distillato è ancora troppo alcolico, ecco allora che l’acqua interviene di nuovo per abbassare definitivamente la gradazione fino al 40%.

È evidente, quindi, l’importanza di una buona acqua per la riuscita di un whisky di alta qualità.

L’acqua nella degustazione del whisky

Secondo i puristi, il whisky lo si deve bere liscio, a temperatura ambiente e senza l’aggiunta di soda o cola. L’unico abbinamento possibile è quello con… l’acqua!

Alcuni esperti suggeriscono addirittura di annusare dell’acqua per ripulirsi l’olfatto prima di odorare il whisky. Quando, invece, si passa all’assaggio, il consiglio è quello di alternare ogni sorso di whisky con un sorso di acqua. Altrimenti, si può aggiungere qualche goccia d’acqua (4-5 gocce) direttamente nel bicchiere, in modo da “aprire” tutte le sfaccettature aromatiche del whisky.

L’acqua, infatti, libera il guaiacolo, un composto organico di natura fenolica, dalle molecole liquide e lo fa risalire in superficie. Grazie a questo etere, gli aromi di tabacco, cuoio, miele e legno tostato sono resi più evidenti.

Grazie all’acqua, poi, si abbassa anche il grado alcolico del distillato: ciò diminuisce il sapore di alcol sul naso e sulla lingua e mette in evidenza gli aromi più delicati.

Acqua nel whisky: ottima idea per degustarlo al meglio - Uvinum

Va bene qualsiasi tipo di acqua?

Ovviamente, no. L’ideale sarebbe utilizzare la stessa acqua utilizzata durante la produzione, ma spesso questo non è possibile.

Bisogna sapere che la quantità di minerali presenti cambia il sapore dell’acqua e, di conseguenza, anche quello del whisky. Evitiamo, quindi, di utilizzare un’acqua frizzante o un’acqua ricca di calcio e bicarbonati. Scegliamo, invece, un’acqua con caratteristiche organolettiche simili all’acqua usata in distilleria o un’acqua povera di minerali.

E il ghiaccio?

Non è raro vedere un whisky on the rock, ma in realtà il ghiaccio sarebbe da evitare. Il ghiaccio, infatti, raffredda il distillato comprimendone gli oli e gli altri composti, causandone una perdita di aromi e sapori. Inoltre, una volta sciolto, il ghiaccio rende il whisky annacquato e imbevibile.

Se proprio volete raffreddare il whisky, potete pensare di mettere la bottiglia o il bicchiere in frigo poco prima di berlo.

 

Le felicità in un bicchiere!

Vino e felicità - Uvinum

“La felicità, come un vino pregiato, deve essere assaporata sorso a sorso.” Così sosteneva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, e forse aveva ragione: la felicità può stare in un bicchiere.

Pensateci. Quanti di voi hanno provato una sensazione di armonia e pace mentre sorseggiavano un bel bicchiere di vino rosso ascoltando un po’ di musica, leggendo un libro o magari guardando un bel panorama?

Gli ormoni del benessere

È ormai risaputo che l’assunzione di vino fa sì che il nostro corpo rilasci endorfine, gli ormoni del benessere, che ci regalano una bella sensazione di relax e felicità. Se si pratica un bere moderato, questo rilascio chimico si può avvertire ogni volta che si beve un drink.

L’effetto benefico dell’alcol si nota soprattutto quando si è costretti ad attività o compiti noiosi – pensate a quanto vi annoia fare la fila al bar la mattina per il vostro caffè e, invece, come chiacchierate e ballate mentre siete in fila per il bagno in una discoteca – e potenzia ancora di più la soddisfazione e il piacere derivante da attività che sono già di per sé divertenti, come socializzare o fare l’amore.

Andare al bar rende felici

Secondo una ricerca dell’Università di Oxford, poi, anche andare al bar aiuterebbe a sentirsi più allegri: il bar è un luogo di ritrovo, ideale per socializzare, stringere nuove amicizie e rafforzare le vecchie. Il bar e i pub si rivelano così dei luoghi fondamentali per stringere rapporti profondi e creare quella rete sociale necessaria ad ogni uomo e donna, impossibile da consolidare solo attraverso i social. Inoltre, un moderato consumo di alcol favorirebbe anche alcune abilità sociali, come la capacità di interazione sociale, di comunicazione e di condivisione.

Benessere fisico

Anche la salute fisica trae beneficio da un bel bicchiere di vino: riduce il rischio di demenza, di malattie degenerative, di aterosclerosi e migliora il flusso sanguigno; aiuta a perdere peso, in quanto è in grado di attivare un gene che impedisce la formazione di cellule grasse, ed elimina poco a poco quelle che già esistono; è ricco di polifenoli, antiossidanti che aiutano a prevenire il colesterolo cattivo; aiuta a proteggersi dalle infezioni urinarie; viene annoverato nella lista degli alimenti anticancro. Forse il detto avrebbe dovuto recitare “Un calice di vino rosso al giorno toglie il medico di torno”?

Attenzione a non esagerare!

Ovviamente, come tutte le cose, è giusto porsi un limite e moderarsi. Altrimenti, più che felicità, proveremo un profondo senso di pentimento per aver esagerato la sera prima! Inoltre, quando bere diventa un vizio e/o una necessità, si produce esattamente l’effetto opposto, e la sensazione di soddisfazione personale diminuisce.

Alla salute… e alla felicità!

 

Gelato affogato: gli abbinamenti giusti!

Dal 2008, il 24 marzo è la Giornata Europea del Gelato Artigianale, indetta dallo stesso Parlamento Europeo. Per festeggiare il Gelato Day, vi regaliamo dei consigli per “affogare” i vostri gelati e renderli ancora più golosi.

Gelato Day: i giusti liquori per affogare il gelato - Uvinum

Il primo ingrediente, ovviamente, è il gelato. Vi consigliamo sempre di sceglierlo artigianale, preparato con ingredienti genuini e materie prime di qualità. Ricordatevi che un gelato, per essere definito artigianale, non deve essere prodotto con procedimenti industriali e deve essere prodotto a una distanza che non richieda il congelamento della base liquida e il successivo scongelamento in negozio.

Pensiamo ora a come affogarlo. Quando pensiamo ad un affogato, le prime opzioni che ci saltano in mente sono il cioccolato fuso, il caffè, il caramello o la frutta sciroppata. Per rendere il vostro gelato “più adulto”, una bella idea è quella di utilizzare distillati e liquori. Fate attenzione, però, ad abbinare bene l’alcol con il gusto del gelato!

Affogato al Whisky

In questo caso è d’obbligo scegliere un gelato alle creme, come cioccolato, caffè o vaniglia. Per la decorazione, potete utilizzare cialde, scaglie di cioccolato e, perché no, panna montata. In alternativa al whisky, potete scegliere anche una crema come il Baileys.

Affogato al Rum

Non avete scelta: con il rum dovete assolutamente buttarvi su un gelato al cioccolato fondente. Il risultato è fenomenale! Per un dessert dal tocco caraibico, invece, optate per un gelato alla banana.

Affogato al Maraschino o al Kirsch

Con il maraschino scegliete un gelato alla crema, alla vaniglia, al fiordilatte o, se proprio siete dei fan dell’amarena, un variegato gusto spagnola. Se, invece, preferite i gusti fruttati, vi consigliamo l’arancia, la fragola, il kiwi e il mirtillo.

Se pensate che il maraschino sia troppo dolce per i vostri gusti, allora potete servirvi anche del kirsch. Gli abbinamenti più azzeccati sono quelli con il gelato all’ananas e alla pera.

Affogato al Nocino

Il famoso liquore italiano ottenuto dal mallo della noce, il Nocino, si sposa alla perfezione con il gelato al caffè. Una delizia!

Giornata Europea del Gelato Artigianale: i giusti liquori per affogare i tuoi gelati - Uvinum

Affogato alla Vodka

La vodka si sposa benissimo con il gelato al limone. Una piccola idea per la presentazione: servite  il vostro affogato in mezzo limone svuotato per stupire i vostri ospiti!

Affogato al Prosecco

E se il Bellini diventasse gelato? Basterà prendere un fresco gelato alla pesca e ricoprirlo con del buon Prosecco.

Affogato al Porto

Se siete amanti del vino portoghese, provatelo in accompagnamento a del gelato al melone. Ed è subito estate!

Affogato al Gran Marnier

Che ne dite di una bella coppa arancia, banana, cioccolato e crema? Ottima, se guarnita con del Gran Marnier!

Affogato all’Amaretto

Affogate il vostro gelato alla nocciola con dell’Amaretto di Saronno per un gusto elegante e senza tempo.

Affogato alla Grappa

Un sapore fresco come quello della pera si sposa alla perfezione con la grappa, soprattutto se di pere Williams! Siete dei golosoni? Allora aggiungete alla vostra coppa una pallina di gelato al cioccolato.

Festa del papà: il giorno della zeppola

Il dolce tipico del giorno di San Giuseppe, che poi è anche il giorno della Festa del Papà, è la zeppola napoletana.

Festa del papà: che vino abbinare alle zeppole - Uvinum

Per chi non la conoscesse, la zeppola è una bignè fritto ripieno di crema pasticciera, sulla cui sommità viene posta un’amarena o una ciliegia sotto spirito. È un dolce dalla storia centenaria: la prima ricetta ufficiale si trova nel Trattato di Cucina Teorico-Pratico del gastronomo Ippolito Cavalcanti, libro scritto nel 1837 in lingua napoletana.

Perché si mangia la zeppola il giorno di San Giuseppe?

Secondo la leggenda, la zeppola risalirebbe addirittura alla fuga in Egitto di Maria e Giuseppe.  San Giuseppe, infatti, oltre a lavorare come falegname, si reinventò nel ruolo di friggitore e di venditore ambulante di frittelle per mantenere la sua famiglia. È per questo motivo che oggi, 19 marzo, si festeggia anche il Santo Protettore dei falegnami e dei friggitori!

La figura dello zeppolaro di strada, antico mestiere esistito fino a qualche anno fa a Napoli, sembrerebbe essere proprio un omaggio alla figura del Santo. Per le strade della città partenopea, di fatto, non era raro vedere dei banchetti di frittelle davanti alle botteghe dei falegnami, dove lo zeppolaro impastava e friggeva senza sosta per i passanti.

Che vino bere con le zeppole

La zeppola è un dolce piuttosto difficile da abbinare al vino, a causa della grassezza e della dolcezza notevoli che la contraddistinguono. È sicuramente meglio puntare su un vino bianco, ideale per ripulirsi la bocca, la cui dolcezza dev’essere però controbilanciata da una buona vena sapida e minerale.

Una buona idea è il Moscato, il “vino da festa” nella tradizione contadina italiana. Altre ottime opzioni sono rappresentate da un Vermentino, un Verduzzo Friulano, un Malvasia di Bosa o un Greco di Bianco.

 

Biodinamica: i vini che rispettano l’ambiente

sciopero mondiale per il futuro - i vini biodinamici - Uvinum

Oggi si scende in piazza per il futuro del pianeta. Gli studenti, infatti, hanno indetto una sciopero per il clima per chiedere ai governanti misure concrete contro il riscaldamento globale. Anche per quanto riguarda il mondo del vino, i produttori non sono indifferenti a questa questione e da qualche anno si è assistito all’introduzione di una serie di pratiche volte a salvaguardare l’ambiente.

La parola d’ordine è biodinamica. Molto simile come concetto a quello di viticoltura biologica, – che si basa essenzialmente sulla coltivazione senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi e OGM – la viticoltura biodinamica (e più in generale l’agricoltura biodinamica) si basa sul rispetto del corso naturale della natura e sull’equilibrio dell’ecosistema pianta-suolo-animali.

Inoltre, si differenzia dalla viticoltura biologica per l’utilizzo di preparati particolari a base di erbe e minerali, irrorati sulle piante in periodi specifici dell’anno, e per  l’adattamento ai cicli lunari sia per la semina che per il lavoro nei campi.

La certificazione Demeter

Anche se non esiste ancora una normativa di legge di riferimento , esistono delle certificazione che attribuiscono il titolo di “vino biodinamico”.

La principale è Demeter, creata nel 1927 e oggi in vigore in una cinquantina di paesi. La sede italiana dell’Associazione si trova a Parma e opera un attento controllo sulla produzione e sulla commercializzazione dei prodotti biodinamici, seguendo ogni fase fino all’etichettatura. Demeter non si occupa solo di vino e prodotti vegetali, ma anche di carne, prodotti caseari, spezie e prodotti non alimentari, come cosmetici e tessuti.

Vino biodinamico per salvare il pianeta - Uvinum

Alois Lageder

L’azienda Alois Lageder porta avanti con orgoglio la tradizione enologica di vini di qualità dell’Alto-Adige. L’approccio olistico e sostenibile della cantina si rispecchia nell’attività vitivinicola biologica e biodinamica, che le ha consentito di fondere tradizione e modernità.

 

La Raia

La Raia, azienda agricola biodinamica certificata Demeter, si trova nel cuore delle colline del Gavi, dove produce vini nel pieno rispetto per la natura.

Stefano Amerighi

Stefano Amerighi, nei suoi vigneti di Poggiobello di Farneta, segue scrupolosamente tutte le regole del metodo biodinamico: lavorazioni in vigna scandite dalle fasi lunari; pigiatura con i piedi; fermentazione spontanea con lieviti indigeni; imbottigliamento senza filtrazione o stabilizzazione.

10 cose da sapere sulla Festa di San Patrizio

Come ogni anno, il 17 marzo si celebra una data molto speciale per gli irlandesi e questa tradizione si è diffusa anche in diversi paesi del mondo. È il St. Patrick’s Day, il santo patrono d’Irlanda, una giornata piena di tradizioni, feste, tanto verde e birra. Ecco 10 cose che dovresti sapere su questa festa:

  1. Molta birra. Durante questa festa, viene consumata molta birra in tutto il mondo. I dati affermano che vengono consumati più di 13 milioni di litri in tutto il mondo il giorno di San Patrizio.
  2. Viva il verde. In questo giorno, la maggior parte degli irlandesi, che si trovano in diversi paesi del mondo, si veste di verde, uno dei colori che identifica l’Irlanda. Se vuoi celebrare questa festa in modo autentico, ti consigliamo di indossare una camicia verde… anche se il colore storico nazionale dell’Irlanda è blu!
  3. Incontrarsi in pub o in bar. Solitamente, gli irlandesi in questa giornata di festa vanno al pub a prendere qualche pinta. Se non sei in Irlanda, basta andare in un pub irlandese della tua città per vivere al meglio la festa.
  4. Chi era Saint Patrick? San Patrizio nacque nel IV secolo e venne rapito da alcuni uomini del re d’Irlanda. Durante la sua prigionia, studiò per diventare sacerdote e si narra che riuscisse a spiegare il mistero della Trinità con un trifoglio verde. Morì il 17 marzo del 461.
  5. Cosa si mangia durante questa festività? Tra i piatti tipici irlandesi , si preferiscono i dolci tradizionali ed alcune ricette a base di carne, come il roast chicken e il guiness stew.
  6. Le sfilate. È tradizione sfilare per la città per celebrare il giorno di San Patrizio. Puoi informarti per sapere se nella tua città la comunità irlandese organizza delle parate.
  7. Quando si è iniziato a festeggiare San Patrizio? La celebrazione del festa di St. Patrick’s Day iniziò nell’anno 1917.
  8. Dura diversi giorni. In molte località, come nella stessa Irlanda, anche se il giorno esatto è il 17 marzo, la festa si è convertita in un festival di più giorni incentrato su alcune sfilate.
  9. Chi è lo gnomo? È il simbolo di questa festa e si dice che sia una piccolo folletto che, secondo la leggenda, appare solo in certi giorni dell’anno.
  10. Ritmi celtici. Un altro modo per celebrare San Patrizio è facendosi coinvolgere nelle danze popolari irlandesi basate sui ritmi celtici.

E cosa c’è di meglio che unirsi alla festa con una buona birra? Ecco alcune delle nostre proposte, non perdertele!

 

5 grandi vini prodotti da donne

Il mondo del vino è sempre stato concepito come un mondo dominato dagli uomini. Eppure, negli ultimi anni, sempre più donne vi si stanno avvicinando, dando una nuova impronta alla comunicazione e alla produzione del vino.

Oggi 8 marzo, in occasione della Festa della Donna, vi proponiamo 5 vini prodotti da donne. Cosa aspettate a provarli?

Donne e vino: 5 vini prodotti da donne - Uvinum

 

 

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Arianna Occhipinti Sp 68 Bianco Sicilia 2017

Arianna Occhipinti acquista nel 2004 un ettaro di terreno a Fossa di Lupo, a lato della SP68, ed impianta il primo vigneto. Oggi il suo podere misura 22 ettari e i suoi vini sono apprezzati in tutto il mondo. Arianna si occupa in prima persona di tutto il ciclo produttivo, dalla vigna alla cantina, stando sempre molto attenta a rispettare il territorio e la natura.

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Elena Walch Gewürztraminer 2017

Elena Walch si avvicina al mondo del vino nel 1985, quando decide di chiudere il suo studio di architettura e trasferirsi a Termeno. In pochi anni, Walch è diventata un’azienda di primo livello, conosciuta a livello nazionale ed internazionale. È il Gewürztraminer il fiore all’occhiello dell’azienda.

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Donne Fittipaldi Bolgheri 2016

Maria Fittipaldi Menarini e le quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina sono il cuore dell’azienda Donne Fittipaldi. Tutto ha inizio nel 2004 a Bolgheri, nel cuore della Toscana, con l’obiettivo di produrre vini di grande eleganza ed armonia.

 

 

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Mora E Memo Tino Sur Lie 2015

Elisabetta Pala, insieme alla sorella e alla madre, conduce l’azienda Mora&Memo a Serdiana, Sardegna. La “mora” – un riferimento ai quattro mori della bandiera sarda – simboleggia la figura della donna, da sempre fulcro della famiglia; “memo” sta per memoria, un “reminder” per tutti della figura edificatrice della donna.

 

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Foradori Teroldego Sgarzon 2016

Elisabetta Foradori è stata una delle pioniere della viticoltura biodinamica in Italia. Elisabetta ha preso in mano le redini dell’azienda – fondata dal nonno a Mezzolombardo – nel 1984, imponendosi come primo obiettivo quello di recuperare una delle varietà trentine più antiche, il teroldego.

Il primo abbinamento basato sul DNA dei commensali

Sì, il settore della gastronomia è senza dubbio proiettato verso il futuro. Tale è la sperimentazione che adesso si utilizza anche il DNA per creare nuovi sapori e gusti. Sembra che González Byass, per la prima volta nella storia, abbia condotto un progetto che prevede di abbinare il primo menu della storia basato sul DNA del commensale.

Scienza, vino e gastronomia

Se ciò che si cerca è di avvicinarsi, sempre più, ai gusti del commensale, con questo esperimento il successo è assicurato. Si è creata una perfetta simbiosi tra scienza, vino e gastronomia, applicata all’alta cucina. La famiglia di Gonzalez Byass, famosi proprietari di cantine, ha accompagnato un menu personalizzato e associato ai gusti e agli aspetti nutrizionali di ogni commensale, secondo la loro propria genetica.


Questo menu è stato creato da Mauro Colagreco, chef con 2 stelle Michelin e numero 3 in The World’s 50 Best Restaurants, il medico genetista Dottor Jorge Dotto ed i già citati enologi González Byass. Perciò, sia gli ingredienti che i vini hanno seguito le preferenze di gusto, aroma e altri indicatori di salute, ottenuti ​​dai dati dei test genetici effettuati nel laboratorio The Gen Company.

I medici hanno già anticipato qualche anno fa, che il DNA è la chiave per definire trattamenti, conoscere malattie e può essere utile in molti ambiti della società, per esempio nella bellezza.

In cosa consiste questo studio?

Per definire un menu adatto ai gusti di una persona, vengono presi in considerazione diversi fattori. Ad esempio, l’ambiente circostante, lo stato di salute, la dieta e le influenze culturali, le abitudini, la capacità di apprendimento e i geni. Questi componenti sono responsabili della percezione dei sapori.

Va notato che gli umani hanno recettori del gusto nel naso e nella lingua. Pertanto, notiamo diversi tipi di sapore come il dolce, il salato, l’acido e l’amaro. A questo gruppo si aggiunge il gusto scoperto poco tempo fa, l’umami (un sapore sottile ma con un retrogusto prolungato difficile da descrivere). Questi mandano un segnale al cervello che, insieme a fattori esterni, determina se qualcosa ci piace o no.

In questo processo influiscono oltre 35 recettori e più di 400 si occupano della determinazione degli aromi. Partendo da alcune “istruzioni” codificate nel DNA, si percepiscono una grande varietà di sapori, come indica il Laboratorio The Gen Company, responsabile di questo abbinamento, basato sul DNA delle persone.

Così, è stato analizzato un pannello progettato dal Dr. Dotto, che contiene geni associati ad aspetti nutrizionali, gusti e sapori. Da lì, si sono ottenuti i profili personalizzati di ogni commensale. Ciò fornisce un informazione accurata sulla predisposizione genetica a percepire i gusti. Inoltre, offre altri indicatori come le intolleranze, la risposta ai grassi poli e mono-insaturi o il rischio genetico di avere carenze di alcune vitamine.

Secondo l’interpretazione di questi profili, lo chef ha progettato un menu per ogni tipologia genetica, dando priorità ai gusti più affini a ciascuno, in base a ciò che indica il DNA, nonché i valori relativi alla nutrizione. Mentre González Byass ha contribuito con un tocco personale, l’abbinamento, rappresentando la diversità enologica di questa Famiglia di Vini. Mangeremo in questo modo nel prossimo futuro?

 

In che modo le bevande influiscono sulla tua pelle?


Sicuramente quando parliamo di vino e cura della pelle, ci vengono in mente i polifenoli dell’uva, antiossidanti che si prendono cura della nostra pelle e la fanno sembrare più giovane. Le bevande alcoliche, però, possono avere effetti negativi se non si beve con moderazione, cominciando dalla disidratazione che colpisce il corpo e, di conseguenza, anche la pelle.

Effetti delle bevande sulla pelle

Secondo una pubblicazione di Wine Spectator, alcune bevande, come il vino, disidratano il corpo e la pelle. L’abuso di queste bevande, quindi, rende la pelle più rugosa e secca. Inoltre, l’alcol è un vasodilatatore, ovvero provoca un allargamento dei vasi sanguigni quando si beve. Ciò, combinato con la ritenzione idrica dovuta alla disidratazione, può causare gonfiori in alcune zone del corpo.

In ogni caso, si è costatato che bevendo con moderazione, gli effetti collaterali sulla pelle sono poco frequenti, soprattutto per le persone sane (persone che bevono abbastanza acqua ogni giorno, mangiano in modo equilibrato e praticano sport).

Bevande distillate

La maggior parte delle bevande distillate, come il rum, la tequila o la vodka, riducono i livelli di ossigeno nel sangue e ciò può sbilanciare la produzione di collagene nella pelle. Di conseguenza, l’epidermide perde splendore e risulta opaca.

Inoltre, il consumo di alcol aumenta il numero di impurità, punti neri e brufoli sulla pelle e provoca secchezza, dato che riduce la quantità di sangue ossigenato nelle vene. A questo, si aggiunge il gonfiore derivato dal bere più alcol del normale: l’alcool è ricco di zuccheri e provoca la ritenzione dei liquidi. Pertanto, bere con moderazione è importante per non danneggiare la tua pelle.

Birra e pelle

Tutto ciò che è bevuto in eccesso ha effetti negativi sull’organismo. La birra contiene sale e potrebbe non essere così salutare per il tuo corpo come si crede. D’altra parte, se bevuta con moderazione, offre morbidezza e idratazione al viso, al corpo e ai capelli, rafforzandoli. Infatti ci sono maschere di birra e spa con trattamenti con questa bevanda che stanno riscuotendo un gran successo.

I polifenoli del vino rosso

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, il vino rosso ha proprietà anti-invecchiamento, in gran parte grazie al resveratrolo, il polifenolo che si trova nella buccia dell’uva. Il resveratrolo si distingue per la capacità di combattere i radicali liberi, molecole instabili che derivano dall’inquinamento o dall’eccessiva esposizione solare.

Il resveratrolo può combattere lo stress ossidativo e mitigare il danno che provoca nel corpo. Anche se un bicchiere di vino al giorno non contrasta il naturale processo di invecchiamento del tuo corpo, può aiutare se combinato con uno stile di vita sano.

 

Alzati con energia! Le migliori colazioni del mondo

La colazione è il pasto più importante della giornata. Deve essere sana ed energetica perché ci aspetta un’intera giornata in cui faremo di tutto: lavoro, sport, passeggiare… Vuoi sapere quali sono le migliori colazioni del mondo? Scoprile e preparale a casa.

Il Messico e i suoi “huevos rancheros”

Iniziamo con le gustose uova fritte messicane servite con tradizionali tortillas di mais ripiene di formaggio, pomodoro e guacamole, a cui possiamo aggiungere altri ingredienti. Sicuramente, una colazione potente ed energetica che non ti farà sentire la fame fino all’ora di pranzo.

Colazione inglese

Se la colazione messicana ci sembrava abbondante, quell’inglese è simile ma con ancora più ingredienti. Infatti troviamo uovo fritto, pancetta, funghi fritti, fagioli al forno e pomodoro. A tutto ciò possiamo aggiungere fette di pane tostato con burro. Più che una colazione è un vero e proprio pasto completo.

La Turchia e i sapori mediterranei

La colazione in Turchia non è da meno, ma vengono introdotti una serie di alimenti che fanno parte della dieta mediterranea. Troviamo pomodori, formaggio e cetrioli … ma possono essere aggiunti altri alimenti, come lo yogurt.

La Francia e i suoi croissant

Questa colazione è più vicina alle nostre abitudini. Di solito è una colazione veloce, composta da caffè, croissant, burro, pane tostato e succo d’arancia. E non c’è bisogno di andare a Parigi perché possiamo provarla a casa nostra ogni mattina.

Giappone: non solo riso

Non so quante persone inizierebbero la giornata con un piatto di riso, ma in Giappone la colazione è composta proprio da riso, tsukemono (verdure in salamoia), pesce, uova e zuppa di miso. È un mix che richiede il suo tempo e deve essere degustato con calma. È meglio provarlo il fine settimana.

A Mosca

Anche la tipica colazione russa è normalmente abbondante. Si compone di fiocchi di kasha o di avena nel latte, uova, pancake con panna, butterbrod (pane bianco o nero con formaggio e salsicce) e latticini. È davvero una colazione deliziosa, ma avremo bisogno di tempo per assaporarla.

E per finire… la Spagna

Se vogliamo provare una tipica colazione spagnola, non possiamo farci mancare due fette di pane ben tostato condite con pomodoro, olio extra vergine d’oliva e prosciutto spagnolo, magari accompagnate da un bel bicchiere di vino rosso. Non c’è modo migliore per iniziare la giornata!