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Assenzio

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L’assenzio è un distillato dall’alta gradazione alcolica. Il suo nome deriva dall’Artemisia Absinthium, - assenzio maggiore - pianta i cui fiori e foglie sono utilizzate appunto nella produzione dell’assenzio.
L’assenzio fu inventato dal medico francese Pierre Ordinaire che, trasferitosi in Svizzera per fuggire dalla Rivoluzione Francese, venne a conoscenza dell’assenzio maggiore dai colleghi del luogo. Come molto spesso accade, Ordinaire creò il distillato per utilizzarlo a scopo terapeutico, ma ben presto il toccasana, rinominato la Fée Verte (la Fata Verde) per il suo colore, raggiunse una popolarità inaspettata. La fama dell’assenzio, però, toccò il suo apice alla fine del  XIX secolo, grazie agli artisti e agli scrittori parigini del Decadentismo, i quali ne facevano largo uso.

Produzione dell’assenzio
L’assenzio presenta un sapore piuttosto ricco e complesso, dovuto alle erbe utilizzate nella produzione. Oltre all’assenzio maggiore, gli altri ingredienti di base sono i semi di anice verde, che danno il caratteristico sapore alla bevanda, e i semi di finocchio. Ogni brand, poi, ha la propria ricetta, ma solitamente le erbe più utilizzate sono issopo, badiana, angelica, coriandolo, camomilla, finocchio selvatico, menta, cannella, liquirizia, vaniglia, salvia, melissa, menta, artemisia pontica, lavanda, zeste di limone e arancia, ecc.

La prima fase di produzione dell’assenzio consiste nella macerazione in alcol dell’intera pianta d’assenzio con semi di anice verde e semi di finocchio. Successivamente, si passa alla fase di distillazione. Ogni marca, infine, mette in infusione le erbe volute, sia per dare aroma che colore al distillato.

Come bere l’assenzio?
È quasi impossibile bere l’assenzio puro: la sua gradazione alcolica va dai 40º ai 70º!
La tradizione vuole che l’assenzio venga diluito con acqua gelata e dolcificato con una zolletta di zucchero, utilizzando un apposito cucchiaio forato: sul piccolo bicchiere contenente l’assenzio viene posto un cucchiaio forato, il quale regge una zolletta di zucchero. L’acqua gelata viene versata delicatamente - meglio se goccia a goccia - sopra la zolletta, fino a provocarne lo scioglimento dentro al bicchiere.

Come si riconosce il vero assenzio?
Purtoppo, nel corso degli anni, molti surrogati - preparati con oli essenziali, coloranti e senza essere stati distillati - sono apparsi sul mercato, e oggigiorno sono davvero pochi i produttori di vero assenzio.
Per riconoscerlo, bisogna fare attenzione a:

  • Colore: è ottenuto naturalmente grazie all’infusione delle erbe. Può presentarsi in tutte le possibili sfumature della clorofilla, dal giallino al verde più intenso. Solitamente, il verde smeraldo intenso è sintomo di coloranti artificiali.


  • Louche: l’anice fa sì che l’assenzio perda colore con a contatto con l’acqua, raggiungendo quasi un colore bianco lattiginoso.


  • Distillazione: il vero assenzio è distillato, non solo macerato, e la ricetta non prevede l’aggiunta di olii essenziali.

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